domenica 28 febbraio 2010

Carnevale Della Fisica # 4 Su AstronomicaMentis



Cari ragazzi e cari lettori
,
oggi è la giornata del quarto Carnevale della Fisica, anticipato al 28 febbraio per ovvi motivi.

Ospita la corrente edizione AstronomicaMentis, il bellissimo blog dell'ottimo Corrado Ruscica, che ha curato una impeccabile e professionale presentazione degli interessanti contributi.



Di seguito la presentazione dei miei apporti al Carnevale su AstronomicaMentis.


Cominciamo con
Annarita Ruberto che con il suo originale blog Scientificando, dedicato ai suoi alunni, fa scienza "giocando" o quasi. Annarita ci presenta i suoi post suddivisi in tre categorie: 

DIVULGAZIONE
Il Paradosso Dei Gemelli - un esperimento mentale che sembra rivelare una contraddizione nella teoria della relatività ristretta.  


The Known Universe - un nuovo straordinario film, prodotto dall'AMNH,  American Museum of Natural History, che fa parte di una nuova mostra, "Visions of the Cosmos:  From the Milky Ocean to an Evolving Univers", presso il Rubin Museum of Art in Manhattan

Themis: Uno Dei Più Grandi Telescopi Solari Terrestri - uno dei più grandi telescopi eliografici terrestri per studiare il magnetismo solare e le instabilità dell'atmosfera solare.


NASA SCIENCE - un sito straordianario pensato per soddisfare le esigenze e le curiosità di natura scientifica di tutti, ma proprio di tutti!


Il Planetario Virtuale - un corso interattivo di astronomia su Web in lingua italiana, un sito semplice e divertente per imparare i concetti fondamentali dell'astronomia con test di verifica e immagini, indicato in particolare per gli alunni della scuola primaria.

DIDATTICA
I Moti Della Terra E Della Luna (Unità didattica per docenti)
Il Molto Piccolo E Il Molto Grande [Un Percorso Sperimentale]
Observatory: Risolvi Il Puzzle Astronomico
Observatory: La Soluzione

LEARNING OBJECT
I Moti Della Terra [Learning Object]

Le Stelle [Learning Object]



Ma andate a leggere i restanti contributi perché ne vale la pena.

Ricordo che il Carnevale della Fisica  è contemporaneamente ospitato ogni mese
anche da un blog di lingua spagnola, essendo un evento nato sia in Italia che in Spagna. I suoi ideatori sono infatti i due blog Gravità Zero e Gravedad Cero,

Al momento, coinvolge circa 100 blogger in 9 Paesi del mondo, ed è in progressiva espansione nel mondo.


Questo mese il blog spagnolo ospitante, RTFM, ha proposto l'ultimo video dei "Symphony of Science", postato dal blog Sorprendible, in questa occasione con la "partecipazione" di 12 eminenti scienziati.

Prima di riportare il video da Gravità Zero, vi informo che il quinto Carnevale della Fisica sarà ospitato da questo blog, il 30 marzo prossimo, mentre il cugino ospite spagnolo sarà cienciamia di Alfonso Quervo.

Vi invito partecipare numerosi! Potete inviare i vostri contributi alla mia email: annaritar5@gmail.com, entro il 25 marzo.

Se, invece, volete proporvi come blog ospitanti, andate subito a prenotarvi su Ning, lo spazio che ospita il network del Carnevale della Fisica, dove potete lasciare appunti, osservazioni, articoli, foto, video, o postare i vostri contributi al Carnevale, se non avete un blog personale.





sabato 27 febbraio 2010

Vancouver 2010 E Doping

vancouverCari ragazzi e cari lettori, domani, 28 febbraio 2010, avranno termine le Olimpiadi invernali  di Vancouver 2010 in Canada,  con la cerimonia di chiusura prevista alle ore 17:30, nella quale Vancouver passerà il testimone a Sochi 2014.

La rivista National Geographic dedica al doping un servizio di
Richard A. Lovett, scritto per le National Geographic News.

Nell'articolo non si parla del doping in pillole e velenosi farmaci già noti, ma di una pratica che prevede una trasfusione di sangue poco prima dell'inizio della gara, con lo scopo di immettere in circolo una maggiore quantità di globuli rossi, aumentando di conseguenza la quantità di ossigeno che arriva ai muscoli. I muscoli più ossigenati consentono, infatti, una performance migliore, ed eliminano i crampi dovuti all'acido lattico che si accumula nel tessuto muscolare, in conseguenza dello sforzo fisico, pregiudicando il rendimento dell'atleta.

Così recita l'introduzione dell'articolo succitato.


"Athletes performing in the Vancouver 2010 Winter Games are obsessed with blood.

That's because blood carries oxygen to the muscles, so more blood means more oxygen—and potentially better Olympic performances.


But just as vampire transfusions can give True Blood characters an illicit rush, some athletes have been known to take doses of blood in illegal attempts to beat the competition. (Blog: "The True Story About Blood Donations—And Vampires.")


Known as blood doping, the banned practice involves getting a blood transfusion near game time to give yourself more, richer blood than nature can produce. (Find out how Vancouver 2010 athletes might also one day seek to alter their genes to enhance performance.)" [Continua a leggere]


Il doping in questione prevede due modalità alternative nel procedere: la trasfusione di sangue da una persona estranea all'atleta, detta eterologa, oppure un prelievo preventivo di sangue dallo stesso atleta; sangue che viene in seguito trasfuso al proprietario, prima della gara.

In entrambi i casi, esiste il rischio di essere scoperti così come esiste i lrischio di danni per la salute. Harvey Klein, capo di medicina trasfusionale al U.S. National Institutes of Health, chiarisce come sia facile accertare se è avvenuta una trasfusione eterologa grazie ad una particolare analisi ematica. Inoltre, sia nel caso di trasfusione eterologa che autologa, la concentrazione
dell’emoglobina risulterebbe elevata in modo anomalo e perciò sospetto. 

I rischi del doping ematico sono connessi proprio all'aumento dei globuli rossi, e quindi dell'emoglobina, perché il sangue, diventando più compatto, perde in fluidità e circola con maggior difficoltà nei vasi sanguigni, facendo aumentare il rischio di trombosi e disidratazione. Non si deve, inoltre, trascurare il rischio di contrarre infezioni, sia da trasfusione eterologa che, in ogni caso, dalle condizioni di scarsa igiene in cui potrebbe avvenire la preparazione dell'intervento.


Si rende indispensabile educare i giovani al rispetto di sé e degli altri a 360 gradi, favorendo una cultura della salute.


L'incremento dei globuli rossi può essere incentivato con metodi enormemente più sicuri e, soprattutto, naturali, che consistono nel praticare una regolare attività fisica, nell'alimentarsi correttamente, e...nel soggiornare periodicamente in montagna.


Ma è risaputo che all'uomo riesce difficile praticare l'onestà, purtroppo; perciò sappiate che Don Catlin, ricercatore del laboratorio anti-doping dell’Università della California, comunica le intenzioni della World Anti-Doping Administration di sviluppare un test specifico con cui rilevare le tracce chimiche presenti nelle sacche trasfusionali.


Concludo in modo più giocoso, lasciando alla vostra curiosità il medagliere di Vancouver.


Il medagliere di Vancouver 2010 per gli interessati.






Lo screenshot della pagina del National Geographic.

venerdì 26 febbraio 2010

Walking With Dinosaurs

Cari ragazzi e cari lettori, il 13 settembre scorso pubblicavo un post su Walking with Monsters (distribuito anche come Before the Dinosaurs: Walking With Monsters oppure   Walking with Monsters: Life before Dinosaurs), la terza parte di un film documentario della BBC in tre episodi (risalente al 2005) sulla vita nel Paleozoico, che riporta alla luce artropodi, pesci, anfibi, e rettili estinti.

Venendo ad oggi, vi informo che si terrà, dal 24 al 28 Febbraio 2010*, presso il Mediolanum Forum di Milano, lo spettacolo-evento Walking with Dinosaurs, la serie televisiva della BBC, che, dopo anni di progettazione, prende vita in uno straordinario evento nei palasport e nelle arene del globo.

giovedì 25 febbraio 2010

La Nuova Rivista "Newton" Da Domani In Tutte Le Edicole Italiane...

Cari ragazzi e cari lettori, due giorni fa pubblicavo la notizia " Ritorna La Rivista Newton: In Stampa il Numero 1".

Ebbene, la stampa è terminata e il countdown quasi: domani, 26 febbraio 2010, la gloriosa rivista, completamente rinnovata, sarà in tutte le edicole d'Italia per la gioia dei vecchi e nuovi lettori.

mercoledì 24 febbraio 2010

Learning Object, Didattica E Apprendimento

learning_objects_oggetti_didattici_scormCari colleghi e cari lettori, questo post vuole affrontare il tema dei Learning Object e la loro connessione con la didattica e l'apprendimento. In realtà, il tema non è nuovo perché già discusso ampiamente in ambienti virtuali e  non.

La tematica ritorna però alla ribalta a seguito della recente iniziativa ministeriale, il progetto
La scuola digitale", mirata a  produrre  “contenuti digitali”.

 

La scuola digitale è, infatti, l’ultimo di una serie di provvedimenti messi in campo dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per la diffusione delle tecnologie digitali in classe.

Il Piano d’intervento, coordinato dal Miur e dall’Agenzia per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica (ex Indire), è stato presentato dal ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca scientifica Mariastella Gelmini, l'11 giugno 2009, in occasione del
Symposium Internazionale “Global ICT in Education Networks.

Le foto del Symposium su Flickr.

Facciamo però un passo indietro per risalire al quadro normativo di riferimento in cui si ritrovano le radici dell'esistente, e che si possono sintetizzare in:

1. Politiche scolastiche ed educative europee;

2. politiche scolastiche ed educative italiane, che scaturiscono dalle prime.

I link portano a due mappe da me elaborate. Nella prima mappa il focus si ritrova negli obiettivi fissati dal Consiglio Europeo, il 23 e 24 marzo 
2000 a Lisbona,  in vista di Lisbona 2010. (Consulta anche su Wikipedia la "Strategia di Lisbona" e, su Educazione&Scuola, Strategia di Lisbona 2000/2010).

La seconda mappa sintetizza le tematiche assunte dal nostro paese in materia di innovazione, sperimentazione e riforma, e culminanti nella legge delega n. 53/2003 o legge di riforma Moratti, i cui effetti, con annessi e connessi, conosciamo bene. Ricordiamo la recente evoluzione della legge delega 53, con i ministri Fioroni e Gelmini.

In questo quadro, si colloca la nascita del
lINVALSI, Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, Ente di ricerca dotato di personalità giuridica di diritto pubblico che ha raccolto, in un lungo e costante processo di trasformazione, l’eredità del Centro Europeo dell’Educazione (CEDE) istituito nei primi anni settanta del secolo scorso.

Le indagini  OCSE - PISA concludono il sintetico excursus.
L'Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) avviò nel maggio 1998 il progetto Pisa (Programme for International Students' assessment). Si tratta di una grande rilevazione internazionale, prevalentemente centrata sulla capacità di comprensione della lettura ma integrata da aspetti relativi alla matematica e alle scienze, nonché alle cosiddette abilità trasversali (Cross Curricular Competencies), alla quale partecipavano 32 nazioni, nel 2000. Da allora si sono susseguiti periodicamente diversi rilevamenti in cui i nostri alunni quindicenni si sono sempre collocati negli ultimi posti della classifica internazionale.

graphic_learning-objectAlla luce della sconfortante situazione, il Ministro dell'Istruzione vara diversi progetti per migliorare le competenze dei nostri discenti nei campi nevralgici individuati. I progetti che hanno a che fare direttamente con i
Learning Object sono:

1. il Progetto @pprendere digitale per la scuola secondaria di 1° grado (2005);

2. il Progetto DiGi scuola per la scuola secondaria di 2° grado.

Lo scopo di entrambi i progetti è quello di migliorare, quindi, le competenze degli allievi nelle discipline Italiano, Matematica, e Scienze grazie alla fruizione di contenuti digitali progettati ad hoc. L'attenzione si focalizza sui Learning Object.

Per farla breve, all'epoca, Garamond si aggiudica l'appalto di gara e produce un intero curricolo digitale di LO (CURRICULUMdigitale) per entrambi i progetti. Qui potete consultare la nota prot. n.38 (5 gennaio 2007) con cui il Ministero dell'Istruzione abilita le scuole all'acquisto dei Contenuti Didattici Digitali dal marketplace della
piattaforma DiGi Scuola (adesso probabilmente chiusa perché non si ritrova più all'indirizzo www.digiscuola.it).

La scrivente, insieme ad un gruppo di docenti selezionati, redige lo storyboard dei  LO Garamond. Personalmente ne ho progettati una cinquantina di Matematica e Scienze. Potete vedere un esempio qui.

Ritorniamo alla domanda in apertura di post: "
Che cos'è un Learning Object". Non esistono definizioni univoche. Riporto una definizione tratta dal mio articolo "Progetto @pprendere digitale e i Learning Object :

In estrema sintesi, i Learning Objects possono essere considerati
degli oggetti di apprendimento digitali e non (solo digitali
per alcuni autori) che perseguono un
obiettivo formativo
specifico
, utilizzati sia da docenti, sia da studenti in modo
indipendente e senza una sequenza predefinita. L’uso dei
LO affonda le radici nel paradigma della
programmazione
object oriented
, usata nel settore informatico, dove vengono
creati componenti (objects) indipendenti l’uno dall’altro e
riutilizzabili in contesti diversi grazie al loro riassemblaggio,
di volta in volta nuovo a seconda delle esigenze e dell’obiettivo
da perseguire. Tale tendenza nasce dalla necessità di
standardizzare e
riutilizzare il materiale (al fine di progettare
percorsi formativi curricolari e individuali flessibili riguardo
alle esigenze di un utente), che viene suddiviso in
unità formative autosufficienti, autonome e aggregabili sulla
base di nuove e diverse esigenze, consentendo così di ammortizzare
i costi elevati della progettazione didattica dei
materiali per la formazione basata sulle nuove tecnologie.
I
Learning Objects sono l’araba fenice della didattica a distanza:
tutti ne parlano, ma non si sa esattamente che cosa
siano.
Di certo, un Learning Object è una risorsa didattica
riusabile
, può essere interscambiata con altri Learning
Objects, ma non si sa quanto debba essere grande o “difficile”.
Sembra, comunque, ragionevole che un LO debba
tener conto del metodo didattico del docente e del grado
di conoscenza dell’allievo.


Consultando l'articolo citato, troverete altre definizioni di LO. In questo secondo articolo sono illustrate delle esemplificazioni  "I Learning Object: Alcuni esempi".

Qui sono consultabili alcuni materiali prodotti da INDIRE:

- Nota attività di formazione

- 1º Seminario formazioneINDIRE

  a. Stato dell'arte suiLearning Objects

  b. Didattica LO

  c. Webquest_risorse

La pagina di Wikipedia dedicata ai Learning Object.

A distanza di alcuni anni, che cosa si può dire sull'utilità dei LO nei confronti della didattica e dell'apprendimento?

A qualcuno che avesse pensato di fare innovazione didattica introducendoli, posso dire che si è lontani da tale obiettivo.

I LO sono "contenuti digitali" e non strumenti che da soli favoriscono l'apprendimento degli allievi. Occorre essere consapevoli di che cosa si sta attuando nel momento in cui essi vengono utilizzati.

E questo riporta inesorabilmente ai nodi fondamentali: "Che cosa significa apprendere? E come si può promuovere un apprendimento significativo?"

Queste sono le domande alle quali occorre fornire delle risposte urgenti. Lavorare in questa prospettiva significa fare innovazione! Gli strumenti digitali e le nuove tecnologie, inclusi i LO, possono fornire un aiuto prezioso, ma da soli non sono sufficienti a promuovere automaticamente apprendimento.

La diatriba "LO sì, LO no" è sterile. I LO possono svolgere, se impiegati con consapevolezza, una funzione attivatrice della capacità attentiva perché i contenuti digitali piacciono agli allievi. Pertanto, tra non averli oppure averli, è preferibile la seconda ipotesi. Precisato ciò, occorre però andare oltre.

Vi lascio alcuni link ove reperire risorse gratuite in rete.

Software per realizzare LO:

Xerte

eXeLearning

Risorse digitali

Medita-Mediateca digitale italiana

VideoScienza

eduMedia

TerritorioScuola

MERLOT

SLOOP

iLumina

EBOOKGRATIS

eBook Searchr

WikiWideo

Utile anche consultare InnovaScuola

Un esempio di LO per la scuola elementare realizzato con iSpring Free.

martedì 23 febbraio 2010

Ritorna La Rivista "Newton": In Stampa Il Numero 1


Cari lettori, a due anni dalla chiusura*, nel Gennaio 2008, sta per ritornare la rivista Newton, nuova versione, con il suo primo numero.

lunedì 22 febbraio 2010

Energy Empire: Gioco Da Tavolo Sulle Energie Rinnovabili

Cari ragazzi e cari lettori, vi segnalo Energy Empire, un nuovo gioco da tavolo a carattere ludico- didattico sulle Energie rinnovabilidestinato ad un pubblico con un’età dai 14 anni in su.

Ogni giocatore rappresenta una Nazione, con una domanda di energia e una possibilità di spesa.
Lo scopo del gioco è quello di sostituire gradualmente l’Energia finora generata da fonti fossili con quella prodotta da fonti rinnovabili.

domenica 21 febbraio 2010

Mine: Storia Di Una Montagna Sacra (Appello Di Survival International)


Cari ragazzi e cari lettori, non tanto tempo fa  ho pubblicato un post su Avatar, il film del regista Cameron sui Na'vi.

Oggi vi propongo una segnalazione che, in qualche modo, è in relazione ad Avatar, come comprenderete leggendo.

International Science & Engineering Visualization Challenge 2009: I Vincitori



Cari ragazzi e cari lettori, vi segnalo una interessante notizia: Science Magazine e la National Science Foundation  presentano i vincitori e le menzioni d'onore nell'ambito della settima edizione di "International Science & Engineering Visualization Challenge".

sabato 20 febbraio 2010

Degenerazione Maculare Senile: Una Possibile Cura Con Le Staminali


Cari lettori, svolgendo una ricerca in rete sulla maculopatia degenerativa senile, sono venuta a conoscenza di una notizia confortante circa una sua possibile cura. Ma prima leggete che cos'è la maculopatia degenerativa senile.

La degenerazione maculare legata all'età è una patologia di cui soffrono  circa 25-30 milioni nel mondo e, di queste, 4-5 milioni si possono definire "legalmente ciechi". Con l'avanzare dell'età poi e, in particolare, con l'invecchiamento della cosiddetta "baby boom generation", ci si aspetta che questi numeri triplichino entro il 2025.

venerdì 19 febbraio 2010

ALMA - Atacama Large Millimeter Array

Atacama_Large_Millimeter_Array_logoCari ragazzi e cari lettori, parliamo di ALMA -  Atacama Large Millimiter/submillimeter Array. ALMA  è un progetto internazionale di astronomia, che consiste di un interferometro astronomico formato da un array di radiotelescopi, che si trova a Chajnantor sulle Ande cilene, nelle vicinanze di San Pedro de Atacama, a 5000 metri sopra il livello del mare, nel Cile settentrionale.

Il telescopio, 
composto da oltre 60 antenne di alta precisione, è stato ideato per rivoluzionare l'astronomia moderna, fornendo una visione sulla formazione delle stelle nell'universo primordiale ed esplorando le prime stelle e le prime galassie. Darà, inoltre, immagini dirette sulla formazione dei pianeti.

Con un costo superiore al miliardo di dollari, è il  più ambizioso telescopio attualmente in costruzione.

ALMA è il risultato di una potente combinazione di idee, avendo  le sue radici in tre progetti astronomici: il Millimeter Array (MMA) degli Stati Uniti, il Large Array del Sud (LSA) d'Europa, e il Large Millimeter Array (LMA) del Giappone.

Il passo avanti decisivo si è verificato nel 1997, quando l'ESO (European Southern Observatory) e NRAO

La matrice risultante dalla fusione, combinata alla sensibilità di LSA con la copertura delle frequenze e il sito superiore del MMA. ESO NRAO e hanno lavorato insieme in tecnica, della scienza, e gruppi di gestione di definire e organizzare un progetto congiunto tra i due osservatori con la partecipazione del Canada e la Spagna (che non appartengono a ESO a quel tempo).

Seguono informazioni più dettagliate sulle caratteristiche di ALMA.

Oltre 64 antenne da 12m nel sito cileno di Llano de Chajnantor a oltre 5000 m di altitudine;
(National Radio Astronomy Observatory) decisero di perseguire un progetto comune che fuse  MMA e LSA in quello che sarebbe poi stata denominato ALMA.

Consorzio ESO (32 antenne europee) – NRAO (32 antenne USA)


Operativo dal 2012;


Configurazione spaziale variabile da 150m a 10Km;


Osservazioni 24h al giorno;


Imaging tra 10mm e 350μm (onde radio – onde infrarosse);


Risoluzione spaziale di 10 milliarcsec, 10 volte quella di Hubble Space Telescope;


Fisica del freddo Universo, regioni otticamente troppo buie;

Immagini radio di galassie in formazione risalenti a oltre 12 miliardi di anni fa;


Composizione chimica di stelle e pianeti ignoti ancora in fase di formazione;


Strumentazione basata su STJ mixers, operanti a circa 4K (-269°C);


ALMA formerà immagini combinando segnali da varie configurazioni di antenne, con larghezza di banda di 16 GHz;


L’elettronica sarà digitalizzata con tempo di quantizzazione di 1.6 x 1016 operazioni al secondo;


Speciali mezzi di trasporto, progettati per muovere un’antenna di circa 115 tons, posizionandola nelle fondamenta con precisione millimetrica.


Andate ai siti:





astronomia
 
Sito cileno di ALMA a 5000 m di quota



astronomia

Simulazione del sito di Alma con
varie antenne installate

 

mercoledì 17 febbraio 2010

I Moti Della Terra E Della Luna

Cari colleghi, dopo tanta divulgazione scientifica, un po' di didattica stretta!  Metto a disposizione di quanti ne fossero interessati una unità di apprendimento sui moti della Terra e della Luna, ipotizzata per una classe terza secondaria di 1° grado, nell'ambito dello studio dell'Astronomia.

Il percorso di apprendimento è completo di :

- apprendimento unitario da promuovere;

- compito unitario in situazione;

- obiettivi formativi con standard di apprendimento;

- attività laboratoriali con concrete esemplificazioni di esperienze;

- verifiche e valutazione.

L'unità di apprendimento, come tutte quelle pubblicate su Scientificando, sono state realizzate (e già pubblicate)
per la rivista Scuola e Didattica, Editrice La Scuola - Brescia.

Consultate o scaricate l'unità di apprendimento  a questo link.

Post correlati

I moti della Terra [Learning Object]

I post taggati "Astronomia".

martedì 16 febbraio 2010

LA FISICA DELLE ASTROPARTICELLE


Cari ragazzi e cari lettori, segnalo il terzo appuntamento dell'iniziativa *Percorsi tra astri e particelle*, facente parte di un ciclo di conferenze pubbliche a ingresso libero, iniziato a novembre 2009 e che avrà termine a giugno 2010.

Festival Dell'Energia 2010 - L'Energia Spiegata

Cari ragazzi e cari lettori, ritorna il Festival dell'Energia, edizione 2010. L'anno scorso ne parlammo qui. Ne hanno parlato qui anche i nostri amici di Gravità Zero.

Anche quest’anno protagonista la ricerca scientifica con il nuovo bando Call for papers per promuovere innovazione e sviluppo tecnologico in campo energetico.

lunedì 15 febbraio 2010

Vancouver 2010 E...La Fisica

Cari colleghi e cari lettori, sono iniziati da poco tempo i giochi olimpici di Vancouver 2010 (Il sito ufficiale in italiano) pur se funestati da un drammatico incidente.vancouver2010winterolympics

Le Olimpiadi invernali possono offrire una vera fucina di spunti didattici per "fare fisica" (soprattuto con gli studenti della scuola secondaria di 2° grado), come illustra efficacemente
Gianluigi Filippelli nel suo post "Vancouver 2010: La fisica dello sci".

La motivazione è un elemento indispensabile per favorire l'apprendimento, unitamente ad un contesto reale e di sicuro interesse per gli apprendenti.


fisica_ud_mirabilandia_kit_su_torriNon a caso, Giovanni Pezzi, insegnante di Fisica, ha messo su, insieme ad un gruppo di colleghi del Liceo Scientifico "Torricelli"
* di Faenza, un progetto centrato su esperimenti di fisica nel parco di divertimenti di Mirabilandia (Ravenna).

Giovanni, che conosco personalmente, afferma:

 " Nell'insegnamento della fisica l'attività di laboratorio ha (o almeno dovrebbe avere) un ruolo centrale. Si è discusso a lungo sulle problematiche didattiche connesse ai diversi modi di impostare l'attività di laboratorio (a gruppi, dimostrativo, addestrativo, di scoperta guidata, ecc.). A tutto ciò si è aggiunto, negli ultimi anni, soprattutto grazie all'avvento delle nuove tecnologie, anche un diverso modo di intendere lo stesso ambiente del laboratorio, non più o non solo un luogo specializzato all'interno dell'edificio scolastico, ma un ambito più vasto per fare esperienze, spesso all'esterno della scuola. Anche un parco di divertimenti può essere un ottimo laboratorio di fisica.

Un'aula senza pareti
Una esperienza molto originale è nata in questi ultimi anni per iniziativa di un gruppo di docenti del
Liceo "Torricelli" di Faenza che hanno sperimentato con le proprie classi la possibilità di fare esperimenti di fisica a Mirabilandia, noto parco di divertimenti vicino a Ravenna. In seguito l'attività si è trasformata in un percorso didattico, guidato da tutor specializzati, a disposizione di tutte le scuole e migliaia di studenti da ogni parte d'Italia ogni anno hanno potuto provarlo.

Il progetto si chiama "Fisica a Mirabilandia: un'aula senza pareti" e il titolo esprime bene il significato: si va a Mirabilandia come in un laboratorio, ma senza pareti. E si fanno esperimenti e misure di fenomeni veri, perché in un parco di divertimenti non c'è bisogno di riprodurre artificialmente i fenomeni fisici da studiare: sono davanti agli occhi nel moto di un carrello su un ottovolante, nella rotazione della ruota panoramica o della giostra dei cavalli o nelle accelerazioni non comuni di alcune attrazioni, ecc. Una disciplina come la fisica, ritenuta purtroppo spesso ostica, noiosa, e considerata non più di un insieme di formule da imparare a memoria, può associarsi nella mente dei ragazzi a un'esperienza gradevole, in cui i concetti acquistano concretezza e si può imparare e nello stesso tempo divertirsi. [Continua a leggere]

Cliccare sotto per scegliere uno dei percorsi di analisi dei dati:

- La torre di lancio Discovery


- La ruota panoramica Eurowhee


- L'ottovolante Sierra Tonante

E adesso una serie di link a risorse utili per la didattica:

Olympics: Science of the Sporting Life, una straordinaria e utile risorsa risorsa che tratta lo sport da un'ottica scientifica.

Winter Olympics di FactMonster
: paraolimpiadi, momenti storici e altro.

Winter Olympics Vocabulary
, utile stampato con lessico ed esercizi

The Winter Olympic Page di EFL Classroom 2.0
, la pagina di Classroom 2.0, ricca di worksheet e video.

The Olympic Games Vocabulary di English Club, contiene numerosi schemi sul lessico sportivo. Adatto quindi per attività scolastiche.

E infine:

- il canale di YouTube

- i servizi di Google:
a. 
Games , la pagina dedicata all'aggiornamento del medagliere, e per la visulizzazione in real time dei risultati;

b. Una pagina dedicata da
Google Maps.

____________________________________________

*Alcune informazioni sul Liceo "Torricelli", prese da wikipedia.

Il
Liceo Ginnasio Statale "Evangelista Torricelli" di Faenza, con sezione scientifica annessa, è uno dei più antichi licei italiani ed il più antico della Romagna. Sono legati ad esso i nomi di alcuni dei protagonisti della cultura italiana dell'800 e del '900. [Continua a leggere]

Allievi illustri di questo Istituto sono stati:
Evangelista Torricelli, il più grande scienziato italiano dopo Galileo, fu allievo dei gesuiti a Faenza.
Alfredo Oriani, storico e romanziere, esaltato da Mussolini che ne curò l'edizione postuma dell'opera, fu allievo del ginnasio comunale.
Dino Campana, poeta, sostenne al Torricelli gli esami di terza e quinta ginnasio e frequentò poi senza successo la prima liceo. Nei Canti Orfici, capolavoro assoluto della poesia italiana del '900, viene rievocato l'"antico palazzo rosso" del liceo e viene descritto l'incontro con un "antico compagno di scuola", identificabile con certezza nel linguista Oddone Assirelli. Una descrizione di pura fantasia del Torricelli si trova nella biografia campaniana romanzata di Sabastiano Vassalli "La notte della cometa".
Achille Silvestrini, cardinale e diplomatico, prima di entrare in seminario frequentò il Torricelli dove conseguì la la maturità classica nel 1942.(vedi la foto di classe)
Carlo Lucarelli, notissimo scrittore e conduttore televisivo, si diplomò al Torricelli nel 1979.

Sito ufficiale del liceo

domenica 14 febbraio 2010

San Valentino: Regala ADOZIONE DIGITALE "I WWF YOU"

Cari ragazzi e cari lettori, ieri ho pubblicato un post divertente e "leggero, ma non tanto" Science Valentine.

C'è anche un modo utile e generoso per festeggiare questa ricorrenza, evitando di scadere nella retorica o, peggio ancora, di incappare nelle maglie del consumismo.

In che modo? Ce lo suggerisce il
WWF con una nobile iniziativa: ADOZIONE DIGITALE "I WWF YOU".

adozione_digitale_zoomPer dimostrare a colui/colei che ami tutto il tuo affetto, scegli di regalare l'adozione di una specie in pericolo di estinzione.

Il tuo dono sarà carico di significato: contribuirai a difendere chi non può farlo da solo e a rendere il mondo in cui viviamo un posto più sicuro e migliore.

Scegli
l'adozione digitale San Valentino: riceverai wallpaper, screensaver e firma digitale della specie che preferisci. In questo modo annullerai l'impatto sull'ambiente della tua adozione, e il destinatario del tuo regalo avrà sempre sul suo PC la specie che hai scelto di regalargli.

L'invio avverrà il giorno stesso, o nella data che vorrai:
anche il 14 febbraio.

Qui la pagina con l'elenco delle specie in pericolo di estinzione.

Puoi anche optare per un San Valentino ecologico.

E adesso il video del WWF.




sabato 13 febbraio 2010

Science Valentine

Cari ragazzi e cari lettori, domani è San Valentino. Evvabbé, direte, cosa ha a che fare con la scienza?

Guardate un po' le vignette di xkcd, il noto e poliedrico sito di webcomic, uno dei miei preferiti nel genere. Carine, non trovate?

Chicago, 2 Dicembre 1942: Ricordo Di Enrico Fermi

fermiCari ragazzi e cari lettori, sottopongo alla vostra attenzione un filmato storico sul grande Enrico Fermi, che ho reperito sul sito Enea Web TV. Guardatelo con attenzione perché attingerete informazioni sia di carattere scientifico che storico. Voi grandoni di 3°B fatene tesoro in vista del colloquio d'esame,che sosterrete alla fine dell'anno scolastico.

Ed ora le informazioni sul filmato.

1.Titolo originale: Chicago, 2 dicembre 1942
2. Regia: Antonio Ghirelli, Maurizio Barendson
3. Consulenza scientifica: Giordano Repossi
4. Montaggio: Franco Radicchi
5. Fotografia: Franco De Cristofaro
7. Produttore: ENEA Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente Centro Ricerche Casaccia
8. Nazionalità: Italia
9. Durata: 35 min.
10. Anno: 1962


Gli aspetti e le principali tappe scientifiche della vita di Enrico Fermi in Italia e negli Stati
Uniti: dagli studi liceali alla messa in funzione della prima “pila atomica”, per concludere con il suo ultimo discorso a Varenna, quando tornò in Italia per l’ultima volta.
Uomo di grande intelligenza e umanità viene ricordato con aneddoti e citazioni da
scienziati, collaboratori, amici e familiari per il suo indiscusso ingegno ma anche per il suo
altruismo e la sua sensibilità.
Il filmato deve essere considerato anche un documento di pregio dal punto di vista storico.

Questo documentario proviene dal Fondo Filmati Storici dell'ENEA, recentemente ceduto alla FONDAZIONE CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA ARCHIVIO NAZIONALE DEL CINEMA DI IMPRESA DI IVREA.


Segue il testo del commento audio che accompagna il filmato.

Fermi was a fabulous person...he enjoyed teaching very very much and he was a marvel teacher.
Un uomo favoloso questo il giudizio che di
Enrico Fermi dà un suo discepolo americano il Professor Wattenberg.

Chicago, Illinois, Stati Uniti 2 dicembre 1942, venti anni fa.

In un sottoscala del campo sportivo dell’Università lo Stagg Field, un gruppo di scienziati americani che operano sotto la direzione di Enrico Fermi, mette in funzione la prima “pila atomica”.
Per la prima volta nella storia l’uomo provoca una reazione nucleare a catena e la controlla: è un’immensa energia che la scienza mette a disposizione dell’umanità, una data storica nell’evoluzione della fisica moderna.

E’ il momento culminante della seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti dopo un anno dall’aggressione dei giapponesi  a Pearl Harbor stanno riprendendo l’iniziativa, è cominciata la battaglia di Guadalcanal che bloccherà i giapponesi nel Pacifico meridionale. Sul fronte europeo gli alleati stanno conducendo a termine lo sbarco d’Africa. In Russia la sesta armata tedesca è in disfacimento nella morsa di Stalingrado.
La guerra però non si combatte soltanto sui fronti di battaglia ma anche nei laboratori scientifici. Si sa che gli scienziati tedeschi stanno preparando nuove armi potenti, occorre non farsi battere sul tempo.

Nell’estate del 1939 il Presidente Roosvelt accogliendo il suggerimento di Einstein chiama il fisico italiano Enrico Fermi, che all’Università di Columbia a New York sta compiendo ricerche sull’energia nucleare, a far parte del gruppo di sperimentatori che lavorano nell’organizzazione del Governo degli Stati Uniti.
Il gruppo opera agli ordini di un militare, il Generale Groves. Il 2 dicembre 1942, Enrico Fermi e i suoi 40 collaboratori hanno portato a termine lo strumento che servirà a produrre l’energia nucleare; è cominciata l’era atomica.

Fermi, mira a realizzare praticamente le premesse gettate dagli studi suoi e altrui sulla radioattività artificiale. In teoria si sa ormai da quattro anni come procedono le cose. Un atomo di uranio bombardato con neutreoni, si stacca in due metà; sommate insieme le due metà pesano meno dell’atomo intero. Che cosa è accaduto? Una piccola parte della loro massa non si è dispersa ma si è trasformata in energia. In poche parole con la scissione dell’atomo vengono emessi altri neutroni che si rendono disponili per una ulteriore reazione con altri atomi di uranio fino ad arrivare ad un processo a catena che ricorda le reazioni dell’energia solare. Fermi, mira dunque ad ottenere una reazione a catena, mettendo insieme una grossa quantità di uranio; egli sa però che è necessario costruire un ambiente protettivo che eviti la dispersione dei neutroni, li rallenti e ne favorisca in tal modo l’incontro con gli atomi di uranio. “La pila” o reattore atomico, non è altro che questo ambiente protettivo.

Ciò che accadde il 2 dicembre, è ricordato ancora con grande commozione da coloro che vi parteciparono. Alle otto e trenta del mattino gli scienziati cominciano a radunarsi nel cortile dello Stagg Field.

Fermi ha fatto allestire un dispositivo di sicurezza atto a impedire una disastrosa esplosione; sono barre di cadmio che vengono inserite nella pila secondo  una particolare geometria e che hanno il potere di controllare la reazione a catena.
Alle 9 e 45, Fermi ordina che siano alzate le barre di controllo manovrate elettricamente; la pila comincia a funzionare. Il ticchettio dei contatori che indicano il conteggio dei neutroni prende ad aumentare. Poco dopo le 10, Fermi ordina che la barra di emergenza sia tirata fuori, la barra è chiamata scherzosamente “zip”.

Alle 10 e 30 il ticchettio dei contatori diviene più rapido, non ci siamo ancora; l’indice si arresta al nuovo livello, il ticchettio prosegue irregolare, la reazione è ancora disordinata. Alle 11, barra fuori di altri sei pollici: risultato identico.
Alle 11 e 35 lo zip viene ritirato. Uno scroscio e il ticchettio dei contatori si arresta; Fermi sbalordisce tutti con una uscita inaspettata: “ho fame, andiamo a mangiare.”
Ha capito che i suoi uomini hanno bisogno di riposo, ma è più calmo e fiducioso che mai. 
Alle 14 e 50 la barra di controllo viene innalzata di un altro piede, i contatori impazziscono ma la meta non è ancora raggiunta.

Fermi è teso come un arco. Alle 15 e 20 ordina: “tirate fuori la barra di sei pollici”.
La barra è ritirata; Fermi dice allo scienziato americano Compton che gli è accanto: “questa volta ce la fa”.
Per due minuti Fermi si immerge nei calcoli; se l’aumento della velocità dei neutroni è costante e rimane tale, significa che la reazione si mantiene da sola, che l’esperimento è riuscito.
Il viso di Fermi è immobile, gli occhi corrono veloci da un quadrante all’altro, la sua espressione è calma. All’improvviso tutto il suo volto si illumina di un aperto sorriso.
La reazione si mantiene da sola!

Il gruppo dei quaranta scienziati di Fermi rimane a contemplare per ventotto minuti il primo reattore del mondo in funzione. Gli strumenti di controllo confermarono che l’esperimento era riuscito.
Un’esperienza indimenticabile, per gli scienziati che vi presero parte.
Appena Fermi ebbe dato l’ordine di arrestare il reattore il fisico ungherese Wigner andò ad offrirgli un fiasco di Chianti che aveva tenuto nascosto per tutta la giornata. Fermi sturò il fiasco, fece portare dei bicchieri di carta ed offrì da bere a tutti. In silenzio, solennemente, senza brindisi, gli scienziati portarono i bicchieri alle labbra. Il fiasco vuoto finì poi nelle mani di un fisico americano, un giovane di venticinque anni che faceva parte del gruppo:
Albert Wattenberg.

(
Albert Wattenberg, Illinois University:)
Durante l’ultima ora io ero sull’ascensore, l’ascensore che noi avevamo usato per costruire la pila; alle undici e mezzo Fermi ha detto: mangiare, let us go we would lunch. Fermi era una persona favolosa”
L’esito dell’esperimento venne comunicato al Professor Conan dell’Università di Harvard. Fu una telefona in codice:
-    Il navigatore italiano è sbarcato nel nuovo mondo
-    Come si sono comportati gli indigeni?
-    Molto amichevolmente

Ma perché il navigatore italiano era sbarcato nel nuovo mondo? Quali eventi avevano portato Enrico Fermi negli Stati Uniti? E chi era? Chi è stato, Enrico Fermi?

Ultimo di tre figli, Enrico nacque a Roma il 29 settembre 1901, in un modesto appartamento di Via Gaeta. Il padre era un impiegato delle Ferrovie dello Stato, la madre una maestra elementare; Enrico Fermi dimostrò di possedere un ingegno precoce; la passione per la lettura lo spingeva a girovagare per le bancarelle di libri di Campo dei Fiori. Un giorno quando già frequentava il ginnasio, trovò un trattato di fisica matematica in due volumi, lo comprò e lo lesse in pochi giorni, soltanto quando fu arrivato all’ultima pagina si accorse che era scritto in latino.
I suoi professori del resto, avevano riconosciuto in lui grandi qualità.

(
Prof. Luigi Talamo, docente di Fisica)
Io fui chiamato a sostituire in questo Liceo, che allora si chiamava “Umberto I”, il Professor Calzecchi Onesti già illustre per la sua invenzione del “coherer” e trovai qui, anche un alunno che si chiamava Fermi Enrico che frenquentava in quell’anno, 1917, la prima classe, sezione “B”; aveva sedici anni, si sapeva in tutto il liceo che era un giovane di grande precocità e alla precocità si accompagnava un interesse multilatere anche per le altre materie, cosicché noi troviamo che anche in filosofia, egli prendeva 10.
Poi egli saltò un anno e nel 1918, passava già all’Università a Pisa.
Bisogna e si può concludere, questo lo diciamo ai giovani, che non è necessario per un genio che da ragazzo sia discolo e sia poco studioso. A questo proposito possiamo invece dire che (e questo dai registri può a noi risultare) che Fermi, soccorreva i compagni che, specialmente in matematica, fossero un pochino debolucci.

Enrico dimostrò fin da ragazzo una straordinaria curiosità per tutto ciò che lo circondava, perfino nelle cose più semplici. L’osservazione di una trottola gli doveva ispirare l’enunciazione delle leggi del giroscopio; era arrivato a questa conclusione osservando che l’asse della trottola tendeva ad assumere col movimento sempre una posizione verticale. La scoperta di Fermi fu davvero eccezionale se si pensa che allora non conosceva le formule matematiche necessarie a spiegare il fenomeno. Le prime discussioni di carattere scientifico le ebbe con un ingegnere delle ferrovie amico del padre, il quale lo spinse poi ad iscriversi alla facoltà di fisica matematica alla Normale di Pisa. Nel 1918 Fermi cominciò a frequentare i corsi a Pisa nonostante che i genitori non vedessero di buon occhio che si allontanasse dalla famiglia. A Pisa fu protagonista di un episodio inconsueto; nel corso di una discussione con il titolare della cattedra di fisica, dimostrò una tale conoscenza della materia che il suo professore gli chiese di comunicargli le sue conoscenze personali nel campo della fisica teorica, un campo allora poco coltivato.

Enrico si laureò il 4 luglio del '22 con una tesi sui “
Raggi Randen” col massimo di voti e lode nonostante che il collegio dei professori, fosse rimasto scettico di fronte alle teorie troppo avanzate espresse da lui nella tesi.
Fuori dell’Università il comportamento di Fermi non era diverso da quello dei giovani della sua età. Partecipava, in compagnia di Franco Rasetti, che in seguito divenne  uno dei suoi più intimi collaboratori, alla vita goliardica del tempo, anche alla più spregiudicata.

Tornato a Roma dopo la laurea, ebbe un incontro che fu decisivo per la sua carriera scientifica. Allora dirigeva l’Istituto di Fisica di Roma in Via Panisperna, il Professor Orso Mario Corbino, Senatore e già Ministro della Pubblica Istruzione, un uomo da cui dipendevano le sorti delle ricerche scientifiche italiane, nel campo della fisica.
Fermi tornò a Roma ai tempi dell’avvento del fascismo, un fatto che in seguito dovrà influire profondamente sulla storia della sua vita.
Ben presto il giovane fisico prese contatto con la cultura europea, soprattutto nel campo della ricerca scientifica. Frequentò un corso di perfezionamento a
Gottinga, in Germania dove conobbe giovani studiosi, tra cui Werner Heisenberg che in seguito sarebbero diventati celebri.

Più tardi si recò all’Università di Leida in Olanda, qui entrò in contatto con gli allievi di un famoso fisico teorico Ehrenfest, questa esperienza lo convinse dell’importanza del lavoro di equipe per il progresso della fisica moderna, un metodo che fu alla base della sua futura  attività di ricercatore.
La carriera universitaria di Fermi fu molto rapida, dopo aver perduto un concorso per l’Università di Cagliari nel 1925, perchè i membri della Commissione erano ostili alle teoria della relatività di cui Fermi era convinto assertore, ottiene nel 1926 la Cattedra di Fisica teorica a Roma. L’aveva istituita apposta per lui
Orso Mario Corbino che aveva profondamente apprezzato la prima opera fondamentale di Fermi pubblicata alcuni mesi prima: la “Teoria statistica sulla quantizzazione del gas perfetto mono atomico”.

Corbino aveva un piano ambizioso, quello di costituire nell’Istituto di
Via Panisperna una vera  e propria Scuola di Fisica; accanto ad Enrico chiama Franco Rasetti come assistente. Trovati i Maestri, cerca gli allievi suggerendo ai migliori dei suoi studenti di Ingegneria di passare a Fisica. Sul momento accetta soltanto Edoardo Amaldi che diverrà più tardi il successore di Fermi all’Università di Roma. Enrico, era ormai sulle soglie della sua avventura nel mondo degli atomi ma ciò non gli impediva di avere una vita normale. Aveva meno di 23 anni ed insegnava già all’Università quando conobbe Laura Capon, figlia di un Ammiraglio israelita, la ragazza che sarebbe diventata sua moglie.

(
Laura Fermi)
Fermi e io ci siamo conosciuti coi ragazzi del Gruppo dei Matematici di Roma, gli
Enriquez e i Castelnuovo avevano dei figlioli, più o meno, della mia età e erano miei amici, fu una domenica e la mia amica Gina Castelnuovo mi telefonò per chiedermi se volevo andare a fare una passeggiata con loro e quando arrivai c’era questo giovane strano: capelli molto neri, la faccia scura e me lo presentarono come  una persona molto promettente, insegnava già all’Università, era un Fisico e la speranza della Fisica italiana. A me, devo dire la verità, quella volta non mi fece una grande impressione. Mi fecero giocare al football quella volta e il Fermi mi disse: “non si preoccupi vinciamo ad ogni modo perché ci sono io” e invece poi lui c’aveva una suola di una scarpa penzolone, quando cercò di acchiappare la palla cadde, la palla mi urtò, perciò fui io che vinsi. Ci ritrovammo più di due anni dopo in montagna a Santa Cristina, dove lui aveva seguito il Gruppo dei Matematici; si fecero quell’estate un gran numero di passeggiate, a Fermi i piacevano molto tutti i tipi di sport, esercizio fisico. Anzi era molto più fiero dei suoi risultati fisici in senso sportivo, che non di quelli fisici nel senso della scienza. Per esempio doveva essere sempre lui il primo ad arrivare in cima a una montagna, doveva essere lui quello che decideva cosa si faceva, diceva sempre che era quello che vedeva più lontano, vedeva gli uccelli che noi non riuscivamo a vedere, cose di questo genere.

Nell’estate del ’28 Laura ed Enrico si sposarono in Campidoglio; lo sposo si fece aspettare perché all’ultimo momento nell’infilarsi la camicia si era accorto che le maniche erano troppo lunghe. Senza perdersi d’animo si era seduto alla macchina da cucire ed aveva fatto una grossa piega a ciascuna manica, non si sgomentava per così poco. I
n casa non esisteva congegno meccanico che non fosse capace di aggiustare da solo. Un giorno che la sua auto, una piccola Peugeot stava per andare a fuoco, scoprì che era la cinghia del ventilatore ad essersi disintegrata, si tolse la cintura dei calzoni e riparò il guasto.
Compiuto uno strano viaggio di nozze in idrovolante sulla rotta Fiumicino-Genova, con appendice alpina a Champ Luc, gli sposi tornarono a Roma dove li attendeva un appartamentino nuovo in Via Belluno.

Il Professor Corbino continuava a favorire la fortuna di Enrico; fallita nello stesso 1928 la sua candidatura all’Accademia dei Lincei, Fermi venne chiamato nel marzo del 1929 a far parte della Nuova Accademia d’Italia. Aveva meno di ventotto anni ed era senza confronti il più giovane collega di Marconi e di Mascagni. L’uniforme della Farnesina con ricami d’argento, feluca piumata e spadino, cagionò non poco imbarazzo allo spregiudicato fisico romano. Il titolo di “eccellenza” gli sembrava comico. Potrebbe essermi utile diceva una volta  a sua moglie, per affrettare pratiche burocratiche, se potessi dire agli impiegati: “Sono mia eccellenza Fermi, ma... sua eccellenza, non posso mica dirlo”.

Il sogno di Corbino, stava diventando intanto realtà. Dopo Amaldi, molti studenti italiani e stranieri, tra cui
Emilio Segré, presero a confluire in Via Panisperna. D’Agostino, Segré, Amaldi, Rasetti e Fermi costituirono però il nucleo principale della Scuola.
Erano i ragazzi di Corbino: scienziati di temperamento e vocazioni opposte e tuttavia uniti dall’amicizia e da un enorme entusiasmo.

Enrico insegnava con assiduità e semplicità esemplari. Verso la fine dei lunghi pomeriggi riuniva intorno al suo scrittoio collaboratori ed allievi per discutere animatamente con loro.
Dal 1933 in avanti la scuola romana si volge allo studio della fisica nucleare. Nel gennaio del '34,
Federico e Irene Curie annunciano la scoperta della radioattività artificiale grazie al bombardamento dell’alluminio con particelle alfa veloci. Interessatissimi alle notizie da Parigi, Fermi e i suoi amici si mettono in contatto con l’Istituto Curie presso cui accreditano il chimico del gruppo: Oscar D’Agostino.

(
Oscar D’Agostino, Chimico Istituto Superiore di Sanità)
Nella breve permanenza nell’Istituto di Madame Curie a Parigi, seguii il corso da lei tenuto alla Sorbonne e contemporaneamente presi parte a delle ricerche sulla elettrochimica del Polonio col mio collega Inzischi un Lunedì di Pasqua ricordo, ritornai all’Istituto di Fisica dell’Università, dove fui accolto con urla quasi di gioia di cui non riuscivo a comprenderne la ragione e mi fu spiegato che proprio in quei giorni erano state iniziate le esperienze sulla scissione dei nuclei atomici mediante bombardamento con neutroni, che già qualche risultato si era ottenuto e che si chiedeva l’opera del chimico per precisare la natura del prodotto chimico ottenuto.

Fermi ebbe l’idea di tentare l’uso di neutroni in luogo delle particelle alfa, nell’intento di ottenere una maggiore radioattività artificiale, essendo privi di carica elettrica, i neutroni bombardano più efficacemente il nucleo.
Il gruppo dei fisici romani scoprì per caso il 22 ottobre dello stesso 1934 che questa efficacia cresceva ulteriormente se diminuiva la velocità dei neutroni; i neutroni rallentati sono proiettili ideali per scindere il nucleo. L’esperimento fu fatto nella fontana di Via Panisperna e segnò la seconda grande tappa nella carriera scientifica di Enrico.
 
(
Prof. Edoardo Amaldi, Direttore Istituto Fisica di Roma)
Il periodo dal ’28 al ’38,  all’Istituto di Fisica dell’Università di Roma, è stato un periodo del tutto eccezionale, soprattutto per la presenza di Fermi che, che era, si può dire anche oggi, una figura di assoluto primo piano. I risultati sia nel campo teorico che nel campo delle esperienze ottenute in quell’epoca erano veramente e estremamente importanti e interessanti ed ebbero subito un grandissimo riconoscimento da parte di tutti i Paesi del mondo. A quell’epoca
l’Istituto di Fisica dell’Università di Roma, si trovò ad essere uno dei cinque o sei Istituti nel mondo che davano annualmente il maggior contributo al progresso della fisica nucleare. Subito dopo la scoperta del neutrone fatta da Chadwick nel ’32, Fermi fece le prime esperienze sopra la radioattività artificiale e subito il lavoro fu organizzato da un gruppo non molto vasto, ma sempre di cinque o sei persone, in maniera direi, estremamente moderna e direi... con una visione pratica dei problemi.

Il periodo di cui parliamo, è stato spesso definito come un periodo classico della fisica nucleare ed effettivamente chi ci si è trovato, non può non ricordarlo, in un certo senso, con nostalgia. E’ difficile nella vita di una persona che si ripetano più volte delle situazioni così eccezionali.

Nel periodo fra le due guerre, grandi scoperte furono realizzate con mezzi relativamente esigui; i fisici attuavano in chiave sperimentale le intuizioni rivoluzionarie con cui
Einstein e Plank avevano aperto il nuovo secolo, si trattava di rastrellare palmo a palmo l’immenso territorio scientifico aperto dalla fondamentale equazione di Einstein, in cui l’energia è uguale alla massa moltiplicato il quadrato della velocità della luce. La massa si trasforma in energia di altissimo potenziale, l’energia contenuta in un chilogrammo di uranio fissile, è la stessa sprigionata da 200 milioni chilogrammi di carbone. Prospettive incredibili si aprono dinanzi alla scienza, all’economia e alla medicina moderne.

Purtroppo il nostro Paese perse subito il grande vantaggio acquisito in partenza con le ricerche dei ragazzi di Corbino; la felice stagione del ’34 finì; via via i giovani scienziati si dispersero e fino al ’38 a Roma solo Fermi ed Amaldi continuarono a lavorare, ma con un ritmo diverso e senza i grandi entusiasmi di un tempo.
Fattori esterni intervennero a distrarre e a turbare i Fisici dell’Istituto Romano: La Guerra di Etiopia fu l’inizio di una serie di avvenimenti che finirono per sconvolgere l’animo dello scienziato. Ma l’episodio decisivo furono le leggi razziali. Fermi ne rimase profondamente colpito, sua moglie era ebrea e gli stessi suoi figli Nella e Giulio potevano correre gravi rischi. Egli aveva ormai preso la sua decisione e l’attuò un anno prima che scoppiasse la seconda guerra mondiale con il concorso di una circostanza particolare. La mattina del 10 novembre 1938,  Fermi fu avvertito che nel tardo pomeriggio avrebbe ricevuto una telefonata da Stoccolma. Il giornale radio delle diciassette portò un’altra serie di allarmanti novità che toccavano da vicino la sua famiglia: era la seconda e più grave ondata di leggi razziali che degradavano gli ebrei a cittadini di seconda classe. Poco dopo arrivava l’attesa comunicazione dalla Svezia. Il Segretario dell’Accademia Svedese annunciò personalmente ad Enrico che gli era stato conferito il Premio Nobel per le sue fondamentali ricerche del 1934.
Il
6 dicembre, Enrico partiva per sempre dall’Italia con la moglie e i figli.
Il portiere della sua ultima abitazione romana non lo ha dimenticato.

(
Portiere)
L’ho conosciuto che era una bravissima persona, molto democratico, gentile; anzi, tante volte dico che mi salutava prima lui, anche se non lo vedevo, mi salutava prima lui che io. Una persona alla buona, non tanti complimenti, eccetera, eccetera. Mi ricordo che i primi di dicembre del 1938, partì da qui con  un po’ di valigie e disse: “Devo intraprendere un viaggio un po’ lungo, non so se ci rivediamo ancora” e mi salutò cordialmente, così.

Quattro giorni dopo, il fisico italiano e la scrittrice americana Pearl Buck, sedevano sul palcoscenico nel Salone dei Concerti di Stoccolma, alle loro spalle gli accademici svedesi e i premi Nobel degli anni precedenti. Quando venne il turno di Enrico,
Re Gustavo gli strinse la mano e gli consegnò l’astuccio con la medaglia, il diploma e la busta del premio. Per non voltare le spalle al Re, Fermi ritornò a ritroso in palcoscenico, la cosa gli riuscì così bene che continuò a vantarsene per diversi anni.
Al momento della partenza da Roma qualcuno aveva rimproverato a Fermi di abbandonare  una scuola, i cui allievi riponevano tanta fiducia nel suo insegnamento.
Edoardo Amaldi, invece, pur avvertendo la pena del distacco, comprese perfettamente l’amico.

(
Prof. Edoardo Amaldi, Direttore Istituto Fisica di Roma)
Devo dire che non è stata solo la partenza di Fermi che ha rappresentato secondo me, una vera catastrofe per la cultura italiana. Insieme a Fermi sono partiti parecchi altri. Qualcuno spinto dalle leggi razziali; qualche altro sotto la pressione politica che era veramente cresciuta al di là dei limiti del tollerabile, comunque ci fu un esodo e solo pochi rimasero in Italia.

Subito dopo la partenza di Fermi e degli altri scienziati in genere, fisici in particolare, che avevano lasciato l’Italia nel ’38 c’è stato un periodo particolare veramente di grande depressione. Questo periodo è durato per parecchi anni e oggi, a distanza di tempo, possiamo dire che gli sforzi fatti non sono andati perduti. Effettivamente in Italia oggi esiste una fiorente Scuola di Fisica moderna; non è solo più a Roma, non è solo più a Firenze, è in molte Università italiane e i giovani che lavorano oggi, che sono nati, molti di loro perlomeno, dopo la partenza di Fermi, certamente sono in grado di affrontare problemi di Fisica veramente difficili e di apportare il loro contributo allo sviluppo della Fisica moderna.

Quando da Stoccolma Fermi proseguì con la famiglia verso New York, era già stato invitato dalla Columbia University a ricoprire la Cattedra di Fisica, vi rimase fino al dicembre del 1941, allorché chiamato a collaborare allo sforzo bellico degli Stati Uniti, si trasferì a Chicago presso il Laboratorio dell’Università.
Qui prese a lavorare intorno alla famosa “Pila Atomica” che il 2 dicembre del 1942 sarebbe stata portata alla sua dimensione critica. Lo storico pomeriggio del giorno 2 gettò le premesse per tutte le applicazioni guerresche e pacifiche dell’energia atomica.

Il 16 luglio 1945 la prima bomba sperimentale venne fatta esplodere nel Nuovo Messico a Los Alamos, presenti tecnici e scienziati tra cui Fermi.
A fine guerra, Enrico si stabilisce definitivamente a Chicago. E’ Titolare della Cattedra di Fisica all’Università: può dedicarsi finalmente ad uno studio più raccolto.
Effettua dapprima ricerche sui fenomeni ottici dei neutroni lenti, quindi passa ad analizzare la fisica dei mesoni. Un male spietato mina già la sua fibra quando nell’estate del 1954, egli torna ancora in Italia a visitare i luoghi della giovinezza.
Per invito della Società Italiana di Fisica partecipa ad un convegno sulle sponde del Lago Maggiore, a Varenna. E’ l’ultimo viaggio. Al ritorno in America, i medici diagnosticano la natura inesorabile del  male. Il 28 novembre, Enrico Fermi si spegne nella sua casetta di Chicago, lasciando un grande nome, la moglie Laura e i due figli ancora ragazzi:
Giulio e Nella.

(
Nella Fermi)
Sono cresciuta, come sai, in un ambiente scientifico, benché le mie inclinazioni sono più artistiche. Quando ero piccola, mio babbo mi ha detto che lui divideva gli atomi e così quando la gente mi chiedeva: “Cosa fa tuo babbo?”, io gli dicevo: “Mio babbo divide gli atomi
E come si fa a dividere gli atomi?” “Ma, si piglia un pezzetto di qualche cosa, per esempio una tavola e poi si divide a metà, e poi di nuovo a metà, e così ancora e ancora finché si ha un atomo e poi allora, lo si divide di nuovo a metà. Più avanti quando mio babbo ha vinto il Premio Nobel, sono andata con la mia famiglia in Svezia; una volta lì mi hanno chiesto se volevo andare alla cerimonia nella quale il Re di Svezia avrebbe presentato il Premio Nobel a mio babbo, io ero piccola allora, solo sette anni ho detto no; però per il resto della mia vita me ne son pentita. In fondo non avrò più un’altra opportunità di vedere questa cerimonia

Quando i miei genitori sono tornati dalla Cerimonia, mio babbo mi ha fatto vedere il premio e questo consisteva di tre cose: un bel diploma, una medaglia d’oro che mi pareva proprio grande, enorme e una busta. Mi ha chiesto: “Di queste tre cose, quale trovi la più importante?”
Io c’ho pensato un po’ su e ho detto: “La busta, perché naturalmente nella busta ci devono essere i soldi”.

In poco più di trent’anni, fu detto nella commemorazione all’Accademia dei Lincei, Fermi ha compiuto un lavoro meraviglioso per grandiosità, eleganza e semplicità di concezione.
Pochi anni prima di morire aveva enunciato una teoria sull’origine dei raggi cosmici che lo pose subito in primo piano tra gli scienziati dell’era spaziale; le qualità del suo intelletto furono pari a quelle dell’animo, il suo spiccatissimo senso del dovere, il  carattere mite, alieno da ogni violenza, il rispetto per le opinioni degli altri, il vivissimo spirito critico, il senso dell’amicizia e la generosità nel riconoscere i meriti altrui, sono qualità che fanno di lui un uomo indimenticabile.
L’ultima volta che fu tra noi, Fermi parlò ai suoi colleghi, agli amici e agli eredi della sua scuola, lasciando un prezioso messaggio in queste parole di scienziato e di maestro:

(
Enrico Fermi a Varenna)
La mia è la materia prima dell’era atomica, si ritiene che i depositi di uranio ora conosciuti nel mondo, ci potranno fornire energia sufficiente per parecchie migliaia di anni. Energia che sarà a disposizione di tutti i popoli della terra, perché l’atomo è internazionale. Nessuna nazione o nessun gruppo di nazioni mantiene il monopolio dell’uranio, o il monopolio della scienza atomica o il monopolio degli impianti atomici. L’era atomica è sorta come il risultato di studi di vari scienziati, in Italia, in Francia, in Inghilterra, negli Stati Uniti, in Danimarca, in Germania e in altri Paesi e lo spirito di cooperazione continua nel mondo di oggi, come lo dimostra l’intesa delle ricerche sull’energia nucleare tra Norvegia e Olanda con sede a Oslo e il consiglio europeo per le ricerche nucleari di Ginevra che accentra le ricerche e le conoscenze scientifiche dei diversi paesi europei che vi aderiscono. Essi lavorano insieme seguendo un piano coordinato di ricerche e avvalendosi di una attrezzatura che nessuna nazione da sola sarebbe in grado di fornire. I risultati di queste ricerche saranno messi a disposizione di tutti. Per esempio, gli isotopi radioattivi prodotti in Inghilterra, negli Stati Uniti, in Canada e altrove vengono usati oggi in tutto il mondo: negli ospedali, nell’industria, in agricoltura nei luoghi più disparati come la Finlandia o la Nuova Zelanda. Lo sviluppo degli impianti di energia atomica sta diventando realtà in un numero sempre maggiore di paesi. Le consegne di isotopi aumentano di giorno in giorno solo da Oak Ridge negli Stati Uniti, per esempio, le spedizioni di isotopi sono saltate da mille e novecento nel 1947 a più di undicimila nel 1953. L’era atomica ha solo dodici anni di età e noi siamo soltanto all’inizio, siamo appena alla soglia dei benefici che ci verranno dall’opera di centinaia di migliaia tra scienziati e laboratori nel campo atomico.

Questa energia è come una banca da cui noi potremo sempre fare prelevamenti quando, per usare le parole del Presidente Eisenower, troveremo il modo di far si che il miracoloso spirito inventivo degli uomini non sia indirizzato alla loro morte ma venga dedicato alla loro vita.





Di seguito alcuni link di approfondimento:

- Un archivio fotografico di Fermi e dei "ragazzi di via Panisperna".
- Raccolta di saggi su Fermi. Autori prestigiosi.
L'eredità di Fermi (in ScienzaPerTutti).
- (EN) Nobelprize.org Pagina del sito ufficiale del Premio Nobel
- (EN) Biografia in MacTutor
- (EN) Osti.gov pagina del sito del ministero dell'energia degli Stati Uniti
- (ENIT) Enrico Fermi "Note e memorie", vol. 1, 1921-1938 (edizione 1962)
- Enrico Fermi, discorso su Gli sviluppi dell'energia atomica (1953)


Bibliografia

Bruzzaniti Giuseppe - Enrico Fermi. Il genio obbediente, edito da Einaudi. (Suggerito da Paolo Pascucci)


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