sabato 17 aprile 2010

Regioni Cerebrali Più Antiche: Chiave Dell'Apprendimento Inconscio





Cari ragazzi e cari lettori,

riporto dal  CORDIS una notizia significativa circa la correlazione tra le aree più antiche del cervello e le capacità di apprendimento inconscio.




Colgo l'occasione per segnalare, sempre dal CORDIS (Portale europeo per le attività di ricerca e sviluppo), anche l'articolo:



Avviata la prima strategia di ricerca europea per le malattie neurodegenerative:


Alcuni dei maggiori esperti mondiali sulle malattie neurodegenerative si sono riuniti il 15 aprile a Stoccolma, in Svezia, per iniziare a lavorare ad un programma di ricerca paneuropeo che guiderà i lavori del nuovo Programma congiunto per le malattie neurodegenerative (JPND). Il JPND è la prima iniziativa di programmazione congiunta ad essere avviata, e il suo lancio segna un cambiamento radicale nel modo di finanziare e coordinare la ricerca in Europa.


Ma torniamo alla notizia del post:

Una nuova ricerca rafforza la tesi che le regioni del cervello più antiche sono coinvolte nelle nostre capacità di apprendimento inconscio. I risultati potrebbero essere utilizzati per lo sviluppo di nuovi trattamenti per curare le patologie come il morbo di Parkinson e la malattia di Huntington, che coinvolgono queste parti del cervello. Lo studio, pubblicato online prima di andare in stampa sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), ha coinvolto scienziati del Karolinska Institutet in Svezia e del National Institute of Neurological Disorders and Stroke, che fa parte dei National Institutes of Health (NIH) negli Stati Uniti.

Molte attività quotidiane, come ad esempio abbottonarsi una camicia, ci impongono di effettuare una sequenza di movimenti semplici nel giusto ordine. Gli scienziati sanno da tempo che ci basiamo su due sistemi di apprendimento per eseguire questo tipo di schemi di movimento. Seguendo il sistema di apprendimento esplicito facciamo uno sforzo cosciente per addestrare il nostro cervello e siamo consapevoli di ciò che stiamo imparando. Al contrario, l'apprendimento implicito non avviene consapevolmente o intenzionalmente, si imparano cose senza pensarci, per esempio attraverso la semplice ripetizione. In pratica, la distinzione tra queste due forme di apprendimento è difficile, perché - come sottolineano i ricercatori nel loro documento - "la maggior parte dell'apprendimento può essere influenzato sia dalla conoscena implicita che da quella esplicita, a livelli finora sconosciuti".

I gangli basali si trovano in profondità all'interno del cervello e sono fortemente coinvolti sia nell'apprendimento che nel controllo motorio. La dopamina, una sostanza che trasmette i segnali tra i neuroni, è fondamentale per la plasticità dei gangli basali e per la nostra capacità di imparare.

Nello studio in questione, i ricercatori hanno indagato il ruolo delle diverse parti dei gangli basali nell'apprendimento implicito ed esplicito di sequenze motorie, osservando il numero dei recettori D2 della dopamina in 15 adulti volontari sani che si sono prestati alla prova. Per distinguere tra apprendimento implicito ed esplicito, il team ha utilizzato una procedura di processo di dissociazione (PDP), nella quale vengono confrontati i risultati ottenuti dai soggetti in due compiti diversi. Nel primo compito, sia la conoscenza esplicita che quella implicita hanno migliorato le prestazioni, mentre nel secondo compito, la conoscenza esplicita ha agevolato le prestazioni, mentre la conoscenza implicita le ha compromesse.

I risultati hanno rivelato una correlazione tra la densità dei recettori dopaminergici D2 ed entrambe le forme di apprendimento. Fondamentalmente, lo studio ha dimostrato che il corpo striato ventrale, una parte dei gangli basali, è coinvolto soltanto nell'apprendimento implicito. Da un punto di vista evolutivo, lo striato ventrale è la parte più antica dei gangli basali, essendo presente nei vertebrati relativamente primitivi come le lamprede, i rettili e gli anfibi.

"I nostri risultati vanno a corroborare le teorie secondo cui i sistemi cerebrali di apprendimento impliciti, ovvero non consci, sono più semplici ed evolutivamente anteriori", ha commentato il professor Fredrik Ullén del Karolinska Institutet in Svezia, che ha guidato la ricerca.
"In altre parole, abbiamo probabilmente alcuni sistemi fondamentali dell'apprendimento in comune non solo con i ratti, i topi e con altri mammiferi, ma anche con i vertebrati più primitivi, che hanno anch'essi un corpo striato ventrale".

Una maggiore comprensione dei nostri due sistemi di apprendimento potrà eventualmente essere utile ai ricercatori impegnati nella ricerca di nuove modalità di trattamento del Parkinson e della malattia di Huntington, due patologie che coinvolgono i gangli basali e sono caratterizzate da una perdita delle abilità motorie.



Per maggiori informazioni, visitare:

Karolinska Institutet:
http://ki.se

PNAS:
http://www.pnas.org

National Institute of Neurological Disorders and Stroke:
http://www.ninds.nih.gov



Fonte: Karolinska Institutet; PNAS



Documenti di Riferimento: Karabanov, A., et al. (2010) Dopamine D2 receptor density in the limbic striatum is related to implicit but not explicit movement sequence learning. PNAS (in corso di stampa), pubblicato online il 5 aprile. DOI: 10.1073/pnas.0911805107.

6 commenti:


  1. A me per aggiornarmi mi tocca venire qui, non c'è niente da fare!
    Zitta, zitta, che mi viene in mente qualcosa. Ci devo riflettere.
    Nuclei della base, talamo e coscienza primaria
    articolo su PLOs che dimostra come all'addormentamento si disconnette prima il talamo, da cui possibili immagini ipnagogfiche mediate dalla corteccia, devo unire tutti questi fili pendenti in qualcosa.
    Eh si!
    Tutto ciò che facciamo è apprendimento, da quello che nasce già scritto a quello che scriviamo attraverso l'esperienza. La mediazione dei nuclei della base nell'apprendimento implicito, il fatto che i recettori dopaminergici dello striato inducano effetti extrapiramidali in caso di assunzione di antipsicotici, tutto si lega, tutto si deve legare.
    Grazie Anna!
    [paopasc]

    RispondiElimina

  2. A me per aggiornarmi mi tocca venire qui, non c'è niente da fare!

    Ne sono contenta, Pa!

    Rifletti pure...e partorisci idee;)

    Tutto ciò che facciamo è apprendimento, da quello che nasce già scritto a quello che scriviamo attraverso l'esperienza.

    Ne sono convinta!

    Adesso lega bene bene i fili e sfornami un articolo con i fiocchi!

    Bacino!

    RispondiElimina
  3. Che meraviglia il nostro cervello, le capacità che possiede e che, spesso, sono a noi sconosciute. Che meraviglia anche la mente che mi piace immaginare come la forza motrice del cervello, delle azioni che si compiono, delle idee che si sfornano, delle lezioni che si imparano.
    Rifletto che siamo ancora troppi piccoli per capire le vere funzionalità e le vere caratteristiche del nostro corpo, corpo che non è solo fatto di ossa, carne e cervello, copro che va ben oltre la sua fisicità.

    Buona domenica a te.
    Rino.

    RispondiElimina
  4. utente anonimo18 aprile 2010 10:30

    Questo nostro cervello è un universo.
    Comprenderlo, significherebbe
    risolvere tante cose
    ma credo che di tempo ce ne vorrà
    e il cammino sarà abbastanza lungo.
    Grandi passi sono stati fatti, grazie alla scienza
    ma sono solo passettini, in confronto all'immensità di questo nostro cervello.
    Solo che a noi questi passettini sembrano grandi e forse lo sono.
     
    Il tuo post, con tante giuste  citazioni, 
    fa comprendere quanto c'è ancora tutto 
    da scoprire e quello che è stato scoperto.
    Ho sempre pensato che nel momento in cui
    l'uomo arriverà a scoprire tutti i meccanismi che 
    il nostro cervello possiede
     il cammino dell'uomo 
    migliorerà nettamente.
    Solo quando sapremo cosa 
    si nasconde sotto questa nostra corteccia celebrale
    entreremo in sintonia, con la natura
    e con l'intero l'universo

    Il cervello dell'essere umano 
    è il "bagaglio" vero della cultura dell'intera umanità.
     Buon lavoro alla scienza che  ha tanto cammino da fare.

    Buona Domenica.
    Un bacio
    Rosaria. 



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  5. Rifletto che siamo ancora troppi piccoli per capire le vere funzionalità e le vere caratteristiche del nostro corpo, corpo che non è solo fatto di ossa, carne e cervello, copro che va ben oltre la sua fisicità.

    Proprio così, caro Rino.

    Lieta di rileggerti su queste pagine.

    Buona domenica
    annarita

    RispondiElimina

  6. Rosaria, ma che riflessioni significative e profonde hai palesato!

    Questo nostro cervello è un universo!

    Azzeccatissimo!

    Il cervello dell'essere umano 
    è il "bagaglio" vero della cultura dell'intera umanità
    .

    Profondamente e incontrovertibilmente vero!

    Hai sintetizzato con efficacia, in un commento, il senso della ricerca umana.

    Brava.

    Un bacione
    annarita

    RispondiElimina

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