martedì 6 luglio 2010

Posti Di Blocco Contro I Virus Neurotropici Delle Meningiti EdEncefaliti

Cari lettori,

non molto tempo addietro pubblicavo il post "The Giovanni Armenise Harvard Foundation: Colpo Grosso Per La Ricerca Italiana" dedicato al rientro in Italia di due brillanti ricercatori, uno dei quali è Matteo Iannacone.





L'immagine è relativa a un linfonodo, e mostra i macrofagi del seno sottocapsulare mentre catturano il virus, evidenziato in verde, impedendogli di infettare i nervi, evidenziati in rosso. (Foto di Nature del 24.06.2010)



Ebbene, oggi ritorno a parlare di lui per una scoperta importantissima in campo medico. Iannacone ha infatti  portato a termine di recente uno studio [1] sui virus neurotropici, che è stato pubblicato il 24 giugno scorso sulla prestigiosa rivista scientifica Nature.
La ricerca è stata condotta insieme ai suoi collaboratori del laboratorio del Prof. Ulrich von Andrian,
 
alla Harvard Medical School, e del Prof. Luca Guidotti, al San Raffaele di Milano.

I virusi neurotropici sono molto pericolosi perché in grado di raggiungere le strutture encefaliche, in particolare il cervello, e causare encefaliti e meningiti. Leggere il comunicato stampa pubblicato più avanti per saperne di più.
Ancora un eccellente risultato della ricerca italiana!





Foto di Matteo Iannacone reperita in Rete



Segue il comunicato stampa della Fondazione San Raffale del Monte Tabor - Milano




Comunicato stampa



POSTI DI BLOCCO CONTRO I VIRUS



Una nuova scoperta di Matteo Iannacone, premio Career Development

 della Fondazione Armenise-Harvard




Milano – Boston, 23 Giugno 2010. Sembra un film poliziesco, una specie di caccia al ladro. Il ladro in questo caso è il virus, i poliziotti sono Matteo Iannacone e i suoi collaboratori del laboratorio del Prof. Ulrich von Andrian alla Harvard Medical School e del Prof. Luca Guidotti al San Raffaele di Milano. I virus che stanno pedinando sono quelli neurotropici che hanno la capacità di raggiungere il cervello e causare encefaliti o meningiti.

Iannacone vuole capire come questi virus raggiungano il sistema nervoso centrale e quali sono i “posti di blocco” messi in atto dal nostro organismo per prevenire che ciò avvenga.

Normalmente i virus penetrano nell’organismo attraverso la cute o le membrane mucose e possono invadere l’intero organismo. Prima di raggiungere la circolazione sistemica devono però passare attraverso i linfonodi, piccoli aggregati di linfociti e altre cellule del sistema immunitario disposti a intervalli lungo il decorso dei vasi linfatici. Questi organi hanno l’importante funzione di prevenire la diffusione sistemica dei microorganismi e di creare il microambiente necessario per lo sviluppo di risposte immunitarie specifiche per combattere un’infezione in atto.

Utilizzando tecnologie d’avanguardia come la microscopia intravitale multifotone, Iannacone e i suoi collaboratori sono riusciti a ricostruire tutti i passaggi dall’ingresso del virus nell’organismo  all’invasione del sistema nervoso centrale. Il virus utilizzato per questo studio - il virus della stomatite vescicolare - non infetta l’uomo se non in circostanze eccezionali, tuttavia gli scienziati ritengono che meccanismi analoghi possano essere utilizzati da altri virus neurotropici umani, quali il virus della rabbia o il virus del Nilo occidentale.

I virus neurotropici, di solito trasmessi da insetti che depositano i virioni sottocute, entrano nei vasi linfatici locali e sono trasportati ai linfonodi drenanti: qui vengono catturati da una popolazione specializzata di cellule, i macrofagi del seno sottocapsulare, che ne impedisce la diffusione al resto dell’organismo. La cattura da parte dei macrofagi non è, però, priva di conseguenze: i macrofagi vengono infettati, utilizzati dal virus per riprodursi ed infine uccisi. Prima di morire, però, queste cellule secernono interferone alfa, una citochina dotata di attività antivirale, che agisce a livello locale, impedendo ai nervi presenti nel linfonodo di venire infettati. Se il virus riesce a eliminare questa popolazione di macrofagi, o a neutralizzare l’interferone alfa, infatti, riesce anche a invadere il sistema nervoso centrale con conseguenze devastanti per l’ospite.

L’importanza di questo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, risiede nella dimostrazione che i linfonodi sono riccamente innervati, che alcuni virus possono usare questa caratteristica anatomica a loro vantaggio (utilizzandoli per raggiungere il sistema nervoso centrale) e che una popolazione di cellule linfonodali (i macrofagi del seno sottocapsulare) normalmente impedisce che questo avvenga grazie alla produzione d’interferone alfa.

Matteo Iannacone (matteo@iannacone.org), dopo aver frequentato il Liceo Classico di Ricerca San Raffaele ed essersi specializzato in Medicina Interna presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, ha vinto numerosi premi per le sue ricerche. E’ attualmente Senior Research Associate presso il Laboratorio del Prof. Ulrich von Andrian alla Harvard Medical School. Fra pochi mesi Iannacone coronerà il suo sogno di aprire un proprio laboratorio in Italia, all’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano, grazie al programma Armenise-Harvard Career Development, ma non solo.

Il San Raffaele di Milano infatti, grazie all'importante investimento che sta facendo in questa area di ricerca con la creazione di un centro di Imaging Sperimentale e l'allestimento di una struttura di avanguardia, consentirà a Luca Guidotti e a Matteo Iannacone di continuare a Milano gli studi sui virus utilizzando l'Imaging intravitale.

Il finanziamento dell’Armenise-Harvard Career Development Award ammonta adesso a $ 200.000 annui, per un periodo da tre a cinque anni, e comprende il compenso commisurato alla posizione occupata presso l’istituto ospitante, gli stipendi per gli altri membri coinvolti nel programma di ricerca e i fondi annuali per le apparecchiature/infrastrutture.

Scadenza del prossimo Armenise-Harvard Career Development Award: 15 luglio 2010.


Per maggiori informazioni:

Matteo Iannacone, M.D., Harvard Medical School and San Raffaele Scientific Institute
+1 (617) 755-3949 - +39 (348) 853-3711
matteo@iannacone.org - matteo_iannacone@hms.harvard.edu - iannacone.matteo@hsr.it

Fondazione Giovanni Armenise-Harvard
http.//www.hms.harvard.edu/armenise  - Alexa Mason, amason@itatti.it
Ufficio Stampa - Daniela Daveri
Tel. 0385.278221 – Fax. 0385.278701  - e-mail ddaveri@alice.it - http//www.hms.harvard.edu/armenise

Istituto Scientifico Universitario San Raffaele, Milano
Ufficio Stampa
Tel. 02.2643.4465 – Fax. 02.2641.7386
e-mail: ufficio.stampa@hsr.it – www.sanraffaele.org


**********************************************************

[1] Studio pubblicato su Nature, 24 giugno 2010

Lymph Node Subcapsular Sinus Macrophages Prevent CNS
Invasion Upon Peripheral Infection With a Neurotropic Virus


Matteo Iannacone1,4,5, E. Ashley Moseman1, Elena Tonti1, Lidia Bosurgi1, Tobias Junt2, Sarah E. Henrickson1, Sean P. Whelan3, Luca G. Guidotti4 and Ulrich H. von Andrian1,5



  1. Immune Disease Institute and Department of Pathology, Harvard Medical School, 77 Ave Louis Pasteur, Boston, MA 02115, USA

  2. Novartis Institutes for BioMedical Research, 4002 Basel, Switzerland

  3. Department of Microbiology and Molecular Genetics, Harvard Medical School,_200 Longwood Avenue, Boston, MA 02115, USA

  4. Department of Immunology, Infectious Diseases and Transplantation, San Raffaele Scientific Institute, Via Olgettina 58, Milan, 20132 Italy

  5. To whom correspondence should be addressed (matteo@iannacone.org or uva@idi.harvard.edu).

11 commenti:


  1. Interessantissimo questo post, Annarita! In gamba Matteo Iannacone. Promette altre grandi cose. Meno male che la Fondazione Armenise ha finanziato il rientro di questo cervello, ma quanti altri sono in fuga all'estero!

    Un abbraccio grande e grato per come ti prodighi a divulgare la scienza.

    Arte.


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  2. Grande notizia! E' confortante sapere che ci sono giovani talenti su cui contare per il progresso della Scienza.

    Grazie di aver divulgato questo eccezionale lavoro che conferisce lustro alla ricerca italiana.

    Un caro saluto.

    Ruben

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  3. utente anonimo6 luglio 2010 19:26

    Davvero emozionante questa straordinaria notizia! Una bella ventata di speranza per la salute dell'umanità e, per la ricerca, un bell' incoraggiamento  ad andare avanti. Mi auguro che il nostro giovane "Poliziotto" e i suoi Collaboratori riescano a sgominare in modo definitivo quella vile "banda di ladri", che, senza scrupoli, tenta il furto del nostro bene più prezioso.
    Grazie Annarita,
    un abbraccio
    maria I.

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  4. utente anonimo6 luglio 2010 23:31

    Rosaria: credo  che il "poliziotto" porterà a compimento la sua"indagine"
    Dopo, si deve creare il "killer"  che deve ammazzare e chi sa perchè    la vedo un pò dura.
    Basta vedere come  oggi si sa  quasi o tutto sul tumori, ma   creare il killer capace  di distruggerlo è assai difficile.
    Speriamo! complimenti al "poliziotto" scienziato.
    Ho letto anche il link scientifico Nature.
    Grazie Annarita, di queste interessanti notizie 
    che ci passi.
    Bacione 
    ciao.





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  5. Ieri avevo lasciato un commento ma vedo che internet se lo e mangiato.
    Passi anche questa. Buona giornata, Mao

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  6. Molto interessante questa notizia e anche molto bello leggere che è tutto frutto  di un cervello italiano.
    Ciao Annarita, Roberta.

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  7. Una buona, ottima notizia. Grandi promesse e speranze che non andranno deluse. Grazie a te, cara Annarita, di avercela trasmessa con il consueto amore per le scienze e la ricerca scientifica.

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  8. Interessante segnalazione Annarita, e congratulazioni a questo giovane talento!

    O.T.: Sono di passaggio a Roma e, con la connessione solita, sono riuscita a caricare tutto e lasciare un commento.
    Quando sono fuori,  non riesco e ho difficoltà a passare.
    Un caro saluto e... spero di riuscire a leggerti ancora prima delle vacanze!

    Anna Righeblu

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  9. utente anonimo9 luglio 2010 16:54

    Cara Annarita, forse qualcuno l'ha già fatto prima di me, ma ritengo utile segnalare questo video
    http://www.dailymotion.com/video/x77gba_la-rabia-virus-neurotropico_school
    la cui drammaticità ci fa apprezzare ancora di più l' importanza enorme di questo nuovo grande risultato della ricerca.
    Un caro saluto
    M.I

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  10. Le ricerche sulle terapie antivirali sono in continua evoluzione anche se non sempre sono efficaci. E' dunque di estrema importanza, anche in ottica virus-specifica, studiare i meccanismi fisologici con i quali l'organismo si difende da questi patogeni, per potenziarli o attuarli in chi ne fosse privo.
    la lotta contro i virus è, per la stessa natura di questi organismi, ardua e con rare soddfisfazioni, per cui è sempre da accogliere con euforia qualsiasi nuova scoperta, come questa  di estrema importanza di Iannacone e colleghi.
    Paopasc

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  11. Cari amici, vi ringrazio tutti per i vostri interessanti e pertinenti commenti. Mi scuso per il ritardo nella risposta, ma molti di voi sanno che sono fuori sede, in vacanza, e che la connessione ballerina non mi consente di essere puntuale.

    Un abbraccio cumulatvo.

    annarita

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