domenica 23 settembre 2007

Liberi di fotocopiare i testi

Riporto, pur essendo inusuale per un blog didattico dedicato alle Scienze, una informazione riguardante il titolo di questo post. Il contenuto, a mio avviso, merita di essere diffuso.


Per la precisione, il titolo si riferisce ad un articolo pubblicato sul blog  TuttaCasa&Scuola. Vi consiglio di leggerlo. Potete accedervi mediante il seguente link:  Liberi di fotocopiare i testi.


Possiamo discuterne, se vi va, su questo blog mediante i commenti al post.


Su websomethingelse trovate, inoltre, un articolo correlato a questo post


Buona lettura e riflessione!

8 commenti:

  1. L'editore che ha avuto quest'idea, forse influenzata dalle tendenze "wiki" del web, di permettere la libera fotocopiatura dei testi ha dimostrato molta saggezza e buon senso e secondo me dovrebbe essere aiutato dallo Stato.


    Se non sbaglio, la legge che impedisce di fotocopiare i libri di testo (salvo approvazione di autori ed editori, e comunque non più del 30% del manuale) è vecchissima, forse addirittura di epoca fascista. Andrebbe cambiata ed aggiornata con le nuove esigenze di oggi.

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  2. Da Universitario ed esoso di un quantitativo incredibile di materiale cartaceo come i libri posso dirti che non è facile sostenere spese ogni semestre per 15 nuovi libri (dai 30 agli 80 euro l'uno). Tu dovresti saperlo bene chissà quante migliaia di libri hai dovuto prendere e prendi ancora.

    Non si può usare lo stipendio dei propri genitori per i libri, ne tantomeno un ragazzo che lavorerebbe non sarebbe capace di pagarsi tutti i libri.


    Che poi diciamocelo chiaramente più poco costano e più piccoli e mancanti di informazioni ed esempi preziosi sono. Da me l'80% dei libri utilizzati visti gli argomenti recentissimi non esistono neppure in italiano ma bisogna prenderli in inglese.


    Per questo motivo io abuso fortemente di libri fotocopiati e internet a più non posso, l'istruzione non dovrebbe avere un costo ma essere un diritto di tutto il mondo, soltanto così si elimineranno tutte le differenze tra classi sociali.


    Scusami Annarita lo so che sei una prof e che partecipi nella stesura di molti libri. Ma tu sai metterti anche nei panni di noi studenti che spesso dobbiamo dipendere dai nostri genitori, abbiamo Linux, tantissimi programmi open source e gratuiti...sarebbe ora che lo fossero anche i libri e si pagasse soltanto il giusto compenso per le spese sostenute per la carta e distribuzione e non stupide licenze o clausole d'utilizzo.

    Un bacione :D

    Raffaele (Traffyk)

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  3. @Francesco: ciao, Fran! Sono perfettamente d'accordo con te! Le leggi dovrebbero essere svecchiate ed editori, come quello che ha dato il via a questa ottima iniziativa, incentivati e supportati in tutti i modi.

    C'è una sola cosa che mi preoccupa: gli interessi della politica editoriale (e non solo) che cozzano con quelli dell'utenza e di pochi editori generosi!

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  4. @Raffaele: grazie del contributo appassionato. Capisco perfettamente quel che dici perchè sono stata studentessa anch'io...e ancora adesso continuo a spendere una fortuna in libri!

    Sarei ben lieta di lavorare per un editore illuminato come quello del caso specifico, di cui stiamo discutendo.

    Del resto.....non faccio altro che disseminare risorse free in rete. I miei blog didattici ne sono un esempio!

    Un caro saluto:).

    Annarita

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  5. Si infatti tu sei uno dei pochi esempi italiani. Ho un professore dell'uni che si fa pagare per le dispense rilasciate.

    La libreria che ne fa le fotocopie per un centinaio di pagine prende un 15 euro circa.... per fortuna che io sono un bastardo e ho scansionato tutto al pc e messo in condivisione con gli amici..ehehhe


    PS: non ho neppure pagato le dispense, prestate da un'amico, sicuramente il lavoro che ho fatto e il tempo perso valevano più di quei 15 euro ma quando ho una soddisfazione da togliermi è inutile devo togliermela :P ehehe


    Traffyk ancora.... ;)

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  6. In questo mi ritengo fortunato, perchè molti dei miei professori hanno scritto delle ottime dispense che chiunque può scaricarsi da internet e stamparsele, gratis! Ovviamente sono delle mosche bianche, tutto il sistema editoriale italiano è un magna-magna colossale... speriamo che si smuova qualcosa.

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  7. @TheKaneB: e come darti torto, Antonio, sul magna-magna del sistema editoriale italiano?


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  8. utente anonimo12 agosto 2008 12:15

    Lavoro nel campo nell'editoria universitaria per una nota casa editrice universitaria che opera nel campo scientifico. Nessuno aiuterà mai situazione dove non c'è logica di business, noi lavoriamo in contesti aziendali con costi e ricavi e siamo soggetti alla concorrenza del mercato. Se dovessimo rilasciare opere a gratis pure con diritto di fotocopia, finiremmo per chiudere alla svelta. Gli Autori non scriverebbero più ma ci sarebbe una cozzaglia di materiale free senza alcun ordine e controllo. I Radiohead mi sembra abbiano preso una bella mazzata ultimamente con il rilascio solo online dietro "offerta", per il download del loro ultimo singolo. I libri italiani costano come quelli americani, là però paghi un'unica retta e ti danno tutto, qui paghi la retta, i libri, vitto e alloggio....

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