giovedì 27 gennaio 2011

Edith Stein, Martire Ad Auschwitz Per Amore

Chi è stata Edith Stein?

Edith Stein è stata una grande filosofa, che ha conosciuto ed interagito con alcuni dei maggiori pensatori del Novecento: da Edmund Husserl a Max Scheler, da Martin Heidegger a Jacques Maritain.

Il 1 maggio 1987, è stata proclamata beata da Giovanni Paolo II, a Colonia, e l’11 ottobre 1998 dichiarata santa dallo stesso pontefice. Infine, è stata proclamata patrona d’Europa con Caterina da Siena e Brigida di Svezia, nell’ottobre 1999.



Il 9 agosto 1943, muore nel campo di Auschwitz.

Scientificando, nel 2009, le ha già dedicato il post  "Edith Stein: Empatia E Scientia Crucis [Con Il Pensiero A Chi Soffre]", che vi invito a leggere.

L'articolo odierno la vuole ricordare in occasione della “Giornata della memoria” con un video tratto dal film La settima stanza, realizzato dalla regista Marta Meszaros e premiato alla 52ma Mostra di Venezia (1995). Una scheda sul film è riportata in B. Weibel, Edith Stein. Martire per amore, Ed. Paoline, Milano, 1999, pp. 105-111.

Il video è la prima di 11 parti, che compongono il film. Potete trovare le altre dieci qui.







Significativo anche questo video.






Sul blog "MAIL-ART PER IL GIORNO DELLA MEMORIA", i docenti possono trovare una gran quantità di risorse  da utilizzare in classe.

Sempre per i docenti e non solo:

Enciclopedia dell'Olocausto.


Yad Vashem, sito dell' Ente nazionale per la Shoah istituito nel 1953 con un atto del Parlamento israeliano. Nel sito è presente una sezione educativa in diverse lingue, inclusa la lingua italiana.

Remember.org, un sito ricchissimo di risorse e contenuti tra i più completi della rete.
L'album di Remember.org su Flickr con 80 foto.

Consiglio, infine, la lettura dell'ottimo post "Il giorno della memoria: vite degne o indegne di essere vissute?" di Paolo Pascucci.

11 commenti:

  1. Buongiorno cara Annarita
    Questo post lo devo vedere bene 
    e tornerò più tardi  per vedere i video
    e leggerlo con  calma 
    Ti abbraccio ciao

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  2. Grande articolo Anna. Ci faccio un collegamento al mio.
    Quanto sono insidiose le forme in cui si manifesta l'indifferenza e l'odio che generano mostri. Queste sono le forme eclatanti, ma ne esistono altre.
    Paopasc

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  3. Grazie, grazie, Annarita. Siamo in parecchi oggi a non dimenticare.

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  4. atzweiler Struthof

     

    Fù l' unico campo di concentramento e sterminio sul suolo francese. Situato a 800 m. d' altezza sui Vosgi e a 50 km circa da Strasburgo. Il campo di Natzweiler Struthof fu inaugurato il 21 maggio del 194, dopo che nel 1940  l'Alsazia passò sotto il diretto controllo della Germania. Era formato da 17 baracche in legno, una cucina, il crematorio, con un alto camino. A circa un chilometro e mezzo di distanza nella strada verso Schirmeck era situata la camera a gas. I deportati dovevano eseguire lavori stradali ed erano impiegati negli stabilimenti industriali nelle vicinanze. Dal campo principale dipendevano numerosi sottocampi in parte annessi agli stabilimenti Krupp, Adler e Daimier Benz. Nel blocco 5 erano effettuati esperimenti medici ad opera dei prof. Hirt, Haagen e Bikenbach dell' Università di Strasburgo. Quando il campo fu liberato dagli alleati, nel Nobembre 1944, era ormai disabitato e i prigionieri morti o spostati in altri campi.
     

     Campo che ho visitato

    La guida ci raccontò che l'unico a scappare da questo campo fu un'tleta dell'asta che  riusci con un'asta a saltare oltre il filo spinato

    Al centro  di questo lager c'è un un alto monumento con tutti i nomi dei morti e tanti nomi erano tedeschi, soldati che  rifiutavano di ammazzare e cosi toccò anche a loro la stessa sorte

     

    Il comandante di questo lager  davanti alla sua baracca aveva un giardinetto che   concimava  con la polvere di chi veniva bruciato e sempre la guida ci disse che su quel giardinetto fiorivano rose meravigliose e che il comandante era cosi fiero delle sue rose.

     

    Passammo un'intera mattinata in questo lager e tra il gruppo c'erano tanti tedeschi che ascoltavano ma si vedeva che erano imbarazzati da quello che la guida  raccontava

     

    Annarita, dopo mi senti male ho le foto conservate ma lì dentro tra quelle baracche si ha la sensazione 

    che tutto diventa un solo respiro il proprio, quello del gruppo e quello dei morti ammazzati,  il loro respiro e ancora lì a chiedere giustizia e lo senti
    respirano tra quelle baracche, e tra tante cose che ho visto

     

    Onore alla Memoria ma che sia sempre ben sveglia questa Memoria, ne abbiamo tutti di bisogno anche  per ricordare a chi ha le sorti del mondo nelle loro mani di guardare agli errori passati e di farne buon uso. 

    Ti abbraccio ciao 

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  5. Scusami Annarita 
    Volevo dire... 
    Di guardare agli errori del passato e 
    di non farne buon uso
    perchè non sono da imitare 

    Succede di sbagliare scusami
    Un bacio 

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  6. Per non dimenticare...
    Sono onesto, l'argomento Shoah e tutte le abominevoli azioni e conseguenze, video, film, articoli ed immagini, li ho sempre evitati.
    Certo, a scuola, ogni anno ne abbiamo parlato, ed io ogni volta, alla vista di certe immagini o video, ho sempre avuto l'immediato istinto di coprirmi gli occhi ed attapparmi le orecchie (atteggiamento molto comune per tanti pseudo-adulti ancora oggi, purtroppo)
    Come può essere successo tutto questo? Come può un uomo aver fatto questo ad un altro uomo? Non riuscivo a reggere alla vista di tali e tante crudeltà. Forse sono io ad essere talmente "debole" da non sopportare?
    Come si fa a dire ad un ragazzino che milioni di persone sono state trucidate nel modo più barbaro possibile e come si fa a fargli vedere certe scene senza che questo ne rimanga sconvolto? E' quello che deve aver pensato il mio "vecchio" fino a qualche anno fa.
    Lui metteva in pratica una sorta di protezione: "non conosci il MALE, il MALE non ti colpirà ".
    Ma questa eccessiva "protezione" si scontrava con l'evidenza storica ed il bisogno di sapere per non dimenticare, per far si che simili cose non accadessero più.
    Ormai da qualche anno mi è stata tolta "la campana di vetro" ed abbiamo cominciato per gradi ad affrontare l'evidenza di una tragedia così immane. Ho cominciato con qualche film (la vita è bella di Benigni) meno cruento ma molto molto esplicativo, poi sono passato a film e documentari con immagini storiche come quelle che tu Annarita ci hai presentato.
    Certo, la visione di queste immagini, procura sempre fortissime sensazioni, ma l'intento, ora l'ho capito, è proprio queto: un cazzotto nello stomaco che ti procura un dolere fortissimo, tale da non riuscire più a dimenticarlo.

    Proprio in questo periodo sto leggendo "Se questo è un uomo" di Primo Levi, una testimonianza diretta di quelle atrocità; finisce la sua prefazione così:
    "Mi pare superfluo aggiungere che nessuno dei fatti é inventato "
    Eppure, ancora oggi, qualcuno nega (pericolosissime schegge di una mentalità bacata o peggio...).

    Sempre Primo Levi:

    Voi che vivete sicuri
    Nelle vostre tiepide case,
    Voi che trovate tornando a sera
    Il cibo caldo e visi amici:
       Considerate se questo è un uomo
       Che lavora nel fango
       Che non conosce pace
       Che lotta per mezzo pane
       Che muore per un si o per un no.
       Considerate se questa è una donna,
       Senza capelli e senza nome
       Senza più forza di ricordare
       Vuoti gli occhi e freddo il grembo
       Come una rana d'inverno
    Meditate che questo è stato:
    Vi comando queste parole.
    Scolpitele nel vostro cuore
    Stando in casa andando per via,
    Coricandovi alzandovi;
    Ripetetele ai vostri figli.
       O vi si sfaccia la casa,
       La malattia vi impedisca,
       I vostri nati torcano il viso da voi.


    Queste parole, soprattutto alla fine, così "violentemente" sentite, può averle pronunciate solo qualcuno che ha vissuto "il terrore" sulla propria pelle. Possiamo noi dargli torto?

    Marco

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  7. grazie annarita !sempre interessanti i tuoi post.
    un caro saluto
    elisa

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  8. Ho rilasciato un commento su facebook sul tema della "Giornata della memoria", oggi 27 gennaio, un tema che anche a Scientificando dell'amica Annarita, si sviluppa, ma in memoria particolare di "Edith Stein, Martire Ad Auschwitz Per Amore". Infatti è dalle donne che si promana l'amore e che solo da esse la bellezza si esalta. È nella debolezza e fragilità la forza della bellezza. Chi fra i grandi non ha detto che la Bellezza salverà il mondo? Platone per esempio.

    Ma indovinate a quale post di facebook ho risposto? A quello della cara Maria Intagliata che non ha mancato di rilasciare il suo amore di docente, di amica e di madre (taccio sull'altro amore che è tutto rivolto al suo sposo, ma sarà grande pure questo, se non di più).
    Forse farò male trasgredendo alla sua riservatezza e la modestia, che la contraddistingue, non vorrebbe far mostra della sua bellezza attraverso, per esempio, la poesia. Tuttavia a volte non manca di farlo. Ma, nell'occasione di questo giorno speciale, occorre che le madri siano poste sul trono ed è esemplare la poesia che Maria Intagliata ha rilasciato agli amici di facebook. Solo per loro mi sono chiesto? (fra questi ci sono anch'io, ma non sono un assiduo frequentatore di fb)
    La poesia di Maria Inatagliata è una lirica di una madre ed io mi permetto di riportarla qui da te Annarita, se lo merita:

    Shoah

    E’ come il ripetersi dei giorni:
    uguale e fisso, il mio dolore.
    Il palpito del cuore è il tonfo
    sferzante, sulle complici rotaie
    di quel gelido vagone,
    carico di…nulla.

    Non correva sangue ariano
    nelle tue innocenti vene,
    piccola mia!
    Non erano biondi i tuoi capelli,
    né blu i profondi occhi belli.

    Un ricciolo bruno, spettinato,
    ti carezzava la piccola fronte,
    mentre dolcemente, nel tuo
    ultimo viaggio, ignara domandavi:
    “Mamma, dove andiamo?”.

    Turpe,una follia immane, inaspettata,
    ti strappò, per sempre, alle sicure braccia.
    Prigioniero delle mani, sanguinanti,
    un filo, irto di spine, ci divise;
    ma solo il tuo pianto disperato
    ancor oggi mi trafigge il cuore.

    Troppo presto ti vidi volare,
    nell’aria immota e avversa
    di un indimenticabile mattino,
    vestita solo del tiepido alito
    di una scura, fredda ciminiera.

    La nostra stella, che ci tradì,
    adesso ti guida luminosa
    per le eterne vie del Paradiso.
    Io, invece, vago in quel dannato
    inferno, così presente e vivo,
    dove, salvando il corpo,
    ho ceduto l’anima alla morte.

    Non dimenticare, fratello mio!
    Perpetua l’ignobile vergogna
    attraverso tuo figlio e il suo.
    E sia indelebile il ricordo,
    più del mio dolore.

    Una madre

    Gaetano

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  9. utente anonimo28 gennaio 2011 01:33

    Grazie di cuore, carissimo Gaetano! Ma per una madre non è difficile "immaginare" certe emozioni! Oggi questa mia poesia, presa dai miei alunni da fb, appunto, è stata letta, in mia assenza, a scuola, da una mia alunna che recita in una compagnia teatrale. E adesso la ritrovo qui su Scientificando della nostra Annarita! (che forse la conosceva già).
    Mi auguro che possa servire ad alimentare quella speranza che un crimine orrendo, come quello della Shoah, rimanga indelebile nel ricordo di tutti e sia un monito a far sì che non si ripeta mai più una così immane tragedia.
    Molto bello e di grande impatto emotivo questo post. Molto significativi i video.
    Grazie, Annarita, che, con la tua grande sensibilità ci hai dato la possibilità di riflettere su un tema così tragico ed importante della storia dell'umanità.
    Un abbraccione a te e a Gaetano,
    maria I.

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  10. Assimilare la lezione della storia è un dovere per tutti noi... per evitare che possano ripetersi massacri e persecuzioni. Per diffondere il più possibile lo spirito di solidarietà e la tolleranza. Un caro saluto, Fabio

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  11. Ciao Annarita,
    finalmente stamattina mi sono ritagliata il tempo per "leggere" il tuo post, che come al solito coniuga l'informazione accurata, la riflessione e la condivisione e indicazione di risorse.
    Sulla tematica non ho parole da aggiungere a quelli che mi hanno preceduta...è comunque difficile trovare la modalità di parlarne ai bambini, trovare la delicatezza per affrontare tutta la tragicità dell'evento...quest'anno ho utilizzato  il cartone animato come mediatore, evitando la crudezza impattante delle fotografie....
    Ti abbraccio
    fra

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