lunedì 19 ottobre 2009

Strumenti Del Web 2.0 A Scuola

Cari colleghi e cari lettori, vi segnalo un articolo pubblicato sul n.9, 15 Gennaio 2008, della rivista Scuola e Didattica, e da me redatto in qualità di collaboratrice della suddetta rivista.

L'articolo affronta la delicata relazione tra il Web 2.0 e la scuola e ne delinea i possibili scenari ai fini di un contributo significativo del primo a favore della seconda, al di là di effimere mode del momento.

Per quanto mi riguarda, sono arrivata al blogging soltanto a fine maggio 2007, periodo di nascita dei miei due blog didattici, Scientificando e MatematicaMente, per l'esigenza di sperimentare un ambiente di apprendimento alternativo alla tradizionale didattica, basato sull'interazione, che possiede, per gli alunni, come punto di forza il potere gratificante legato alla pubblicazione di articoli personali o realizzati in gruppo. I miei alunni, infatti, partecipano attivamente alla vita dei due blog con i loro contributi.

Vi lascio alla lettura del documento, restando in attesa dei vostri commenti per un confronto costruttivo.

Scaricare il documento, cliccando su questo link.


27 commenti:

  1.  Articolo davvero interessante.
    Certamente siamo agli inizi di una nuova fase scolastico-educativa, dove agli insegnamenti del passato, tramite le tradizionali forme, bisogna aggiungere questo moderno, questo nuovo medio che è la rete, internet, i blog, i siti. E la scuola deve, per forza maggiore, tenerne conto, la scuola deve adeguarsi ai tempi, magari cambiando e modellandosi ai nuovi stili disponibili: rinnovarsi è d'obbligo!
    La cultura, una volta rilegata solo ai ricchi, adesso, da qualche centinaio di anni, è alla portata di tutti e sarebbe un torto non prenderne atto e non adoperarla a buoni fini. 

    I due tuoi blog, tematici, sono d'esempio, fanno quasi da apri-strada a tutti coloro che desiderano avvicinarsi al computer e alla rete. L'insegnamento, preparato a casa dagli insegnanti, spiegato a scuola, viene, o potrebbe venire, approfondito tramite, appunto, tali mezzi.
    La rete offre tanto, bisogna, a tal punto, educare il ragazzo ad adoperarla correttamente, inducendolo a non fermarsi al primo sito incontrato, a alla prima ricerca effettuata, ma incoraggiandolo a cercare ancor più, approfondire, validare, convalidare, vagliare, criticare, ragionare...

    Complimenti.
    Rino, ammirandoti.
     

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  2. utente anonimo19 ottobre 2009 20:33

    Prof. Annarita, sono Marco di Genova (terza media). Io ho sempre avuto poca simpatia per la matematica, lo sa bene perché la seguo da due anni. Le scienze mi piacciono di più, ma a scuola è una pizza! Se la mia insegnante avesse un blog per noi alunni, come lei, sono sicuro che queste materie mi piacerebbero di più.

    A presto. Marco

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  3. La mia esperienza di blogger nasce undici mesi fa, considerato che mi occupo di informatica da 15 anni, è una nascita tardiva. Per anni nella mia attivtà di documentazione nella scuola come funzione strumentale, ho indicato la necessità di aprire le pagine dei quaderni al territorio, perchè è nelle pagine dei quaderni e pertanto negli elaborati degli alunni, anche in forma di learning object, che si incontrano l'insegnamento-apprendimento, la didattica e il contenuto.
    Nel mio blog troverai spesso le pagine di quaderno dei miei bambini e le foto della mia lavagna, il mio strumento privilegiato di comunicazione dove disegno, dove disegnano i bambini, dove concordiamo le cose da scrivere partendo dal contenuto  proposto da ciascuno e mediandolo per giungere ad una frase collettiva.
    Il blog è diventato una sorta di diario della nostra vita scolastica, e una fucina di produzione dei materiali che i lettori scaricano tramite i download. 
    I bambini  visitano il blog assieme ai genitori, ritrovano i loro lavori, i loro disegni, i genitori  conoscono così la mia filosofia delll'insegnamento che parte da una visione ecologica del mondo e del bambino.
    I genitori in questo modo sono sempre informati non solo circa il contenuto ma anche che è molto più importante, sulla metodologia.
    Il nostro blog, pur utilizzando il web 2 è molto centrato sul fare con le mani, sul pensiero creativo e divergente, sulle diverse intelligenze. L'informatica è diventata per noi un mezzo e non il fine,  apre porte comunicative fra scuola e famiglia, fra altre classi, altri alunni, altri docenti e sulla società.
    Infine, ma non meno importante, è diventato per me un terreno di riflessione interiore grazie ai commenti e al confronto  che mi spingono a cercare nuove forme di  didattica,  sul modo di appassionare i bambini al sapere,  sulla metodologia, sulla sperimentazione di  strade inusuali per imparare mantenendo viva la curiosità. Ho imparato ancora di più il rispetto per quelle pagine di quaderno che rappresentano l'universo infantile, ogni errore o dimenticanza è segno di qualcosa, di un modo di essere o anche e spesso di più di un pensiero che disturba.
    Un blog è quindi anche una cartina di tornasole perchè se entra nel merito delle metodologie diventa uno strumento di analisi dei propri comportamenti come docente. L'errore da evitare (come sempre nella scuola) è l'autoreferenzialità anche nei blog. Per il resto è una opportunità da cogliere con e per i bambini, alunni e studenti di tutti gli ordini di scuola.

    A presto un caro saluto
    Rosalba

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  4. E' un'innovazione che incentiva gli alunni all'apprendimento e li stimola alla ricerca e al perfezionamento delle materie scientifiche. Il blog Scientificando essendo fornito di interessanti segnalazioni ricche di post e video inerenti alle materie, sprona ed incuriosisce. E' una finestra sul mondo nel campo della ricerca e dei suoi eventi. I ragazzi sono motivati allo studio in quanto trovano in rete una vetrina interessante vicina al loro mondo interattivo. Il blog è sicuramente un ottimo mezzo didattico, non una moda del momento,e tu Annarita lo curi con estrema professionalità e competenza, ma soprattutto passione.
    Complimenti sinceri.

    annamaria

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  5. Che dirti Annarita!?Con questo articolo sfondi una porta aperta (quella della mia aula virtuale), infatti ho appena discusso una tesi di laurea dal titolo "Oltre l'aula:ambienti  virtuali per espandere tempi e spazi dell'apprendimento formale", in cui ho relazionato l'espereinza mia e dei miei alunni in un ambiente di apprendimento virtuale che affianca ed integra quello reale in classe.
    Come sono arrivata a questo? Innanzitutto con una formazione specifica sul valore aggiunto delle tecnologie nella didattica, con la mia immersione personale nel web 2.0 in cui sono stata contaminata  e trascinata dalle esperienze veicolate attraverso i blog di insegnanti-persone straordinari come Annarita, Paola, Maria teresa, MariaPia, Giovanna, Elisa, Carmelo, Antonio.........e tantissimi altri.....,. Un terzo aspetto che mi ha fatto approfondire la tematiche è stato l'uso specifico di un ambiente di apprendiemnto virtuale: una piattaforma Moodle che mi ha permesso di vivere in prima persona  le potenzialità straordianrie offerte da un ambiente di apprendimento virtuale.
    E già perchè il punto cruciale è proprio questo: bisogna arrivare al concetto di ambiente di apprendimento che per essere efficace deve seguire la regola delle 3 C : contesto, collaborazione, costruzione.
    Questo vale per l'ambiente reale ed è tanto più possibile in quello virtuale, sia esso blog o piattaforma. Questi ambienti costiutiscono infatti un contesto particolarmente motivante, in cui confrontarsi su probelmatiche concrete, attraverso forme di comunicazione e collaborazione molto più reali di quelle in presenza( chat, forum,commenti) che permettono di giungere ad una co-costruzione della conoscenza per mezzo di negoziazioni, metacognizione, modificazione e ristrutturazione dei concetti.
    Tutto questo può avvenire in ambienti chiusi, protetti, (lepiattaforme appunto) o in forma aperta utilizzando liberamente gli strumenti del web 2.0. Io ho scelto l'ambiente chiuso perchè lavoro con bambini molto piccoli. Nella piattaforma inserisco gli strumenti che più mi interessano, che seleziono di volta in volta, in base all'obiettivo da raggiungere. (forum, wiki, mappe di google, risorse multimediali, questionari on-line...)
    Utilizzo invece il blog per finalità diverse: dal punto di vista didattico per depositare e condividere le esperienze più significative della vita di classe (i commenti sono pura meta-cognizione), dal punto di vista formativo professionale per raccogliere spunti e approfondimenti e condividerli con la comunità professionale che transita nel mio spazio, dal punto di vista personale per raccontare qualcosa di me, per comunicare esperienze, emozioni, eventi.
    Tecnologia dunque per aggiungere valore alla NOSTRA  PRATICA  e alla NOSTRA VITA!!!

    Non è una frase retorica, ci credo, ci credo fermamente....
    Sono felice di essere in questo spazio che mi permette di leggerti, di leggere le espereinze di molti altri colleghi, di esprimere le  mie idee, esperienze, considerazioni.....grazie al web 2.0....
    Un abbraccio a tutti!
    france

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  6. Ciao annarita, ho lettto i ltuo articolo e l'ho trovato molto interessante.
    Usare un blog per dare informazione e contemporaneamente permettere ai tuoi alunni di usarlo per pubblicare le loro esperienze lo trovo un binomio molto positivo, è un modo per stimolare il loro interesse verso una disciplina.
    Per quanto riguarda l'utilizzo del blog come mezzo di divulgazione lo trovo molto positivo, per chi come me si occupa di storia locale è l'unico modo per divulgare e trascrivere notizie che altrimenti andrebbero perse, la memoria storica locale, purtroppo, rischia di andare perduta.
    Ho associato al blog  Facebook, che uso solo come mezzo per raggiungere con le mie notizie chi mi è amico e che non leggerebbe i miei articoli direttamente dal blog, ho riscontrato un aumento dei miei lettori con questo rimbalzo delle notizie, e non posso che essere contenta soprattutto per la storia...
    Per concludere ti dico che per me sei un esempio da seguire;))
    ciao e lieta serata, roberta.

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  7. la mia esperienza di blogger iniziò circa 8 anni fa quindi mi reputo una veterana. Ho fatto esperienza di blog sia per hobby personale che per utilizzi didattici. Il risultato più bello l'ho ottenuto con una seconda media che pubblicava i propri lavori online e poi, per caso, conobbe online un'altra classe di alunni della stessa età e così nacque l'occasione di un gemellaggio Toscana (noi) . Sardegna (loro) con tanto di scambio .. Un' esperienza indimenticabile!
    Ultimamente uso molto meno le risorse tecnologiche perchè ho tutte le ore di insegnamento frontale  e le classi sono sempre molto numerose ..
    Mi piacerebbe molto discutere con te di tutto ciò .. penso che sarebbe davvero molto interessante perchè tu sei una persona ricchissima di risorse e di idee..
    Buon lavoro e un abbraccio,
    Licia (Alidada)

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  8. Dopo più di cinque anni, il blog Splash ragazzi segue, sia pure non quotidianamente, l'attività didattica in classe, né è traccia e testimonianza, cassetto della memoria ma anche stimolo, un'esperienza che fa sentire protagonisti gli alunni e che apre a contatti e scambi. Seguire un link non è solo un fatto meccanico, apre un piccolo mondo fatto anche di persone che si pongono in contatto, interagiscono e comunicano.
    I bambini stessi a volte hanno coinvolto i genitori e persino i nonni in questa esperienza, il blog si è rivelato un'opportunità per le famiglie di venire a conoscenza del "modo di fare scuola" che spesso resta nascosto.

    Non solo Il blog ma anche il complesso delle tecnologie digitali e degli strumenti che la rete offre sono ormai irrinunciabili per un insegnante, mezzi da usare, senza eccessiva enfasi, vero, ma neppure senza sottovalutarne le grandi possibilità.

    Un caro saluto
    r.

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  9. Cara Annarita, hai scritto un articolo veramente unico, completo ed interessante.
    Io non sono un'esperta di blog perché ho un sito, ma in questi anni che navigo, mi sono resa conto che i blog rappresentano una risorsa e una ricchezza inestimabile.
    Il blog è facilità di comunicazione, dinamicità, interazione... le persone, ma soprattutto  i ragazzi e i bambini sono affascinati da questo mondo, apprendono più facilmente.
    E' bello vedere molti blog didattici dove gli alunni scrivono i loro post quotidiani, raccontando la loro giornata scolastica e mostrando i lavori fatti in classe.
    Alcuni addirittura collaborano con altre scuole di altre città... e tutto questo è fantastico!
    Ho visto nascere amicizie fra ragazzini di scuole diverse, scambiarsi opinioni, confrontarsi...  e tutto questo viene fatto in gruppo, in collaborazione, consigliandosi l'un l'altro, creando qualcosa di magnifico che è l'unione.
    Un ringraziamento speciale va a te cara Annarita, e a tante altre tue colleghe che ho conosciuto in questi anni... per il gran lavoro che mettete a disposizione... per la passione, la professionalità... offrendo sempre il meglio!
    Un caro saluto
    Betty

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  10. utente anonimo20 ottobre 2009 00:02

    Ho letto l'articolo e mi sono soffermato su queste cose che ora riporto:
    «"...un'altra delle caratteristiche del Web 2.0, dell'Internet evoluto che ci troviamo davanti, è che emerge quasi spontaneamente quando i singoli nodi della rete hanno la possibilità di mettersi in contatto". Ci stiamo riferendo ai blog, network di persone su cui si appoggia il web 2.0, per arrivare ad alcune forme di microblogging cross mediale (vedi Tumblr www.tumblr.com).»

    E poi:
    «In definitiva, il Web 2.0 è nato nel momento in cui c'è stata la possibilità da parte delle singole persone di pubblicare facilmente su Internet, senza possedere particolari competenze tecnologiche, senza mediazioni di sorta: è il fenomeno, tutt'oggi in ascesa, dei Weblog personali o blog. I blog utilizzano CMS (Content Management System) semplificati, che consentono con un semplice clic di pubblicare online il contenuto. Tale opportunità ha fornito una "base" attiva di persone che pubblicano sul web, dando origine ad una vera e propria ragnatela; un network i cui i nodi sono singole persone. All'interno di questo network-ragnatela, i servizi di Web 2.0 possono proliferare e muoversi come "ragni" veloci alla ricerca di una utilità emergente, che si manifesta allorquando tutti i nodi della Rete cooperano in una qualche maniera (vedere gli esperimenti di geolocalizzazione riportati più avanti nell'articolo).»

    Mi ha colpito il concetto di network-ragnatela che non è nuovo se lo si confronta all'idea su cui si poggiano talune concezioni espresse da  Gregory Bateson, antropologo, sociologo, linguista e studioso di cibernetica britannico, il cui lavoro ha toccato anche molti altri campi.
    Strana combinazione, di lui ne ho parlato nel commento al post precedente a questo, Blog Action Day 2009 – Climate Change. Addirittura sorprendente se la si considera dal punto di vista del concetto della "ragnatela" postulato da te Annarita ma anche caro a Bateson attraverso il suo libro, VERSO UN’ECOLOGIA DELLA MENTE stampato nel 1977.
    Bateson così risponde a chi gli chiede «Che cosa intendi per Ecologia della Mente?».
    «Beh... più o meno sono le cose di vario tipo che accadono nella nostra testa e nel nostro comportamento... e quando abbiamo a che fare con altre persone... e quando andiamo su e giù per le montagne.... e quando ci ammaliamo e poi stiamo di nuovo bene...
    Tutte queste cose si interconnettono e, di fatto, costituiscono una rete che, in un linguaggio orientale, si potrebbe chiamare Mandala.
    Io mi sento più a mio agio con la parola Ecologia, ma sono idee che hanno molto in comune.
    Alla radice vi è la nozione che le idee sono interdipendenti, interagiscono, che le idee vivono e muoiono. Le idee che muoiono, muoiono perché non si armonizzano con le altre. E' una sorta di intrico complicato, vivo, che lotta e che collabora, simile a quello che si trova nelle boschi di montagna, composto dagli alberi, dalle varie piante e dagli animali che vivono lì - un'ecologia , appunto.
    All'interno di questa ecologia vi sono temi importanti di ogni genere che si possono enucleare e su cui si può riflettere separatamente. Naturalmente si fa sempre violenza al sistema nel suo complesso se si pensa alle sue parti separatamente; ma se vogliamo pensare dobbiamo fare così, perché pensare a tutto contemporaneamente è troppo difficile ...».

    Ben venga dunque "network-ragnatela", ove tu dimostri, cara Annarita, di possedere le giuste doti per diffonderla «per l'esigenza – come tu stessa dici – di sperimentare un ambiente di apprendimento alternativo alla tradizionale didattica, basato sull'interazione, che possiede, per gli alunni, come punto di forza il potere gratificante legato alla pubblicazione di articoli personali o realizzati in gruppo. I miei alunni, infatti, partecipano attivamente alla vita dei due blog con i loro contributi.».

    Ad maiora,
    Gaetano

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  11. Ciao Annarita, sempre i miei migliori complimenti. E' un piacere visitare i tuoi blog.
    Pensi sia possibile pubblicare la pagina sul mio blog?
    Ti ringrazio
    Saluti
    Rosa

    RispondiElimina
  12. Annarita, da pochi mesi ti seguo e sai che non sono uno studente in età scolare (i miei 66 anni mi consentono di dire di essere "molto" fuori corso).
    La mia formazione romantico/filosofica mi ha fatto odiare la tecnologia e il Web. Poi sono diventato grande (alcuni mesi fa).
    Ora penso che ogni persona, e a maggior ragione i giovani studenti, contenga un mondo incredibilmente suggestivo, che chiede di potersi esprimere, di essere soggetto che dilaga e oggetto assorbente, che riceve ed elabora e ritrasmette all'esterno il proprio elaborato, cercando conferme e critiche. 
    Per me questa possibilità si è aperta in età avanzata (da poco sono blogger), conto di vivere ancora molto, ma se avessi iniziato prima sarei una cosa diversa. Chissà, magari rinascerò.
    Insisti Annarita, la partecipazione dei tuoi alunni non è formale, hanno un nuovo modo per esprimersi, per affermare le prorie convinzioni e confrontarle in una platea più vasta.
    Ciao. 

    RispondiElimina
  13. Annarita,
    non sono insegnante ma vivo in una famiglia di insegnanti.
    Ricordo le volte che sono passata da te per leggerti, con un pò di curiosità e l'intenzione di metterti in contatto con gli insegnanti che mi vivono accanto.. Porre un quesito didattico e raccogliere gli interventi dei ragazzi , con la competenza e la naturale dedizione che ti rendono un'insegnante molto motivata, mi è sembrato un modo totalmente nuovo di fare scuola, rispetto a quello che ho visto finora.
    Questo strumento diventa quindi prezioso per tutti coloro che, nel campo  dell'insegnamento hanno intenzione di portare un rinnovamento tangibile ed a mio modestissimo avviso, non più procastinabile.
    So che dedichi molto tempo ai  tuoi blog didattici e probabilmente vivi il rapporto con i tuoi studenti con grande soddisfazione.
    Ti ammiro moltissimo e ti saluto affettuosamente.
    Sabina

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  14. Cara Annarita, come scrivevo da Rosy, non ho mai amato gli insegnanti forse perchè non ne ho mai trovati "compatibili" con me stessa.  Tu sei veramente speciale e vorrei veramente tornare piccola per averti come insegnante e amare di più la scuola. Leggo con immenso piacere, che il tuo impegno di divulgazione scientifica verrà premiato e la cosa mi rende molto felice. Con te ho imparate e imparerò tante cose interessanti. Grazie.
    Buona vita, Viviana

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  15. Caro, Rino sono d'accordo con la tua analisi. Il web e i suoi strumenti sono  una grossa risorsa che sarebbe miope non utilizzare correttamente.

    Ti ringrazio degli apprezzamenti.

    Un salutone:)

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  16. Ruben, gestire un blog non è difficile...basta iniziare. Il tempo è sicuramente una variabile da controllare adeguatamente, ma anche qui occorre operare delle scelte sostenibili.

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  17. Mary, le tue osservazioni sono realistiche. Ne abbiamo discusso all'interno del seminario.

    Sicuramente svolgere una corretta alfabetizzazione dei genitori in merito all'utilizzo  didattico dei blog è fondamentale. La politica scolastica dovrebbe essere mirata...senza di essa l'utilizzo dei blog non diventerà mai qualcosa di condiviso e accettato.

    RispondiElimina
  18. Annamaria, concordo: il blog è proprio una finestra sul mondo. Apre le porte delle aule e fa interagire con l'esterno.

    Uno strumento che motiva ad apprendere e favorisce la cooperazione tra pari.

    Un bacione
    annarita

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  19. Lo so, France, che con te sfondo una porta aperta! Concordo con la tua visione del blog come ambiente di apprendimento  dinamico!

    Ti ringrazio del contributo articolato e significativo.

    Un abbraccio
    annarita

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  20. Passo a dire la mia anche se in ritardo, me ne scuso. Mi sembra di capire che oramai il web sia diventato uno strumento imprescindibile per chi abbia voglia di imparare, sia giovanissimo che attempato. E, seppure ci fosse qualcuno che non ne sia convinto, basti pensare che per i tuoi ragazzi i tuoi blog sono diventati luogo di ripasso ed approfondimento interagendo in prima persona e spesso partecipando attivamente e direttamente alla redazione dei post medesimi. Complimenti, cara prof, mi auguro che il tuo intervento abbia fatto presa sui tuoi colleghi nella speranza  di veder migliorata la didattica in tutte le materie non solo quelle scientifiche. Un abbraccio ed un augurio grande di buon lavoro. Enzo

    RispondiElimina
  21. @alidada: piacerebbe anche a me discutere con te, mia cara. Non si può mai sapere...

    Focalizzandoci sugli strumenti del web 2.0, essi permettono sicuramente delle collaborazioni significative.

    Buon lavoro e un abbraccio anche a te:)

    RispondiElimina
  22. Non solo Il blog ma anche il complesso delle tecnologie digitali e degli strumenti che la rete offre sono ormai irrinunciabili per un insegnante, mezzi da usare, senza eccessiva enfasi, vero, ma neppure senza sottovalutarne le grandi possibilità.

    Concordo, Renata!

    Ti ringrazio del contributo.

    Un salutone
    annarita

    RispondiElimina
  23. Gaetano, ad maiora...sempre!

    Ti ringrazio del contributo, come sempre originale e significativo.

    Un abbraccio.
    annarita

    RispondiElimina
  24. Elisa, il tuo commento ha aggiunto valore alla discussione.La tua viva testimonianza apre un'ulteriore finestra sull'utilità del blog come strumento didattico.

    Un abbraccio e grazie.
    annarita

    RispondiElimina
  25. Ciao, Claudio. Condivido in pieno ciò che hai affermato nel commento.

    Ti ringrazio di aver ricordato il grande Sagan e di aver lasciato dei preziosi link ad altrettante informazioni.

    Un caro saluto
    annarita

    RispondiElimina
  26. Enzo, dici bene: il web è diventato uno strumento molto importante  a favore dell'apprendimento. I blog possono essere considerati, a pieno titolo, dei veri ambienti dinamici di apprendimento e  delle finestre sul mondo...

    Un abbraccio
    annarita

    RispondiElimina
  27. utente anonimo26 ottobre 2009 22:55

     grazie prof per la prossima volta le presenterò Ari la tartaruga


    a domani carlo 1b

    RispondiElimina

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