venerdì 25 aprile 2014

Astrofotografia: Pini Secolari, Via Lattea, Costellazione Del Sagittario, Corona Australe

Fonte immagineCrediti: NASA/JPL-Caltech/ESO/R. Hurt

L'Astrofotografia è una disciplina affascinante, che, praticata ad alto livello, ci offre delle immagini spettacolari e mozzafiato! È il caso di questo spettacolare scatto (che potete ammirare alla fine del post), opera dell'astrofotografo Alexis Burkevics, che è riuscito a catturare la magia dei pini secolari californiani e di un cielo da urlo, in cui possiamo ammirare la Via Lattea, la Corona australe e la Costellazione del Sagittario. L'insieme crea un'atmosfera incantata e quasi irreale, sicuramente di grande impatto emozionale.

Altrettanto sicuramente, non mi lascio sfuggire l'occasione per fornirvi alcune informazioni sugli oggetti astronomici citati, dato che stiamo trattando a scuola l'Astronomia. Ragazzi di 3°B mi rivolgo a voi, naturalmente!

Della Via Lattea, avete già sentito parlare in diverse occasioni. Ricordate, comunque, che è la Galassia in cui si trova il Sistema Solare. Si tratta, come rivelato nel 2005 dalle nuove osservazioni a raggi infrarossi del telescopio spaziale Spitzer della NASA, di una galassia a spirale barrata di tipo SBbc, secondo la classificazione di Hubble. Insieme alla Galassia di Andromeda sono un sistema binario di gigantesche galassie a spirale appartenenti ad un gruppo di 50 galassie strettamente legate, conosciuto come il Gruppo Locale, a sua volta facente parte del Superammasso della Vergine.

È formata da un bulge o centro galattico, dal disco galattico, dai bracci di spirale e dall'alone galattico.

Il suo diametro è compreso in un intervallo di 100.000-120.000 anni luce. Si stima che contenga dai 100 ai 400 miliardi stelle e almeno altrettanti pianeti. Il sistema solare si trova all'interno del disco, a circa 27.000 anni luce dal centro galattico, sul bordo interno di una concentrazione di gas e polvere a forma di spirale, chiamata Braccio di Orione. Le stelle presenti nella zona più interna formano un rigonfiamento e una o più barre che si irradiano dal rigonfiamento. Il centro è caratterizzato da una intensa radio sorgente chiamata Sagittarius A*, che gli scienziati ipotizzano sia un buco nero supermassiccio.

Fonte: Wikipedia
Dalla Terra, che si trova, come scritto prima, all'interno di uno dei suoi bracci di spirale, la Via Lattea, avente una luminosità superficiale relativamente bassa, appare come una striscia chiara di luce bianca, che attraversa l'intera volta celeste, perché la sua struttura a forma di disco è vista dall'interno della Galassia stessa. 
Dal nostro punto di osservazione, la regione visibile del piano galattico della Via Lattea occupa un'area di cielo che comprende 30 costellazioni; il centro galattico si trova nella direzione della costellazione del Sagittario.
(A sinistra nella foto, una vista della Via Lattea in direzione della costellazione del Sagittario, compreso il Centro Galattico, da una zona priva di inquinamento luminoso, il Black Rock Desert, Nevada)

Nel passato, gli astronomi pensavano che tutte le stelle dell'universo fossero contenute all'interno della Via Lattea. Dopo il grande dibattito, avvenuto nel 1920, tra gli astronomi Harlow Shapley e Heber Curtis, le osservazioni di Edwin Hubble dimostrarono definitivamente che la Via Lattea è solo una delle tante galassie.

Stelle e gas, in una vasta gamma di distanze dal centro galattico, orbitano ad una velocità di circa 220 chilometri al secondo. La velocità di rotazione costante è in contraddizione con le leggi della dinamica kepleriana e suggerisce che gran parte della massa della Via Lattea non emette o assorbe radiazioni elettromagnetiche. A questa massa è stato dato il nome "materia oscura".

Il periodo di rotazione è di circa 240 milioni di anni rispetto alla posizione del sole. La Galassia nel suo complesso, che ha una massa pari a 1,0-1,5 × 10^12 masse solari, si muove ad una velocità di circa 600 km al secondo, rispetto ai fotogrammi extragalattici di riferimento. La più antica stella conosciuta nella Via Lattea ha un'età di circa 13,6 miliardi anni e, quindi, deve essersi formata poco dopo il Big Bang.

La prima immagine, in apertura del post, è una dettagliata rappresentazione artistica che mostra la strutttura della Via Lattea, tra cui la posizione dei bracci a spirale e di altre componenti come il rigonfiamento centrale. Questa versione dell'immagine è stata aggiornata per includere le più recenti mappe della forma del rigonfiamento centrale, ottenute dai dati della survey del telescopio VISTA dell'ESO, all'Osservatorio di Paranal dell'ESO. 

Passiamo alla costellazione del Sagittario e della Corona australe.

Fonte immagine

La Corona Australe (nell'immagine sopra) è una costellazione dell'emisfero australe. Il suo nome latino, Corona Australis, significa "corona del sud", ed è la controparte meridionale della più brillante Corona Borealis, la corona settentrionale. Fa parte delle 48 costellazioni elencate nel 2° secolo dall'astronomo Tolomeo, ed è una delle 88 costellazioni moderne. 


Corona Australis è una piccola costellazione confinante con il Sagittarius a nord, con lo Scorpius a ovest, con il Telescopium a sud, e con Ara a sud-ovest. La sigla di tre lettere per la costellazione, adottata dalla International Astronomical Union nel 1922, è CrA.

Pur non essendo una costellazione luminosa, la Corona Australis è comunque caratteristica per il suo modello facilmente identificabile di stelle, a forma di ferro di cavallo. Anche se non presenta stelle con magnitudine superiore a 2.4, ha ancora 21 stelle visibili ad occhio nudo (di magnitudine superiore a 5,5), che la rendono la seconda costellazione più brillante, visibile ad occhio nudo. Qui, sono consultabili le stelle della Costellazione, che contiene alcune stelle doppie. Tra queste, in particolare, sono da segnalare Gamma Coronae Australis, con due componenti gialle; Kappa Coronae Australis, formata da due stelle bianco-azzurre; Lambda Coronae Australis, una stella bianca di magnitudine 5 con una compagna lontana di magnitudine 9.

Fonte immagine

Il Sagittario  è una delle costellazioni dello zodiaco (anch'essa elencata da Tolomeo nelle sue 48 costellazioni) e rimane una delle  88 costellazioni moderne. Il suo nome latino significa arciere ed è comunemente rappresentato come un centauro che tende un arco. Si trova tra Scorpione e Ofiuco a ovest e Capricorno ad est.

Osservate dall'emisfero settentrionale, le brillanti stelle della costellazione formano un asterismo facilmente riconoscibile, noto come "Teiera". Le stelle δ Sgr (Kaus media), ε Sgr (Kaus Australis), ζ Sgr (Ascella), e φ Sgr (Nanto) formano il corpo della pentola; λ Sgr (Kaus Borealis) è il coperchio; γ2 Sgr (Alnasl) è la punta del beccuccio della teiera; σ Sgr (Nunki) e τ Sgr formano il manico (la stella luminosa più vicina alla possibile origine del segnale Wow!).

A contrassegnare il fondo del "manico" della teiera (o la zona delle spalle dell'arciere) sono la brillante stella (magnitudine 2,59) Zeta Sagittarii (ζ Sgr), denominato Ascella, e la più debole Tau Sagittarii (τ Sgr).


Per completare la metafora della teiera, in buone condizioni di visibilità, una zona particolarmente densa della Via Lattea può essere vista salire in un arco a nord-ovest, sopra il beccucio, come un soffio di vapore che risale da una pentola bollente.

E infine, ecco a voi lo splendido scatto dell'astrofotografo Alexis Burkevics.

3 commenti:

  1. Un post molto bello e ricco di informazioni. Grazie.

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  2. alessia muccinelli 1b27 aprile 2014 21:00

    buonasera PROF!
    post davvero molto interessante anche se in questo momento non stiamo studiando ASTRONOMIA forse mi piace perchè le stelle mi stupiscono sempre anche se non riesco mai a trovare le costellazioni! post ripeto molto bello !
    buona serata e a DOMANI!

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  3. SERENA MARCHITELLI 1B28 aprile 2014 17:40

    Buon pomeriggio prof, post molto bello e anche le foto è stato un po' difficile capire tutto perchè non abbiamo ancora studiato astronomia ma penso che in 3 capirò meglio. Per ora mi accontento di sapere quello scritto in questo post.
    A domani e buona serata

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