giovedì 25 aprile 2013

Il Bambino Curioso Nel Mondo Frattale

Realizzata da me con materiale reperito in Rete
"Il bambino curioso nel mondo frattale" è l'ennesimo, bellissimo racconto di Spartaco Mencaroni, di cui sono amica virtuale ed estimatrice. Ma la sua particolarità, per me, sta nel fatto che lo ha dedicato a me e a Leonardo Petrillo, un altro caro amico virtuale.

Riporto le parole della dedica:"Questo post è dedicato ad Annarita Ruberto e Leonardo Petrillo che sono rispettivamente un insegnante ed un compagno di classe che non ho avuto. Ma poi per fortuna li ho trovati!"

Scusate la botta di orgoglio, ma non capita tutti i giorni di ricevere una dedica del genere. 

Grazie, Spartaco, anche io sono felice di avere incontrato una persona ricca di sensibilità ed umanità par tuo!

Il racconto è autobiografico e narra del piccolo Spartaco alla scoperta del mondo...frattale, delle analogie osservate tra il sistema circolatorio, ad esempio, e la rete viaria illustrata sull'atlante stradale del babbo: una curiosità per il corpo umano ed il suo funzionamento, concretizzatasi da grande perché il piccolo Spartaco è oggi un medico!

Leggete, ragazzi, perché c'è tanto su cui riflettere in questo racconto. Ne discuteremo, come al solito a scuola.


*****

Il Bambino Curioso Nel Mondo Frattale

 Mi capitava di pensarci da piccolo, durante i lunghi viaggi in macchina con la famiglia, interminabili tragitti autostradali che ci portavano verso i luoghi di riposo estivo.
A volte la meta era un posto di mare, più spesso ci arrampicavamo verso le vallate alpine, qualche volta visitavamo una città.
In tutti i casi era frequente osservare le grandi arterie stradali che penetravano le periferie cittadine innestandosi nel contesto urbano come il picciolo in una mela, inserendosi in profondità e ancorandosi alla città, dopo essersi sfrangiate in una ramificazione successiva di svincoli, incroci, deviazioni, gemmazioni successive di raccordi, viali, strade urbane, viuzze e vicoli.

La cosa mi incuriosiva da sempre, ma diventò davvero affascinante quando iniziai a sfogliare i libriccini divulgativi sul corpo umano che mi regalavano i miei genitori. In epoca precedente al "siamo fatti così", c'erano comunque a disposizione validi strumenti pensati per i ragazzini delle elementari, pieni di illustrazioni divertenti, ricchi di particolari curiosi e di esempi ben comprensibili.
Imparai alcune cose sul sistema circolatorio, i globuli rossi con l'emoglobina e il loro ruolo nel ciclo dell'ossigeno. Compresi qualcosa sull'organizzazione della complessa rete venosa e arteriosa, scoprendo che l'immagine del sistema sanguigno era stranamente simile a quella della rete viaria sull'atlante stradale del babbo, oggetto delle dispute cartografiche famigliari che l'avvento del navigatore ha solo in parte estinto. Scoprii anche che il sangue era pieno di svariati elementi: c'erano le cellule del sistema immunitario, l'esercito del corpo umano, invariabilmente vittorioso nella narrazione di quei libri, ma anche strutture dalle funzioni variegate e complesse, deputate al trasporto delle sostanze, alla riparazione dei danni, allo smaltimento delle tossine.



Gradualmente mi resi conto che c'era più di una similitudine fra la struttura di base dell'apparato arterovenoso e l'urbanistica delle grandi vie di comunicazione. L'impressione si rafforzava, man mano che le mie semplici nozioni di bambino curioso si accumulavano, e mi sembrava di scoprire sempre più di frequente analogie sorprendenti.
Iniziai a lavorare di fantasia, fortunatamente non ho mai smesso di farlo.
Nel piccolo mondo della nostra automobile, i passeggeri si trasformarono in molecole di emoglobina cariche di prezioso ossigeno. La macchina era un globulo rosso che scivolava per le grandi arterie spinto dal flusso di pressione generato da un enorme e lontano cuore pulsante.
Accanto a noi incrociavano altri globuli rossi, carichi a loro volta di molecole simili a noi, che non mancavano di salutare la mia faccia spiaccicata contro il finestrino (parete cellulare trasparente?).
Oltre alle automobili superavamo i grandi camion, che nella mia similitudine corrispondevano a grosse molecole di trasporto delle materie prime. Attraversando un cantiere, popolato di strani mezzi e macchinari, pensavo alle strutture del sistema della coagulazione, complessi e affascinanti meccanismi che provvedevano a mantenere in ordine le arterie, impedendo che un danno alla parete facesse fuoriuscire il prezioso sangue.
Se poi capitava di essere superati da una volante della polizia, agile saetta blu lampeggiante, spesso io, in preda alla più viva eccitazione, gridavo "mamma, mamma, un linfocita!", destando sorrisi perplessi.

Quando giungevamo in prossimità di una città immaginavo di fare il nostro ingresso dentro un organo complesso in cui le arterie si innestavano, portandovi nutrimento e materie prime, provvedendo a rimuovere rifiuti e tossine (ricordo il momento preciso in cui mi resi conto che in questo gioco si inserivano perfettamente anche i camion della nettezza urbana).
Negli anni il gioco infantile è proseguito, arricchendosi di molti elementi: le case, le scuole, le fabbriche, zone industriali e quarteri residenziali, divennero parte del tessuto organico specializzato nelle sue diverse funzioni. Scoprii altre similitudini fra le vie di comunicazioni e gli apparati del corpo umano: ferrovie che si diramavano parallele alle strade come un sistema linfatico, dedicato al trasporto di sostanze più complesse. Linee elettriche e telefoniche che rappresentavano egregiamente una complessa rete di comunicazione nervosa.
Anche gli elementi naturali del paesaggio potevano essere considerati nel gioco: c'erano ossature di catene montuose, polmoni di foreste, reticoli di fiumi. Si distinguevano gli organi cittadini dalle distese connettive di campi coltivati, le aride cartilagini delle zone brulle dalle cavità organiche riempite d'acqua dei laghi. 

Alla fine capii che quello che stavo facendo era notare un fenomeno, frequente e ben noto, che aveva incuriosito anche la mente di grandi scienziati. La somiglianza dei tratti generali delle strutture che si ripete a diversi livelli di scala è alla base dell'affascinante concetto di frattale, dal quale si dipana come una meravigliosa composizione una delle branche più affascinanti della matematica.
Avevo intravisto un particolare di un insieme ben più grande e affascinante.

Le curiose similitudini che notavo fra cartografia e anatomia esistevano in strutture più piccole e più grandi, potevano essere cercate all'interno dell'umile broccolo, nei profili delle coste marine, nella struttura delle immense montagne. Esiste un universo completamente inesplorato, in quanto infinito, di oggetti matematici in cui ritrovare questa proprietà in un orizzonte sconfinato.


Basta alzare al cielo gli occhi della mente per rendersi conto come sia facile immaginarsi la nostra terra come un piccolo globulo cellulare che scivola lungo le invisibili arterie di un flusso sanguigno siderale, mosso, invece che dalla pressione idrostatica, da forze gravitazionali. Il sistema solare come un pezzetto di tessuto, composto di cellule piccole e grandi, organelli di asteroidi, tenuto insieme da una trama di particelle solari che lo connettono e lo permeano. Una struttura connessa a sua volta ad altre simili, grazie a correnti di particelle interstellari, linee del campo di gravitazione, autostrade spaziali che, come incommensurabili arterie, raggiungono e irrorano organi-galassia, apparati-ammassi, intessendo un meraviglioso universo-corpo.

Voli della fantasia, di nessuna applicazione pratica, a volte conglobati di analogie claudicanti per la mancanza di plausibilità scintifica.
Ma anche così, sono l'espressione di una caratteristica della mente e della sua esigenza di cercare analogie, sollevare lembo a lembo il velo che racchiude il senso delle cose. Scoprire le relazioni, tratteggiare similitudini, afferrare l'ignoto e plasmarlo per comporre uno schema che permetta di leggere, pagina dopo pagina, l'affascinante libro senza fine della realtà.



18 commenti:

  1. Annarita ho letto senza mai fermarmi il racconto del tuo amico Spartaco Mencaroni, troppo bello!
    Una buona e sana curiosità, è avere una la porta aperta sul mondo che ci circonda.
    Complimenti e ringrazia il tuo amico da parte mia.

    Nessuna botta di orgoglio da parte tua, le cose belle vanno dette.

    Un abbraccio.

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    1. Grazie della comprensione per "la botta di orgoglio" e per la tua presenza, Rosaria.

      Abbraccio ricambiato!

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  2. Cara Annarita, come ho scritto sono io che ho motivo di ringraziarti per il tuo lavoro di divulgazione, che con grande passione e abilità metti a disposizione di tutti. Sono felice di vedere i tuoi studenti rispondere e appassionarsi a loro volta alle cose che proponi, perché vuol dire che si rendono conto della fortuna rappresentata dal poter avere un insegnante così, e sfruttano l'occasione.
    E' vero che non è mai troppo tardi per crescere culturalmente e che ogni giorno ciascuno di noi può arrichirsi di tesori preziosi; ma è in questo periodo della vita che si gettano le basi della casa dove la mente abiterà domani.
    E' adesso che si è chiamati a decidere se questa casa sarà una baracca o un grattacielo!

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    1. E' adesso che si è chiamati a decidere se questa casa sarà una baracca o un grattacielo!

      Perfettamente d'accordo, caro Spartaco.

      I ragazzi non hanno ancora avuto modo di leggere il tuo racconto, ma lo faranno presto.

      Grazie ancora.

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  3. Un racconto interessantissimo e ben narrato, un racconto che nasce da una passione autentica per il sapere: le analogie varie lo dimostrano. Spartaco ha ragione quando c'è un insegnante che sa inculcare il sapere come tu fai, cara Annarita, spontaneamente nasce l'interesse, quel tesoro che getta le fondamenta che crescono con l'individuo. Cultura è amore per le cose che si trasformano in buoni propositi a vantaggio dell'umanità. Complimenti sinceri all'autore e a te carissima.

    Annamaria

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    1. Cultura è amore per le cose che si trasformano in buoni propositi a vantaggio dell'umanità.

      Bellissima e densa di significato questa tua considerazione, carissima Annamaria:). La condivido in pieno.

      Grazie della tua presenza.

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  4. [...Basta alzare al cielo gli occhi della mente...]
    E credo che il piccolo Spartaco già ben manifestasse la sua propensione verso il conoscere ed il sentire: la Scienza ed il Cuore. Sembra di vederlo con il naso appiccicato ai vetri della sua automobile-mondo.
    Bello, molto bello, un racconto davvero sentito che trasporta il lettore e lo "appiccica" al monitor fino alla fine. Le analogie poi, sono vera passione che si fa testo con il fine di informare, intrattenendo.

    Complimenti a Spartaco e grazie a te per la condivisione. Un saluto ad entrambi.
    Marco

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    1. Un ringraziamento a te, Marco, per il bel commento e le significative considerazioni. E' confortante conoscere il pensiero, al riguardo, di un ragazzo giovane come te, ricco di sensibilità e di intelligenza.

      Un salutone
      Annarita

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  5. Complimenti a Spartaco, ancora una storia bellissima!!! Questo racconto è molto interessante ed è incredibile come le cose che circondano possano riportarci ad elementi del mondo della scienza come il corpo umano.
    Ciao prof!

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  6. Complimenti Spartaco!!! E' veramente una bellissima storia.
    Ciao prof.

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  7. Chiara R. di 2B27 aprile 2013 14:47

    Questa storia mi ha colpito molto,mi ha fatto aprire mente e occhi, è una bellissima storia. Complimenti Spartaco!
    ciao prof a lunedì:)

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  8. Ciao Giorgia, Matilde, Chiara. Brave ad aver letto e commentato.

    A lunedì!:)

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  9. Un'altra storia molto bella di Spartaco, complimenti!!! Proprio bello e geniale fare similitudini tra le cose che ci circondano e quelle del corpo umano!! Complimenti ancora!!
    Ciao prof a domani!!! :]

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  10. Davvero tanti tanti complimenti Spatarco per un'altra incredibile storia davvero molto bella ed interessante!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    A lunedì prof!!!!!!!:P
    Buona domenica!!!!!!!:):)

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  11. Cari ragazzi e cari amici che frequentate il blog di Scientificando, vi ringrazio per i commenti sono lieto che il racconto vi sia piaciuto e che abbia stimolato una riflessione così profonda e matura da parte di tutti.
    Un caro saluto!

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  12. Complimenti ancora a Spartaco che ci offre sempre delle bellissime storie!!!
    Ciao prof.!!

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  13. Davvero(per l'ennesima volta)superlativa quest'altra storia fondata sul corpo umano...Questa a differenza dell'altra era ancora più interessante,nn avrei mai immaginato che delle semplici vie di comunicazione così come l'intero universo con le sue galassie potessero essere accostate all'apparato circolatorio.Veramente bella...chissà di cosa parlerà la prossima storia che(spero:) ) tu ci dia l'onore di leggere.Ancora complimenti vivissimi!

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  14. Prof questo racconto è davvero molto bello, dimostra che i mondi della scienza e della matematica (mi riferisco al racconto precedente) siano tutto intorno a noi e possiamo ritrovarli in ogni cosa e attraverso di essi si possano realizzare racconti tanto interessanti. grazie a lei e all' autore!
    P.S. ho finalmente risolto il problema dei i commenti!
    A domani!

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