lunedì 25 agosto 2008

La Caduta Dei Gravi, La Forza Di Coriolis, La Legge Di Ferrel…E Lo Scriba Ani Dell’Antico Egitto

Cari ragazzi e lettori, ecco qui un nuovo suggestivo articolo dell’instancabile amico Gaetano, prezioso collaboratore di Scientificando e MatematicaMente. Suggestivo perché, attraverso un excursus storico nell’Antico Egitto, viene posto in rilievo come una legge fisica fondamentale, quale è la caduta dei gravi, fosse stata concepita, tre millenni prima della sua affermazione in Europa, da uno scriba, Ani.


E non solo, Gaetano scrive argutamente anche della forza di Coriolis (consultare la trattazione elementare), la legge di Ferrel e altri aspetti fisici importantissimi. Ci sono tutti gli ingredienti per approfondimenti decisamente utili ai ragazzi delle future classi terze, che dovranno prepararsi ad affrontare, il prossimo anno scolastico, l’esame di licenza media. E non solo…il contenuto si presta duttilmente agli interventi e alle riflessioni di adulti, acculturati e/o appassionati della materia.


Grazie ancora una volta, Gaetano!


***


UN PADRE DELLA GEOFISICA: LO SCRIBA ANI DELL'ANTICO EGITTO


papiroani_pesatura1Illustrazione 1: Da un papiro della XVIII dinastia dei faraoni dell’antico Egitto rinvenuto nella tomba dello scriba Ani e conservato nel British Museum di Londra. Anubi, dalla testa di sciacallo, pesa il cuore di Ani mentre Toth dalla testa d'ibis, protettore della magia, scrive col calamo il verdetto. (Tratto dal 4° vol. dell'«Enciclopedia della Civiltà atomica», ediz. Il saggiatore)


IL PAPIRO DELLA PESATURA DEL CUORE


La rappresentazione che si vede attraverso l'illustr. 1 è la scena della cosiddetta “pesatura del cuore”, dei defunti dell'antico Egitto, che di frequente si trova sui papiri. Si tratta di un rituale riportato sul “Libro dei Morti”, chiamato “psicostasia”, e rappresenta il giudizio divino. All’interno della sala, che riguarda la parte del papiro riportata nell'illustr. 2, si vede il presidente del tribunale divino, Osiride, affiancato da Iside e sua sorella Nefti, ma non sempre in altre rappresentazioni simili.
Il rituale prevede che all'inizio il defunto venga accompagnato da Anubi (quello accanto al bilico di “pesatura”), Dio dalla testa di cane, il quale pone il cuore del defunto su uno dei piatti della grande bilancia posta al centro del tribunale.
Sull’altro piatto si trova invece Maat, la Dea della verità, oppure una piuma (come nel nostro caso), simbolo della Dea.


Thot (sulla destra), Dio dalla testa di Ibis, sorveglia la “pesatura”, pronto ad annotare il risultato su una tavoletta. Il defunto inizia così la sua “confessione”…
Al lato destro (ai piedi di Thot) si vede un essere mostruoso con la testa di coccodrillo, dal corpo metà leone e metà ippopotamo, una belva chiamata “la divoratrice di anime”. Infatti, non appena il defunto mente nel “confessarsi” davanti a Maat, la bilancia penderà a suo sfavore, ovvero dalla parte del cuore, e la belva divorerà la sua anima all’istante: per il defunto non ci sarà alcun Aldilà. Se invece le parole corrisponderanno alla verità, il cuore peserà quanto la piuma di Maat e il defunto potrà finalmente accedere alla sua nuova vita ultraterrena; sarà condotto alla sala attigua, davanti al tabernacolo di Osiride. Infatti, nell'illustrazione 2 del papiro, si vede appunto Ani genuflesso davanti al tabernacolo anzidetto.



papiroani_pesatura2


Illustrazione 2: E' il giudizio finale dello scriba Ani. La prova è superata e Ani viene condotto alla presenza di Osiride, seduto in un tabernacolo a forma di sepoltura


Detto questo, ora ci apprestiamo, dalla nostra postazione di osservatori profani, ma sufficientemente addottorati, a giudicare il papiro di Ani in chiave ingegneristica.
Il tutto, visto in tal modo, dà l'idea di una meravigliosa “progettazione” fin troppo accurata nei minimi dettagli. Ma venendo al fatto importante, che desta dapprima curiosità e poi sbalordimento, è possibile constatare la concezione di una legge fisica, che cominciava a delinearsi in Europa soltanto poco più di tre millenni  dopo. Si tratta della caduta dei gravi sulla terra che, come si vedrà, è regolata dalla legge di Coriolis e di Ferrel.


Ciò che lascia di stucco, e che traspare in modo evidente, è la disposizione chiaramente inclinata del telaio dipesatura” rispetto a un’ideale verticalità.
Stando alla legge di gravità, concepita a quei tempi, i piatti della bilancia e il cuore di Ani, da considerare come dei “gravi” privi di “vincoli” terreni, dovevano essere rappresentati secondo una perfetta verticale.


libromortiIllustrazione 3: Particolare del Libro dei morti dello Scriba Hunefer, papiro dell'XI dinastia, British Museum di Londra


Infatti, in certe rappresentazioni simili a quella in osservazione, per esempio il papiro di Hunifer (Illustr. 3), la disposizione del bilico di pesatura è in armonia con quest'apparente “erronea” concezione scientifica. Però Ani, forse da zelante Scriba, vi contravviene e predispone, invece, le cose nel modo riscontrato. Come si potrebbe spiegare?


A questo punto, viene da pensare che Ani, e forse altri a lui “vicini”, immaginavano cose fuori della concezione culturale corrente di quel tempo. Ma non potremo sapere mai come approfondire questa cosa, a meno che ci si disponga a trattarla in modo esoterico, immaginando che si tratti della “pesatura” di cose inerenti l'anima del defunto, prive di vincoli terreni, e di conseguenza non possono che comportarsi allo stesso modo dei gravi fisici, così subendo la deviazione della direttrice verticale della forza di gravità.
Questo lato esula comunque dalla trattazione in corso e perciò interessa solo il fatto accertato della “deviazione” angolare della verticalità del sistema di pesatura per affermare che il vero padre dell'idea della “deviazione” della caduta dei gravi è lo scriba Ani, vissuto più di tre millenni fa.


In più, al massimo, potremo avanzare delle ipotesi traslando il concetto di “deviazione” puramente  geofisico in un altro di carattere metafisico che potrebbe intendersi come “inclinazione” secondo cui ognuno si dispone col pensiero. 


Il caso di Ani, con la rilevata “inclinazione” dell’asse di gravità, che si discosta dalla concezione ortodossa, assunta secondo l’assetto “verticale”, potrebbe portare alla consapevolezza del presumibile preannuncio della fine dell’epoca dei faraoni e la possibile nascita di una nuova epoca in cui l’uomo si dimostra capace di un certo “muoversi” animico. Ani si potrebbe considerare il Galileo Galileo del suo tempo (visto però strettamente dipendente come da una nuova “religione”), forse anche lui soggetto alle stesse analoghe ostilità del Clero vigente. Non escluderei dei collegamenti a priori con il tentativo “eretico” del faraone Akhenaton, vissuto il secolo precedente (1353-1335 a.C.).


Fa molto pensare un episodio poco chiaro attribuito a questo re, preso dall’euforia per la sfrenata costruzione di nuovi templi in onore di Aton, a dispetto della classe sacerdotale che lo osteggiava.
Nel quinto anno della sua ascesa al trono accade qualcosa che cambierà, da quel momento, il corso della storia di questo reame. «Akhenaton non riesce a raccontare ciò che accadde realmente, ma di certo la cosa lo mandò su tutte le furie», dice l’egittologo Bill Munarne. «In un’iscrizione trovata ad Amarna il faraone inveisce contro questo “qualcosa”, definendolo la cosa peggiore capitata. Secondo me, i sacerdoti ne avevano abbastanza; serrarono i ranghi e gli intimarono di piantarla. E lui per tutta risposta abbandonò Tebe» (1).
Discostandoci da quest’analisi storica, non si potrà mai sostenere che gli antichi egizi dell’epoca  relativa al papiro di Ani traducessero delle coscienti concezioni geofisiche in simboliche rappresentazioni, sulla scorta di conoscenze analoghe a quelle testè rilevate per Ani.


Andando a fondo alla riscontrata “anomala” disposizione del telaio di pesatura di Ani, si deve  ammettere che è in stretta aderenza al noto fenomeno della geofisica della “deviazione” della direzione dei corpi in movimento sulla terra in relazione alla forza di gravità.
Più specificamente, si tratta di variazioni combinate dell’assetto gravitazionale dei gravi, in genere dovute alla rotazione della terra con il variare della relativa latitudine. La legge di Ferrel perfeziona questo fenomeno, affermando che un corpo non vincolato, in movimento nel nostro emisfero, è deviato verso destra rispetto alla direzione del suo movimento; nell’emisfero australe è deviato verso sinistra.


Infatti, questa “deviazione”, verso destra o verso sinistra, in aggiunta all'altra riguardante la “deviazione” dalla verticalità dei piatti del bilico, trova riscontro nel papiro di Ani (attraverso la capacità rotazionale del perno di base dell'asta del bilico), e questo scuote non poco, per confermare l'ipotesi che essa doveva essere mentalmente in embrione, all'epoca dello scriba Ani.


Non si può dare altra spiegazione logica all’evidente rappresentazione del piedistallo centrale, che regge il bilico in osservazione. È il classico disegno di uno “spaccato” (“sezione” in termine tecnico), eseguito col preciso scopo di far vedere che l’asta “potrebbe” ruotare nella sede del relativo supporto. Naturalmente non si ricorrerebbe a tanto se non fosse per il far capire che quell’asta è in grado di disporsi secondo la supposta “deviazione” dei gravi, spiegata dalla  legge di Ferrel.


La supposta “progettazione” del supporto in questione è spinta a tal punto da lasciar intravedere, persino, i possibili “cuscinetti(2) di guida attraverso due visibili coppie di “anelli”! Cosa che potrebbe predisporre il bilico a diverse angolature del piano di appoggio senza notevoli resistenze di attrito nel perno di rotazione. Naturalmente è solo la mia immaginazione a valicare la solida ragione pratica che nel caso in questione non si trova, ma viene da pensarci e non sempre si può trovare la risposta rifugiandosi nella casualità.
Ma cosa è la deviazione della caduta dei gravi che si studia in geofisica? Nel capitolo che segue se ne parlerà quel tanto che basta per capire di che si tratta.


LA FORZA DI CORIOLIS


La prima prova sperimentale diretta del fenomeno fisico della deviazione della caduta dei gravi fu ottenuta nel 1791, a Bologna, da G. B. Guglielmini. Egli fece cadere numerose volte un peso dall'alto della torre degli Asinelli e così riuscì a trovare il riscontro degli effetti dovuti alle diverse velocità lineari (o tangenziali) di due punti che si trovano a diversa altezza, ma dotati entrambi di uguali velocità angolari rispetto al centro della terra. Infatti, il peso, usato da Guglielmini, cadeva in un punto spostato verso est nel senso della rotazione della terra, facendo riferimento alla perfetta verticale di caduta misurata con un filo a piombo.


focaultIllustrazione 4: Esperienza di Foucault a Parigi.




In seguito, nel 1821, venne effettuata da Foucault una brillante esperienza nel Pantheon di Parigi. Egli si servì di un pendolo (illustr. 4) e tutti i presenti potettero costatare che la traccia lasciata dal pendolo, vista dall'alto, ruotava in senso orario di circa 11° 18' ogni ora, come doveva essere per la latitudine di Parigi.
A perfezionare poi le concezioni sul fenomeno della deviazione della caduta dei gravi furono Coriolis e  Ferrel.
Ora,  entrando nel merito di questo fenomeno fisico, già si è visto che l’entità della deviazione dei corpi in movimento, dovuta alla rotazione terrestre, è in relazione alla latitudine del luogo proprio perché la velocità lineare varia con la latitudine. Il modulo di questa forza deviante (Fd), detta forza di Coriolis, è espresso dalla formula:


Fd = 2mVpsen


dove m è la massa del corpo in movimento, V la velocità con cui si muove il corpo, p la densità dell’aria (o dell’acqua), la velocità angolare della Terra (costante in ogni luogo) e  la latitudine del luogo (3).
È evidente che, a parità delle altre condizioni, la forza deviante di Coriolis dipende esclusivamente dalla latitudine.


Variazione dell’accelerazione di gravità al variare della latitudine


forza_centrifuga_terra1Illustrazione 5: Variazione dell’accelerazione di gravità al variare della latitudine. La forza centrifuga dovuta alla rotazione terrestre fa variare tanto il modulo quanto la direzione della forza di gravità. Si presenta, così, per ogni latitudine un parallelogramma di forze la cui risultante risulta deviata di un certo angolo.



La variazione del modulo della forza di gravità (g) dovuta allo schiacciamento polare è nell’ordine di 0,07 m/sec²; infatti, i valori di g variano da 9,79 m/sec² all’equatore fino a 9,86 m/sec² ai poli.
Il valore dell’accelerazione di gravità, misurato sperimentalmente, non è influenzato soltanto dalla diminuzione della distanza dal centro della Terra all’aumentare della latitudine, ma anche dalla diminuzione della forza centrifuga, che è massima all’equatore e nulla ai poli. Il valore della forza centrifuga, agente su un corpo situato in un determinato luogo, può essere calcolato dalla seguente formula:

Fc = m²r


dove m è la massa del corpo,  la velocità angolare della Terra ed r la distanza del punto dall’asse di rotazione terrestre.
Per un corpo di massa unitaria, essendo la velocità angolare uguale per tutti i punti della superficie terrestre, la forza centrifuga dipende esclusivamente dalla distanza dall’asse di rotazione e quindi diminuisce andando dall’equatore (dove il modulo dell’accelerazione centrifuga ha il valore massimo di 0,034 m/sec²) ai poli, dove si annulla. Va tenuto inoltre presente che, mentre la forza di gravità è diretta verso il centro della Terra, la forza centrifuga è diretta verso l’asse di rotazione terrestre. 



Deviazione della direzione dei corpi in movimento sulla superficie terrestre


coriolisIllustrazione 6: La legge di Ferrel. Un aereo che parte da A dirigendosi verso A’  ha una velocità iniziale maggiore di quella di tutti i punti che sorvola; per questo si  trova spostato verso est. Se il pilota non introducesse opportune correzioni di rotta, si troverebbe in X invece che in A’.


Questo fenomeno riguarda i corpi in movimento che non siano vincolati alla Terra solida. Esso interessa le correnti marine, i venti, la navigazione marittima e quella aerea.
La deviazione è dovuta al fatto che tutti i punti situati sul medesimo meridiano ruotano, rimanendo solidali con la Terra, con la medesima velocità angolare (1° ogni 4 minuti), ma con velocità lineare decrescente andando dall’equatore ai poli. Si può facilmente calcolare che all’equatore la velocità lineare di un punto è 1.673 km/h, a 30° di latitudine è 1.448 km/h, a 60° è di 836 km/h e ai poli è nulla.


Quando un corpo si mette in movimento svincolandosi dalla superficie solida della Terra, aggiunge alla sua velocità iniziale, posseduta fin da quando era vincolato alla Terra, quella propria del suo moto.
Spostandosi nell’aria o nell’acqua, incontra dei punti che si muovono con velocità lineari diverse e quindi si troverà in anticipo o in ritardo rispetto a essi.


Un corpo, che si muove dall’equatore verso i poli cercando di seguire un meridiano, ha una velocità iniziale superiore a quella di tutti i punti che incontra e così si troverà spostato verso est, nella stessa direzione della rotazione terrestre.
Al contrario, i corpi, che si muovono dai poli verso l’equatore, si trovano in ritardo rispetto ai punti che incontrano successivamente per cui risultano spostati verso ovest.


In generale, si può dire che nel nostro emisfero i corpi vengono deviati verso destra rispetto alla direzione del proprio movimento, mentre nell’emisfero sud vengono deviati verso sinistra, sempre rispetto alla direzione del proprio movimento. Questo fenomeno è descritto dalla legge di Ferrel che afferma: un corpo non vincolato in movimento nel nostro emisfero viene deviato verso destra rispetto alla direzione del suo movimento; nell’emisfero australe viene deviato verso sinistra. (4)


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(1) Reportage «I faraoni del sole» di Rick Gore – Mensile «National Geographic Italia» - Aprile
(2) In meccanica servono per ridurre l'attrito nei perni rotanti. Possono essere con pista esterna in bronzo o comunque in metallo antifrizione, oppure – molto diffusamente – i veri e propri cuscinetti in acciaio con pista per il rotolamento di sfere o rulli.
(3) Va ricordato che la formula non tiene conto dell’attrito che i corpi incontrano nel loro movimento.
(4) Nozioni e illustrazione 6 (tratte dal libro “Corso di geografia generale” di Matteo Filippini e Luigi Bignami – Edizione  Minerva Italica.



37 commenti:

  1. bello, bello, bello! L'ipotesi di Gaetano è intrigante e condivisibile...


    Mi sono divertito moltissimo a leggere l'articolo. Una sensazione di ampio respiro.


    Complimenti, caro Gaetano, per la tua opera preziosa!


    Un abbraccio

    Ruben!


    ps: anche i tuoi commenti aggiungono valore ai post:)

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  2. utente anonimo25 agosto 2008 16:30

    Argomenti, affascinanti e complessi.

    L'ipotesi di Gaetano è originale e affascinante, anche se non possiedo le competenze per esprimere un giudizio; devo dire che mi ha coinvolta e lasciata un po' rintronata!


    Caro Gaetano, ma come fai ad avere sempre di queste speculazioni così complesse?


    salutoni

    Daniela

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  3. utente anonimo25 agosto 2008 19:55

    @ Ruben,

    sei ammirevole per la tua costante attenzione per i miei articoli e la stima che mi dimostri. Grazie.

    Ricambio gli abbracci, Gaetano


    @ Daniela,

    sono stato un ottimo progettista di automazioni di macchine e impianti industriali.

    Grazie per i complimenti.

    Abbracci anche a te,

    Gaetano

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  4. Sempre molto interessanti i tuoi post Annarita, fa davvero piacere leggerli.

    Un abbraccio

    Betty

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  5. Caro Gaetano, come non porre attenzione ai tuoi articoli e non condividere la stima e l'ammirazione di Ruben nei confronti dei tuoi articoli?


    Un grazie sentito a te e ad Annarita, che ospita sul suo blog lavori di tale portata:)


    Un abbraccio

    Artemisia

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  6. @Betty: grazie, cara. In questo caso, il merito è tutto di Gaetano:).


    @artemisia: grazie, anche a te per l'incoraggiamento e il sostegno continui...


    @tutti: grazie per la vostra presenza e apprezzamento.

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  7. @ Artemisia

    Scusami per la gaffe nell'aver trascurato di elogiarti per ciò che mi confermi di amabile nei miei riguardi. Sei molto cara e te ne sono grata.

    Gaetano


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  8. @ Annarita,

    sono tanti i grazie che ci scambiamo che se paragonati al potenziale elettrico nelle immediate vicinanze di un nucleo, per la sua variabilità, sappiamo che si crea una specie di cratere di notevole potenziale. Ora se uno dei gratificati, similmente ad una particella nucleare, volesse penetrare nel nucleo e giungere al suo interno, dove si trova l'altro gratificato in mezzo ai tanti grazie, per abbracciarlo (come facciamo continuamente nel salutarci), dovrebbe avere una montagna di energia per superare la cresta, più di quella da superare. Può essere che quest'energia occorrente venga a mancare ed allora la particella rimbalza all'indietro impotente.

    Poco male finché si tratta di cose piacevoli, trattandosi di gratificazioni. Ma nel caso di una persona stracolma di maldicenze – mettiamo –, non ci sarebbe modo di aiutarla, isolata com'è in modo eterno come in una cloaca.

    Però la fisica ha un carattere statistico, il che significa che nessuna regola è assoluta, ma semplicemente probabile. Così può accadere che la “particella benefattrice”, incapace di raggiungere al cresta e valicarla, si disponga in modo incidente con quel poco di energia disponibile e aspetta con pazienza. Dopo un po', grazie ad un ciclotrone di cui può disporre, ha la fortuna eccezionale di attraversare questa volta la montagna di potenziale senza troppa fatica.

    Tutto avviene come se essa incontrasse di colpo un tunnel. Infatti in meccanica quantistica questa cosa si dice che avviene per “effetto tunnel”.

    Che ne dici, i buoni pensieri com'è che vanno a destinazione? traslando il concetto. Forse per “effetto tunnel” , simile a quello suddetto? Iddio ha i suoi “ciclotroni” attraverso i suoi angeli disposti a convogliare i buoni pensieri, appunto e portarli a destinazione. O no?

    Stammi bene, Annarita.

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  9. Ciao Annarita, mi sto godendo gli ultimi giorni di vacanza andando al mare. Sabato sono rientrata da un bellissimo viaggio itinerante fra Umbria e Toscana con un salto nel Lazio, a Tarquinia. Una meraviglia!

    Ma lunedì si ricomincia... ore 10 collegio docenti.

    Buona fine estate anche a te

    Maria Pia

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  10. "Che ne dici, i buoni pensieri com'è che vanno a destinazione? traslando il concetto. Forse per “effetto tunnel” , simile a quello suddetto? Iddio ha i suoi “ciclotroni” attraverso i suoi angeli disposti a convogliare i buoni pensieri, appunto e portarli a destinazione. O no?

    Stammi bene, Annarita."


    La tua ipotesi potrebbe essere valida, caro amico mio;)

    Perché no?


    Ancora un altro grazie sincero e ammirato...


    Stammi bene anche tu:)

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  11. @maria pia: ciao, carissima. Fai bene a godere degli ultimi scampoli estivi. Il tuo viaggio itinerante deve essere stato una meraviglia...

    Sono stracontenta per te:)


    Io ricomincio mercoledì, ore 9, ma rientro domenica mattina a casa...


    Buona fine estate:)

    salutoni

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  12. Post nutrito. La parte sugli egizi l'ho divorata.


    mi piace la Storia.


    Ciao ed un bacio!

    Daniele il Rockpoeta

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  13. Ciao, Daniele. Ne sono contenta. La storia è una materia splendida. Piace molto anche a me.


    A presto!

    Un abbraccio:)

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  14. utente anonimo30 agosto 2008 15:37

    Ciao prof! Passavo per fare un saluto e ne ho approfittato per leggere questo articolo. Non c'è che dire, è interessantissimo e istruttivo. Complimenti al sig. Gaetano, come sempre.

    E un saluto a lei prof!!!


    Ciao!


    Miriam A.

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  15. Ciao, Miriam! Che piacere avere tue notizie:). Hai ragione: l'articolo di Gaetano merita come sempre e sono contenta che tu l'abbia apprezzato...


    Ricambio il saluto:).


    A presto!


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  16. Ciao Miriam, che piacere risentirti!

    Mi fa piacere che ti sia piaciuto leggere il mio articolo, grazie.

    Gaetano



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  17. Ciao Annarita, come va??? o letto quasi tutto l'articolo, è molto suggestivo. A me la storia piace molto

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  18. Grazie Gaetano. Grazie Annarita. Colmate sempre la mia ignoranza. A Parigi sono stato ore a guardare il pendolo di Foucault, ipnotizzato, come pure incantato sono rimasto ad osservare la cosiddetta "Lampada di Galileo" nel duomo di Pisa, dove il fisico e altro pisano intuì la legge del pendolo. Ero studente liceale quando con la mia ragazuola bolognese sono entrato nel duomo di San Petronio, a Bologna, e' scoperto la sua meridiana , un’eccezionale strumento astronomico, tracciata nel 1655 dal famosissimo Gian Domenico Cassini. Dimenticai Fernanda, questo il suo nome, la quale dopo un' ora, stanca di essere stata soppiantata dallo strumento del Cassini, mi riporto alla realta' stampandomi un bacio sulle labbra, incurante del luogo.

    Vale

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  19. Pier Luigi senti questa su quel bacio.

    La mia ipotesi sull'inclinazione della caduta dei gravi, allegorizzata dallo scriba Ani con la disposizione del telaio di pesatura, io l'ho accostata per simpatia al clinamen di Epicuro, rifacendomi alla concezione atomistica di questi (ma sembra che sia di Democrito, non importa).

    Secondo tale teoria gli atomi che scendono perpendicolarmente si incrociano e si legano dando vita ai corpi, perché alcuni gruppi di atomi deviano dalla loro perpendicolare, acquisendo una certa inclinazione, o clinamen, che permette tale incrocio.

    Ecco che Maat, dea della verità (la piuma del piatto del bilico di Ani) ti ha trattenuto alla vera vita, che stava per perdersi per cose, interessanti ma non al confronto dell'amore. E così due anime, attraverso due "atomi" si incontrano e si saldano per un bacio che non si dimentica mai.

    Il ricordo trova appunto in questi due atomi uniti per sempre, una sorta di rebis filosofale, la memoria.

    Ciao e grazie della stima,

    Gaetano

    RispondiElimina
  20. Commentatore anonimo n.16. Mi fa piacere che l'articolo sia stato di tuo gradimento, ma non so chi tu sia...


    Se lasciassi un segno della tua identità...

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  21. Pier Luigi, il bacio di Fernanda è stato tempestivo;)


    Gaetano, la tua argomentazione sul famoso bacio è alquanto suggestiva e poetica, in un certo senso!


    un abbraccio a entrambi:)

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  22. Gaetano e Annarita non avrei mai immaginato che un bacio sottindendesse tutto quello che ha scritto il nostro.

    Potrei aggiungere

    ''amor, inenarrabilis aetatis et luminis, formanque non satis ab hominibus intellecta''.

    Voi non avete bisogno della traduzione. Gli altri? Cinicamente non traduco, chi non sa il latino si faccia aiutare.

    Carissimi io piu' che alla matematica ', alla fisica, sto sulla chimica, cioe' ritengo che l' incontro tra due esseri e' come il contatto tra due sostanze chimiche: se c' e' una reazione, entrambe ne vengono trasformate''.

    Mi chiedo e domando: quel bacio lo si potrebbe considerare come un ripasso della materia? Eravamo in quarta liceo scientifico, anno in cui si studia la chimica.

    Interessante teoria e ipotesi. Approfondiro' l' argomento.

    Vale

    RispondiElimina
  23. Pier Luigi, hai visto che cosa può sottointendere un bacio...


    certo la creatività di Gaetano non è da tutti!


    In quanto alla chimica dell'incontro tra due esseri è un'ipotesi suggestiva quanto quella fisica, però, se devo essere sincera...a me piace credere ad un'alchimia di sentimenti, corrispondenza e incontro di bisogni dell'anima...insomma qualcosa di più misterioso e affascinante...


    vale


    RispondiElimina
  24. ''un'alchimia di sentimenti, corrispondenza e incontro di bisogni dell'anima...insomma qualcosa di più misterioso e affascinante... '', la mia metafora non e' altro che il tuo concetto.

    Per stare sul romantico aggiungo che l' amore e' l' estate della vita, che arriva impetuosa, dopo l' inverno, senza essere stata preceduta dall' intermezzo primaverile.

    Meno male che una parte del post e' dedicato al IL PAPIRO DELLA PESATURA DEL CUORE.

    Io ero partito dal pendolo di Foucault, dalla lampada di Galilei e dalla meridiana di San Petronio, il bacio di Fernanda era un semplice accessorio che mi aveva tolto dallo stato ipnotico procuratomi dallo strumento di Gian Domenico Cassini.

    Ragazzi questo e' il bello della scienza saper vedere dove gli altri nemmeno osano.

    Vale

    RispondiElimina
  25. "Ragazzi questo e' il bello della scienza saper vedere dove gli altri nemmeno osano."


    Bella questa riflessione, Pier Luigi!


    Vale:)

    RispondiElimina
  26. Gaetano, stupenda lezione! Non finisci mai di stupirmi...però io volavo molto più basso, e realisticamente, mio caro amico;)


    Per quanto riguarda l'articolo Sos "Acqua" di Pier Luigi, speriamo che non si debba fare capo all'Alchimia per risolvere la grave questione...


    Un grazie e un grato abbraccio, come sempre:)


    annarita

    RispondiElimina
  27. Alla dotta lezione di Gaetano, al quale confido tra le colonne del tempio, dell' intelletto, che anche io sono un cultore dell' opera di Ermete Trimegisto, che ho letto interamente il Corpus Hermeticum (Pimander e Asclepius), non posso che rispondere dottamente utilizzando le parole con le quali gli ermetici e i paracelsisti non si stancavano di combattere per la liberta' della ricerca:

    ''Libertatem humani ingenii, Naturae Lumen, discernendi judicandique facultatem, homines hominibus eripere non debent, desiit enim Monarchia Graecorum’',

    e di credere nella potenzialita' dell' ingegno

    ''Aetas posterior priori amplius erudiendae lavoravit, et ipsae scientiae cum ingeniis crescunt; neque dubium, plura adhuc delitescere in Sapientiae et Naturae thesauris occlusa, sagacium hominum conatibus eruenda, quam quae nostris sensibus sunt pervia''.

    Sono andato oltre leggendo gli estratti di Giovanni Stobeo (V secolo d.C.), il quale raccolse 27 frammenti ermetici e li inserì nella sua antologia ("Florilegium") dedicata al figlio Massimo. Tra i più importanti estratti ermetici di Stobeo, si può ricordare "La vergine del mondo". Inoltre ci sono riferimenti ad opere ermetiche nei padri della Chiesa ( 25 frammenti) e in filosofi pagani e cristiani come Eusebio, Lattanzio, S.Cirillo, Giovanni Lido, Zosimo, Fulgenzio, Giamblico ( di questi ultimi tre autori possediamo 3 frammenti ), Sant'Agostino (già citato) ecc. Inoltre molti riferimenti all'ermetismo sono attribuiti all'imperatore Giuliano l'Apostata. In tutti questi testi troviamo ampi riferimenti all' amore, di cui il bacio e' una manifestazione. Soprattutto possiamo comprendere il principio formale che da' sostanza alle realta' corporee, e capire la sostanza dell' anima, cioe arrivare alla struttura dell' universo alla cui base, cioe al grado inferiore, e' la materia, concepita, seguendo Avverroe', come pura quantita': ''la materia non ha di per se' nessuna forza che possa produrre le forme'', diversamente da chi come Avicebron, la concepisce come ''sostanza produttrice di forme, fonte piuttosto che soggetto delle forme''.

    Alla alchimia si possono avvicinare le Upanisad, un gruppo di 108 trattati filosofici, in prosa e in versi, che compaiono in epoche differenti, suddivisi come conclusione o chiosa filosofica ai quattro libri dei Veda.

    Quella che ci interessa e' la Mundaka Upanisad dove vengono ammessi gli ambiti della conoscenza. Da un lato ci sono le scienze inferiori, dall' altro la scienza superiore, il cui oggetto e la conoscenza del Brahman, dove si cela ogni entita'., il mio Se' e il Se' del Cosmo. Molto simile alla ricerca alchemica e alla ricerca della pietra filosofale.

    Tutto questo riporta al bacio, all' amore, all' unione di corpi.

    Caro Gaetano, fratello in scienza, hai aperto la stura a un bel dibattito.

    Sorellina hai visto che cosa hai combinato ospitando l' articolo di Gaetano e le elucubrazioni commentarie di PLZ.

    Vale

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  28. Caro Pier, non posso che essere felice di questa bella e arricchente discussione. La tua lectio è altrettanto interessante e dotta di quella di Gaetano.


    Grazie a entrambi, cari amici!:)


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  29. Grazie a te. I post dei tuoi blog spesso, l' ho gia' scritto, mi costringono a studiare per colmare le lacune, le voragini di lacune.

    Vale

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  30. Grazie, Pier Luigi,...anche se non credo a "queste voragini"...

    RispondiElimina
  31. utente anonimo19 ottobre 2008 09:47

    ...io volevo la forza di gravità... non il papiro degli egizi...

    RispondiElimina
  32. Caro anonimo n. 32, si fa presto a pretendere senza presentarsi! Pubblico il commento solo per dire che i commenti anonimi non saranno presi in alcuna considerazione da adesso in poi e quindi saranno eliminati direttamente.


    Precisato questo, se ti interessa la forza di gravità basta che tu vada su wikipedia e trovi quello che cerchi. Anzi ti lascio l'url, che tra l'altro è linkato all'interno del post (quindi anche frettoloso e superficiale nella lettura!):


    http://it.wikipedia.org/wiki/Caduta_dei_gravi


    Questo articolo, che è un piccolo gioiello per il quale non finirò di ringraziare l'amico Gaetano, va ben oltre la forza di gravità!

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  33. utente anonimo30 ottobre 2008 10:12

    Interessante pensare che ghi egizi siano riusciti ad utilizare il peso come energia cinetica che dava la possibilita di spostare il peso utilizando la forza di gravita.

    Quello che fanno i petrolieri con le pompe di estrazione da grandi profondita UTILIZO del peso e delle leve per i loro scopi .

    Che naturalmente i comuni mortali non debbono conoscere.

    cordiali sauti.

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  34. Davvero affascinante e "ingegnoso" il collegamento tra la pesatura del cuore dell'antico Egitto e le leggi fisiche citate, anche se onestamente credo che Ani avesse tirato la riga storta...se guardate l'illustrazione successiva quelle colonne verticali a strisce bianconere fanno una curva nella parte sommitale e comunque è più probabile un tocco di estro da un "artista del tempo" (il nostro Ani) che un voluto richiamo a deviazioni causate dalla rotazione terrestre.

    Poi concordo con il dire che uno scienziato deve vedere più in là delle persone comuni, ma deve fare attenzione a non guardare oltre l'oggetto d'interesse altrimenti tutto diviene effimero ed irreale e ciò è senz'altro poco scientifico...ma certamente stupendo!

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  35. @commentatore n.35 (tale adriano):


    Poi concordo con il dire che uno scienziato deve vedere più in là delle persone comuni, ma deve fare attenzione a non guardare oltre l'oggetto d'interesse altrimenti tutto diviene effimero ed irreale e ciò è senz'altro poco scientifico...ma certamente stupendo!


    Perfettamente d'accordo con le tue considerazioni! Peccato che la tua home non porti da nessuna parte!

    RispondiElimina
  36. Ho inserito il mio nome nella casella blog semplicemente per lasciar traccia della mia "identità", certo sarebbe stato meglio aggiungerlo in fondo al messaggio per evitare equivoci :), potrebbe essere un segno del mio estro paragonabile all'inclinazione (forse voluta) data da Ani al telaio di pesatura.

    Comunque se dovessi fare altri interventi inserirò il mio nome alla fine del messaggio anche per renderlo visibile agli altri lettori.


    a presto!


    (tale Adriano)

    RispondiElimina
  37. Caro Adriano (senza il tale!;), va benissimo così.


    Aggiungo che è un piacere leggere commenti arguti come il tuo, per cui mi auguro che tu voglia passare di tanto in tanto da questo blog.


    Ti segnalo un altro mio blog didattico:


    Matem@ticaMente


    A presto!

    annarita

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