domenica 8 novembre 2009

Lévi - Strauss: Uomo Strutturalista E Vero Galilei Del 20° Secolo

levi-straussCari ragazzi e cari lettori, il 30 ottobre scorso si è spento  Claude Lévi- Strauss (Bruxelles, 28 novembre 1908 – Parigi, 30 ottobre 2009). E' stato il più grande ed influente antropologo del XX secolo. Tra i suoi contributi alla psicologia scientifica vi è l'applicazione del metodo di indagine strutturalista agli studi antropologici.

Nato a Bruxelles da genitori francesi di religione ebraica, si trasferisce presto con la famiglia a Parigi, dove suo padre lavorava come ritrattista; in quel clima intellettuale avviene la sua formazione culturale.


    « Lévi-Strauss non è certo il primo, né il solo a sottolineare il carattere strutturale dei fenomeni sociali, ma la sua originalità sta nel prenderlo sul serio e nel trarne imperturbabilmente tutte le conseguenze » (Jean Pouillon)
  
 « Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate »

(Claude Lévi-Strauss)


A un intervistatore, Claude Lévi-Strauss ha raccontato che prima ancora di essere capace di camminare, e molto prima di saper leggere, dal fondo della carrozzina condotta dalla madre, aveva identificato nelle prime tre lettere dell’insegna di un macellaio (boucher) e quelle del panettiere (boulanger) la medesima forma: bou. "Cercavo- diceva- già a quella età delle invarianti".
Tutto il lavoro del grande antropologo francese sta in quel gesto: cercare le permanenze in ciò che muta, si tratti di un rituale, una maschera, un sistema culinario o di un tabù sessuale, l’incesto.
È lo strutturalismo; e come ebbe a chiosare Roland Barthes, nel 1962, «l’uomo strutturale prende il reale, lo scompone, poi lo ricompone». [Fonte]




Riporto di seguito un post che l'amica,
e sensibile artista, Paola Tassinari ha pubblicato sul suo blog, per rendere omaggio alla memoria di questo grande.


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Au Revoir Monsieur Claude Lévi- Strauss


Claude Lévi-Strauss era il più grande antropologo vivente del suo tempo; è morto la levi strauss-teonotte  del 30/10/ 2009. Dal 1959 all’82 ha tenuto la cattedra di Antropologia Sociale al Collège de France. Accademico di Francia dal 1973, ricordiamo fra le sue opere tradotte in italiano: Tristi tropici (1960), Il pensiero selvaggio (1964), Il totemismo oggi (1964), Antropolgia strutturale (1966), Guardare, ascoltare, leggere (1994). Con Nottetempo ha pubblicato Tropici piú tristi.

"Odio i viaggi e gli esploratori" è l’incipit di “Tristi tropici”, il suo volume certamente più famoso, dove Lévi-Strauss incanta non solo come antropologo, ma anche come scrittore. “Viaggiare è uno dei piaceri più tristi” è una frase di Madame de
Staël, che Lévi-Strauss ha citato. Eppure, per la scoperta di un pezzetto di verità, il grande antropologo ha viaggiato.
Di ritorno dagli Stati Uniti, inconsapevole della tragedia che incombe, tenta di andare ad     insegnare nel suo vecchio liceo parigino, al tempo del governo di Vichy, lui che era ebreo. Il padre dell’antropologia, pur essendo riconosciuto il suo grande valore, è tacciato di poco impegno politico e scarsa partecipazione all’ identità ebraica. Eppure, fin dalla scuola materna, era stato aggredito con  l'appellativo di “sporco ebreo” e, dopo la guerra, si mise in cerca dell’albero, piantato in Israele dalla sua famiglia col proprio nome.

Lévi - Strauss non era Lancillotto ma Galahad. Infatti, Lancillotto, troppo preso dalle cose terrene, non riuscirà mai ad avvicinarsi al Graal. Lévi - Strauss aveva il temperamento di Galahad, più trascendente che immanente, ecco perché si è avvicinato al Graal. Perdonate il mio umile sentire, è un grazie a ciò che ho avuto da questo Grande.

Segue un piccolo stralcio dal libro “Cristi di oscure speranze”, che riproduce l’intervista realizzata nel 1998 da Silvia Ronchej e Giuseppe Scaraffia.

Domanda:In occidente non si pratica l' antropofagia, ma si mangiano gli animali. Ora se definiamo cannibalismo l'introduzione di materiali umani nell' organismo umano, dobbiamo ammettere che attraverso questa compenetrazione si realizza anche la parentela. Dunque secondo un ragionamento antropologico, gli animali potrebbero diventare nostri parenti”.
Risposta: "Sì, è una bella idea! Premetterei che, nel pensiero degli indiani d'America, quelli che conosco meglio, all' origine dei tempi gli animali e gli uomini non soltanto formavano un'unica famiglia, ma addirittura mancava una vera distinzione tra i gruppi. Questa distinzione, e quindi anche la possibilita per gli uomini di cibarsi degli animali, è apparsa solo alla fine dell'età mitica".
Domanda: “E come?”
Risposta: “Si tratta di un processo non molto differente da quello che possiamo leggere nell' Antico testamento. Anche nel Giardino dell' Eden - e quindi all' origine dei tempi- Adamo ed Eva erano assolutamente vegetariani. Questo è un fatto molto curioso: l'uomo diventa carnivoro solo uscendo dall'Arca di Noè, dopo quella fase di intima convivenza che si è venuta a creare fra uomini e animali, all'interno dell'arca durante il Diluvio Universale. E' qui che i due gruppi si separano, ed è allora che Dio, Colui che può tutto, l' Onnipotente, dà il permesso, anzi quasi l'ordine, di nutrirsi di carne animale”.
Domanda:Vuol dire che la differenziazione nasce da un eccesso di intimità, forse da un rischio di confusione?”
Risposta:E la questione successiva è quella della Torre di Babele. Alla separazione di uomini e animali, segue quella tra gli uomini, che vengono separati dalla diversità delle lingue. Quindi la vostra domanda in realtà è: si potrà ricostruire un giorno l' unità primordiale? Io lo vorrei, ma francamente ne dubito”.

Da un anno, Lévi - Strauss aveva smesso di rispondere al telefono. Non aveva più rilasciato interviste, né era comparso in pubblico. Poco prima di scomparire, aveva detto della sua vecchiaia: “Esiste oggi per me un io reale, che non è più che un quarto o la metà di un uomo, è un io virtuale, che conserva ancora una viva idea del tutto. L’io virtuale immagina ancora il progetto di un libro, comincia a organizzare i capitoli, e poi dice all’io reale: - Ora tocca a te continuare -. Ma l’io reale, che non ha più la forza, risponde all’io virtuale: - E' un problema tuo. Tu solo hai una visione del tutto. E’ in questo strano dialogo che ormai scorre la mia vita-".


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12 commenti:

  1. Ciao carissima!
    sempre rilevantissimi i tuoi post, grazie! Colmi le mie mancanze, il poco tempo da dedicare a quello che succede fuori dalla mia sfera lavorativa che mi assorbe in continuazione....
    Cito: "Le società calde, secondo una definizione che ha fatto scuola, sono quelle moderne, «spinte dai demoni del progresso storico», mentre fredde sono quelle primitive: statiche, cristalline, armoniose. L’antropologo è per lui l’uomo che oscilla come un pendolo tra i due sistemi, qualcuno che non può mai sentirsi a casa sua in nessun luogo, e che sarà, psicologicamente parlando, sempre un minorato" una bella lezione rispetto al nostro punto di vista autorefrenziale...
    E ancora mi piace questa definizione di Calvino "l fondamento della libertà stava per lui «in quel pulviscolo di piccole ineguaglianze, abitudini, credenze, che i pianificatori della libertà hanno fatto di tutto per far scomparire». Una lezione importante in tempi di massificazione come i nostri.....
    Ci sentiamo presto, un abbraccio
    france

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  2. Un grande, un grandissimo del Novecento. Fu lui nel periodo della mia prima giovinezza, assieme ai due suoi predecesori Frazer e Morgan, ad aprirmi gli occhi sulla condizione umana. Sulla violenza, la guerra, l'illusone della religione, i rapporti parentali. Lessi allora parecchie sue opere, la maggior parte in lingua originale, perché non volevo perdermi nessuna sfumatura del suo scrivere. Se n'è andato, per suo volere, con discrezione. Grande anche in questo.

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  3. Ho appreso della morte di Lévi Strauss dal giornale radio, non conoscendolo ho ascoltato con attenzione la scheda....ho poi pensato che presto tu ne avresti parlato e quindi avrei avuto la possibilità di apprendere qualche utile informazione......non mi sono sbagliata;))
    ciao annarita, roberta.

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  4. Sono d'accordo, Al. Lèvi- Strauss ha dato moltissimo a tanti di noi.

    Ciao
    annarita

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  5. Cara Annarita, immagino che gli amici finora convenuti qui per un personale commento, ed altri che seguiranno eventualmente, abbiano fatto capolino al «post che l'amica, e sensibile artista, Paola Tassinari ha pubblicato sul suo blog, per rendere omaggio alla memoria di questo grande.», come tu hai fatto presente.
    Inutile dire da parte mia, che se tu Annarita hai ritenuto di perfezionare in questo modo la commemorazione di Claude-Levi-Strauss non è solo per mettere sul piedistallo il post di Paola Tassinari, mia ottima amica insieme a te, ma anche i commenti che vi sono derivati.
    Felice nuovo giorno,
    Gaetano

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  6. ciao Annarita
    sai ho sempre apprezzato questo autore pur avendo letto pochi suoi lavori. La ricerca delle invarianze nel mutevole è anche il cardine della mia (pseudo) ricerca. E ora dirò una cosa che (forse) ti farà rabbrividire: la mente come somma. Scomponiamo  questa somma
    in addendi poi sommiamo questi addendi tra loro e alla somma iniziale.
    Mi sembra l'unica via per capire. (E a peggiorare le cose, anche la caratteristica di non commutabilità ...)
    Mi hai dato un nuovo spunto
    :)

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  7. No, Paolo! Le tue affermazioni non mi fanno rabbrividire...
    La mente è stata esplorata ancora in minima parte. Chi ricerca in questo ambito complesso e delicato ha naturalmente dei punti di vista e tu segui il tuo...che, a mio avviso, è interessante.

    Un salutone.
    annarita

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  8. utente anonimo9 novembre 2009 16:51

    mi dispiace però a 100 anni secondo me poteva darci tante altre cose sulla antropologia ma soprattutto sulla scienza


    carlo 1b

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  9. utente anonimo9 novembre 2009 18:32

    rosy: non conescevo Claude Lévi-Strauss prima di lasciarti un commento voglio  leggerlo prima. Grazie
    Un abbaccione e buona settimana.

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  10. utente anonimo9 novembre 2009 21:46

    rosy: non posso che dirti grazie per avermi fatto conoscere Lèvis Strauss. Ma credo che dovrò ritornare a rileggerlo più di una volta...
    Un bacione e buona serata.

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  11. utente anonimo9 novembre 2009 23:21

    si volevo dire quello perchè con tutte le scoperte che ha fatto anche poco prima di morire(anno prima per esempio)poteva regalarci nuove strade da seguire  e tante altre cose che potrebbero servire per ancora altre scoperte in base a quello che prova come ci ha spiegato a scuola (formulo una legge sul pane e fatta ne faccio una in base agli ingredienti e cosi via


    carlo 1b

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  12. prof e molto bello l'articolo del uomo  lèvi strauss lo letto e mi piace da michael prosperi 1b

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