giovedì 21 gennaio 2010

Avatar: Un Film Importante E Che Dà Da Pensare?

Avrete sentito parlare di Avatar, il discusso film di James Cameron che sta spopolando dal 15 gennaio nelle sale di proiezione. Ebbene, mi ha colpito un articolo dedicato che ho letto ieri su Terranauta*, così, su gentile concessione della Redazione (che ringrazio), lo riporto integralmente su Scientificando.

Non esprimo le mie considerazioni perché mi interessa conoscere il vostro punto di vista spontaneo!


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“Concordo con i critici sul fatto che Avatar è grossolano, stucchevole e banale. Ma esso ci parla di una verità più importante — e più pericolosa — di quelle contenute in mille film indipendenti”.


avatarAvatar
, lo strepitoso film in 3-D di James Cameron, è profondo e al tempo stesso profondamente insulso. Profondo perché, come la maggioranza dei film sugli alieni, è una metafora sul contatto fra culture diverse. Ma in questo caso la metafora è cosciente e precisa: questa è la storia dello scontro fra gli Europei e le popolazioni native dell’America. È anche profondamente insulso perché architettare un lieto fine richiede un impianto narrativo così stupido e prevedibile da far perdere di vista il pathos intrinseco del film. La sorte dei nativi americani è molto più aderente a quel che la storia racconta in un altro recente film, The Road, nel quale i sopravvissuti fuggono in preda al terrore, votati come sono all’estinzione.

Ma questa è una storia che nessuno vuole sentire, poiché rappresenta la sfida al modo in cui noi scegliamo di essere noi stessi. L’Europa è stata massicciamente arricchita dai genocidi nelle Americhe; e sui genocidi si fondano le nazioni americane. Questa è una storia che non possiamo accettare.


Nel suo libro American Holocaust, lo studioso statunitense David Stannard documenta i maggiori episodi di genocidio di cui il mondo abbia mai avuto conoscenza. Nel 1492, nelle Americhe vivevano all’incirca 100 milioni di nativi. Alla fine del XIX secolo, quasi tutti erano stati sterminati. Molti di loro erano morti a causa delle malattie. Ma l’estinzione di massa era stata accuratamente progettata.


Quando gli Spagnoli arrivarono nelle Americhe, descrissero un mondo che difficilmente avrebbe potuto essere più diverso dal loro. L’Europa era devastata dalle guerre, dall’oppressione, dalla schiavitù, dal fanatismo, dalle malattie e dalle carestie. Le popolazioni che gli Spagnoli incontrarono erano sane, ben nutrite, pacifiche (con qualche eccezione come gli Aztechi e gli Inca), democratiche ed egalitarie. Da un capo all’altro delle Americhe i primi esploratori, compreso Colombo, sottolinearono la straordinaria ospitalità dei nativi. I conquistadores furono affascinati dalle costruzioni mirabili — strade, canali, edifici — e alle opere artistiche che trovarono laggiù, e che in alcuni casi superavano di gran lunga qualsiasi cosa essi avessero mai visto in patria.


Niente di tutto questo li trattenne dal distruggere tutto e tutti sul loro cammino.


La mattanza ebbe inizio con Colombo.colombo Fu lui a massacrare la popolazione di Hispaniola (ora Haiti e Repubblica Dominicana) servendosi di mezzi incredibilmente brutali. I suoi soldati strappavano i bambini dalle braccia delle madri e ne spaccavano la testa contro le rocce. Davano in pasto ai loro cani da guerra bambini vivi. Una volta impiccarono 13 Indiani in onore di Cristo e dei suoi 12 apostoli, «ad un patibolo lungo, ma abbastanza basso da permettere alle dita dei piedi di toccare il terreno evitando lo strangolamento […]. Quando gli indiani furono appesi, ancora vivi, gli spagnoli misero alla prova la loro forza e le loro spade, li squarciarono in un solo colpo facendo fuoriuscire le interiora, e c’era chi faceva di peggio. Poi gettarono intorno della paglia e li bruciarono vivi» [cit. da Bartolomé de Las Casas, History of Indies, trad. e cura di Andree Collard, Harper&Row, New York 1971, p. 94, in: David E. Stannard, Olocausto americano. La conquista del Nuovo Mondo, Bollati Boringhieri 2001, p. 136 — nota mia].


Colombo ordinò che tutti i nativi consegnassero un certo quantitativo di oro ogni tre mesi: ogni volta che qualcuno non lo faceva, gli venivano mozzate le mani. Nel 1535 la popolazione nativa di Hispaniola era passata da 8 milioni a zero: una parte delle perdite era dovuta alle malattie, una parte alle uccisioni, ma la maggioranza era dovuta alla morte per fame.


I conquistadores dispiegarono la loro missione civilizzatrice nell’America centrale e meridionale. Quando non riuscivano a rivelare dove fossero nascosti i loro mitici tesori, gli indigeni venivano frustati, impiccati, affogati, squartati, sbranati dai cani, sepolti vivi o bruciati. I soldati tagliavano i seni delle donne, rimandavano i nativi ai loro villaggi con le mani e i nasi mozzati appesi attorno al collo a mo’ di collana, e cacciavano con gli Indiani con i loro cani per sport. Ma moltissimi vennero uccisi dalla schiavitù e dalle malattie.


Gli Spagnoli scoprirono che era più conveniente far lavorare gli Indiani fino alla morte e poi rimpiazzarli, piuttosto che tenerli vivi: l’aspettativa di vita nelle miniere e nelle piantagioni andava dai tre ai quattro mesi. Nel giro di un secolo dal loro arrivo, circa il 95% della popolazione dell’America Centrale e Meridionale era stata annientata.


Nel corso del XVIII secolo, in California, gli Spagnoli sistematizzarono questo sterminio. Il missionario francescano Junipero Serra impiantò una serie di “missioni”: si trattava in realtà di campi di concentramento che utilizzavano il lavoro degli schiavi. I nativi erano raggruppati a forza in squadre e fatti lavorare nei campi, con un quinto delle calorie concesse agli schiavi afro-americani nel XIX secolo. Morivano di stenti, di fame e di malattia con spaventosa rapidità, e venivano continuamente rimpiazzati liquidando così le popolazioni indigene. Junipero Serra, l’Eichmann della California, è stato beatificato dal Vaticano nel 1988. Adesso gli manca soltanto di aver operato un miracolo per essere fatto santo.


jeffersonMentre gli Spagnoli erano guidati soprattutto dall’avidità e dalla brama di oro, gli Inglesi che colonizzarono il Nord America volevano la terra. In New England essi accerchiarono i villaggi dei nativi americani e ne massacrarono gli abitanti mentre dormivano. Mentre dilagava verso occidente, il genocidio veniva giustificato e sostenuto ai massimi livelli. George Washington ordinò la totale distruzione degli insediamenti e della terra degli Irochesi. Thomas Jefferson dichiarò che le guerre della sua nazione contro gli Indiani sarebbero proseguite finché ogni tribù non fosse stata «sterminata o sospinta al di là del Mississippi».


In Colorado, nel corso del massacro di Sand Creek, nel 1864, truppe paludate sotto bandiere di pace trucidarono gente disarmata, uccidendo bambini e neonati, mutilando i corpi e strappando alle vittime i genitali per farne borse da tabacco o appenderli come ornamento ai loro cappelli. Theodore Roosevelt definì questo evento «un’azione legittima e giovevole come quelle che accadevano solitamente sulla frontiera».


La mattanza non è finita: il mese scorso il Guardian riportava che in Amazzonia occidentale dei rancheros brasiliani, dopo aver ridotto in schiavitù parte dei membri di una tribù della foresta, avevano tentato di uccidere i superstiti.


Cionondimeno, i più grandi atti di genocidio della storia difficilmente turbano la nostra coscienza collettiva. Forse è questo che sarebbe accaduto se i Nazisti avessero vinto la seconda guerra mondiale: l’Olocausto sarebbe stato negato, giustificato o minimizzato nello stesso modo, e continuato. Le nazioni responsabili — Spagna, Gran Bretagna, Stati Uniti ed altri — non accetteranno il confronto, ma le soluzioni finali perseguite nelle Americhe sono state di gran lunga più efficaci. Coloro che le commissionarono o le avallarono sono e restano eroi nazionali o religiosi. Coloro che cercano di stimolare la nostra memoria sono ignorati o condannati.


avatar1Questo è il motivo per cui c’è chi odia Avatar. Sul Weekly Standard, John Podhoretz lamenta che questo film assomiglia a uno di quei «western revisionisti» in cui «gli Indiani diventano bravi ragazzi e gli americani teppisti» . Dice anche che questo spingerà gli spettatori a «fare il tifo per la disfatta dei soldati americani per mano dei ribelli». Ribelli è una parola interessante per definire il tentativo di resistere ad un’invasione: ribelle, come selvaggio, è il termine con cui definiamo qualcuno che ha qualcosa che noi vogliamo.


L’Osservatore Romano, ha bollato il film come «nient’altro che una parabola anti-imperialistica e anti-militaristica» .


Sul New York Times il critico liberal Adam Cohen celebra Avatar perché difende il bisogno di sapere la verità.


Esso rivela, dice lui, «il ben noto principio del totalitarismo e del genocidio — che è più facile opprimere quelli che non vediamo». Ma con meravigliosa e inconscia ironia egli deforma l’ovvia dirompente metafora, e sostiene che il film prende di mira le atrocità naziste e sovietiche. Siamo diventati tutti esperti nella nobile arte di non vedere.


Concordo con i critici sul fatto che Avatar è grossolano, stucchevole e banale. Ma esso ci parla di una verità più importante — e più pericolosa — di quelle contenute in mille film indipendenti.


Articolo di George Monbiot tratto da guardian.co.uk




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*Terranauta nasce dall’unione di Terra e Nauta. Con la prima parola abbiamo voluto focalizzare l’oggetto delle nostre attenzioni: il nostro Pianeta, Madre Terra. Studiare la Terra significa studiarne gli equilibri, le leggi, i capricci. Ma significa anche interrogarsi sulla sua natura e sui suoi frutti. Con la seconda parola, invece, abbiamo voluto indicare i soggetti delle nostre attenzioni, i veri protagonisti: l’Uomo, la Donna e gli altri Animali. Nauta, quindi, sta per cosmonauta, il viaggiatore dello spazio reale, ma anche per internauta, il viaggiatore dello spazio virtuale.

L’essere vivente, quindi, al centro degli studi. La Terra come contesto, come luogo in cui il primo si muove. Questa è la chiave con la quale interpretare il nostro lavoro. I nostri articoli, i nostri video, i servizi che offriremo, andranno interpretati come le diverse tappe di questo unico grande viaggio.


Il comitato scientifico di Terranauta.

19 commenti:

  1. utente anonimo21 gennaio 2010 22:32

    Rosy: ieri sera Luca è andato a cinema a vedere Avatar, la sala era strapiena e non e potuto entrare, pensa che veniva proietato in due sale tutte e due piene.
    A cinema io non ci vado e tu sai il perchè, ma non appena si possono fittare i CD, lo vedo anche io.
    Primo- perchè adoro i film di fantascienza, secondo  dopo aver letto il tuo post, la curiosità si è raddoppiata.

    Ciao cara Annarita e buonanotte.

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  2. Visto martedì.......la trama è semplice ma il riferimento a guerre stupide è  chiaro come quelle del Vietnam per esempio........
    comunque mi aspettavo qualcosa di meglio da un lavoro che dovrebbe essere durato una decina d'anni.......ma quel John Podhoretz fa il tifo per gli invasori????? bah! non mi sembra molto logico......
    Post interessante!
    Ciao!

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  3. Sì, Rosaria, Avatar sta spopolando nelle sale cinematografiche, anche devo dire che è stato un po' deludente sotto certi aspetti.

    In ogni caso è un film che suscita delle riflessioni amare. Quelle stesse riflessioni che sono riportate nel post.

    Un abbraccione.
    annarita

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  4. @paveloescobar: concordo!

    Il post è interessante indubbiamente! E' il motivo per cui l'ho riportato integralmente su Scientificando.

    Ciao.

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  5. Ho visto solo il trailer ma ho letto con attenzione tutto il post. Ognuno è libero di conferire il significato che vuole ma mi sembra che quanto riportato da te sia molto aderente alla realtà della storia americana. Ciao prof.

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  6. Sì, Enzo, è il motivo per cui il post di Terranauta mi ha colpito e per cui l'ho riportato su Scientificando. Un'analisi che non indulge in un buonismo inutile e deleterio.

    Salutoni!

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  7. Ciao Annarita, sapevo di questa megaproduzione ma non sapevo di cosa trattasse e ora che lo so, di certo non lo andro a vedere perchè non amo questo genere di film. Non vado al cinema da almeno due lustri e penso proprio che continuerò a farlo. Sai qual'è il mio pensiero e quindi puoi anche intuire la mia reazione nel leggere le atrocità che gli uomini hanno fatto contro i propri fratelli. Ti abbraccio e ti mando un bacione. Viviana

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  8. non ho visto il film, certo che non  piace all'America, perchè ne sa qualcosa di invasioni.    Comunque penso, che bisogna sempre, far sapere,  al mondo, le atrocità che si fanno, durante le conquiste, che poi sono sempre abusi.  Non capisco il parere dell' osservatore Romano, che ha paura di non avere più consensi?     Leggi sul messaggero il parere  di Giancarlo De Cataldo, mi sembra favorevole, e dice delle cose giuste.    ciao cuginetta    buon fine settimana

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  9. Ciao, Stefania. Leggerò l'articolo del Messaggero che hai segnalato. per il resto, sono d'accordo con te.

    Un bacione e buon w.e.

    annarita

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  10. Benvenuto Menzinger. Ti ringrazio di aver palesato il tuo punto di vista. Ricambierò presto la visita.

    Ciao
    annarita

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  11. Viv, conosco bene il tuo pensiero in merito, quindi posso comprendere la decisione di non vedere il film...

    Un bacione
    annarita

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  12. L'argomento è così importante che la cara Annarita mi consentirà di perfezionare il mio intervento che non vede sul banco degli accusati, almeno un massone disposto a parlare. Non solo ma anche reminescenze letterarie di un presunto passato remoto in cui si commisero certi genocidi, ancor prima della comparsa dell’homo sapiens sulla Terra. Grazie Annarita.

    Tempo addietro, fu pubblicato sul giornale on-line Tellus Folio, questo mio intervento che riduco all'essenziale, vedi qui.

    Colgo su un portale massonico una lettera "Sulla massoneria italiana per i fratelli nei grembiuli polacchi". Fra l'altro viene rivolta questa domanda allo scrivente, Roberto Bijno, appartenente al Gran Oriente d'Italia, Palazzo Giustiniani, quale libero massone da oltre 35 anni.
    «Kamil Racewicz: Vi preghiamo di presentare la situazione generale della libera muratoria in Italia. È dinamica, efficace, oppure sta attraversando le crisi e ha perso il suo spirito? Si parla della necessità di qualche riforma nella libera muratoria?»
    La risposta:
    «Una domanda difficile da rispondere. Sarei portato di dire che la crisi mondiale sulla tolleranza, sulla moralità e sulla fratellanza è palese nella attuale massoneria in generale. Ritengo che i tanti Orienti d'Italia (due importanti e una pletora di pseudo massonerie, 35) hanno tutte lo stesso problema: cioè quello che confondono la vera massoneria, da un circolo culturale o meglio solo un circolo anche di bassa lega, dove si entra soprattutto solo per fare affari, trovare appoggi, trovare magari un lavoro.
    «Non esiste più la voglia e forse la capacità di ascoltare la voce del nostro cuore e del nostro intelletto per cercare di capire e di risolvere i problemi del mondo e della umanità in generale.
    «Tutto è lasciato al caso e molti dei Ffr.: entrano già in massoneria come dei frustati, che sono delusi dalla vita quotidiana, alla sola ricerca del "grembiule" più prestigioso o più elaborato. Oppure desiderano solo altri orpelli quali insegne, medaglie, fasce ecc.»

    Ma non manco di accennare anche a reminescenze letterarie di una presunta preistoria, ancor prima della comparsa dell'homo sapiens sulla Terra.
    Nella più remota antichità i nostri antenati ricevettero visite dal cosmo. E anche se oggi non sappiamo quali fossero queste forze intelligenti extraterrestri, e da quale lontana stella scendessero, tuttavia questi "stranieri" distrussero una parte dell'umanità di allora e procurarono un nuovo, e forse il primo, homo sapiens.
    L'antico poema epico indiano, che va sotto il nome di Mahabbarata, è più vasto della Bibbia, e, anche con una valutazione molto prudente, il suo nucleo centrale risale ad almeno 5.000 anni fa.
    Viene descritto con orrore un'arma che poteva uccidere qualsiasi guerriero portasse sul suo corpo del metallo: se i guerrieri venivano informati in tempo dell'uso di quest'arma, si strappavano dal corpo ogni pezzo di metallo che portavano, balzavano in un fiume e lavavano a fondo se stessi e tutto ciò che avevano toccato. L'arma aveva l'effetto di far cadere tutti i capelli e le unghie delle mani e dei piedi. Ogni vivente, diveniva pallido e debole…
    Fonte: "Gli extraterrestri torneranno" -  Erich von Däniken  - Ferro Edizioni Milano – 1969;

    Questa battaglia raccontata nel Mahabbarata sembra trovare aderenza nel libro dell’Apocalisse con la cacciata di Lucifero e i suoi angeli dal Paradiso (12, 7-9).

    E vi fu battaglia nel cielo: Michele e i suoi angeli combatterono col dragone, e il dragone e i suoi angeli combatterono, ma non vinsero, e il luogo loro non fu più trovato nel cielo. E il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato Diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo, fu gettato giù: fu gettato sulla terra, e con lui furono gettati gli angeli suoi.

    Gaetano

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  13. Caro Gaetano, intanto ti ringrazio delle ricche informazioni cui ci hai abituato.

    Non sto qui a fare lunghi discorsi, perché in un certo modo la mia posizione l'ho dichiarata nel momento in cui ho deciso di proporre l'articolo di George Monbiot.

    Comincio dall'articolo di Varzi. Il concetto generale che esprime nel suo articolo può essere in parte condivisibile.

    Sull'affermazione "...lasciando che soldati e generali si cimentino con il click di un mouse? " porrei invece molta attenzione.

    Per quanto riguarda Monbiot, io penso che non gli siano sfuggite le implicazioni massoniche, che hai citato, ma che abbia voluto mettere in evidenza con il suo articolo i tragici effetti conseguenti agli efferati abusi e delitti perpretati dai conquistatori sui nativi d'America.

    L'essere, poi, massoni di quanti erano ai vertici  e pianificarono minuziosamente  il genocidio di massa può essere una giustificazione per il loro credo massonico, ma non per la Storia e per il resto dell'umanità.

    Un caro saluto.
    annarita

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  14. Il primo pensiero è stato Heinlein, ma poi pensandoci con calma direi soprattutto Dune di Frank Herbert: ha molti punti in comune con Avatar.
    Comunque un parere più approfondito ci sarà sul blog personale (degli aspetti scientifici, al momento, non me ne occuperò).

    Saluti a tutti,
    Gianluigi!

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  15. Caro Gaetano, ti ringrazio ancora del terzo commento di perfezionamento,  e dei link di riferimento lasciati.

    Un caro saluto.
    annarita

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  16. Bene Gianluigi, aspetto il tuo parere più approfondito.
    Ciao.
    annarita

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  17. dopo la lettura di questo post la mia curiosità verso questo film è ulteriormente diminuita...lo dovrò subire perchè in casa il cd è pronto per essere inserito..

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  18. Elisa, l'intenzione del post non è quella di spegnere la curiosità, ma al contrario di proporre una riflessione critica su di esso.

    Un salutone
    annarita

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  19. Lunga recensione uscita oggi:

    http://dropseaofulaula.blogspot.com/2010/01/avatar.html

    In attesa di commenti,
    A presto,
    Gianluigi!

    RispondiElimina

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