domenica 27 giugno 2010

E' VIVO! Eruzioni Virtuali Al Vesuvio



Cari lettori,

ho appena scoperto in rete una risorsa educativa formidabile! Si tratta di "E' VIVO! Eruzioni Virtuali Al Vesuvio", un ipertesto animato, realizzato in collaborazione tra l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e il Dipartimento delle Discipline della Comunicazione dell'Università di Bologna.

Quasi mezzo miliardo di persone, nel mondo, vive nei pressi di vulcani attivi, o considerati a rischio di eruzione. In Europa ci sono diversi esempi di questo tipo, come il vulcano La Soufriere, nell'Isola di Guadeloupe (Francia), il vulcano Teide, nell'Isola di Tenerife (Spagna), o il vulcano Sete Citades, nelle portoghesi Azzorre, con i 75.000 abitanti che vivono ai suoi piedi. Anche in Italia ci sono vulcani attivi e spesso si vedono le immagini delle affascinanti eruzioni dell'Etna o dello Stromboli; non tutti però sono a conoscenza che la regione Europea più esposta al rischio vulcanico è la Campania, più precisamente l'area del Vesuvio, in particolare per l'alta densità abitativa della zona circostante e per il carattere prevalentemente esplosivo del vulcano.

Probabilmente il Vesuvio è il vulcano più famoso del mondo, non solo per il suo alto rischio, ma anche - e soprattutto - per l'eruzione del 79 dopo Cristo, che distrusse completamente le città romane di Pompei, Ercolano e Stabia.
Dopo questo episodio, passato alla storia, altri eventi catastrofici hanno caratterizzato l'attività del vulcano; tra questi l'eruzione del 1631, che ha causato la devastazione di alcuni paesi circostanti e la morte di circa 4.000 persone. Dal 1944, anno dell'ultima eruzione, il cratere del Vesuvio è chiuso ma questo non significa che la sua attività sia cessata. Il vulcano "dorme" e la possibilità di una futura esplosione ha portato gli scienziati a valutare seriamente il rischio vulcanico in questa zona, così come in altre aree Europee ad alto rischio.

Che cosa succede al vulcano durante un’eruzione? Animazioni a colori prodotte con il computer dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, mostrano la temperatura, le ceneri, lo stato gassoso e gli effetti provocati da questa “miscela” durante l’esplosione. E' VIVO! è stato realizzato con questo intento.

Il lavoro di ricerca sui flussi piroclastici nasce nell'ambito del Volcanic Simulation Group (VSG), un gruppo di lavoro formatosi a Pisa all'inizio degli anni '90 per promuovere l'utilizzo di modelli fisico -matematici nello studio di vari processi vulcanici. Con il tempo, il Gruppo si è distribuito sul territorio nazionale e i suoi esponenti sono entrati a far parte a vario titolo dell'Istuto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Attualmente la ricerca del Gruppo sui flussi piroclastici prosegue nell'ambito di un progetto europeo "EXPLORIS" che ha, tra altri obiettivi, quello di descrivere la dinamica tridimensionale dell'eruzione, quantificando il rischio ad essa associato. Questo considerevole passo avanti consentirà, ad esempio, di considerare la reale topografia del Vesuvio, o di valutare l'effetto di venti dominanti sulla distribuzione del flusso.

Le animazioni e le illustrazioni dell'ipertesto sono di Uliva Foà e Patrizia Pantani. Esse sono prodotte con il computer, ma non sono un videogioco né un cartone animato, bensì il prodotto di calcoli complessi che permettono di determinare le principali caratteristiche dell'eruzione come: la temperatura dei gas, la quantità delle ceneri disperse nell'aria, o la capacità distruttiva.

Queste simulazioni hanno non soltanto un interese scientifico, ma anche pratico, fornendo informazioni sulla pericolosità di questi fenomeni che sono estremamente utili per la valutazione e la mitigazione del rischio vulcanico.

L'ipertesto possiede una efficace valenza didattica e può essere utilizzato con i ragazzi, a scuola, come ottima risorsa nella trattazione del vulcanesimo.




Consultate anche il sito Vesuvio online, dove troverete informazioni di approfondimento per i percorsi didattici.

L'eruzione del 79 d.C.




6 commenti:

  1. utente anonimo27 giugno 2010 15:08


    La stupidità degli esseri umani e immensa, nonostante la distruzione di Pompei e pur sapendo della pericolosità del Vesuvio, si continua a costruire alle sue pendici come se nulla fosse, poi si costruiscono mezzi di trasporto aereo che vengono messi ko in mezza europa a causa di un singolo vulcano che decide di darci fastidio. Ma quando gli esseri umani saranno piu intelligenti nel costruire in luoghi piu sicuri e sopratutto di cosrtuire mezzi di trasporto aereo che subiscano di meno questi problemi? Il sito che ci proponi e molto interessante, grazie per la segnalazione. Buona domenica, Mao

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  2. Ciao, Mao. Le tue considerazioni sono condivisibili. Grazie del contributo.

    Un abbraccio a te e Viv.

    annarita

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  3. utente anonimo28 giugno 2010 00:07

    Rosaria: eppure si continua a costruire ai piedi  del Vesuvio 
    la gente da li non vuole proprio muoversi.
    oggi Da Sorrento,  ho immortalato il mare di Sorrento dove 
    in lontananza si vede anche il Vesuvio,
    sembra cosi tranquillo
    eppure tutti sanno che la sua è una finta tranquillità 
    Visiterò il link.
    Ciao Annarita bacio.

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  4. Così è, Rosaria. E le abitudini sembrano essere sempre uguali!

    Un bacione!

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  5. utente anonimo29 giugno 2010 22:58

    Cara Annarita,
    questo ipertesto fa molto riflettere sulla precarietà della vita e su come a questa spesso possa notevolmente contribuire l' incoscienza dell'uomo.
    Ho riletto in rete(ricordavo vagamente dagli studi dei classici al liceo) le testimonianze storiche di Plinio il Giovane dell'eruzione del Vesuvio...ho ancora i brividi...gli stessi nomi delle località, l' insediamento urbano alle pendici del gigante addormentato...
    http://www.ov.ingv.it/italiano/vesuvio%5Cstoria%5C79.htm#plin
    Che non accada mai più e che Dio ce ne scampi e liberi! Ma non c'è da stare tranquilli!
              Un abbraccio
    maria I

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  6. Cara Maria, ho seguito il link che mi hai indicato...e i brividi sono venuti pure a me.

    Grazie della segnalazione. L'ho inserita nel post.

    Un bacione.
    annarita

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