sabato 28 febbraio 2009

Conosciamo La Nostra Cucina E Le Altre [Unità Di Apprendimento Scaricabile]

Cari colleghi e lettori interessati, vi propongo una unità di apprendimento di carattere trasversale a molte discipline e spendibile nelle classi prime. I contenuti riguardano l'Alimentazione, una tematica ampia che  stimola l'interesse dei ragazzi.


L'unità di apprendimento in questione è stata da me sviluppata per la rivista Scuola e Didattica ed è reperibile all'interno dell'inserto "Alimentazione e salute" . Ne seguiranno altre due destinate rispettivamente alle classi seconda e terza. 


Riporto di seguito l'introduzione del documento pdf, scaricabile alla fine del post.


Destinatari: alunni di classe prima.


Discipline coinvolte: Italiano, Storia, Religione, Scienze, Matematica, Tecnologia, Arte e immagine.


Apprendimento unitario da promuovere. L’alunno scopre, attraverso un approccio ludico, la presenza delle tradizioni alimentari e il loro significato rituale, simbolico, sociale nonché il loro rapporto con le caratteristiche territoriali nostrane ma anche di altri popoli.


Compito unitario in situazione.  Realizzare un calendario dei pasti aventi un legame con eventi speciali: Natale, Pasqua, Carnevale ecc. Per gli alunni di cultura diversa: elaborare un calendario su misura delle abitudini alimentari che caratterizzano le ricorrenze della propria cultura.


Attività laboratoriali. Una volta precisato l’apprendimento unitario da promuovere, prospettato come compito di apprendimento identico per tutti, si mirerà a personalizzare l’acquisizione delle conoscenze e delle abilità strumentali alla realizzazione dell’intero di apprendimento.
Tenute, pertanto, nella debita considerazione le capacità di ogni singolo alunno, i suoi bisogni, motivazioni, interessi, si sceglieranno opportune attività connesse a conoscenze  ed abilità funzionali alle competenze che si vogliono far apprendere all’allievo.
La realizzazione dell’UA deve far incontrare l’articolazione dell’apprendimento con le esigenze differenziate dei singoli allievi in modo da controllare efficacemente la realizzazione del compito unitario di apprendimento per ciascuno.
Lo spunto comune di questo percorso formativo può essere fornito dalla lettura di alcuni detti sul cibo (attribuiti a personaggi di epoche e culture diverse). Forniamo i seguenti, a titolo di esempio:


- “L’uomo è ciò che mangia”. Feuerbach.
- “Dimmi ciò che mangi e ti dirò chi sei”.
Brillat – Savarin
- “Devi mangiare per vivere, non vivere per mangiare”.
Confucio
- “Crescere nutrendosi. E’una cosa molto strana, per quanto possa essere, che tutto ciò che Miss T. mangia diventa Miss T.” . W. De la Mare
- “C’è molta verità nel detto che l’uomo diventa ciò che mangia. Più grossolano è il cibo, più grossolano sarà il corpo”. Mahatma Gandhi


Naturalmente, se ne possono prendere in considerazione altri, legati alle ricette e ai modi di cuocere i cibi  nelle regioni italiane e presso le diverse culture, nelle varie epoche, per ritrovare inerenze e differenze. [Continua]


Scarica l'unità di apprendimento in formato pdf.


POST CORRELATI


Pane e...cioccolato


Publicità che ingrassa: una campagna contro l'obesità infantile


Alimentarsi bene...per vivere meglio


Le ricette di Natale: le carteddate pugliesi

lunedì 23 febbraio 2009

Parliamo Di Geni! [Unità Di Apprendimento Scaricabile]

Cari colleghi, metto a disposizione di quanti fossero interessati una Unità di apprendimento, pubblicata nell'annata 2006/07 sulla rivista Scuola e Didattica (Editrice La Scuola - Brescia), con la quale collaboro da anni in qualità di redattrice di articoli di didattica scientifica.


L'UA, scaricabile alla fine del post, è indirizzata ad una classe 3° secondaria, ma può essere adattata opportunamente ai livelli scolastici precedenti.


 Attraverso un percorso completamente sperimentale, articolato in sei fasi, si guida l'alunno a comprendere che l’insieme dei geni di un individuo costituisce il suo patrimonio genetico unico e irripetibile.


Si darà inizio al percorso di apprendimento, sottoponendo all’attenzione degli alunni alcuni quesiti su cui farli riflettere per formulare delle ipotesi:


- perché due genitori bruni possono avere figli biondi?
- Perché siamo alti o bassi di statura?
- Perché molti più maschi che femmine non distinguono bene i colori?
- Da che cosa dipendono il colore dei nostri occhi, i colori di una farfalla o di un fiore, l’altezza di un
albero?


Si faranno osservare immagini riferite a ragazzi e ragazze provenienti da varie parti del mondo per far
rilevare le differenti caratteristiche del volto:
il colore della pelle, il tipo di capelli, la forma degli occhi.

Che cosa determina queste differenze? Esistono davvero le razze umane?


Vagliate le ipotesi e sollecitata la curiosità dei ragazzi, si proseguirà nell’indagine (ricorrendo a varie risorse anche con l’apporto del collega di storia e italiano) considerando spunti come quelli proposti di seguito:


- la svolta storica intorno alla metà del 1800 nel campo delle scienze biologiche ( la teoria cellulare, la
teoria dell’evoluzione, lo studio dell’ereditarietà);
- un famosissimo romanzo di Michael Crichton e un ancor più famoso film, Jurassik Park, che si
basano sulle conoscenze dovute a una scienza relativamente nuova, la genetica.


Scaricate l'unità di apprendimento in formato pdf, per continuare la lettura del percorso apprenditivo.


Il documento è completo di verifiche  e criteri di valutazione.


Consultate un'animazione degli esperimenti di Mendel, in inglese.


___________________


POST CORRELATI


Geni Vegetali Benefici [1° Parte]


Geni Vegetali Benefici [ 2° Parte: Le Radici]


I Geni Architetti Del Cervello: Una Interessante Ricerca


Leggi di Mendel


Le Tappe Della Genetica [Risorsa pdf scaricabile]


Mappa sull'ereditarietà dei caratteri

sabato 21 febbraio 2009

Concorso: "Scegli La Prossima AstroFoto Di Hubble"

immagineconcorso


Cari ragazzi e cari lettori, riporto da ESA - Kids una notizia molto interessante. Leggete con attenzione e dopo affrettatevi ad esprimere la vostra preferenza, votando una delle sei possibili foto proposte. Parteciperete, comodamente da casa vostra, ad un evento straordinario.


***


13 Febbraio 2009
Negli ultimi diciannove anni il telescopio spaziale Hubble di ESA e NASA ha inviato migliaia di immagini spettacolari sulla Terra. Ora tu e i tuoi amici avete la possibilità di scegliere, fra sei oggetti celesti, quello da far fotografare al telescopio più famoso del mondo.


Per votare basta andare all'indirizzo: http://YouDecide.Hubblesite.org. Ma ricorda di farlo entro il 1 marzo. Tutti i votanti parteciperanno all'estrazione finale, dove sono in palio cento copie della foto vincente di Hubble.


I sei oggetti in gara, mai fotografati da Hubble fino ad oggi, sono: una regione dove si formano le stelle, due lontane galassie, due stelle morenti (chiamate nebulose planetarie) e una coppia di galassie in collisione. L'oggetto più votato sarà ripreso con straordinaria nitidezza dalla fotocamera del telescopio spaziale.


Il concorso che vede Hubble protagonista è stato organizzato in occasione dell'Anno Internazionale dell'Astronomia 2009.


L'immagine scelta verrà presentata durante una manifestazione internazionale dal titolo "100 ore di astronomia". L'evento, che si terrà dal 2 al 5 aprile, ha l'obiettivo di invitare il maggior numero possibile di persone all'osservazione del cielo di notte.


Il telescopio spaziale Hubble, lanciato nel 1990, é un progetto di collaborazione internazionale tra ESA e NASA. L'ESA ha fornito due serie di pannelli solari e la fotocamera di Hubble, e gli scienziati europei svolgono un ruolo fondamentale nelle osservazioni che compie. La prossima missione per la manutenzione di Hubble partirà il 12 maggio 2009 a bordo dello space shuttle Atlantis, nella speranza che che questo possa allungare la vita del telescopio di altri 5 anni.


***


Prima di lasciarvi con le 6 immagini che ho ripreso dal sito di Hubble, vi segnalo una notizia molto interessante che potrete leggere sul blog di Alberto Cane:


L'anello diamante di Madre Terra


Visitate anche il tag "Astronomia", su questo bog, ove troverete risorse e informazioni che potrebbero interessarvi.


E adesso le sei foto tra cui votare. Cliccate sull'indirizzo dello screenshot per raggiungere il sito di Hubble, ove esprimere la vostra preferenza! Partecipate numerosi!!!


 


mercoledì 18 febbraio 2009

La Cometa Lulin (C/2007 N3) Alla Minima Distanza Dalla Terra, Il 24 Febbraio

natura_cometa1


Cari ragazzi e cari lettori, vi segnalo un evento astronomico importantissimo: il transito della cometa Lulin alla minima distanza dalla Terra, ad appena 0,41 UA (pari a 61,5 milioni di km), previsto per il prossimo 24 febbraio.


Vi fornisco di seguito informazioni più dettagliate, prese dal Corriere della Sera online.


***


Dal CORRIERE DELLA SERA - SCIENZE E TECNOLOGIE, 12 Gennaio 2009


MILANO - E’ in arrivo la cometa Lulin (C/2007 N3) ed è visibile nel suo transito tra le stelle della costellazione della Libra. Ora visibile solo con strumenti, promette di dare spettacolo in febbraio quando, il giorno 24 passerà alla minore distanza dalla Terra (0,41 unità astronomiche). Allora dovrebbe essere abbastanza luminosa da raggiungere la 4a magnitudine ed essere anche visibile ad occhio nudo.


LA SCOPERTA - Quando era stata scoperta da Quanzhi Ye (Sun Yat-sen University, Guangzhou, Cina) che la ritrovava su tre immagini raccolte l’11 luglio 2007 da Chi-Shang Lin dell’Istituto di astronomia della National Central University di Jung-Li di Taiwan, era stata descritta come un asteroide. Ma J. Young del Table Mountain Observatory, in California, (Usa) sei giorni dopo notava intorno una coda con un nucleo luminoso centrale: era la conferma della natura di cometa.


DUE CODE - Successivamente B.G. Marsden ne calcolava l’orbita con successive approssimazioni man mano che le osservazioni si moltiplicavano. I dati suggeriscono che dovrebbe essere la prima volta che Lulin visita la regione interna del sistema solare. Ora è in arrivo, vediamo se riserverà sorprese. Intanto già rivela oltre la coda luminosa una più debole «anti-coda».


Dal CORRIERE DELLA SERA- SCIENZE E TECNOLOGIE, 04 Febbraio 2009


MILANO - Ormai è diventata nota come la «cometa verde» grazie al suo colore derivato dai gas che emette come ben si vede nella bella fotografia dell’astrofilo Paolo Candy. Stiamo parlando della cometa Lulin, scoperta nel 2007 da una collaborazione tra astronomi di Cina e Taiwan, che si sta avvicinando alla Terra: la «sfiorerà» il prossimo 24 febbraio da una distanza di 60 milioni di chilometri. Allora dovrebbe raggiungere una brillantezza tra la 4a e 5a magnitudine e quindi dovrebbe visibile ad occhio nudo.


GETTI EMESSI - Nessuno però lo giura perché questa è la prima visita di Lulin all’interno del sistema solare e nessuno sa come si comporti. Le sorprese sono quindi possibili. I getti che la colorano di verde emessi dal nucleo contengono cianogeno, un gas ritrovato in molte comete, e carbonio biatomico. Entrambe le sostanze garantiscono un alone verde quando sono illuminate dalla luce del Sole nel quasi-vuoto spaziale. Per vederla bisogna adesso guardare tra le stelle della costellazione della Bilancia.


PRIMA SORPRESA - Il 16 febbraio transiterà nella costellazione della Vergine e il 24 febbraio apparirà a poca distanza da Saturno nella costellazione del Leone. Nelle immagini (in bianco e nero) raccolte ieri dagli astrofili Ernesto Guido, Giovanni Sostero e Paul Camilleri già la «cometa verde» ha offerto una prima sorpresa mostrando una «disconnessione», un distacco della coda di plasma (GUARDA). Ma siamo solo alle prime battute.


***


La scoperta della cometa, fa parte di un progetto denominato Lulin Sky Survey (LUSS), il quale si propone di esplorare le diverse popolazioni di piccoli corpi del sistema solare, in particolare di quegli oggetti che potrebbero essere un pericolo per il nostro pianeta.


Lulin, però, non è la prima delle misteriose comete che negli ultimi anni hanno "sfiorato" il nostro pianeta. MSN propone questa galleria di immagini.


E adesso alcune mappe di ANTARES (per gentile concessione di Sky&Telescope) per coloro che vogliono seguire la cometa nel suo percorso in cielo, nei prossimi mesi:










Due cartine stellari, prese dalla rete:

Mappa 1 (dall’11 gennaio al 20 febbraio);


Mappa 2 (dal 20 febbraio al 18 marzo).


Alcune  deliziose immagini di Lulin.


lulinbellissima


Lulinverde


lulinaduecode


 


Qui un altro articolo di ANTARES sulla cometa Lulin, risalente al 27 dicembre 2008.


Prima di finire con un filmato, vi invito a visitare, su questo blog, il tag "astronomia", dove troverete oltre nove pagine di risorse dedicate.


Visitate anche la sezione  Learning Object con tre di questi dedicati all'Astronomia.


Un filmato riguardante la Cometa Mc Naught.


 



lunedì 16 febbraio 2009

Fotografie Di Animali: 35 Straordinari Esempi

Cari ragazzi e cari lettori, se amate fotografare la Natura in generale, e gli animali in particolare, a questo indirizzo trovate 35 straordinarie foto che potrete utilizzare a vostro piacere, inclusi interessanti approfondimenti scientifici.


Ne riporto di seguito sette. Ammirate.


1°foto


Seconda foto


2°foto


Terza foto


3°fotoQuarta foto


4°fotoQuinta foto


5°fotoSesta foto


6°fotoSettima foto


7_foto

domenica 15 febbraio 2009

Da Cellule Staminali Cutanee A Cellule Cardiache [Studio Del Team Di Ricerca Di Tim Kamp]

Cari lettori, riporto di seguito una notizia segnalata su "il blog della prof" dall'amica e collega Pokankuni.


Da cellule della pelle a cellule cardiache - di Regina Bailey, About.com Biology (Saturday February 14, 2009) - Ricercatori dell'Università di Wisconsin-Madison sono riusciti a trasformare cellule della pelle in cellule del cuore.


Questo stupefacente risultato è stato ottenuto facendo prima "regredire" le cellule della pelle allo stato di cellule staminali. Le cellule staminali sono state poi "riprogrammate" per formare cellule cardiache pulsanti.


Questa ricerca dimostra che le cellule staminali adulte possono essere usate per creare altri tipi di cellule. A differenza di quanto accade nella ricerca che utilizza cellule staminali embrionali, in questo procedimento non è stato necessario distruggere embrioni umani.


C'è la speranza che le conoscenze acquisite con questo studio possano portare un giorno a poter disporre di cure delle malattie cardiovascolari utilizzando cellule della pelle "riprogrammate".


Per approfondire: Stem Cells From Skin Cells Can Make Beating Heart Muscle Cells (Science Daily)


Leggendo l'articolo su Science Daily per approfondire, ho appreso che lo studio è stato condotto da Tim Kamp, professore di Medicina e Cardiologia, e il suo gruppo di ricerca.


Di seguito, un'immagine delle cellule muscolari cardiache ottenute dalle cellule staminali pluripotenti iPS (in grado di  specializzarsi in tutti i tipi di cellule che troviamo in un individuo adulto), riprogrammando le cellule cutanee adulte.



cellule staminali


 


 

La Fotosintesi Clorofilliana [Due Risorse Video]

Dalla Rete
Cari ragazzi e cari lettori, vi propongo due ottimi fimati sulla fotosintesi clorofilliana, segnalati dalla nostra amica Maestra Maria Pia del blog "Ciao Bambini".

Riporto da wikipedia.

La fotosintesi clorofilliana è l’insieme delle reazioni durante le quali le piante verdi producono sostanze organiche a partire da CO2 e dall’acqua, in presenza di luce.

Mediante la clorofilla, l'energia solare (luce) viene trasformata in una forma di energia chimica utilizzabile dagli organismi vegetali per la propria sussistenza. Tali organismi si dicono autotrofi.

Il processo è oggi quello nettamente dominante, sulla Terra, per la produzione di composti organici da sostanze inorganiche e, probabilmente, rappresenta la prima forma di processo anabolico sviluppato dagli organismi viventi. Inoltre, la fotosintesi è l'unico processo biologicamente importante in grado di raccogliere l'energia solare, da cui, fondamentalmente, dipende la vita sulla Terra.

sabato 14 febbraio 2009

GioAstroImage: Uno Straordinario Sito di Astrofotografia

Cari ragazzi e cari lettori, vi segnalo GioAstroImage, uno strepitoso sito di astrofotografia. L'autore è Giovanni Cortecchia, un  bravissimo astrofotografo di Bagnacavallo (Ravenna).


Così Giovanni presenta se stesso e il suo lavoro.


Ciao, mi chiamo Cortecchia Giovanni,  sono nato nel 1963, mi sono avvicinato all'astrofotografia molto lentamente spinto dalla curiosità di vedere con i propri occhi ciò che nasconde il cielo notturno, dal desiderio di esplorare lo spazio, dal conoscere un poco alla volta le stelle che ci circondano ed individuarne la posizione col passare delle stagioni, dal conoscere la storia di ognuno degli oggetti che di volta in volta si ricerca.  Perchè la fotografia? 

mercoledì 11 febbraio 2009

Iceberg, Meraviglie Della Natura [Slideshow]

Cari ragazzi e cari lettori, vi presento uno slideshow  di 17 diapositive sugli iceberg, che ho ricavato da un file in power point inviatomi da un amico fraterno, il bravo giornalista Pier Luigi Zanata, che a sua volta lo ha ricevuto da un amico, il noto giornalista sportivo Franco Daniele.


Così, grazie a  questo circolo di conoscenze, il file è approdato su Scientificando, avendo deciso di proporvelo per la suggestione delle immagini.


Faccio precedere lo slideshow da alcune informazioni sugli iceberg prese da Wikipedia.

lunedì 9 febbraio 2009

Charles Darwin, Un Naturalista Giramondo

Cari ragazzi e cari lettori, riporto di seguito integralmente un contributo dell'amico Mauro Piadi, che ne ha fatto gentile concessione a Scientificando, sul grande naturalista inglese Charles Darwin.


Prima di passare all'articolo di Mauro, si ricorda che il 12 febbraio 2009 ricorrerà il bicentenario della nascita di Darwin. Leggete il post "Manifestazoni Darwin day" su questo blog per saperne di più.


E ancora una risorsa straordinaria che ho reperito in rete per voi. Una vera chicca! Si tratta di un ebook di 276 pagine in formato pdf scaricabile, "Diario di un naturalista giramondo" di Charles Darwin, qui nella traduzione del grande Michele Lessona (Venaria Reale, 20 settembre 1823 - Torino, 20 luglio 1894).


Scarica l'ebook "Diario di un naturalista giramondo".


***


Scrive Mauro.


darwin


Sottoscrivo senza riserve il giudizio di coloro che hanno scritto che fra gli aspetti di diversità tra l’uomo e gli animali inferiori, il senso etico o coscienza è di gran lunga il più importante.
(Charles Darwin)


Ricorrono quest'anno due importanti anniversari, in tema di biologia: il 200° anniversario della nascita di Carles Darwin e il 150° anniversario della pubblicazione della sua opera più nota, Sull'origine delle specie.


Charles Robert Darwin (Shrewsbury, 12 febbraio 1809 - Londra, 19 aprile 1882) è stato un biologo, geologo e zoologo britannico.


I primi anni


A 16 anni il padre lo iscrisse a medicina, ma quando vide che Charles non riusciva a sopportare la vista del sangue e i metodi usati nelle sale operatorie, decise di spedirlo a Cambridge e di indirizzarlo alla carriera ecclesiastica. Ancora una volta Charles deluse i desideri paterni e a Cambridge si distinse per la sua capacità di raccogliere e classificare animali di ogni tipo. A quel tempo, inoltre, erano numerosi i teologi esperti di zoologia, botanica e geologia, cosicché Darwin nei suoi anni universitari ebbe modo di acquisire un bagaglio di conoscenze naturalistiche fuori dal comune.



Il viaggio intorno al mondo sul Beagle


Nel 1831 terminò i suoi studi e il suo professore di botanica, il teologo Henslow, lo raccomandò come naturalista al capitano Fitz-Roy del brigantino Beagle, una nave che stava partendo per un viaggio intorno al mondo.


Il Beagle lasciò Plymouth il 27 dicembre 1831, quando Darwin aveva 22 anni, e rientrò in Inghilterra il 2 ottobre 1836. Cinque anni passati a fare il giro del mondo. Nel 1836 Darwin si stabilì a Cambridge per classificare le sue collezioni di animali, ma il 7 marzo del 1837 si trasferì a Londra.


Già nel 1832, quando era sul Beagle, aveva letto i Principi di geologia di Charles Lyell, la Bibbia dell’attualismo (o uniformismo). Secondo questa scuola di pensiero la Terra, creata da Dio all’inizio dei tempi, era cambiata grazie all’intervento di cause fisiche presenti tutt’ora, le quali mantengono intensità costante in ogni epoca geologica. La Terra, quindi, non può che mutare gradualmente; anche gli eventi più drastici non si configurano come catastrofi in grado di cambiare considerevolmente la vita sul pianeta. Questa teoria non corretta si opponeva al catastrofismo, concezione ancora più scorretta che postulava il cambiamento repentino della Terra attraverso grandi catastrofi, come il diluvio universale.


L'insistenza di Lyell sul gradualismo delle trasformazioni della natura penetrò per bene nella mente di Charles; inoltre, Lyell si poneva le domande in modo corretto: moltissime specie si sono estinte e altre sono comparse dopo sulla Terra: come? Darwin non era convinto dell’idea di una creazione perpetua e quindi seguì la pista di Lyell cercando di risolvere l’enigma.


Fu la visita alle Galapagos che instillò i primi dubbi a Darwin. Quando tornò in Inghilterra, Charles diede al famoso ornitologo John Gould gli uccelli che aveva raccolto su quelle isole e attese con ansia che li classificasse. Quando seppe che i tordi raccolti su tre differenti isole delle Galapagos appartenevano a tre specie diverse, Darwin concluse che queste dovevano essere derivate da un’unica specie progenitrice appartenente al Sud America. Aveva infatti già notato che “la maggior parte delle specie dell’arcipelago Galapagos hanno caratteri nettamente sudamericani e soprattutto in ogni isola del gruppo esse si presentano con piccole differenze caratteristiche”.


Era diventato un evoluzionista. Già, ma come spiegare i meccanismi ell’evoluzione? Problemi di ogni tipo affioravano nella sua mente e lo misero a dura prova. Basti dire che la teoria che stava formulando gli fece perdere la fede in Dio, e dal 1838 si proclamò agnostico.


Il malthusianesimo


Tra il 1837 e il 1838 lesse moltissimi libri: non solo saggi scientifici, ma anche filosofici e teologici. E incappò in un'opera del pastore anglicano Thomas Robert Malthus: Saggio sul principio di popolazione. Egli supponeva che le popolazioni aumentassero in progressione geometrica (1-2-4-8-16 ecc.), mentre le disponibilità alimentari si accrescessero soltanto in progressione aritmetica (1-2-3-4-5 ecc.). Di conseguenza gli individui di una specie sono in competizione tra loro per accaparrarsi le risorse: è questa la lotta per la vita. “Affermiamo,” scriveva Malthus, “che la popolazione, quando non venga frenata, si raddoppia ogni venticinque anni.” Malthus sosteneva che, se non si fosse intervenuto con mezzi artificiali, le popolazioni sarebbero andate inevitabilmente incontro a gravissime crisi alimentari periodiche, che ne avrebbero determinato la decimazione per fame e malattie. Per evitare queste disgrazie Malthus, ispirato dalla carità cristiana, proponeva ai poveri di evitare di sposarsi e quindi di astenersi dalle pratiche sessuali, che dovevano essere riservate ai ricchi, ossia a coloro che avevano naturalmente i mezzi per allevare i figli. Era assolutamente contrario allo stato sociale, all’assistenza sanitaria gratuita, a ogni “sperpero” di soldi per individui che non avevano i mezzi necessari per la sopravvivenza.


Darwin, quando lesse Malthus, nel 1838, era già convinto dell’esistenza della lotta per la vita e il saggio sulla popolazione costituì un punto di appoggio decisivo per la teoria della selezione naturale, che aveva già maturato. Malthus colpì Darwin per il suo approccio quantitativo, per la sua aritmetica popolazionale: il Nostro si convinse che alcuni individui dovevano per forza essere “eliminati” mentre potevano sopravvivere e avere discendenti solo quelli in possesso di “variazioni individuali vantaggiose”.


Nel 1839, all’età di trent’anni, Charles Darwin aveva nella testa, aggrovigliata come un gomitolo di lana, una delle teorie più complesse e rivoluzionarie della storia delle scienze. Iniziò allora a srotolare il gomitolo, scrivendo un importante manoscritto, Sulla tendenza delle specie a differenziarsi, che completò nel 1844. Questo documento sovversivo rimase però nel cassetto, poiché Charles credeva che la comunità scientifica non fosse ancora pronta per una teoria evoluzionistica come la sua.


Nel 1855 Darwin lesse un saggio del naturalista Alfred Russel Wallace sull’origine delle specie e rimase sconcertato. In apparenza Darwin e Wallace avevano ben poco in comune: il primo era un ricco gentiluomo con una solida preparazione universitaria, il secondo uno sfigato senza istruzione che per campare fece anche il collezionatore di uccelli e insetti in malsani paesi tropicali. Tuttavia, entrambi erano naturalisti nati, avevano letto Malthus e Lyell, ed entrambi fecero il giro del mondo per raccogliere esemplari viventi in zone tropicali. Wallace, dopo quattro anni di spericolate avventure in Brasile, salpò per il viaggio di ritorno con la più gigantesca collezione di animali tropicali che nessuno avesse mai raccolto. E che nessuno vide mai, perché il 6 agosto 1852 la nave su cui viaggiava prese fuoco e affondò con tutti i reperti e la maggior parte dei suoi diari. Wallace riuscì a tornare in patria senza riportare danni; dimostrando di possedere memoria e forza di volontà non comuni, stese ugualmente una mappa sulla distribuzione delle specie raccolte lungo gli affluenti del Rio delle Amazzoni e subito dopo programmò un’altra spedizione, questa volta per l’arcipelago malese.


L'origine delle specie (e dell'uomo)


Nel 1855 Alfred scrisse il saggio Sulla legge che regola l’introduzione di nuove specie, con il quale poneva implicitamente le basi per lo sviluppo della teoria della discendenza di specie affini da un progenitore comune. Darwin lo lesse e non reagì, fino a che Wallace nel 1857 gli scrisse una lettera per chiedergli la sua opinione. A quel punto gli rispose: “confermo la fondatezza di quasi ogni parola del suo saggio”, scrisse nella sua lettera di ritorno. Ma, a parte questo, non fece altro. Lyell, invece, fu molto turbato dal saggio di Wallace e decise di far visita a Darwin per discutere con lui il problema dell’origine delle specie. Si rese conto (e ne fu terrorizzato, da fervente cristiano qual era) che le idee di Darwin coincidevano con quelle di Wallace, anzi si inserivano in un discorso di ben più ampio respiro, che rappresentava una vera e propria rivoluzione per le scienze naturali. Benché non ancora convinto delle argomentazioni evoluzionistiche, Lyell incoraggiò il suo ex discepolo a pubblicare in tempi brevi un’opera sull'origine delle specie.


Il 20 agosto 1858, nei Proceedings della Linnean Society di Londra vennero pubblicati il manoscritto di Wallace insieme a estratti del manoscritto di Darwin: per la prima volta veniva chiaramente proposta la teoria dell’evoluzione per selezione naturale. A questo punto, tutti aspettavano il grande libro di Darwin. Esasperato, Lyell gli chiese un compendio dell’opera che stava scrivendo. Il compendio (che tanto compendio non era, contando quasi 500 pagine), pubblicato il 24 novembre 1859, divenne il libro più importante delle scienze biologiche: l’Origine delle specie. Afred Russel Wallace non provò invidia nei confronti di Darwin, anzi rimase un suo grande ammiratore e continuò imperterrito le sue pericolose ricerche naturalistiche.


Il volume che Darwin diede alle stampe non conteneva una teoria monolitica sull’evoluzione, ma era piuttosto la presentazione di un insieme di teorie, che possono essere così sommarizzate: teoria della  discendenza da un progenitore comune, teoria della moltiplicazione delle specie, teoria dell’evoluzione graduale, teoria della selezione naturale; senza contare la teoria basilare secondo cui il mondo vivente non è statico ma in evoluzione, così come lo sono le specie che lo compongono.


La teoria della discendenza comune


Abbandonando il concetto della costanza delle specie, si apre un varco che porta diritti al concetto di discendenza comune. Darwin, osservando tutte le varietà di tordi raccolti sulle isole Galapagos, e notando la loro somiglianza con quelli del continente sudamericano, arrivò alla conclusione che il progenitore comune dovesse essere un tordo del continente, che in tempi remoti colonizzò le Galapagos e col tempo si differenziò nelle varie specie esistenti oggi.


Si pensi alla somiglianza che c’è tra tutti i felini (prendete per esempio un gatto e un puma); escludendo che un qualsiasi creatore li abbia creati dal nulla così come sono ora, che altra ipotesi resta, se non il pensiero che discendano tutti da un antenato comune, un felino ancestrale ora scomparso? E, ancora, si potrebbe pensare che gatti, cani e orsi derivino tutti da un antenato comune che ha dato origine a tutti i mammiferi carnivori. Applicando coerentemente questo assunto a ritroso nel tempo si arriva alla conclusione che “la totalità delle nostre piante e dei nostri animali [discendono] da un’unica forma particolare in cui per prima la vita respirò”.


Nel 1859 si sapeva ben poco del mondo dei microrganismi, ma ora si presume che le prime forme di vita fossero simili ad alcuni batteri, gli organismi microscopici più semplici che conosciamo.


La teoria della moltiplicazione delle specie


La storia delle specie può quindi essere interpretata come un continuo moltiplicarsi di nuove specie a fronte di altre che si estinguono. Ma quali sono i meccanismi con cui si creano nuove specie? Poiché con il termine specie si tende un insieme di individui riproduttivamente isolati da altri (individui di specie diverse non sono in grado di riprodursi per evidenti impedimenti fisici; tutt’al più specie simili possono incrociarsi, ma dànno vita, quasi sempre, a un ibrido sterile, si pensi al caso del cavallo e dell'asino), il meccanismo più facile da immaginare per generare nuove specie è la formazione di una barriera fisica all’interno di una popolazione, dimodoché questa venga suddivisa in due popolazioni riproduttivamente isolate. Per fare un esempio più vicino, geograficamente, a noi: tanto tempo fa la Sardegna era attaccata alle coste francesi del Mediterraneo, e quindi (verosimilmente) condivideva con queste terre le stesse specie viventi. Ora che si è frapposta una barriera (il mare), contiene molte specie endemiche, che non si trovano in nessun’altra parte d’Europa, ma discendenti da un progenitore comune con quello di altre specie viventi nel resto del continente.


La teoria del gradualismo


Secondo Darwin, il cambiamento evolutivo è sempre e solo graduale: “la natura non fa salti”. Il rigido gradualismo di Darwin deriva dalla concezione attualistica di Lyell, ed è dovuto anche al fatto che accettare l’improvvisa comparsa di una nuova specie sarebbe stata un’eccessiva concessione al creazionismo. La teoria del gradualismo dell’evoluzione ebbe fin da subito molte obiezioni, soprattutto da parte degli stessi evoluzionisti. Oggi su questo punto, grazie allo studio dei resti fossili, la teoria di Darwin è stata riveduta e corretta: la natura non si evolve sempre in modo graduale, ma spesso tramite lunghi periodi di stasi alternati a brevi periodi di cambiamento.


La teoria della selezione naturale


Se in natura esiste la lotta per la vita, poiché le risorse non bastano per tutti gli individui, allora alcuni sopravviveranno e avranno maggiore  possibilità di riprodursi rispetto ad altri. La sopravvivenza nella lotta per l’esistenza non è  casuale, ma dipende dalle caratteristiche fisiche, e quindi geneticamente trasmissibili, degli individui in competizione. Gli organismi “selezionati” avranno modo di trasferire gran parte delle loro caratteristiche individuali ai loro discendenti, mentre quelli “eliminati” non avranno discendenti, o ne avranno pochi. Come conseguenza di questa “sopravvivenza differenziata”, nel corso delle generazioni si avrà un cambiamento nelle caratteristiche degli individui di una popolazione che potrebbe sfociare, prima o poi, nella formazione di specie nuove.


L’espressione "selezione naturale" è, però, ambigua. Non è che esiste in natura una “forza della selezione” che agisce attivamente sui viventi: la selezione naturale non è una legge della natura, ma la descrizione di ciò che avviene sotto i nostri occhi. Con la debita prudenza si potrebbe usare anche l’espressione “sopravvivenza del più adatto” (coniata da Herbert Spencer, propugnatore del "darwinismo sociale", un malthusianesimo portato alle estreme conseguenze), come fece Darwin nelle ultime edizioni dell’Origine, precisando che il “più adatto” è colui che “ha una maggiore probabilità di sopravvivere e riprodursi”. In parole povere, chi riesce a fare più figli degli altri.


L'evoluzionismo


Darwin non fu certo il primo a sostenerlo, ma fu il primo, tanto a proporre un meccanismo verosimile che lo spiegasse, quanto a raccogliere una quantità impressionante di prove, tanto che dal Novecento in poi non rimase nessun grande biologo che non accettasse la realtà dell’evoluzione. Oggi, il fatto che le specie viventi siano in continua evoluzione (così come il pianeta su cui si sono formate) è considerato un  fatto, non una semplice teoria. Come scrisse il grande genetista russo Dobžanskij, “in biologia nulla ha senso se non alla luce dell’evoluzione”. A sostegno di questo fatto ci sono innumerevoli testimonianze fossili, dalle quali Darwin riuscì perfino a proporre un’età per il nostro pianeta (una decina di miliardi di anni) che si è rivelata abbastanza esatta (la Terra è vecchia circa 4 miliardi e mezzo di anni).


Passarono 12 anni tra la pubblicazione dell’Origine della specie e la prima edizione dell’Origine dell’uomo. Darwin aveva aspettato di avere dalla sua buona parte dei biologi del suo tempo, prima di dare un altro colpo alla religione cristiana, alla filosofia e al buon senso dell’epoca, affermando che l’uomo non è il risultato ultimo e premeditato  della creazione divina, bensì un animale come gli altri, che condivide con scimmie antropomorfe, come lo scimpanzè, un antenato comune estinto da non molto tempo (qualche milione di anni fa, si pensa oggi). Il Nostro lasciò ad altri il compito di difendere le sue tesi sull’origine dell’uomo, per conto suo era già convinto che gli scavi dei paleontologi avrebbero fornito in futuro abbondanti prove della sua teoria (ed ebbe ancora ragione), così cambiò campo di interesse e passò l’ultimo decennio della sua vita a studiare il comportamento animale e la botanica.


Gli ultimi anni di vita


Nel 1872 diede alle stampe L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali, un lavoro d’avanguardia che anticipava di vari decenni l’etologia; quindi, non ancora soddisfatto, pensò di dare un contributo fondamentale anche alla botanica con uno scritto del 1876, Gli effetti della fecondazione incrociata e propria nel regno vegetale. Sono due opere talmente anticipatrici e rilevanti che basterebbero da sole a rendere famose uno scienziato, a farlo entrare nella storia.


Darwin tuttavia non si curò della fama e continuò la sua vita appartata, fino a quando si spense il 19 aprile 1882. Ricevette funerali di stato e fu sepolto nell’abbazia di Westminster, accanto a Newton, un altro gigante della scienza, del quale scriverò fra qualche giorno.


***

domenica 8 febbraio 2009

Nucleus Medical Art: Straordinarie Animazioni Mediche 3D

nucleus-nass-banner-2008


Cari colleghi e cari lettori, vi segnalo un sito straordinario il Nucleus Medical Art, Inc., un'azienda leader creatrice e distributrice di illustrazioni e animazioni mediche 3D, prodotti multimediali e interattivi, prodotti farmaceutici, dispositivi medici per le università e altri mercati, sia negli Stati Uniti che all'estero. 


I contenuti on-line sono visti da milioni di persone ogni mese, attraverso  siti web, come Yahoo, Webmd, Healthwise, MSN.com e altri.
La società, fondata nel 1997 da Ronald L. Collins e Keith A. Pavlík, impiega un team di 29 professionisti di talento, tra cui medici illustratori, animatori, programmatori, designer, esperti di vendita, amministrazione e project manager.


Il personale medico che ha elaborato le illustrazioni e le animazioni ha conseguito la laurea in prestigiose istituzioni quali: Johns Hopkins University School of Medicine, Medical College della Georgia, Università di Toronto, University of Texas Southwestern Medical Center, e il Rochester Institute of Technology.


Il materiale multimediale può essere utile a docenti, studenti, genitori e a chiunque sia interessato. Di seguito lo screenshot della home.




 


 


http://catalog.nucleusinc.com/nucleusindex.php?














Nucleus Medical Illustrations, Nucleus Medical Animations via kwout

venerdì 6 febbraio 2009

Da Socrate A Google: Seminario Internazionale ADI, 27- 28 Febbraio 2009

logoFondazione Scuolaerickson


Cari lettori, vi segnalo un evento molto importante per l'Educazione e la Formazione, il Seminario Internazionale dell'ADI, che si svolgerà a Bologna il 27 e il 28 Febbraio prossimi.


Riporto di seguito la presentazione.


Cosa sta avvenendo nella mente dei nativi digitali, di quelle generazioni nate e cresciute nell'universo dei cellulari, di internet, di Google, dei video giochi? Come stanno cambiando i modi di apprendere degli allievi che quando iniziano ad andare a scuola sanno già accendere un computer, muovere il mouse, usare l'iPhone e dialogare con lo schermo video molto prima di avere imparato a leggere?
Gli insegnanti di tutto il mondo si accorgono che qualcosa è cambiato nelle nuove generazioni di allievi. Non si tratta semplicemente della dipendenza dagli SMS o dai lettori MP3. E' in gioco qualcosa d'altro: la costruzione della conoscenza, la formazione dell'identità personale e dell'immagine di sé, la rapidità della comprensione, la capacità di concentrazione, la motivazione ad apprendere, ossia questioni che gli insegnanti di tutte le scuole del pianeta considerano il nucleo essenziale dell'educazione.


I segni del cambiamento sono molteplici e annunciano una vera e propria rivoluzione nella didattica e nell'organizzazione scolastica. E' ormai dimostrato che la grande maggioranza di allievi dispone di un computer a casa, è collegata a internet, usa i cellulari, invia SMS, scarica musica e video, gioca da sola o in rete, si forgia una scrittura propria. Le scuole hanno per ora perso il treno. La politica scolastica, tranne qualche lodevole eccezione, è del tutto disorientata ed è al momento al rimorchio del settore privato. Solo ora si comincia a ritenere che forse un computer per allievo potrebbe essere lo scenario da contemplare per il futuro, ma moltissime scuole continuano ad essere sotto-attrezzate oppure, quando dispongono di notevoli dispositivi tecnologici scontano la presenza di pochi docenti capaci di utilizzarli sistematicamente.
Esistono dunque due problemi maggiori: uno di carattere per così dire psicologico, che riguarda le ripercussioni delle nuove tecnologie sulla formazione della mente e sulle modalità d'apprendimento; l'altro di tipo politico, concernente l'organizzazione dell'istituzione scolastica, la formazione dei docenti, l'impostazione dei curricoli e dei programmi.


Il seminario annuale dell'ADI 2009, organizzato con la Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, e in collaborazione con il Centro Studi Erickson, sarà dedicato appunto a queste questioni cruciali e intende offrire ai partecipanti l'occasione per guardare avanti, capire cosa sta cambiando nei modi di apprendere delle nuove generazioni, discutere sul profilo della scuola di domani, avere informazioni su quanto si sta facendo negli altri Paesi e in Italia, interrogarsi sulle politiche da adottare nel nuovo panorama, che è già di fronte a noi.


***


Al seminario partecipa come relatrice anche la carissima Paola Limone, che ho diverse volte citato su Scientificando in relazione allo straordinario progetto " Un pc per ogni studente".



In bocca al lupo, Paola! Facciamo il tifo per te:)



Consultate l'abstract di Paola.


Consultate il programma del seminario.


Consultate le modalità di iscrizione.


Modulo di iscrizione


Per raggiungere la sede



 


mercoledì 4 febbraio 2009

L'invenzione Del Big Bang [Recensione Di Luigi Foschini]

big-bangCari ragazzi e cari lettori, riporto di seguito, per gentile concessione dell'amico Luigi Foschini, uno dei redattori del blog ANTARES Notizie (ASTRO BLOG del Gruppo Astrofili Antares di Romagna) e valente ricercatore nell'ambito delle Scienze Astronomiche, una eccellente recensione del libro di Jean-Pierre Luminet  "L'invenzione del Big Bang".


Scrive Luigi:


Una delle cose piacevoli delle conferenze è che spesso si conoscono persone molto interessanti. Lo scorso 17 gennaio, sono stato al Festival della Scienza di Roma per presentare le conferenze di Jean-Pierre Luminet e Fulvio Melia. Avevo già incontrato Melia a qualche congresso, dato che lavoriamo in settori di ricerca affini, ma non conoscevo Luminet, se non da un suo libro "Finito o Infinito", scritto con Marc Lachièze-Rey e pubblicato da Cortina (2006). La piacevole giornata della conferenza si è conclusa con un'interessante discussione di astrofisica e cosmologia con Luminet di fronte a gustosi piatti della raffinata cucina romana. Al mio ritorno a casa, ho deciso di leggere altri testi di Luminet e ho iniziato con "L'invenzione del Big Bang" (Dedalo, Bari, 2006).


Ho appena chiuso l'ultima pagina del volume e mi sono messo subito a scrivere le mie impressioni, perché questo libro mi ha veramente sorpreso. E dopo avere letto centinaia e centinaia di volumi, questo ormai mi capita di rado.
Come dice il sottotitolo, il volume tratta della storia dell'origine dell'universo, o - meglio - tratta della storia delle teorie e osservazioni volte a scoprire l'origine dell'universo. Leggendo questo viene da dire che ci sono già moltissimi libri che affrontano questo argomento. Dunque, perché quello di Luminet è meglio di altri?


Per prima cosa, Luminet scrive con uno stile chiaro e asciutto, senza perdersi, come fanno altri autori, in ridondanze o in un mare di fumo per nascondere che non hanno niente da dire. Invece, Luminet ha qualcosa da dire e lo dice!


Documenti storici alla mano, dimostra il ruolo fondamentale che hanno avuto Friedmann, Lemaitre e Gamow nella costituzione della moderna teoria del Big Bang. Eppure questi scienziati sono poco considerati, se non apertamente trascurati dal molti storici e spesso anche dagli stessi cosmologi. Per esempio, oggi tutti pensano a Edwin Hubble come colui che scoprì l'evidenza dell'espansione dell'universo e la legge che collega la velocità di allontanamento con la distanza prende il suo nome, come anche la costante di proporzionalità presente in questa legge. Pochi però sanno che questa legge e relativa costante erano già state scoperte qualche anno prima da Lemaitre! Alla base dell'inghippo sta forse il fatto che la parte di testo dell'articolo di Lemaitre che discute questa legge è presente nell'articolo originale in francese, ma scompare misteriosamente nella traduzione in inglese.


Inoltre, Luminet nota come la radiazione cosmica di fondo sia stata scoperta più di vent'anni prima di Penzias e Wilson: Theodore Dunham e Walter Adams avevano osservato delle righe di assorbimento interstellare da molecole di CH e CN, che provenivano da stati eccitati a una temperatura di 2.3 K! Questo nel 1937 e 1941, mentre Penzias e Wilson effettuarono la scoperta, che gli valse il premio Nobel, a metà degli anni sessanta.
Il libro di Luminet è quindi una lettura importante e, direi, obbligata per chiunque si interessi di cosmologia. Non si tratta di pignoleria: come nota anche l'autore, la corretta attribuzione delle scoperte o delle invenzioni è uno degli aspetti fondanti della pratica scientifica e, di solito, sono persone di pochi scrupoli (e che non hanno mai scoperto qualcosa di cui devono difendere la priorità...) coloro che li sottovalutano o li considerano inutili. Cosa che condivido pienamente e a cui aggiungo le parole scritte da Peter Medawar nel suo "Consigli a un giovane scienziato" (p. 57-58):


"Nella ricerca i problemi connessi ai riconoscimenti sono sentiti con particolare intensità perché, prima o poi, le idee scientifiche divengono proprietà comune, cosicché l'unico sentimento concesso allo scienziato è l'orgoglio di essere stato il primo ad avere quella data idea, e insomma di avere trovato una soluzione o la soluzione prima di chiunque altro. Non vedo niente di riprovevole in questo tipo di orgoglio. Certo, l'avidità, la bassezza, la reticenza e l'egoismo sono disprezzabili in uno scienziato tanto quanto in chiunque altro; ma la sufficienza con cui taluni considerano il desiderio del ricercatore di vedere riconosciuti i propri meriti, rivela una triste mancanza di comprensione umana."


Quindi, il libro di Luminet è una doverosa lettura, per ridare il giusto merito a tre scienziati che tanto hanno dato alla scienza, ma ben poco hanno ricevuto in cambio. Oltretutto, come ho già scritto, è un testo avvincente che si legge molto bene, con una cospicua documentazione in diverse appendici finali.


---


« L'essenza della teoria del Big Bang sta nel fatto che l'Universo si sta espandendo e raffreddando. Lei noterà che non ho detto nulla riguardo ad una "esplosione". La teoria del Big Bang descrive come il nostro universo evolve, non come esso iniziò »
 (P. J. E. Peebles, 2001)


Consultate il tag "Astronomia" su questo blog, dove sono disponibili ben nove pagine di risorse.


-Universe_expansion


Una rappresentazione artistica dell'espansione dell'universo. Per ovvie esigenze grafiche, l'universo è raffigurato solo in 3 dimensioni (2 di spazio e una di tempo), anziché in 4 (3 di spazio e una di tempo).

martedì 3 febbraio 2009

Il Moto Di Rivoluzione Della Terra E Le Stagioni [Animazione]

Cari ragazzi e cari lettori, su richiesta dell'amica France, posto un'animazione del moto di rivoluzione della Terra attorno al Sole che ha come conseguenza il succedersi delle stagioni. L'animazione è semplice e chiara per cui può essere utilizzata sia con i bimbi della primaria che con i più grandi della secondaria di primo grado.


Cliccando sull'immagine, raggiungerete la pagina dell'animazione, in cui troverete le quattro date corrispondenti ai due equinozi e ai due solstizi che si attivano al clic del mouse, portando la Terra nelle quattro posizioni corrispondenti.


"Spuntando" con il mouse il pulsante "Descrizione", si attiva una legenda in due colori: giallo per il giorno e blu per la notte.


quattro_stagioni


 


Di seguito, lo straordinario albero delle stagioni realizzato dai piccoli alunni di France.


stagioni


 


Visitate il tag "Astronomia", dove sono disponibili ben nove pagine di risorse da esplorare.


Consultate il post  "I moti della Terra (Learning Object)", dove è scaricabile un Learning Object, sui moti della Terra e le loro conseguenze, contenente delle interessanti simulazioni animate.

lunedì 2 febbraio 2009

Verifiche Quadrimestrali Classe 3°: Trasformazioni Della Materia, Miscele,Temperatura E Calore

Cari colleghi, pubblico un documento relativo ad una verifica sommativa quadrimestrale per la classe terza. Se avete l'acqua alla gola, come capita in questo periodo, la proposta potrebbe tornarvi utile!


Si ipotizza che gli argomenti trattati nel corso del quadrimestre siano: le trasformazioni (chimiche  e fisiche) della materia; la formazione di miscele; temperatura e calore.


Segue un particolare, contenuto all'interno del documento.


Ho lasciato il documento in formato doc affinché sia più facile intervenire per adattarlo alle proprie esigenze.


calore


 


Scarica la verifica sommativa.


Visita il tag verifiche.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Template e Layout by Adelebox