giovedì 15 aprile 2010

Comunicare e Divulgare La Scienza Nel XXI Secolo


Cari ragazzi e cari lettori
,

domani a ComunicareFisica 2010 si terrà, dalle 11.40 alle 13.40 circa, la tavola rotonda "IBlog: i blog dei ricercatori e insegnanti aiutano la comunicazione e la divulgazione scientifica?"



Avrei dovuto parteciparvi anch'io insieme agli altri blogger, che hanno presentato i loro blog nel corso delle giornate dedicate alla conferenza nazionale. Ma, per motivi di servizio scolastico, non mi è stato possibile, con rammmarico, essere presente. Mi dispiace perché qualcosa avrei avuto da dire.

Per tale motivo, pubblico qui il mio punto di vista che si è costruito nel tempo, sulla mia esperienza di insegnante - blogger e divulgatrice scientifica.

Potrei citare risultati di ricerche sul tema della comunicazione scientifica, ma non lo farò perché voglio contribuire al dibattito con risultati originali, quelli raggiunti da Scientificando.

La mia risposta al tema della tavola rotonda è positiva:"Sì: i blog possono essere dei validi strumenti per aiutare la comunicazione e la divulgazione scientifica!"

Affermo ciò, riferendomi all'esperienza di Scientificando, per evidenze  fondate su:

1. dati qualitativi;

2. dati quantitativi;

3. riscontri in ambito di progetti scientifici, anche a carattere europeo.

In relazione al primo punto, invito i lettori  a leggere alcuni commenti ad un post lasciati da giovani studenti (e non solo), miei e di altre realtà scolastiche
Ne riporto uno per tutti:

"ciao illustrissima professoressa,
mi chiamo simone ligorio e sono residente del comune di grottaglie(taranto) frequento il liceo scientifico "GIUSEPPE MOSCATI"; frequento il biennio, precisamente la 2D.
da quest'anno studio biologia e fin dall'inizio ho avuto una particolare passione per la biologia e mi creda che dopo aver visionato e navigato per l'intero sito sulla genetica e le leggi del caro Mendel, la mia passione per lo studio biologico è aumentata notevolmente.
ieri ho eseguito un interrogazione sulla genetica e per ripetere un pò l'argomento, ho deciso di visitare questo tuo blog e dovrei ringraziarla notevolmente perchè grazie ad esso ho avuto 9.
COMPLIMENTI E TANTA STIMA...."

In relazione al secondo punto, consideriamo il numero di accessi unici giornalieri che, da poche decine nel corso del primo anno di vita del blog (il blog ha quasi tre anni), sono diventati attualmente circa 2000/ 2500 unici giornalieri, con punte anche superiori a 3000!

Qualcosa significherà, non credete?

In relazione al terzo punto, Scientificando è stato di recente selezionato, nell'ambito del prestigioso progetto scientifico "Stella", per rappresentare l'Italia in Europa come esempio di best practice di blog scientifici. Le buone pratiche selezionate sono solo quattro, al momento, e tra queste c'è Scientificando.

Consultare i seguenti link e l'ebook Stella, diffuso in diverse nazioni europee, in cui è stato presentato anche Scientificando.


L'Ebook Stella Oggi In Uscita
Da STELLA Workshop

Scientificando Su STELLA

PROGETTO STELLA: Scientificando Nella Selezione Per L'Italia


Progetto STELLA: La Mia Intervista Alla Coordinatrice Su Scuola E Didattica

WorkshopNazionaleStella Al Convegno "Il Linguaggio della Ricerca 2009"

Qui il canale StellaScience su YouTube.


Questi dati non vogliono essere autocelebrativi, ma suscitare una riflessione sulle modalità di comunicare e divulgare la Scienza perché da tali modalità dipende il successo di un blog divulgativo scientifico.

Sulla base della ormai  triennale esperienza di Scientificando, mi sentirei di affermare che una buona comunicazione e una buona divulgazione  della Scienza si fondano su un mix equilibrato che consta di:

1. contenuti qualitativamente mirati al target che si vuole raggiungere;

2. uno stile comunicativo che risulti efficace nel trasmettere tali contenuti.

I contenuti non devono essere pensati per destinatari in possesso di competenze specialistiche perché la comunicazione in tal caso  " sfonderebbe" con difficoltà, rimanendo confinata in un ambito ristretto.

Lo stile comunicativo deve essere rigoroso, ma chiaro, colloquiale, ed accessibile ad un pubblico vasto e trasversale, per puntare alla fidelizzazione di un'utenza vasta e composita.

Le domande che, infatti, ci si deve porre, se si vuole svolgere una comunicazione della Scienza, che risulti efficace, sono le seguenti:

"Perché la scienza risulta difficile da capire? Cosa si deve fare per essere efficaci comunicatori di argomenti scientifici?"

Provate a fornire delle risposte...

Consiglio un  piccolo manuale pensato per ricercatori, insegnanti e giornalisti che hanno il difficile ma anche stimolante compito di spiegare, divulgare, comunicare la scienza, e soprattutto farla comprendere.
Si tratta di:

Giovanni Carrada, Comunicare la scienza: kit di sopravvivenza per ricercatori, Milano, Sironi 2005.

Il testo è scaricabile qui mentre la traduzione inglese, Communicating Science, è disponibile sul sito della Commissione Europea.

Concludo con una considerazione che mi sorge spontanea. Fare didattica della scienza, comunicare e divulgare la Scienza, obbligano a porsi la seguente domanda: "Quale significato ha fare Scienza nel XXI° secolo?"

Sono convinta che la Scienza svolgerà, in questo secolo, un ruolo determinante per costruire una società della conoscenza in grado di migliorare la qualità della vita. Per tale ragione, comunicare correttamente la Scienza e favorirne la divulgazione è fondamentale affinché i giovani possano comprendere che il senso di responsabilità e l'impegno civile non sono disgiunti dal cammino della Scienza e delle sue applicazioni, come la vita dei grandi scienziati insegna.

Comunicare la Scienza diventa, quindi, determinante per raggiungere quanto prima affermato, soprattutto quando i destinatari sono in primis i giovani.

Sappiamo bene, infatti, che i giovani sono l'investimento principe per la Scienza e insieme il raccordo con l'eredità del passato.

6 commenti:


  1. A quale link ti riferisci, Alberto?

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  2. Come non essere d'accordo con te? Investire nella divulgazione scientifica deve essere il punto di partenza per chi si avvicina a questo mondo avendo un occhio di riguardo verso i giovani. Il tuo caso Annarita è emblematico e un esempio da seguire anche per altre discipline.
    Ciao, Roberta.

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  3. utente anonimo15 aprile 2010 23:40


    Credo che Alberto  sia  un tuo alunno?

     Cara Annarita, che il primo commento
    sia quello di un ragazzo che esulta,
     da  conferma alla tua bellissima chiusura.

    "i giovani sono l'investimento principe per la scienza e insieme il raccordo con l'eredità del passato"

    La scienza ha il compito di stimolare i giovani 
    verso questa materia, usando tutti i mezzi necessari.
    In questo caso anche la rete, che  è tanto vicino ai giovani.
    D'accordo su tutto quello che hai scritto.

    Un caro abbraccio.
    Rosaria







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  4. Grazie del supporto, Rob. Conforta sapere che il proprio punto di vista sia condiviso.

    Un salutone:)

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  5. Sì, Rosaria. Alberto è un mio alunno di prima media! Probabilmente voleva dire "Com'è bello questo post, invece che link!".

    Domani glielo chiederò, a scuola. Sì sono contenta che un ragazzo così giovane abbia apprezzato!

    Un bacione:)

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  6. Due considerazioni: non disgiungiamo il successo divulgativo di un blog o di qualsiasi altro sistema informativo da chi produce l'informazione. Sono convinto che non sei meno valente pedagoga di quanto tu sia ottima divulgatrice. Ne faccio conseguire che l'apporto umano è la variabile più importante , seguito poi ovviamente dal supporto tecnico dalle strategie comunicative e così via.
    Secondo punto: può la scienza porsi anche come maestra di vita e non solo come guida della conoscenza? Possiamo basare lo sviluppo di una morale "nuova" sull'aumento delle conoscenze scientifiche, incluse chiaramente quelle sul cervello e sui suoi meccanismi di funzionamento? e per ottenere questo, non è forse necessario, insieme all'intensità passionale sia nella divulgazione che nella ricerca, l'abbandono di quella protervia e presupponenza che, purtroppo, sempre più spesso  vedo in giro?
    Mi riferisco in particolare al fenomeno che si potrebbe profilare: l'imperioso sviluppo di una disciplina o indirizzo culturale, che finisse con il soffocare le altre creando i presupposti (anche se solo teorici) per una specie di "dittatura" culturale. ipotesi orwelliana quanto vuoi, ma non così incredibile, e che appartiene a ogni compagine culturale chiusa e proterva, vedasi creazionismo da  una parte e darwinismo dall'altra: per certuni, chi tocca queste reliquie, muore!
    E che mi scordavo di reiterare i complimenti? reitero, reitero!
    [#paopasc]

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