lunedì 11 ottobre 2010

Diventeranno Scienziati?


E se da grande volesse fare la scienziata?

E' il titolo di  un post di Fisici per il mondo,  pubblicato da Maria Grazia Ortore l'estate scorsa. Lo propongo di seguito perché mi sembra che offra degli spunti di riflessione.

Scrive Maria Grazia, che al momento è ad Amburgo a fare esperimenti al sincrotrone:


"Ieri sera, nella foga dell’inizio del fine settimana e nell’incrocio di vari appuntamenti, mi sono inspiegabilmente trovata in un centro commerciale con mia figlia diciottomesenne che sbraitava davanti ad un bancone di libri in offerta. Ovviamente a 18 mesi la piccola non sa leggere, non calcola a mente la radice quadrata di 175, ma indossa i pampers e si ciuccia la mano sinistra, insomma è una bimba normalissima (a parte certi piccoli esperimenti con giocattoli appesi ai palloncini pieni di elio alla ricerca dell’equilibrio…), incuriosita dai libri quali oggetti colorati e sfogliabili, quindi in un certo senso “componibili”.
Convinta che i libri fossero a disposizione gratuita di tutti, ne afferra vari ed è particolarmente incuriosita da un cartonato intitolato “cosa farai da grande Hello Kitty?”. Il mio primo pensiero è stato “cosa potrà mai voler fare da grande Hello Kitty? La modella? La velina (quindi la ministra…)? La tronista? L’estetista?” ed invece già nella copertina Hello Kitty era in tenuta da medico (medico, badate, non infermiera! Forse Hello Kitty è femminista…). Inoltre sfogliando il cartonato, mi sono accorta che Hello Kitty pensa anche all’utile mestiere di pompiere e, proprio nella prima pagina, dichiara addirittura di voler fare la scienziata! Questa pagina ovviamente mi convince all’acquisto immediato (quantomeno per ricompensare la controtendenza degli autori) e d’altro canto mi riporta immediatamente ad un frammento del discorso di Barack Obama tenuto alla comunità afroamericana in occasione del centenario della Naacp (Associazione nazionale per il progresso della gente di colore): “Anche se avete un buon tiro o ballate bene, non puntate solo a diventare campioni di basket come Le Bron o rapper come Lil Wayne. Mi piacerebbe che le vostre aspirazioni siano altre, diventare scienziati, medici, insegnanti, giudici della Corte Suprema…”. Ecco, dopo aver ascoltato il presidente del consiglio del mio Paese aver invitato una precaria a sposare un uomo ricco, per migliorare la sua situazione, le parole di Barack Obama non appaiono semplicemente ragionevoli, ma -quasi- mi commuovono.

Penso comunque che ci sarebbe da riflettere, se i nostri figli ci comunicassero di voler fare gli scienziati, su quanto stiamo facendo oggi perchè il loro desiderio si possa avverare. Stiamo assistendo ad uno smantellamento del mondo della ricerca e di quello universitario probabilmente senza precedenti nel nostro Paese. Nonostante i laureati italiani siano ancora di buon livello (così deve essere se sono accolti a braccia aperte all’estero!), si decide di tagliare all’alta formazione non con forbici da potatura, ma con la ruspa. Auspico che chi ha il potere di protestare, di mettersi davanti alla ruspa, di mostrare i dati reali di chi all’università lavora, seriamente e tanto, lo faccia al più presto. Non per sè, ma per quei bambini che hanno solo sfogliato il libro sbagliato, in un momento sbagliato, nel Paese sbagliato."


*****


E' lampante come l'auspicio di Maria Grazia sia da condividere al cento per cento. Conosciamo bene l'enorme danno che si sta arrencando, in Italia, al mondo della ricerca e a quello universitario.

Ma nella scuola non va meglio! Anche qui tagli selvaggi. Invece di investire per migliorare l'insegnamento scientifico, che ha dei problemi annosi da risolvere,...si taglia con lo scopo evidente di minare la scuola pubblica dalle fondamenta.

Chiudo il post con qualcosa di più confortante: le relazioni di esperimenti ideati integralmente da quattro miei primini, alcuni giorni fa. Le ho lasciate con le loro ingenuità ed errori per testimoniare la freschezza, la curiosità, la capacità e la voglia dei ragazzi di interrogarsi sulle cose del mondo...

Non abbiamo iniziato ancora la trattazione di alcuna tematica, ma operato soltanto delle riflessioni sul metodo scientifico e sull'approccio all'osservazione dei fenomeni naturali. E' stato chiesto ai ragazzi di progettare un esperimento su un fenomeno a loro scelta. Tutti hanno risposto con entusiasmo alla richiesta e realizzato liberamente la "loro relazione".

Il primo esperimento è di Allegra, che si è chiesta se l'aria è ovunque, anche in un bicchiere che sembra vuoto!



Riccardo si è domandato se le piante possono vivere senza luce...



Simone si è posto una domanda sulla formazione dell'arcobaleno. Una domanda non facile, Simo! Mi sa che dovremo affrontare, a suo tempo, la questione e precisare alcune cosette...



Infine, Adele si è chiesta se l'aria ha un peso.



Le immagini non sono il massimo, ma nel complesso sono leggibili. Se navigate con Firefox, cliccando con il destro del mouse sull'immagine, e poi di nuovo su "visualizza immagine", vedrete le immagini un po' ingrandite. Se, invece navigate con Chrome, cliccate con il tasto destro del mouse sull'immagine, quindi su "apri immagine in un'altra scheda", dove potete usare lo strumento "zoom" per ingrandire l'immagine a grandezza naturale.




8 commenti:

  1. utente anonimo11 ottobre 2010 22:22

    Al di la  di tutto è stato bello 
    vedere lo scritto dei tuoi ragazzi,
    e come essere entrati un po' nella vostra aula
    Complimenti ad 
    Allegra, Riccardo, Simone, e ad Adele
    Complimenti alla loro professoressa
    che sa dare tanto luminoso spazio ai suoi alunni.

    Annarita ciao e bacione.

    Rosaria



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  2. La cosa bella, Rosaria, è che a soli 11 anni questi ragazzi sanno porsi domande importanti su ciò che li circonda. Anche se il percorso sperimentale dovrà essere precisato, sono sulla buona strada.

    Grazie del supporto.

    Un bacione.

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  3. E' semplicemente tutto bellissimo quello che hai scritto... 
    l'unica frase fuori luogo era l'esempio del presidente del consiglio, che ricordo bene purtroppo quando venne detta di fronte alle TV.

    Ma poi osservando quanto hanno realizzato i ragazzini ho pensato! 
    Di questo bisogna parlare! Diffondo un po' l'articolo perchè e' proprio una bella testimonianza !
    Claudio 

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  4. "Ma nella scuola non va meglio! Anche qui tagli selvaggi. Invece di investire per migliorare l'insegnamento scientifico, che ha dei problemi annosi da risolvere,...si taglia con lo scopo evidente di minare la scuola pubblica dalle fondamenta."

    Permettimi, cara Annarita, fra il serio e il faceto, escludendo da questo bailamme Allegra, Simone, Riccardo e Adele (ma come è possibile!), che al momento opportuno sapranno cosa fare.

    Visto la tua perplessità sulla scuola, mi sembra che la questione in merito non sia tanto diversa da quella discussa nel blog di Paopasc in cui intervieni con questa risposta:

    "Quando avrò capito come può avvenire questo plagio collettivo ve lo farò sapere."
    Fai bene a cercare di capire. Io ci ho rinunciato da un pezzo o meglio, e mi riferisco a quanto succede qui da noi, ho capito che a pochi importa veramente qualcosa degli altri. "Bene io, bene tutti" mi sembra la logica corrente.


    Tuttavia per te la scuola deve essere assolutamente al riparo da ogni logica del profitto, anche se tutto sembra minarla. Ma per tanti altri docenti forse no.

    Ma hanno risposto anche i tuoi scolari e mica tanto male, la saggezza senza che se ne rendano conto è in loro, stai a sentire:

    ... Allegra, che si è chiesto se l'aria è ovunque, anche in un bicchiere che sembra vuoto!
    Come a riflettere sul male in questione che sembra diffuso ovunque e dunque anche là dove non dovrebbe esserci, che vale come metafora. Bada che mi riferisco alla classe docente che è in subbuglio...

    Riccardo si è domandato se le piante possono vivere senza luce...
    E qui le cose della scuola, ovvero dei suoi utenti, gli studenti, possono essere paragonabili alle piante...

    Simone si è posto una domanda sulla formazione dell'arcobaleno...
    Non facile dici tu, Annarita? Io dico peggio, in relazione all'andazzo delle cose della scuola... lo dici tu stessa!

    Infine, Adele si è chiesto se l'aria ha un peso.
    E qui veramente casca l'asino per metaforizzare ciò che ha rilevato la sua compagna Adele sull'aria nel bicchiere apparentemente vuoto. Eccome se ha un peso, anche se la legge delle cose fisiche dicono di no.

    Cari abbracci Annarita e... sursum corda, almeno col cuore!
    Gaetano

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  5. Ti ringrazio, Claudio, per le parole e per la diffusione dell'articolo.

    annarita

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  6. Tuttavia per te la scuola deve essere assolutamente al riparo da ogni logica del profitto, anche se tutto sembra minarla. Ma per tanti altri docenti forse no.

    Non posso esprimermi per tutti idocenti, caro Gaetano, ma mi auguro che la pensino come me in proposito.

    Sì, la scuola deve essere al di fuori da ogni logica di profitto per la sua stessa natura, che mette l'educazione ai valori della vita al centro della sua mission.

    Grazie delle riflessione che hai suscitato con il tuo approfondito commento.

    Un abbraccio.
    annarita

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  7. utente anonimo13 ottobre 2010 19:30

    Deliziosi questi esperimenti dei tuoi Piccoli! Complimenti a loro e a te, carissima Annarita!
    Un abbraccione,
    maria I.

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  8. Cara Maria, sempre gentile epresente con le tue parole incoraggianti.

    Un ringraziamento grande.

    Bacione.
    annarita

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