sabato 6 novembre 2010

Alan Kay Al TED: “A Powerful Idea About Teaching Ideas”

Carissimi,

il tema delle tecnologie digitali applicate alla didattica è un tema ampiamente dibattuto.

Alan Kay, brillante informatico, matematico e biologo molecolare americano, ha studiato
, tra le altre cose, come i bambini apprendano di più tramite immagini e suoni che tramite il testo, e ha sviluppato un ambiente grafico che si è rivelato eccezionalmente flessibile e congeniale per i piccoli.

Nel video proposto dal TED, Kay affronta la tematica delle tecnologie digitali e della didattica, e come insegnare in modo nuovo, sfruttando le possibilità offerte dalle prime.


Per visualizzare i sottotitoli in italiano selezionate "View subtitles".





Segue la traduzione della conferenza dall'inglese, alla quale ho apportato qualche piccolo ritocco su refusi, accenti errati e altro.

TRADUZIONE
Un bel modo per iniziare, penso, con la mia visione di semplicità è di dare un'occhiata a TED. Eccovi qui, consapevoli del perchè siamo qui, di cosa sta succedendo, senza alcuna difficoltà. La migliore intelligenza artificiale sul pianeta lo troverebbe complesso e confusionale, ed il mio cagnolino Watson lo troverebbe semplice e comprensibile, ma non arriverebbe al punto. (Risate) Si divertirebbe un sacco. E, certo, se poi uno è un oratore qui, come Hans Rosling, un oratore trova questo complesso, difficile. Ma nel caso di Hans Rosling, aveva un' arma segreta ieri, letteralmente parlando, nel suo atto di ingoiare una spada. E devo dire che ho pensato ad un certo numero di oggetti che potrei provare ad ingoiare oggi e dei quali ho poi rinunciato - ma lui lo ha fatto e basta ed è stata una cosa meravigliosa.

Quindi Puck intendeva che non solo siamo degli sciocchi nel senso peggiore del termine, ma che ci lasciamo ingannare facilmente. Infatti, ciò che Shakespeare sottolineava è che andiamo al teatro per farci ingannare, quindi non vediamo l'ora di esserlo. Andiamo a vedere gli spettacoli di magia per essere ingannati. E questo rende molte cose divertenti, ma diventa effettivamante difficile ottenere un quadro qualsiasi del mondo in cui viviamo o di noi stessi.

E la nostra amica, Betty Edwards, la signora di "Disegnare con la parte destra del cervello", mostra questi due tavoli alla sua classe di disegno e dice, il problema che avete nell'imparare a disegnare non è che non sapete muovere la vostra mano, ma che il modo in cui il vostro cervello percepisce le immagini è errato. Il cervello cerca di percepire le immagini negli oggetti piuttosto che vedere cosa c'è. E per dimostrarvelo, dice, l'esatta dimensione e forma di questi tavoli è la stessa, e ve lo dimostrerò. Lei lo fa con del cartone, ma visto che ho qui un costoso computer, Farò ruotare questo piccolo e ... Ora, avendo visto questo - ed io l'ho visto centinaia di volte, perchè uso questa presentazione in ogni discorso che faccio -ancora non riesco a vedere che hanno la stessa dimensione e forma e dubito che voi possiate farlo.

Quindi che cosa fanno gli artisti? Bé, quello che fanno è misurare. Misurano molto, molto attentamente. E se misurate molto molto attentamente, con il braccio fermo ed un bordo rigido, vedrete che quelle due forme sono esattamente della stessa dimensione. E questo c'è nel Talmud da tanto tempo ed infatti in esso si dice che vediamo le cose non come sono, ma come siamo noi. Mi piacerebbe veramente sapere cosa sia successo alla persona che ebbe quella visione allora, se l'hanno effettivamente seguita fino alla sua conclusione finale.

Quindi, se il mondo non è come sembra e vediamo le cose come siamo noi, allora ciò che chiamiamo realtà è un tipo di allucinazione che accade qua dentro. È un sogno ad occhi aperti. Ed il capire che noi viviamo effettivamente in questo sogno è uno degli ostacoli epistemologici più grandi nella storia dell'umanità. E ciò che viene definito "semplice e comprensibile" potrebbe non essere effettivamente semplice o comprensibile, e ciò che crediamo complesso potrebbe essere reso semplice e comprensibile. Dobbiamo in qualche modo capire noi stessi, per poter superare i nostri difetti. Potremmo pensare a noi stessi come a un tipo di canale rumoroso. Io la penso così: non possiamo imparare a vedere fino a quando non ammettiamo a noi stessi di essere ciechi. Quando inizi da questo livello molto umile, allora puoi iniziare a trovare dei modi per vedere le cose. Ciò che è accaduto in modo particolare durante gli ultimi quattrocento anni, è che gli esseri umani hanno inventato i "brainlet": piccole parti addizionali per il nostro cervello, composte da idee importanti che ci aiutano a vedere il mondo in modi diversi. E questi sono nella forma di apparati sensoriali - telescopi, microscopi - apparati razionali, vari modi di pensare, e più importante ancora, nella capacità di cambiare prospettiva riguardo alle cose.

Parlerò un pò di questo. È questo cambiamento di prospettiva, e cosa pensiamo di percepire, che ci ha permesso di progredire maggiormente negli ultimi quattrocento anni che nel resto della storia dell'umanità. Eppure questo non è insegnato in nessuna classe elementare, nè scuola media inferiore in America che io conosca.

Quindi una delle cose che portano una cosa semplice ad essere complessa è quando facciamo di più. Ci piace "il di più". Se facciamo di più in un modo un po' stupido, la semplicità diventa complessa. Ed infatti, possiamo continuare a farlo per un tempo molto lungo. Però Murray Gell-Mann ieri ha parlato di proprietà emergenti. Potremmo chiamarle anche "architettura" come metafora del prendere lo stesso vecchio materiale pensando a modi non ovvi e non semplici di combinarlo. Ed infatti, ciò di cui Murray stava parlando ieri nella bellezza frattale della natura, di avere le descrizioni a vari livelli può essere abbastanza simile, tutto si può riassumere con l'idea che le particelle elementari siano sia appiccicate che lontane e che siano in movimento violento. Quelle tre cose fanno nascere tutti quei livelli differenti che sembrano essere la complessità nel nostro mondo.

Ma quanto semplice? Quindi quando qualche anno fa vidi i discorsi sui Gapminder tenuti da Roslings ho pensato che fosse la cosa migliore che avessi visto per trasmettere idee complesse in modo semplice. Ma poi pensai, ragazzi, forse è troppo semplice. E mi impegnai a controllare per vedere come queste semplici rappresentazioni di tendenze, a lungo andare coincidessero con alcune idee ed indagini marginali, e trovai che coincidevano molto bene. Così  Rosling è riuscito a creare la semplicità senza togliere ciò che è importante a livello informativo.

Mentre il film che abbiamo visto ieri sulla simulazione dell'interno di una cellula, dal punto di vista di ex biologo molecolare, non mi è assolutamente piaciuto. Non perchè non fosse bello o qualcosa di simile, ma perchè in esso non è presente quella cosa che molti studenti non riescono a capire della biologia molecolare, e cioè, perchè c'è qualche remota probabilità che due forme complesse si trovino proprio nel modo giusto così da potersi combinare ed essere catalizzate? E ciò che abbiamo visto ieri era, ogni reazione era accidentale. Si sono avventati nell'aria si sono legati ed è successo qualcosa. Ma in effetti quelle molecole girano ad una velocità di circa un milione di giri al secondo. Agitano la loro dimensione avanti ed indietro ogni due nanosecondi. Sono completamente accalcate. Sono compresse si scontrano l'una contro l'altra. E se non si comprende questo nel proprio modello mentale di queste cose, ciò che accade all'interno di una cellula sembra completamente misterioso e fortuito. Ed io penso che sia esattamente l'immagine sbagliata  quando si cerca di insegnare la scienza.

Quindi un'altra cosa che facciamo è quella di confondere la sofisticazione dell'adulto con l'effettiva comprensione di qualche principio. Quindi un ragazzo di 14 anni al liceo ottiene questa versione del teorema di Pitagora, che è una dimostrazione veramente ingegnosa ed interessante, ma che in effetti non è un buon modo per iniziare ad imparare la matematica. Quindi un modo più diretto, uno che permetta di avere più la sensazione di cosa sia la matematica, è qualcosa di più vicino alla prova stessa di Pitagora, che funziona così. Quindi qui abbiamo questo triangolo e se circondiamo il quadrato C con altri tre triangoli e copiamo questo, notate che possiamo spostare quei triangoli giù in questo modo, e questo lascia due zone aperte che sono un pò sospette... e tombola! E questa è l'unica cosa che bisogna fare. E questo tipo di prova è il tipo di dimostrazione di cui si ha bisogno quando si sta imparando la matematica in modo da avere un'idea di ciò che significa prima di guardare alle, letteralmente, 12 o 1500 dimostrazioni conosciute del teorema di Pitagora.

Ora passiamo ai bambini piccoli. Questa è una insegnante molto inusuale che era una maestra d'asilo e delle elementari, ma che era un matematico per natura. Quindi era come quell'amico musicista jazz che avete, che non ha mai studiato musica, ma che è un musicista formidabile. Aveva semplicemente un senso innato per la matematica, e qui ci sono i suoi bambini di sei anni, e li sta facendo creare delle forme da una forma. Quindi scelgono una forma che piace a loro - un rombo o un quadrato, o un triangolo o un trapezoide --e poi cercano di creare la figura successiva più grande di quella stessa figura e la figura successiva più grande. E potete vedere che i trapezoidi sono un pò impegnativi.

E ciò [che] fece questa insegnante in ogni progetto era di fare in modo che i bambini si comportassero come se fosse innanzitutto un progetto di arte creativa e poi qualcosa di scientifico. Quindi hanno creato questi artefatti. Ora li fece guardare a questi oggetti e fare questo lavoro - a cui ho pensato per molto tempo, fino a quando non mi spiegò che serviva a farli rallentare, per farli pensare. Quindi stanno tagliando i piccoli pezzi di cartone qui, e li stanno incollando.

Ma il senso di questa cosa è fare in modo che guardino questo diagramma e che lo compilino. Cosa avete notato di quello che avete fatto? E così Lauren, di sei anni, ha notato che per il primo ce n'è voluto uno e che per il secondo ce ne sono voluti altri tre; ed il totale per quello era di quattro. Per il terzo ce ne sono voluti altri cinque ed il totale per quello era di nove; e poi il successivo. Quindi ha visto immediatamente che il numero dei pezzi che bisognava aggiungere intorno ai lati sarebbe sempre aumentato di due. Era quindi molto sicura di come aveva fatto a ottenere quei numeri lì. E vedeva che questi erano i numeri al quadrato fino a circa sei. A quel punto non era sicura di cosa fosse sei per sei e cosa fosse sette per sette. Ma poi divenne nuovamente sicura . Così questo è quello che fece Lauren.

E poi l'insegnante, Gillian Ishijima, chiese ai ragazzi di portare tutti i loro progetti sul pavimento nella parte anteriore della stanza. E tutti dissero wow! Cavolo! Sono uguali! Indipendentemente dalle forme, la legge di crescita era la stessa. Ed i matematici e gli scienziati nella folla riconosceranno queste due progressioni come una equazione differenziale discreta di prim'ordine ed un'equazione differenziale discreta di secondo ordine. Derivate da bambini di sei anni. Bé, questo è proprio incredibile. Non è quello che normalmente cerchiamo di insegnare ai bambini di sei anni.

Allora vediamo ora come potremmo utilizzare il computer per un pòo'di questo. E quindi la prima idea qui serve solo per mostrarvi il tipo di cose che fanno i bambini. Sto utilizzando il software che metteremo sul portatile da 100 dollari. Quindi vorrei disegnare una macchinina qui. Lo farò molto velocemente. E su questa metterò una grande gomma. E qui ottengo un piccolo oggetto e posso guardare dentro questo oggetto. Lo chiamerò una macchina. Ed ecco che la macchina avanza. Ogni volta che ci clicco sopra, la macchina gira. Se voglio creare un piccolo script per farlo ancora e ancora, devo solo trascinare questi qui e fare in modo che partano. E posso provare a girare il volante - avete visto la macchina girare di cinque? Quindi che cosa succede se sposto questo valore a zero? Va diritta. Questa cosa è un po' una rivelazione per dei bambini di nove anni. Farla andare nell'altra direzione. Ma certo questo è un po' come baciare vostra sorella come guidare una macchina. Quindi i ragazzi vogliono creare un volante. Così disegnano un volante. E lo chiameremo volante. E, vedete la parte superiore di questo volante qui? Se giro questo volante, potete vedere quel numero lì diventare negativo e positivo. È un pò un invito a prendere questo nome di quei numeri che escono lì e di lasciarlo semplicemente cadere qui nello script. Ed ora posso guidare la macchina con il volante.

Ed è interessante. Sapete quanta difficoltà hanno i bambini con le variabili, ma imparando in questo modo, in una maniera ordinata, questo singolo esperimento non gli farà mai scordare cosa sia una variabile e come usarla. E qui possiamo riflettere come fece Glillian Ishijima. Quindi se osservate questo piccolo script qui, la velocità sarà sempre di 30. Andremo a spostare la macchina, secondo questo parametro, più volte. e farò cadere un piccolo puntino per ognuna di queste cose. Sono distanziati in modo uniforme perchè tra di essi c'è una distanza di 30. E se facessi questa progressione che è stata fatta da dei bambini di sei anni e dicessi, OK, aumenterò la velocità di due ogni volta, e poi aumenterò la distanza in funzione della velocità ogni volta? Che cosa otterrei? Otterremmo degli schemi visuali di ciò che questi bambini di nove anni hanno chiamato accelerazione.

Quindi, come hanno fatto questi bambini a fare della scienza?

(Video) Insegnante: Oggetti che pensate possano cadere a terra nello stesso momento

Bambino: Questo è bello.

Insegnante: Non fare attenzione a ciò che sta facendo qualcun altro. Chi ha la mela?

Alan Kay: Hanno dei piccoli cronometri. Insegnante: Che cosa ottieni? Che cosa hai ottenuto? AK: I cronometri non sono abbastanza precisi.

Bambina: 0.99 secondi.

Insegnante: Quindi metti "palla di spugna" -

Bambina: C'era un peso e una palla di spugna, perché sono due pesi totalmente diversi. E se si lasciano cadere allo stesso momento, forse cadranno alla stessa velocità.

Insegnante: Fallo cadere.

AK: Aristotele, ovviamente, non ha mai chiesto ad un bambino la sua opinione in merito a questo punto, in quanto ovviamente non si è degnato di effettuare l'esperimento, e così neanche San Tommaso D'Aquino. E non fu fino a quando non lo fece Galileo che un adulto iniziò a pensare come un bambino. Solo 400 anni fa. Abbiamo un bambino così in ogni classe di 30 bambini che effettivamente andrà direttamente al punto.

Ora, cosa succede se vogliamo osservare questo fatto da più vicino? Possiamo fare un filmino su ciò che accade, ma anche se dovessimo analizzare ogni fotogramma del film, sarebbe molto difficile osservare cosa sta succedendo. Quindi quello che possiamo fare, è posizionare i fotogrammi del film fianco a fianco, o metterli uno sopra l'altro. Quindi quando i bambini vedono questo, dicono, "Ah, l'accelerazione" ricordando quando quattro mesi prima hanno creato le loro macchine di lato, ed iniziano a misurare cercando di capire che tipo di accelerazione sia. E quindi ciò che sto facendo è misurare dal fondo di un'immagine fino al fondo dell'immagine successiva, circa un quinto di un secondo dopo, in questo modo  diventano sempre più veloci ogni volta. E se io posiziono questi uno sopra l'altro, allora si possono vedere le differenze, l'aumento nella velocità è costante. E dicono, ah, sì, l'accelerazione costante. L'abbiamo già fatto questo. E come possiamo vedere e verificare che lo abbiamo effettivamente fatto? Quindi non possiamo dire molto facendo cadere semplicemente la palla qui, ma se facciamo cadere la palla e facciamo andare il film nello stesso momento, possiamo vedere che siamo riusciti ad ottenere un modello fisico accurato.

Galileo, a proposito, fece questa cosa in modo molto intelligente facendo cadere una palla indietro sulle corde del suo liuto. Ho tirato fuori quelle mele per ricordarmi di dirvi che questa è probabilmente una storia tipo quella di Newton e la mela, ma è una storia meravigliosa. E ho pensato che avrei fatto un'unica cosa sul portatile da 100 dollari per dimostrare che questa roba funziona. Quindi una volta che si ha la gravità, ecco questo - aumento la velocità di un qualcosa, aumento la velocità della nave. Se inizio il piccolo gioco che hanno creato i ragazzi, farà distruggere la navicella spaziale. Ma se mi oppongo alla forza di gravità, ecco qui - oops! (Risate) Ancora una volta. Sì, così va bene. Sì, OK?

Penso che il modo migliore di finire tutto questo discorso sia tramite due citazioni. Marshall McLuhan disse, "I bambini sono i messaggi che mandiamo nel futuro." Ma, in effetti, se ci pensate, i bambini sono il futuro che mandiamo nel futuro. Dimenticate i messaggi. I bambini sono il futuro. Ed i bambini nel mondo benestante, ma ancora di più nel terzo mondo, hanno bisogno di guide. E quest'estate costruiremo 5 milioni di questi portatili da 100 dollari e magari 50 milioni il prossimo anno. Ma non potremo creare mille insegnanti nuovi quest'estate neanche per sogno. E questo significa che ancora una volta abbiamo una cosa che serve a trasmettere la tecnologia, ma le guide di cui si ha bisogno per andare da un nuovo semplice sistema di messaggistica istantanea iChat a qualcosa con un pò di spessore, mancano. Credo che questo bisognerebbe farlo con un nuovo tipo ti interfaccia grafica. E questo tipo di nuova interfaccia grafica potrebbe essere creata con una spesa di circa 100 milioni di dollari. Sembra molto, ma sono letteralmente 18 minuti di quello che stiamo spendendo in Iraq. Stiamo spendendo 8 miliardi di dollari al mese. 18 minuti sono 100 milioni di dollari. Quindi è addirittura economico. Ed Einstein disse: "Tutto dovrebbe essere reso semplice per quanto possibile, ma non più semplice."
Grazie.





12 commenti:

  1. Sei stupenda Annarita 
    per il post e per la traduzione del video
    Ho letto tutto, con molto interesse.
    Ciao abbraccione.

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  2. Oggi presento su Il Cielo di Saint Ex la III edizione del Festivalscienza di Cagliari. Un salutone, Fabio

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  3. Rosaria, la traduzione non è mia. Ho solo tolto dei refusi e altre "impurità" ortografiche.

    Un bacione.

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  4. Fabio, domani passo a leggere il post con calma. Ti ringrazio di avermi avvisato.

    Un salutone.
    annarita

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  5. Ho trovato molto interessante il video di Alan Kay.

    Sono il webmaster del portale www.atlantidea.org

    Cordiali saluti

    Agostino



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  6. utente anonimo7 novembre 2010 21:58

    Complimenti, Annarita! Un post veramente interessante, che s'inserisce a pieno titolo nell'odierna tematica dell'impiego della tecnologia digitale nella didattica, Non solo i bambini apprendono più facilmente per suoni ed immagini, ma anche i ragazzi, abituati come sono a comunicare , ad apprendere ed interagire sempre di più attraverso strumenti tecnologici, dal computer , telefonino, televisione a tante altre "diavolerie", per loro di uso quotidiano.
    Una lezione frontale con la classica lavagna e gessetto diventa sempre più sporadica e si avverte ogni giorno di più l'esigenza dell'uso delle LIM.  Io, ad esempio, a scuola mi accorgo che i ragazzi seguono meglio le mie presentazioni delle lezioni, proiettate su uno schermo, arricchite da disegni creati con software di geometria dinamica  (geogebra, cabrì, e programmi "assistenti" di matematica come Derive e Maxima), accompagnate talvolta anche da vere e proprie simpatiche vignette da me create, per catturare la loro attenzione. Prendo atto( anche se in modo non del tutto indolore) che sempre più i ragazzi tendono a staccarsi dal libro di testo e preferiscono svolgere esercizi on line, facilmente reperibili in rete! Praticamente si sta quasi sempre in laboratorio!
    Sono andata un po' troppo fuori tema....
    Un abbraccione!
    maria I.
    @ Marco: hai perfettamente ragione e il tuo disappunto nei confronti della "folle" gestione di risorse, che andrebbero impiegate per fini più nobili e utili, è legittimo e sacrosanto! Bravo, Marco! Un abbraccione anche a te!
    maria I.

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  7. Marco, rifletto su una cosa: se un ragazzo quindicenne, qual tu sei, seppur particolarmente maturo e capace, riesce a fare considerazioni sagge e pertinenti, penso che dovrebbero essere in grado di farlo docenti e adulti, questi ultimi come cittadini che hanno a cuore il futuro dei propri figli.

    Un abbraccio. Sei sempre prezioso.
    annnarita

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  8. grazie per questo post e questa condivisione così importante per noi operatori della didattica.

    Non potevo non farlo, France:)

    Il discorso di Kay circa i finanziamenti è realistico e lampante nella sua evidenza.

    Un bacione.

    A presto.

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  9. Non sei andata affatto fuori tema, cara Maria. Il racconto di come imposti la tua didattica quotidiana è un contributo importante con cui confrontarsi e nello stesso tempo un feedback efficace.

    Un grazie a te.
    Bacione.
    annarita

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  10. Agostino, benvenuto.

    Mi fa piacere che tu abbia apprezzato il video.

    Un cordiale saluto.

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  11. utente anonimo13 gennaio 2011 20:17

    Grazie per la segnalazione e ancora di più per la traduzione, e per le sfumature riportate. 
    Che bello sentire e vedere Alan Kay tradotto in italiano, Aria pura , per quelli come me che non masticano l'inglese.
    Questo Signore è il mio Eroe.
    Anche se,  mi fa un po paura.
    Ha una bocca che non "copia" e non "incolla",
    ma, taglia,  cuce e ricama.

    Grazie da Raffaele.

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  12. Benvenuto, Raffaele. Sono contenta che tu abbia apprezzato.

    A presto.
    annarita

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