domenica 18 luglio 2010

PQM: Piano Nazionale Qualità E Merito


Riporto dal MIUR il comunicato stampa del 15 luglio scorso con cui viene presentato il Piano Nazionale Qualità e Merito. Dal 2013 in poi il Piano sarà esteso gradualmente a tutte le scuole medie italiane.

Concordo sulla necessità di monitorare i rendimenti degli allievi al fine di rilevare carenze e nodi problematici su cui intervenire per migliorare la qualità complessiva del sistema scolastico italiano. Non sono, però, convinta che siano le sole prove oggettive Invalsi, test standardizzati e decontestualizzati, a poter perseguire un obiettivo così complesso.

Le competenze maturate dagli alunni, per essere realisticamente testate, necessitano di interventi ben più mirati ed articolati, in base alla mia esperienza sul campo, ricavata da anni di sperimentazione sui meccanismi e le strategie valutative degli apprendimenti in matematica e scienze.


Qui potete consultare un video in cui il Miur chiarisce il perché del PQM.

Segue il comunicato stampa.




Ufficio Stampa





Roma, 15 luglio 2010



Gelmini e Abravanel presentano il
Piano Nazionale Qualità e Merito (PQM)




Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini e Roger Abravanel, autore del saggio “Meritocrazia. Quattro proposte concrete per valorizzare il talento e rendere il nostro paese più ricco e più giusto”, hanno presentato oggi il Piano Nazionale Qualità e Merito (PQM).



Conclusa la prima fase del processo di riforma della scuola, il prossimo obiettivo da raggiungere è migliorare la qualità del sistema educativo. Per farlo è stato predisposto il Piano Nazionale Qualità e Merito, un progetto che prevede l’estensione dell’esperienza dei test oggettivi standard predisposti dall’INVALSI. I test permetteranno di rilevare le carenze di ogni singolo studente e di pianificare azioni mirate per colmare le lacune dimostrate.



Le prove saranno somministrate all'inizio dell'anno scolastico proprio per evidenziare la reale preparazione degli studenti. Al termine dell’anno saranno ripetute per verificare i miglioramenti ottenuti.



Sarà così possibile iniziare a valutare oggettivamente i rendimenti delle singole classi. Questo nuovo metodo consentirà di valorizzare l’autonomia scolastica, poichè darà agli istituti la possibilità di valutare i propri risultati e avviare un processo di miglioramento della qualità dell'insegnamento. Vengono dunque create le premesse per creare un sistema  nazionale di valutazione che sarà pienamente attivo con il completamento del corpo ispettivo, previsto nei prossimi mesi. Le scuole quindi saranno finalmente valutate su base oggettiva e sarà costituito un ranking nazionale degli istituti migliori.



Da settembre, con il nuovo anno scolastico (2010/2011), il PQM coinvolgerà 1.000 scuole medie e, dal 2011-2012, anche la scuola superiore. Entro il 2013 il 50% delle scuole medie sarà interessato dai test. Dal 2013 in poi il Piano sarà esteso gradualmente a tutte le scuole medie italiane.



Quest’anno i test hanno impegnato 17.600 studenti, verificando le competenze solo per quanto riguarda la matematica. Dall’anno prossimo i ragazzi interessati saranno 50.000 e verranno esaminati anche sull’italiano. I docenti coinvolti aumenteranno da 770 a 2.000, assistiti da 200 tutor rispetto ai 68 dell’anno scorso.



Dopo il primo anno di sperimentazione del progetto, il 91% dei dirigenti scolastici ha giudicato il PQM una metodologia efficace e innovativa. Inoltre, è interessante notare che l’87% degli studenti ha scoperto che la matematica è utile e adesso la studia più volentieri. L’84% è consapevole di aver migliorato la propria preparazione.



Perché promuovere prove oggettive di valutazione



Crescita economica e test scolastici
La crisi che ha colpito l’economia mondiale ha evidenziato la necessità di un sistema d’istruzione in grado di fornire le competenze necessarie per affrontare la competizione internazionale e riprendere la strada della crescita. Per il rilancio del nostro Paese è urgente dunque migliorare la qualità della didattica.



Quest’obiettivo non può essere raggiunto senza l’introduzione di meccanismi e prove di valutazione oggettive elaborate sulla base di parametri standard ed internazionali. L’Italia - e l’Ocse lo ha ricordato anche di recente - è ormai l’ultimo paese in Europa nel quale la valutazione degli apprendimenti rappresenta esclusivamente un “fatto interno”, che si realizza cioè tra l’insegnante e lo studente attraverso criteri del tutto soggettivi.

I risultati raggiunti nei test oggettivi influenzano direttamente la crescita dell’economia. Il grafico seguente dimostra infatti che a risultati positivi nei test corrisponde un livello maggiore di PIL pro capite.



Crescita economica



 



Test scolastici e meritocrazia
Il ricorso a questo tipo di test è indispensabile anche per promuovere il valore della meritocrazia. L’erogazione di borse di studio da assegnare agli studenti particolarmente meritevoli non può prescindere da una valutazione imparziale e credibile delle competenze dei ragazzi. La recente scelta fatta in Germania di assegnare borse di studio soltanto sulla base del merito suggerisce una riflessione anche in Italia, dove invece il parametro principale è il reddito.

E’ allo studio un sistema per assegnare le borse di studio solo in base al merito, dopo aver sostenuto un test di valutazione che premi i migliori per ogni Regione.



Per questo motivo il ministro Gelmini ha chiesto a Roger Abravanel - la cui collaborazione con il Miur è a titolo completamente gratuito - di mettere a disposizione la sua esperienza per elaborare progetti per la promozione del merito e della qualità nel sistema d’istruzione italiano. Una delle quattro proposte contenute nel suo saggio “Meritocrazia” è proprio quella di introdurre test nazionali standard nelle scuole.



Perché puntare sulla qualità



In passato il criterio privilegiato dal sistema educativo del nostro Paese è stato la quantità. Questa scelta, come dimostra il grafico seguente, non ha affatto contribuito al successo scolastico degli studenti.



Molte ore di istruzione con ritorni bassi

Come si può notare, l’Italia ha il maggior numero di ore di insegnamento e allo stesso tempo i risultati più scarsi. Non è importante dunque quanto tempo gli studenti trascorrono a scuola, ma come investono il proprio tempo tra i banchi. E’ evidente dunque che l’unica strada percorribile è migliorare la qualità del sistema, attraverso meccanismi di valutazione oggettiva.





6 commenti:


  1. Bello l'incrocio dell'ultimo grafico. Ho un'altra idea: di solito la gente si applica e rende meglio quando fa cose le piacciono. ora, so che se chiedi a un ragazzetto di fare quello che più gli piace si mette davanti a un videogioco e finisce lì, però, al di là dello studio obbligatorio di tutto il polpettone, mirerei a inserire qualche ora settimanale in cui lo studente, da solo o in gruppo, sviluppa quello che più gli piace, fosse anche un reverse engineering sul gioco. Mi sembrerebbe un modo per appassionare lo studente a affrontare con spirito scientifico ogni attività (insomma, senza esagerare).
    Anche io ho comprato il libro di Abravanel. Come detto, mi spaventerebbe una nazione di perfettini che conoscono alla perfezione la legge di ogni cosa. Mi piacerebbe invece la dedizione che si mette, e il rispetto alle cose, da cui discende quello verso gli altri, quando si fa qualcosa che appassiona.
    Paopasc

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  2. utente anonimo18 luglio 2010 20:40

    Cara Annarita, ho visionato il video PQM perché e, in qualità di insegnante italiana, mi sono sentita subito chiamata in causa ed è quel "perché", che mi sta sullo stomaco. Sempre addosso ai professori! La scuola non funziona? E' colpa degli insegnanti!!! ....Non è giusto per chi come te e come me e come tantissimi altri colleghi si fa in quattro quotidianamente per i nostri ragazzi! Io sono stanca di sentire la stessa solfa....E mi fermo qui perché non voglio fare inutili polemiche.
    Un abbraccio e scusa lo sfogo!
    maria I.

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  3. Come detto, mi spaventerebbe una nazione di perfettini che conoscono alla perfezione la legge di ogni cosa. Mi piacerebbe invece la dedizione che si mette, e il rispetto alle cose, da cui discende quello verso gli altri, quando si fa qualcosa che appassiona.

    Ben detto, Pa. Sono perfettamente d'accordo con te.

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  4. Non devo scusare nulla, Maria. Le tue considerazioni sono sacrosante. Anche a me sta sul gozzo quanto da te pertinentemente rilevato. Sarebbe ora di cambiare solfa!

    Un abbraccione!

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  5. è davvero stancante ..sentir dire e leggere cose che non fanno altro che demolire la nostra scuola ..mi chiedo con quali parametri si predispongano prove e on cquali parametri si giudica e si fanno paroagoni con le altre scuole europee..ma come sono strutturate queste scuole ? ..certe volte mi cascano le braccia  emi dico che non serve  aniente essere come sono ..e fare quel che faccio con tanta dedizione ...un caro saluto, annarita
    elisa

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  6. Cara Elisa, comprendo perfettamente e condivido le tue considerazioni...però non devi mai mettere in discussione il tuo impegno e la tua dedizione che sono ammirevoli. La scuola italiana ha bisogno di insegnanti del tuo stampo!

    Un abbraccio.
    annarita

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