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| Foto di Marco Uberti, scattata a Lecco il giorno 31 Luglio 2006, alle ore 22.55, con fotocamera ISO 200, F/9.0 e posa di 15 secondi. I fulmini sembrano caduti contemporaneamente, ma, essendo il tempo di posa relativamente lungo, sono in realtà caduti a breve distanza l'uno dall'altro. Fonte |
Attraverso SIRF (Sistema Italiano Rilevamento Fulmini), ideato e di proprietà di Cesi (Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano), è stato possibile elaborare una fotografia dei dati nazionali e regionali relativi alla caduta dei fulmini, un fenomeno naturale che comporta seri danni all’ambiente e alle persone.
La rete SIRF, parte della rete pan-europea EUCLID (European Cooperation for Lightning Detection), monitora ogni singolo fulmine, 24 ore su 24 tutto l'anno, ed è composta da 16 sensori situati sul territorio nazionale. Ogni sensore è collegato tramite internet al centro operativo presso la sede di CESI a Milano. Grazie all'estrema velocità di ritorno del dato e alla copertura omogenea della penisola, il monitoraggio dei fulmini è utilizzato per l'allerta di nowcasting (previsioni a poche ore) alle strutture sensibili e alla popolazione. È ormai, infatti, ampiamente provata la stretta correlazione tra la quantità dei fulmini, all'interno di un temporale o di un ciclone, e l'intensità della precipitazione. Questo conferma che la mappatura dei fulmini è uno strumento affidabile, in grado di segnalare i fenomeni intensi in formazione e in arrivo con qualche ora di anticipo, tempo sufficiente a mettere in atto le procedure di emergenza già pianificate.

