giovedì 19 maggio 2011

Cleopatra: Scienziata E Alchimista?

libro su Cleopatra"Cleopatra: Scienziata E Alchimista?". Pare di sì, secondo gli studi condotti dall'eminente egittologo Okasha El-Daly che lavora al Petrie Museum of Egyptian Archaeology, University College di Londra.

Il suo libro "Egyptology: The Missing Millennium, Ancient Egypt in Medieval Arabic Writings" è stato pubblicato nel Gennaio 2004  dall'University College London Press.

L'International Journal of Middle East Studies (Volume 40 - Issue 01 - 2008, 135-137 -DOI: 10.1017/S0020743807080142) ne ha pubblicato nel 2008  una recensione a cura di Elliott Colla del Department of Comparative Literature, Brown University.

Il capitolo 9 del libro rivela un interesse speciale per la regina Cleopatra.

Ma chi è stata veramente Cleopatra?

Di lei sappiamo che fu l'ultima regina del Regno tolemaico d'Egitto e l'ultimo membro della Dinastia tolemaica. Cleopatra VII Thea Philopator nacque ad Alessandria d'Egitto nel 69 a. C., figlia del re Tolomeo XII Auletes.


Il nome "Cleopatra" significa in lingua greca "gloria del padre". Oggi è probabilmente la più famosa di tutti i sovrani dell'Antico Egitto ed è conosciuta con il nome di Cleopatra, anche se fu la settima ed ultima regina a possedere quel nome. Per approfondire, consultare Wikipedia.


Okasha El-Daly ha analizzato e tradotto numerosi  testi arabi medievali ancora sconosciuti da cui emerge che la regina egiziana Cleopatra VII fu un brillante matematico, alchimista e filosofo. Scrisse libri di scienza e teneva settimanalmente incontri di studio con i maggiori eruditi e conoscitori di Scienza dell'epoca.

Se gli storici hanno ben interpretato i testi medievali, la vera Cleopatra probabilmente assomigliava poco alla seduttrice sexy descritta da studiosi greci e romani.


Soprattutto, Cleopatra fu esperta di Alchimia.

El-Daly è convinto che gli scrittori arabi abbiano avuto accesso
ai testi di Cleopatra, e forse anche a libri scritti dalla stessa celebre regina. Egli pensa che molti di questi testi non esistono più.


cleopatra disegno di michelangelo


Michelangelo Buonarroti, Cleopatra. Galleria degli Uffizi



Si dice che una biblioteca [1]  sia stata bruciata ad Alessandria in tempi antichi, probabilmente da un generale musulmano che voleva distruggere i testi anteriori al Corano, secondo Lisa Schwappach, curatrice del Rosicrucian Egyptian Museum di San Jose, in California.

E-Daly attribuisce il primo racconto arabo su Cleopatra come scienziata allo storico arabo Al-Masudi, morto nel 956 d.C. Nel suo libro "Muruj," Al-Masudi ha scritto di Cleopatra: "Fu sapiente e filosofo che conferì lustro alla categoria degli studiosi e godette della loro compagnia. Scrisse anche libri di medicina, medicamenti e cosmetici, oltre a molti altri libri attribuiti a lei e noti a chi pratica la medicina".

Scrittori arabi medievali, come Al-Bakri, Yaqut, Ibn Al-Ibri, Ibn Duqmaq e Al-Maqrizi scrissero inoltre di come fossero colpiti dai progetti di edilizia della regina. In realtà, El-Daly ritiene che il primo libro in arabo a menzionare Cleopatra, una storia d'Egitto del vescovo egiziano Giovanni di Nikiou, racconta che
"non si erano mai visti prima" progetti di edilizia simili a quelli della regina di Alessandria.

Ancora un altro storico arabo, Ibn Al-Hakam Ab, attribuisce a Cleopatra una delle più grandi strutture del mondo antico, il Faro di Alessandria.


cleopatra da Britannica


Cleopatra, da www.britannica.com



In un'intervista a Radio Netherlands, El-Daly ha affermato: "Non era solo un faro per far orientare le navi, ma anche un magnifico telescopio con lenti enormi, in grado di bruciare le navi nemiche che avessero osato attaccare l'Egitto".

Altre antiche fonti arabe narrano che Cleopatra aveva inventato una ricetta per contrastare la perdita di capelli e perfino studiato ginecologia. Secondo gli scrittori Ibn Fatik e Ibn Usaybiah, condusse esperimenti per determinare le fasi di sviluppo del feto umano nel grembo materno.

"Soprattutto, Cleopatra fu una esperta di alchimia"- ha raccontato  El-Daly  a Discovery News- "Inventò uno strumento per analizzare i liquidi. E', infatti, ampiamente documentato che molte donne nell'antico Egitto
seguivano gli studi scientifici e prestavano le loro cure come medici".

"Il corpo delle nostre attuali conoscenze su Cleopatra - ha aggiunto- proviene da fonti nemiche. I romani la disprezzavano e hanno voluto tramandare di lei la descrizione riduttiva di una piccola donna sexy".

El-Daly ha sottolineato che le monete la raffiguravano, in realtà, come una donna semplice che non era una bellezza "nel senso convenzionale."

Mary Lefkowitz, professore emerito di Scienze Umane presso il Dipartimento di Studi classici al Wellesley College (Massachusetts), non è d'accordo sul fatto che i Romani abbiano fornito una descrizione negativa
di Cleopatra.

"In realtà, i romani ammiravano Cleopatra, anche se avevano paura del suo potere finché è durato", ha dichiarato la Lefkowitz a Discovery News.

La Lefkowitz ha aggiunto che Cleopatra era un nome reale della dinastia tolemaica d'Egitto, per cui i testi arabi avrebbero potuto riferirsi a più di una regina con lo stesso nome.


la morte di cleopatra


The Death of Cleopatra
by JOHANN LISS



La Schwappach, tuttavia, ritiene possibile che la più famosa Cleopatra, Cleopatra VII, sia stata più una scienziata che una seduttrice.

"Che Cleopatra si sia occupata di medicina è evidente dal suo supporto al tempio di Hathor a Dendera", ha dichiarato la Schwappach a Discovery News. "Le donne, in particolare, si recavano al tempio per  invocare la guarigione, sia fisica che mentale".

"Cleopatra fu istruita nelle scienze- ha aggiunto- e senza dubbio incoraggiò gli scienziati e discusse alla pari le loro scoperte e le loro idee. Fu una loro pari, non in virtù della sua posizione sociale, ma grazie ai meriti della sua intelligenza e della sua educazione."


Si narra, infine, che parlasse correntemente almeno sette lingue, tra cui il greco e il latino, e interloquisse direttamente con gli schiavi nel loro idioma.

La ricerca di El-Daly getta una nuova luce su questa
affascinante figura di donna e rende giustizia ai suoi meriti.

Una delle più famose donne della storia emerge finalmente dalle pieghe del passato come una mente superiore, scrollandosi di dosso il cliché riduttivo della bellona seduttrice.

____________________________

[1] La Biblioteca di Alessandria fu fondata dai Tolomei, una dinastia greco-egizia che trae le sue origini, nel 305 a.C., da uno dei "diadochi" di Alessandro Magno e di cui Cleopatra VII fu l'ultimo membro.
È probabile che l'ideazione della biblioteca sia stata di Tolomeo I Sotere che fece edificare anche l'annesso tempio delle Muse, il Museo. La biblioteca fu arricchita nel tempo tra IV e I secolo a.C.
Al tempo di Tolomeo III dovevano esistere già due biblioteche: la più grande, all'interno del palazzo reale, era adibita alla consultazione da parte degli studiosi del Museo, mentre la seconda, più piccola e destinata alla pubblica lettura, si trovava all'esterno della corte, nel tempio di Serapide, il "Serapeum".


Fonti antiche e moderne identificano quattro possibili occasioni dove sarebbe potuta intervenire una distruzione parziale o totale della Biblioteca:

1. L'incendio del 48 a.C. di Giulio Cesare;
2. L'attacco di Aureliano intorno al 270 d.C.;
3. Il decreto di Teodosio I del 391 d.C.;
4. La conquista araba del 642 d.C.


Poiché non si ha nessuna autentica e sicura prova di una distruzione cesariana, le ipotesi sulla fine della Biblioteca di Alessandria rimangono le altre tre. Ma, anche su queste, le fonti storiche e le ricostruzioni storiche non sono concordi. Probabilmente ha giocato un ruolo in tal senso la confusione tra la Biblioteca minore, il Serapeo, e la Grande Biblioteca. [Leggere Wikipedia per approfondire]


Fonti:


Wikipedia

International Journal of Middle East Studies (Volume 40 - Issue 01 - 2008, 135-137 -DOI: 10.1017/S0020743807080142)

Review of Okasha El Daly's "Egyptology: The Missing Millennium"

The Sunday Times

Scholar says: Muslims had insights into hieroglyphs




18 commenti:

  1. Interessanti questi studi che scavano nel passato e ci danno un'immagine più forte di una donna che eravamo abituati a considerare forse in un modo un po' superficiale. Un caro saluto, Fabio

    RispondiElimina
  2. Beh, Fabio, la colpa non è del lettore. La figura di Cleopatra, in effetti, è stata sempre presentata come quella della seduttrice mangiauomini!

    Questa ricerca le restituisce la dignità che le spetta.

    Un caro saluto.

    annarita

    RispondiElimina
  3. Ammetto cara Annarita  che  leggere questo
    post è stata una vera sorpresa!
    Felice di cambiare idea su Cleopatria.


    Complimenti per questo post
    e per le immagini stupende 
    che hai postato.

    Grazie di tanto splendore 
    Sei una sicurezza.

    Bacione 






    RispondiElimina
  4. Sicuramente era una persona dotata di grande intelligenza, naturale che fosse curiosa di conoscenza. Tutti questi studi, basati però su ipotesi che non riescono a farci conoscere l'ambiente di vita, sociale e scientifica di quella società, non possono dimostrare nulla: ogni documentazione con la distruzione reiterata della biblioteca di Alessandria è andata perduta.
    La definizione che sento più vera di Cleopatra è quella che uno storico, Antonio Spinosa, pose come sottotitolo alla sua ricostruzione storica del personaggio: La regina che ingannò se stessa.

    RispondiElimina
  5. Che bel post Annarita, non avevo mai letto alcun riferimento scientifico a Cleopatra...invio questo post a chi potrebbe farne buon uso;))
    Un caro saluto, Roberta.

    RispondiElimina
  6. AnnaRita, non volevo sminuire le ricerche condotte, solo che i testi scoperti e tradotti sono medioevali, cioé di almeno 5 ( ma anche 10) secoli posteriori. Quando della biblioteca di Alessandria non era rimasta nemmeno la polvere. Dubito che possano contenere rivelazioni fondate su documenti reali, forse solo su una tradizione orale che dovrebbe essere avvalorata da altri riscontri ( come le confessioni dei pentiti). La Storia la scrivono sempre i vincitori e, come afferma Saramago, la fanno gli storici, quando decidono cosa scrivere e cosa tacere.
    Quanto al mio sicuramente era dovuto alla riflessione sulla abilità con cui si era saputa muovere ( per quanto ne sappiamo, cercando anche di salvare il figlio avuto da Cesare che avrebbe fatto riparare in India dove fu però raggiunto dai sicari di Augusto), in un epoca  di intensi intrighi e lotte di potere furibonde, lei, una donna sola contro tutti.

    RispondiElimina
  7. Gaetano, ho seguito la ricerca di Hawass che è indiscutibilmente interessante.

    La ricerca di El-Daly mi sta però più a cuore per le implicazioni che riguardano la figura di Cleopatra VII come donna di scienza.

    Un ringraziamento a te per il commento e per il link che ho già consultato.

    Un salutone.
    annarita

    RispondiElimina
  8. Caro Aldo, penso anch'io che ci sia ancora altro da scoprire! La storia di Cleopatra non può non lasciare una profonda impressione nelle persone.

    Un caro saluto e a presto!

    RispondiElimina
  9. ...invio questo post a chi potrebbe farne buon uso;))
    Un caro saluto, Roberta.


    Grazie mille, Rob!

    Un saluto caro

    RispondiElimina
  10. Non sono d'accordo con te, giuseppearmando, circa l'epoca della distruzione della biblioteca alessandrina. Secondo le fonti, questo evento tragico per la cultura avvenne proprio nel Medio Evo ad opera degli arabi conquistatori. Sugli episodi distruttivi precedenti non c'è accordo.

    Le prove indicano con evidenza che gli Arabi non solo distrussero la biblioteca o le biblioteche di Alessandria, ma che contemporaneamente misero a fuoco tutto il sapere secolare (fatta eccezione delle scienze) in tutto il Medio e Vicino Oriente.

    Secondo gli studi di El-Daly gli scrittori arabi medievali vennero  a contatto con i testi antichi di prima mano.

    RispondiElimina
  11. Ti ringrazio AnnaRita per la preziosa puntualizzazione. da te c'è sempre da imparare specie per chi, come me, ha vaste lacune. Complimenti per la tenacia infaticabile del tuo impegno.

    RispondiElimina
  12. @giuseppearmando: c'è sempre da imparare per tutti ogni giorno, da qualsiasi situazione. Anche le mie lacune sono immense e non basterà una vita per colmarle.
    Ti ringrazio dell'apprezzamento nei confronti dell'impegno, che poi scaturisce da una grande passione.

    annarita

    RispondiElimina
  13. utente anonimo22 maggio 2011 15:47

    Davvero affascinante questo ritratto, Annarita: sono convità che sensualità e intelettualità in una donna si fondono e si confondono da sempre.
    Ciao :)
    Carla

    RispondiElimina
  14. Articolo molto interessante come altrettanto i commenti.
    Riguardo alle lacune, di cui io sono "completamente costituito", benvengano, perchè è proprio grazie ad esse che si è spinti a migliorarsi.
    Il bello delle lacune è che si possono colmare (almeno provarci) e poi, colmata una, ne subentra subito un'altra e poi un'altra ancora, e poi ancora... è il giusto cammino verso la conoscenza (un minimo, almeno).
    Da dire, però, che le lacune senza la curiosità, la voglia di colmarle, rimangono lacune, che spesso, purtroppo, "fanno male".
    "Domandare è lecito, rispondere è cortesia", potrebbe essere trasformata in: "domandarSI è lecito, informarSI è necessario".
    Un salutone
    Marco

    RispondiElimina
  15. "Domandare è lecito, rispondere è cortesia", potrebbe essere trasformata in: "domandarSI è lecito, informarSI è necessario".

    Considerazione saggia e condivisibile, Marco! E' questo il giusto atteggiamento per progredire sulla via della conoscenza. Bravo!

    Un salutone.

    RispondiElimina
  16. utente anonimo24 maggio 2011 13:44

    Bellissimo post, Annarita! Complimenti vivissimi! Con te c'è sempre da imparare!
    Grazie, un abbraccione,
    maria I.

    RispondiElimina
  17. Mi fa piacere che tu abbia apprezzato, Maria.

    Un salutone.

    RispondiElimina
  18. Carla, scusami. Il tuo commento mi era sfuggito. Condivido la tua osservazione.

    Un caro saluto.

    A presto!

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...