domenica 25 aprile 2010

I NEURONI SPECCHIO


Cari ragazzi e cari lettori,

vi presento "I Neuroni Specchio", un corposo e significativo articolo, scritto dal caro amico Paolo Pascucci, per Scientificando.


Grazie, Paolo!

Riporto l'introduzione del contributo.


I neuroni specchio

Di Paolo Pascucci



“[…] non diversamente dai primati non umani, per lo più noi non ci limitiamo a muovere braccia, mani e bocca, ma raggiungiamo, afferriamo o mordiamo qualcosa. È in questi atti, in quanto atti e non meri movimenti, che prende corpo la nostra esperienza dell’ambiente che ci circonda e che le cose assumono per noi immediatamente significato. Lo stesso rigido confine tra processi percettivi, cognitivi e motori finisce per rivelarsi in gran parte artificioso: non solo la percezione appare immersa nella dinamica dell’azione, risultando più articolata e composita di come in passato è stata pensata, ma il cervello che agisce è anche e innanzitutto un cervello che comprende.”[1]

La scoperta dei neuroni specchio da parte del gruppo guidato da Giacomo Rizzolatti è avvenuta nell’arco di alcuni anni di studi sulla corteccia premotoria delle scimmie macaco a cavallo degli anni 80 e 90 del secolo scorso, culminata poi nel lavoro del 1996 con la definizione proprio di neuroni specchio (mirror neurons)[2].
Già in un lavoro del 1992[3] i ricercatori guidati da Rizzolatti si erano accorti che vi era un’area (F5, vedi oltre per la spiegazione) nel cervello della scimmia che rispondeva “ sia quando la scimmia effettuava una determinata azione (per esempio, afferrava del cibo) sia quando osservava un altro individuo (lo sperimentatore) compiere un’azione simile. A tali neuroni è stato dato poi il nome di neuroni specchio (mirror neurons).”[4]



Potete consultare/scaricare l'articolo da questa pagina, oppure da quest'altra pagina, cliccando su "download".

Continuate a leggere l'articolo qui sul blog. Cliccare al centro del widget per fruire "I Neuroni Specchio" in modalità full screen.






Ascolta l'intervista audio di Margherita Fronte a Giacomo Rizzolatti, lo scopritore dei neuroni specchio.

Il video dell'intervista a Giacomo Rizzolatti, autore insieme a Lisa Vozza, del libro "Nella mente degli altri" (Zanichelli, Chiavi di Lettura, 2007)






21 commenti:

  1. Un articolo mooolto interessante! Davvero.

    Mi piacerebbe sapere che cosa succede se uno vede compiere un'azione oppure gli viene descritta. I neuroni specchio sono coinvolti ugualmente?

    Scusate forse è una domanda ingenua, ma ho una gran curiosità di sapere.

    Complimenti a Paolo e un grazie a te, Annarita.

    Buon 25 aprile a tutti.

    Arte

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  2. In campo didattico/educativo esiste una tecnica attivatrice dell'apprendimento detta del "rispecchiamento".

    Ha a che fare, come e in quale misura, con i neuroni specchio?

    Congratulazioni all'autore e un ringraziamento a te, Annarita.

    Ruben

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  3. utente anonimo25 aprile 2010 12:14


    In un passaggio dell'articolo si cita la relazione tra autismo e neuroni specchio intesa nel senso di deficit di questi.

    Esistono evidenze in cui il deficit dei neuroni specchio è implicato in altre sindromi, come sindrome di Down, per citarne una tra le più diffuse?

    Un articolo molto interessante. L'ho scaricato per portarlo a scuola. Grazie a Paolo e a te, Annarita, che ci presenti sempre contenuti di qualità e altamente istruttivi.

    Buon 25 aprile.

    Mary

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  4. utente anonimo25 aprile 2010 12:39

    Ciao! Sono Arianna, una studentessa di Liceo. Sono appassionata di Neuroscienze e questo articolo mi è utilissimo per preparare la mia tesina d'esame...ho gli esami di licenza quest'anno.

    Grazie agli autori di questo meraviglioso blog. Ne avevo sentito parlare, ma non credevo finché non sono venuta a toccare con mano.

    Bellissimo, entusiamante articolo quello dei neuroni specchio.

    Grazie ancora.
    Arianna


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  5. utente anonimo25 aprile 2010 13:12


    Questo scritto sui neuroni specchio è interessantissimo, mi ha colpito molto la corrispondenza fra autismo/ mancanza di neuroni specchio, per contro mi sono posta questa domanda:  un eccesso di neuroni specchio può determinare in un contesto  di violenza ( come è la società odierna) il propagarsi di tali azione e per contro se fossimo in una società aulica il propagarsi di azioni probe?
    Mi sovviene di paragonare ciò ad insegnamenti antichi i quali dicevano : insegna con l' esempio, perchè il bambino sentirà le tue parole ma farà  quello che fai tu .
    Inoltre mi viene da pensare al differente comportamento dell' individuo e della massa, che c' entrino anche qui i neuroni specchio?
    Scusate la lungaggine ma questi neuroni a specchio( e per una volta la scoperta è tutta italiana) mi sembra che siano molto ma molto importanti .
    Grazie a Paolo e grazie ad Annarita.

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  6. Grazie a tutti.

    Artemisia: il caso dell'osservazione dei movimenti altrui è proprio quello dei neuroni specchio, si comprende ciò che si può riprodurre. Ho ventilato l'ipotesi, nell'articolo, che questo genere di comprensione appartenga pure al mondo delle idee. Infatti noi siamo capaci di leggere un testo e capire tutte le  parole però possiamo essere incapaci di comprenderne il significato dell'insieme. E questo potrebbe essere il caso da te ventilato: quando cioè l'azione viene descritta. Non sono a conoscenza di lavori in tal senso ma consulterò la letteratura in merito. Intanto, complimenti a te, che dimostri di aver compreso e anche molta creatività.

    Ruben80: a mio modo di vedere si. Spesse volte affermo che i ragazzi apprendono più indirettamente dai comportamenti degli adulti che dall'azione pedagogica pura.  Ritengo però che si attivino anche altri meccanismi. Il sistema dei neuroni specchio fornisce un metodo di comprensione mediato dall'atto, cioè dalla via sensori-motoria. I critici di questo punto di vista affermano che il mondo della nostra coscienza secondaria è troppo ampio e diversificato per essere incluso in questo "semplice" modello. A questi critici oppongo la considerazione che i mediatori di ogni nostro comportamento sono grosso mdo due. un linguaggio motori-corporeo e un linguaggio simbolico-verbale. Ognuno dei due linguaggi ha sue proprie caratteristiche. Una differenza essenziale tra i due è la diversità dei limiti: quello motorio ne ha di fisico-anatomici, quello simbolico sembra invece non posserli, è cioè più "libero di muoversi". io ipotizzo che pure la parola abbia dei limti rispetto al pensiero puro, ma magari ne parliamo un'altra volta.

    Mary:in effetti esistono dei lavori recenti che sembrano identificare della diversità di attivazione del sistema neuroni specchio tra Down e controlli.
    Consulto la letteratura e ti faccio sapere.

    Arianna: incrocio le dita per te.

    [paopasc]


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  7. Non saprei a chi attribuire il commento numero 7, pur ringraziando per il contenuto pertinente.

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  8. Grazie mille, Paolo, per i riferimenti che hai fornito. Li consulterò con molto interesse.

    A quando un altro articolo?

    Arte

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  9.  ciao  cuginetta,  ieri ho visto  il film Agorà, la storia di Ipazia,   una donna, fantastica e  intelligentissima,  ti ho pensato.      sicuramente  conoscerai la storia   Vallo a vedere che merita.      buon 25 aprile   un abbraccio 

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  10. Una domanda, Pa. Nell'articolo si parla della funzione dei neuroni specchio di comprendere l'intenzionalità degli atti di un individuo. Allora, ti chiedo se il cosiddetto "sesto senso" o sensibilità femminile femminile nell'intuire alcuni risvolti che, ad esempio, sfuggono alla percezione maschile possa essere messa in relazione con i neuroni specchio. Che so con una loro diversa distribuzione o modalità di attivazione e funzionamento.

    Insomma il cervello femminile e quello maschile hanno un minimo di differenza?
    Il corpo calloso, per citare una struttura, è più ampio nella donna, non è vero?

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  11. utente anonimo25 aprile 2010 15:57


    #7: dunque per quella parte che tu dici di "giudizio" sulla liceità degli atti, la competenza è del lobo frontale, le cui aree maturano per ultime. I neuroni specchio sono "innocenti" da questo punto di vista. Comprendere le azioni e le intenzioni permette di giudicarle, ma le strutture che giudicano sono altre. La parte inerente all'apprendimento per imitazione è proprio una dimostrazione di questo fatto. I bambini, non avendo ancora le strutture frontali mature, apprendono più per imitazione, ma anche i grandi lo fanno, pensa per esempio ai comportamenti socialmente criticabili ai quali si indulge perchè, per esempio, si nutre sfiducia nei confronti delle istituzioni.

    a presto Artemisia, a presto.

    Si Anna, intuisci giusto. Il problema ora è definire cosa sia la comprensione del mondo, pure attuata dal punto di vista motorio come visto. Vi è quindi una struttura, direi il pensiero in sè, che sfugge ancora alla definizione, e che è ben rappresentata da quella cosa che tu definisci sesto senso, e che è la disposizione dell'organismo verso tutto l'ambiente percettivo. Noi immaginiamo che questa disposizione abbia a che fare con l'atto motorio, perchè è l'atto che permette di influire sul mondo e modificarlo. Ho una mezza voglia di proseguire la speculazione su questi temi, anche in seguito agli interessanti spunti forniti da voi commentatori. Il corpo calloso è coinvolto in maggior misura in quella che si definisce capacità di prestare attenzione a più stimoli, anche questa presente in misura maggiore nelle donne. Se lo stimolo proveniente dal neonato è multimodale ha senso attribuirgli questa proprietà.

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  12. Grazie delle delucidazioni, Pa.

    Ti invito a far diventare intera quella mezza voglia di continuare ad indagare su questi temi affascinanti quanto importanti e complessi.

    Ce n'è bisogno. Il mio interesse è molto grande e sono certa che lo è per molti, ergo continua...

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  13. Pa, mi sorge spontanea un'altra domanda, leggendo dell'attivazione dell'insula anteriore e del cingolato anteriore nel caso si assista al dolore di una persona cara. La stessa cosa succede nei gemelli. E sin qui, va bene.
    Ma come si spiega che un gemello somatizzi il dolore anche a distanza? E cioé senza assistere al dolore del proprio gemello? Succede spesso. Una volta sono stata testimone del fatto con due mie amiche gemelle.

    Questa cosa mi ha sempre incuriosito e non ho mai saputo darmi una spiegazione...

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  14. Interessante argomento affrontato con passione e bravura. Faccio tanti complimenti all'amico Paopasc per il tema svolto e ad Annarita per averlo segnalato.
    Buon 25 aprile a tutti!
    un caro saluto
    annamaria

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  15. utente anonimo25 aprile 2010 18:15

    Rosaria: Cara Annarita,  il mio commento, sarà molto semplice.
    In quest momento mi son ricordata che  da bambina si giocava a fare lo specchio, non so se tu conosci questo gioco 
    Ancora oggi  lo gioco con i miei nipotini
    ci si mette uno di fronte all'altro e si ripetono 
    gli stessi movimenti
    In questo gioco, ho sempre notato, che se alzo la mano destra i nipotini alzano la sinistra e viceversa, e i movimenti non sono mai sincronizzati
    Gioco che certe volte faccio ancora con mia figlia ma tutte e due 
    sbagliamo sempre,anche se ci mettiamo d'impegno.
    Leggendo di questi neuroni specchio, mi son detta
    forse attraverso questo  gioco attiviamo questi neuroni?
    Un bacione e grazie 


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  16. Anna, l'effetto dell'empatia è proprio quello: ricreare all'interno dell'osservatore le condizioni esistenti all'interno dell'osservato. A proposito di quanto affermavi circa il sesto senso, ecco che anche l'empatia può caratterizzarsi come una specie di sesto senso, una capacità di ricreare stati d'animo. ora, rientrano gli stati d'animo all'interno della visione sensori-motoria? secondo me si. E per il semplice motivo che lo stato d'animo o qualsiasi cosa che proviamo, sempre è in funzione di un atto, possibile o reale. E' come se la natura ci desse il carburante e lo mettesse nel serbatoio giusto: se non puoi utilizzarlo nel suo proprio serbatoio ecco che compare lo stress.
    Per tornare ai gemelli: niente di più facile che le conoscenze linguistiche e le pressioni dell'ambiente, relative all'essere gemelli, creino aspettative superiori al normale, aiutando l'empatia e ricreandola anche solamente alla conoscenza verbale degli eventi.  Mi immagino però che due fratelli gemelli cresciuti in una casa senza specchi e senza nessuno che dica loro che sono gemelli presenterebbero un'empatia nella norma.
    D'altra parte, qualsiasi coppia di persone molto legate interagirebbero pure a distanza in maniera intensa.
    Sul fatto che sia possibile ricreare condizioni di comprensione emotiva anche senza osservare l'altro direttamente, fa gioco la nostra caratteristica peculiare di umani, di riuscire con il linguaggio simbolico verbale a accedere a luoghi fuori della portata sensoriale. Dal punto della comprensione questa cognizione si comporta come una percezione e come la percezione è in grado di stimolare la sequenza di eventi empatici. In più, questo linguaggio simbolico ha formato la coscienza secondaria, capace di meta-comprensione, cioè di comprendere e capire se stessa mentre opera.
    Questo se quanto da te detto si riferisce a quello che ho capito, e cioè come la conoscenza solo verbale sia in grado di indurre stati d'animo. per l'altra cosa che circola riguardo ai gemelli e cioè che sono in grado di "sentire" cosa succede all'altro anche senza comunicare, ti avviso che bisognerebbe scomodare una materia di tua competenza, l'entanglement quantistico, che però difficilmente agirebbe a livello così macroscopico.
    Grazie anche agli ultimi apprezzamenti delle due commentatrici.
    a  Rosaria rispondo: il gioco ricalca una consuetudine invalsa negli umani e anche negli scimpanzè. osserviamo gli altri come se osservassimo noi stessi allo specchio. Se voglio informarti che hai una macchia sulla tua guancia destra indicherò la mia sinistra, che è esattamente speculare della tua destra, forse immaginandomi, inconsciamente, nei panni dell'altro, che si osserva a uno specchio che gli indica dove c'è qualcosa che non va. Potrebbe avere più correlazioni col sistema dei neuroni specchio di quanto la semplice omonimia lasci pensare.

    paopasc

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  17. Grazie, Pa. Ma quanto sei bravo a spiegare queste cose...Ho compreso bene. La mia curiosità è stata finalmente soddisfatta.

    Bacione

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  18. utente anonimo25 aprile 2010 23:19


    Il commento numero 7 era mio, cioè di Teoderica che si è innamorata dei neuroni a specchio.
    Salutoni a Paolo ed Annarita.
    Teoderica

    RispondiElimina

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