domenica 30 agosto 2009

IL PRINCIPIO DI ARCHIMEDE [Learning Object]

ArchimedeSchedaCari ragazzi e cari lettori, vi segnalo da InnovaScuola (Libreria Digitale Aperta) Il principio di Archimede, un Learning Object* da me progettato (come potete verificare dalla scheda di dettaglio del prodotto), insieme ad un'altra cinquantina di oggetti di apprendimento, per Garamond nell'ambito del progetto ministeriale @pprendere Digitale.


Riporto di seguito da InnovaScuola la sua presentazione.


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Da Garamond un modo divertente per scoprire le leggi della fisica.

Un CDD per superare prove di laboratorio. Proprio come il famoso matematico greco*.

Istantanea


Il più divertente e colorato learning object per scoprirsi scienziati come Archimede. Da Garamond il CDD raccomandato per l'esercizio e l'autovalutazione da parte dello studente di secondaria di primo grado che si voglia cimentare in verifiche ed esperimenti sulle leggi della fisica.


Il contenuto


Tutto comincia con un semplice test sul comportamento degli oggetti nell’acqua: verifica così la tua conoscenza di concetti come la spinta idrostatica o spinta di Archimede, relazione tra peso e spinta idrostatica, misura della spinta idrostatica. E poi continua a navigare seguendo le prove di verifica e rispondendo alle domande che ti verranno poste. Schede teoriche di approfondimento e un glossario della terminologia scientifica utilizzata accompagnano ogni esercizio. E per toccare poi con mano le nozioni di fisica studiate è possibile sperimentare di persona la spinta di Archimede procurandosi gli oggetti elencati e seguendo la procedura indicata. È anche possibile inviare un commento sul CDD.


L’obiettivo


Gli obiettivi delle attività proposte sono: definire il concetto di spinta idrostatica, individuare le variabili coinvolte nel fenomeno del galleggiamento, mettere in relazione peso del corpo e spinta idrostatica per prevedere il galleggiamento, conoscere il procedimento sperimentale per determinare la misura della spinta idrostatica. Importante è la possibilità di autovalutarsi da parte dello studente, assicurata da un report di navigazione finale con le pagine percorse e i punteggi ottenuti, e una pagina di ricapitolazione dal titolo "che cosa hai imparato".


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*Su questo blog sono scaricabili altri Learning Object, sempre prodotti da Garamond (che ringrazio per la concessione) nell'ambito del progetto ministeriale "@pprendere Digitale".


Se volete saperne di più sui Learning Object e sul Progetto @pprendere digitale, vi rimando a questi due articoli da me pubblicati sulla rivista Scuola e Didattica, Editrice La Scuola.


* Archimede è stato anche un astronomo, fisico e inventore greco antico, in sintesi uno dei massimi scienziati della storia.


Leggi il post:


Dentro la Storia: Archimede


venerdì 28 agosto 2009

La Scuola Italiana Boccia L'E-book

libriCari lettori, tra i provvedimenti del Ministero della Pubblica Istruzione per questo nuovo anno scolastico c’è quello di far adottare il più possibile alle scuole testi in formato elettronico. Lo scopo della nuova circolare è di aiutare le famiglie con il caro- libri facendo sostituire entro il 2012 le versioni cartacee con e-book o impaginati on line scaricabili da internet.


Per adesso la maggior parte dei docenti delle scuole italiane non sembra intenzionata a sostenere l’iniziativa. Tra i testi adottati per l’anno scolastico 2009/2010 le versioni digitali sono, infatti,  una percentuale bassissima, meno del 2 per cento in alcuni istituti.


Riporto di seguito un articolo del 3 agosto, pubblicato dall'Agenzia DIRE.


ROMA - Accoglienza fredda per gli e-book, i libri in formato elettronico, nelle scuole italiane. Tra i testi adottati per il prossimo anno, infatti, quelli in versione digitale sono una percentuale bassissima, in alcune scuole meno del 2%. In pratica, c'è stata per ora una bocciatura della novità introdotta dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, per cercare di far risparmiare le famiglie. A febbraio viale Trastevere aveva pubblicato una circolare sulle adozioni che parlava chiaro: entro il 2011/12 bisognerà scegliere solo libri "utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o in versione mista". Nel frattempo, già da quest'anno, soprattutto per le nuove adozioni, doveva partire la "transizione" verso l'on line. Ma la novità è rimasta per lo più al palo. "Nella mia scuola- spiega Gregorio Franza, preside uscente del liceo Orazio di Roma- la novità è caduta nell'indifferenza più totale. Ne ho anche dato pubblicità con una circolare interna per far arrivare la comunicazione ai docenti, ma non c'è stata una reazione apprezzabile". Dunque, sono stati "confermati i soliti libri di testo cartacei. Ha prevalso- continua il preside- un certo scetticismo, visto che dal ministero, peraltro, ci sono ripensamenti continui sulle novità". Anche nel famoso liceo Giulio Cesare, cantato da Antonello Venditti, e frequentato dalla Roma bene del quartiere Trieste, l'e-book è stato un flop. "Le famiglie non avrebbero capito, non è stata molto pubblicizzata la novità- commenta Carla Sbrana, la preside- e, a dirla tutta, nemmeno le case editrici hanno fatto un grosso sforzo per offrire questi testi. E poi, diciamolo, il libro on line non è la stessa cosa. Pensiamo, per esempio, ai testi di storia dell'arte: alcuni sono volumi bellissimi con immagini ad alta definizione che sono quasi da collezione". Comunque al 'Giulio' le famiglie sono libere di scegliere. "Se esiste anche la versione elettronica di un libro possono optare per quella, ma dubito che lo faranno", chiude Sbrana. Più a nord, al liceo Righi di Bologna, il più grande della città, la situazione non cambia. "Abbiamo adottato testi cartacei- spiega il preside Domenico Altamura- e abbiamo mantenuto invariati i titoli degli scorsi anni. Nessuna novità anche perché dal 2010 ci sarà la riforma delle superiori, aspettiamo quella per ogni cambiamento. Comunque gli e-book non erano ancora una imposizione quest'anno, quando lo diventeranno noi non avremo problemi ad adottarli, abbiamo già molti servizi on line, ma il nostro è un liceo grande, con 180 computer e sette laboratori. Mi chiedo come faranno nei piccoli paesi, nelle province. Chi fa queste proposte non tiene conto delle famiglie che non hanno nemmeno un pc. Per non parlare degli extracomunitari". Per trovare conferma dell'accoglienza fredda che le scuole hanno dato ai libri elettronici basta anche dare un'occhiata alle adozioni per il 2009/2010 disponibili sul sito dell'Associazione italiana editori. Al liceo Virgilio di Roma, in quarta ginnasio, sezione C, classico tradizionale, la versione on line è prevista solo per il libro di geografia. Stessa scelta al liceo Parini di Milano, sempre in quarta ginnasio, sezione A. Mentre nel liceo meneghino, al terzo anno, sezione B, l'unico testo con l'opzione mista testo cartaceo/on line è quello di inglese. "Anche noi- chiude la preside dell'istituto comprensivo Marino di Ponticelli, Napoli- non abbiamo introdotto alcuna novità, niente libri elettronici. Abbiamo tenuto conto dell'oggettiva difficoltà dei ragazzi a stampare a casa il testo dalla Rete. Non tutti hanno il computer figurarsi la connessione".


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I motivi, alla base di questa diffidenza nei confronti degli e-book, sono dunque, secondo l'articolo citato, sostanzialmente i seguenti:


- la scarsa pubblicità dell’iniziativa e quindi la paura che le famiglie non avrebbero capito un così repentino cambiamento di questo nuovo modo di studiare.


- La tiepida adesione da parte delle case editrici, che non si sono particolarmente mosse per offrire questo tipo di formati, tenendo anche conto che testi scolastici come i libri d’arte per le loro peculiari caratteristiche grafiche si prestano ancora poco alla digitalizzazione .


-  Gli scarsi servizi di connesione internet ad alta velocità per molte scuole e famiglie italiane.


- Per quanto riguarda gli istituti superiori, questi hanno preferito ancora mantenere le vecchie edizioni di testo in prospettiva della nuova riforma del 2010.


Non intendo qui entrare nel merito della diatriba e-book sì e-book no, su cui sono stati versati fiumi di inchiostro!


A parte le intenzioni della circolare ministeriale, che mirano ad abbattere i costi per le famiglie (il che sarebbe tutto da verificare), come docente vedrei utile l'introduzione degli e-book solo a patto che essi costituissero una vera innovazione nel modo di apprendere degli allievi. In merito, nutro però dei forti dubbi in quanto non è ancora ben chiaro che tipo di prodotto sia l'e-book.


E voi che cosa ne pensate?


Consiglio di guardare il video SchoolbookCamp a Fosdinovo - Videointerviste per qualche riflessione sul libro di testo digitale.


martedì 25 agosto 2009

Galileo's Telescope - Il Telescopio Di Galileo Galilei: Lo Strumento Che Ha Cambiato Il Mondo

galileoCari ragazzie cari lettori,  il 25 agosto 1609 il grande Galileo Galilei presentava al Senato di Venezia il suo primo telescopio; sono trascorsi quindi 400 anni da quel giorno.


Google, come al solito, non ha perso l'occasione per dedicare un logotipo all'avvenimento.Galileos-telescope


 


 


 


 


Segue un'immagine del Telescopio di Galileo, conservato nell' Istituto e Museo di Storia della Scienza,  ( inv. 2428 - GALILEO GALILEI, Telescopio, Firenze, c. 1610, Vetro, legno, pelle)


telescopio



Riporto dalla pagina web dell'Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze:



Durante il soggiorno a Padova, iniziato nel 1592, Galileo si dedicò - accanto all’insegnamento e ai propri studi - anche a fabbricare strumenti scientifici. Egli acquistò così una profonda comprensione del legame che gli strumenti hanno con l’indagine scientifica, nonché una straordinaria abilità nella loro progettazione e realizzazione. Nel 1597 concepì un nuovo tipo di compasso geometrico e militare, dal 1600 si dedicò a potenziare magneti, e fra il 1602 e il 1609 concepì vari dispositivi per individuare la legge fisica di caduta dei gravi.


Fra il 1608 e il 1609 Galileo ricevette notizia da vari corrispondenti degli occhialetti circolanti in Europa e ebbe forse modo di esaminarne un esemplare giunto fino a Venezia. Il nuovo dispositivo lo affascinò immediatamente e si dedicò a potenziarlo con successo, tanto che fra la fine del 1609 e l’inizio del 1610 riuscì a moltiplicarne il potere d’ingrandimento dalle due o tre volte originarie fino a venti o trenta volte. L’abilità che acquisì nel fabbricare le lenti e nel combinarle in maniera appropriata fece sì che il telescopio (dal greco tele = "a distanza" e skopeo = "osservo") perdesse l’originaria connotazione olandese per divenire, a tutti gli effetti uno strumento "galileiano".


Consultate questa interessante pagina dedicata al telescopio di Galileo.


La mostra sul telescopio prorogata sino al 31 gennaio 2009, presso l'Istituto e Museo di Storia della Scienza.



Ultima informazione: è stata pubblicata una edizione nazionale delle opere di Galileo Galilei.


 -  Le Opere di Galileo Galilei, Edizione Nazionale, ed. Antonio Favaro, Firenze, Barbera, 1890-1909; ristampe: 1929-1939 e 1964-1968.


Un video da YouTube. 


domenica 23 agosto 2009

Acqua: Oro Trasparente Del Terzo Millennio

Cari ragazzi e cari lettori, è risaputo che l’acqua è una sostanza indispensabile per la vita di tutti gli esseri viventi: piante, animali, uomo compreso, hanno nel loro organismo una percentuale altissima di acqua. Ma come si trasforma nel suo scorrere dalle montagne, dove si trova accumulata in  grandi ghiacciai, verso valle? Quali sono le  caratteristiche che la rendono così diversa dagli altri liquidi?


Proviamo a rispondere a queste domande!


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Senza le montagne, lo sappiamo, l’acqua sarebbe molto diversa da quello che è. Non avrebbe gli odori e i sapori che possiede, ma è anche vero che le montagne sarebbero ben differenti senza l’acqua, che, nelle sue vesti solida e liquida, è il primo modellatore della catena alpina.


Nel suo percorrere le valli, l’acqua si arricchisce di sostanze che le danno un gusto e un profumo. Il carbonato di calcio e di magnesio (un composto chimico  di calcio e magnesio, carbonio e ossigeno), il sodio, il potassio e varie altre sostanze  che vengono disciolte durante lo scorrere sulle rocce e sui terreni, la rendono “minerale”, e a volte ne entrano a far parte in quantità tali che l’acqua assume anche sottili odori, come quando, ad esempio, si arricchisce in zolfo.


I sali disciolti nell’acqua sono importanti per gli organismi viventi: basta ricordare che la più piccola entità vivente, la cellula, contiene una soluzione d’acqua con un preciso equilibrio salino, che è alla base di complessi processi biochimici.


Ecco perché se l’acqua non ha sali non è considerata potabile, nel senso stretto del termine. E’ quel che succede alle acque di fusione dei ghiacciai. Ma acque che sgorgano da montagne di origine vulcanica possono contenerne in eccesso, soprattutto se le rocce possiedono molto piombo, arsenico, cadmio, mercurio o cromo, che le possono rendere tossiche.


Nonostante il luogo comune che vuole le acque di montagna fresche, pure e limpide, non è sempre detto però che siano realmente potabili. Esse, infatti, possono contenere batteri, virus, protozoi, miceti sia per cause naturali, sia per inquinamento dovuto 200px-Denali_National_Parkall’uomo. Nei torrenti del Parco di Denali (immagine a lato) in Alaska, per esempio, che è praticamente disabitato e ricco di montagne, è diffusa a livello endemico la Giardia intestinalis, un parassita che può causare problemi intestinali di non poco conto.
A volte può capitare che le acque attraversino strati rocciosi molto porosi, al punto che scompaiono dalla superficie per ritornare a cielo aperto dopo un percorso sotterraneo più o meno lungo: è a questo punto che si ha l’acqua di sorgente. Spesso la migliore dal punto di vista potabile, perché ricca in sali e purificata da molte sostanze inquinanti, tant’è che ha fatto la fortuna delle oltre 240 società che, solo in Italia, vendono acque minerali.


Non sempre sono i fiumi a scomparire sotto terra, può capitare anche ai laghi alpini. E’ quel che succede, per esempio, al lago “Si vede e non si vede” un lago dal colore blu intenso, così chiamato dalla gente di Ponikve, vicino a Fiume, in Croazia. Il nome spiega la caratteristica del lago che, pur non essendo una rarità in assoluto, lo rende quasi unico per le dimensioni: il bacino lacustre, infatti, nell’ultimo secolo ha fatto la sua comparsa a intervalli di 30-40 anni, è sopravvissuto per qualche mese, poi è scomparso anche nel giro di una sola notte. Nel 2002, ci è voluto circa un mese perché varie sorgenti portassero il lago alle sue dimensioni tradizionali: 2 km di diametro e 12-15 m di profondità. La leggenda vuole che il lago scompaia ogni qual volta il vento di bora ruba l’acqua, per trasformarla in specchi per la gente ricca di Bakar, un villaggio costiero. La realtà, invece, è che quando intense e prolungate piogge riempiono le grotte e i cunicoli carsici sino a innalzare il livello dell’acqua sotterranea alla quota in cui vi sono le fratture che vengono a giorno, si hanno la fuoriuscita d’acqua e il riempimento del lago. Quando la falda sotterranea si abbassa, e questo si verifica dopo un periodo variabile di mancanza di piogge, le sorgenti smettono di alimentare il lago per diventare scarico del lago stesso e lo svuotano nel giro di poche ore o al massimo di qualche giorno.


Ovviamente, durante la corsa verso le valli, le acque di montagna si possono raccogliere in bacini: quel che colpisce è la varietà di colori che i laghi di montagna possono assumere. A volte si osservano specchi d’acqua di un blu intenso, altre volte sono verdi, ne sono un esempio i laghi Benedetto  (figura a destra) 240px-Lago_Benedettoe Avio nei dintorni dell’Adamello, oppure possono diventare grigi, come il Laghetto di Gana, circondato da brulle pietraie, altre volte ancora possono colorarsi di rosso. Il perché è racchiuso nel delicato equilibrio tra la dimensione dei laghi e la riflessione dei colori dei versanti delle montagne e del cielo che circondano i laghi stessi, ma dipende anche dalla profondità dell’invaso e non ultimo dalla presenza di microrganismi.



Il Lago di Tovel (Brenta) ne è un esempio. Fino al 1964, durante alcuni periodi 180px-Tovel-rossodell’anno, apparve rosso. Da allora il fenomeno è progressivamente sparito, in quanto è venuto a mancare l’apporto di nutrienti, fosforo in particolare, che alimentavano un determinato tipo di alga (Tovellia sanguinea) e che veniva portato nel lago dalle deiezioni delle vacche al pascolo. Oggi non succede più perché sono cambiate le modalità di alpeggio e gli animali vivono lontani dall’invaso naturale.


Uno degli elementi caratteristici dell’acqua montana è la capacità erosiva quando si raccoglie nei fiumi. Essa dipende da vari fattori, ma soprattutto dal materiale solido che l’acqua stessa trasporta (il quale agendo sulle rocce aiuta ad abraderle) e dalla velocità del flusso. Fino a poco tempo fa si era sottostimata la capacità erosiva dei piccoli fiumi che attraversano le catene montuose. Ricerche condotte in Nuova Zelanda dimostrano che, in proporzione, i fiumi alpini possono trasportare negli oceani molti più sedimenti che non i giganteschi corsi d’acqua, come il Rio delle Amazzoni o il Nilo.
Questa scoperta non aggiunge nulla di più al fatto che i fiumi di montagna necessitano di un controllo continuo per evitare i dissesti idrogeologici che caratterizzano a intervalli l’intera nostra penisola. E questo si sa, è storia di tutti i giorni.


L’importanza dell’acqua si può riassumere in una frase: è all’interno dell’acqua che è nata la vita e la vita oggi, sul nostro pianeta, non potrebbe sussistere senza acqua.


Per spiegare la sua stranezza va ricordato che dal momento che è la sostanza liquida per eccellenza, sorprende pensare al fatto che quando gela si comporta all’opposto di tutti i liquidi. Essa infatti si espande e diventa meno densa. Se le cose non stessero così, il nostro pianeta sarebbe ben diverso. I ghiacci del Polo Nord non esisterebbero, perché il ghiaccio non galleggerebbe sull’acqua e andrebbe a fondo, cosicché non esisterebbero gli iceberg. Le rocce delle montagne si sgretolerebbero di meno, perché in inverno l’acqua che entra nelle fessure non le gonfierebbe, trasformandosi in ghiaccio. Anche i laghetti di montagna, in inverno, sarebbero ben diversi se l’acqua fosse un liquido “normale”. Il ghiaccio che si forma in superficie finirebbe sul fondo e ghiaccerebbe tutta l’acqua in essi contenuta, impedendo alla vita macroscopica di sopravvivere.


Da Meridiani Montagne
Maggio 2005


Link di approfondimento


sito ufficiale del parco nazionale di Denali


tovellia sanguinea e lago di Tovel su flickr


giovedì 20 agosto 2009

Hello From Earth: Messaggi Cosmici Dalla Terra

Hello-From-Earth-MastheadCari ragazzi e cari lettori, riporto una notizia curiosa e un po' strampalata che sta circolando in rete: fino al 24 agosto, dal sito Hello From Earth  è possibile inviare messaggini gratuiti, in lingua inglese e lunghi al massimo 160 caratteri, che saranno trasmessi a Gliese 581 d, grazie al governo australiano.




Ma chi è Gliese 581 d?


Si tratta di un pianeta extrasolare che ruota intorno alla nana rossa Gliese 581. Il pianeta si trova a 20,5 anni luce dalla Terra (cioè a 193.9 milioni di miliardi di chilometri), nella costellazione della Bilancia.


Gliese 581 d può essere incluso nella categoria super Terra, cioè un pianeta che ha una massa compresa tra le 2 e le 10 masse terrestri.


Il pianeta è stato scoperto il 23 Aprile 2007 dal gruppo di Stéphane Udry all' Osservatorio di Ginevra in Svizzera usando lo strumento HARPS montato sul telescopio di 3,6 m dell' European Southern Observatory presso La Silla, Cile. Il gruppo di Udry ha impiegato la tecnica della velocità radiale, dove le dimensioni e la massa del pianeta sono determinate sulla base delle piccole perturbazioni gravitazionali indotte sulla stella principale.


250px-Gliese_581_d-v1Per saperne di più su Gliese 581 d, consultate Wikipedia.


Una volta inviati i messaggi, occorre armarsi di pazienza perché essi non raggiungeranno il pianeta prima del 2029 e le eventuali risposte non perverranno  sulla Terra prima del 2049. Il portavoce del sito web, Wilson Da Silva, ha affermato: «Questo è il primo tentativo di stabilire un contatto con il pianeta Gliese 581 d».


Il sito precisa che non ci sono garanzie di risposta.  Wilson da Silva spiega ancora che "è come un messaggio in bottiglia tra le stelle. Quello che è interessante non è se c'è qualcuno che ascolta, ma ciò che la gente dirà alla vita intelligente su un altro pianeta. Hello From Earth è il nostro modo di dimostrare che la scienza può rendere possibile l'impossibile. Siamo stati sulla luna e ora possiamo parlare alle stelle".


Hello From Earth  é stato realizzato da Cosmos per la National Science Week, la Settimana nazionale della scienza australiana, che viene festeggiata annualmente, e gli sms saranno trasmessi dal Canberra Deep Space Communication Complex, una stazione radioastronomica della  Nasa situata a Tidbinbilla, vicino a Canberra, capitale dell'Australia


Ecco a voi il messaggio che il ministro della Scienza Kim Carr ha inviato per primo: "Ciao dall'Australia sul pianeta che noi chiamiamo Terra. Questi messaggi esprimono i  nostri sogni  per il futuro, che vogliamo condividere con voi".


Se volete inviare un messaggio cosmico, avete tempo sino a lunedì prossimo!



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