mercoledì 12 febbraio 2014

Darwin Day 2014: Risorse Educative Sull'Evoluzione

Oggi ricorre il Darwin Day 2014.

Il 12 febbraio del 1809  nasceva, infatti, Charles Robert Darwin, il naturalista e geologo inglese, noto per i suoi contributi alla teoria evoluzionistica, in base ai quali tutte le specie viventi sono discese nel corso del tempo da antenati comuni.
In una pubblicazione congiunta con Alfred Russel Wallace illustra la sua teoria scientifica, secondo cui questo modello evolutivo ramificato è il risultato di un processo, da lui chiamato "selezione naturale", dove la lotta per l'esistenza ha un effetto simile alla selezione artificiale coinvolta nell'allevamento selettivo. 

Nel 1859, Darwin pubblicò la sua teoria dell'evoluzione, con convincente evidenza nel suo libro "L'origine delle specie", superando il rifiuto scientifico dei precedenti concetti di trasmutazione delle specie.
Nel 1870, la comunità scientifica e gran parte del pubblico avevano accettato l'evoluzione come un dato di fatto. Tuttavia, molti erano a favore di spiegazioni concorrenti e fu solo con la nascita della moderna sintesi dell'evoluzione dal 1930 al 1950 che si sviluppò un ampio consenso riguardo alla selezione naturale come meccanismo di base dell'evoluzione.
In forma modificata, la scoperta scientifica di Darwin costituisce la teoria unificante delle scienze della vita, che spiega la diversità della vita.

Il Darwin Day è una celebrazione internazionale della scienza e dell'umanità che si svolge il 12 febbraio. In particolare, celebra le scoperte e la vita di Charles Darwin - l'uomo che per primo descrisse, con rigore scientifico, l'evoluzione biologica attraverso la selezione naturale.
Più in generale, il Darwin Day esprime gratitudine per gli enormi benefici grazie a cui la conoscenza scientifica, acquisita attraverso la curiosità e l'ingegno umano, ha contribuito al progresso dell'umanità.

Qui il sito "International Darwin Day Foundation".

Segnalo:

-una pagina di Scientificando, Risorse Per Lo Studio Dell'Evoluzione, in cui è disponibile una sintetica rassegna di risorse educative, che possono risultare utili per integrare e approfondire i contenuti di studio sull'Evoluzione.

- Darwin Online, le opere complete di Charles Darwin online, pubblicazioni di Darwin, documenti privati ​​e bibliografia, opere complementari, tra cui biografie, necrologi e recensioni.

Lettere Darwin-Hooker, immagini e testi pubblicati congiuntamente alla Cambridge Digital Library e al Darwin Correspondence Project.

Concludo il post con l'ottimo video educativo di Rai Scuola, Charles Darwin: L'Origine delle specie.



18 commenti:

  1. Buona sera prof molto interessante questo post su Darwin e anche il video è molto bello e fatto in modo che anche noi riusciamo a capire le scoperte di Darwin. Grazie per questi meravigliosi post che aiutano noi studenti a capire le cose della scienza in modo semplice e divertente ma allo stesso tempo seri e istruttivi. A domani e buona serata

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    Risposte
    1. Cara Serena, mi fa molto piacere che tu abbia letto il post e guardato il filmato. L'Evoluzione è un argomento complesso per voi di prima. Ne affronteremo lo studio in terza in modo approfondito. In ogni caso, le risorse che ho segnalato ci torneranno utili.

      A domani.
      La tua prof.

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  2. Ciao Annarita, qui mi gioco l'antipatia di molti evoluzionisti incalliti,.. ma non importa! Desidero solo proporre una visione diversa dal solito coro a sostegno della teoria di Darwin. Tengo a precisare che è un articolo non mio e che ho modificato solo in alcune parti, giusto per restare in un tema critico senza sforare oltre, ma che ritengo comunque interessante anche perché è giusto pensare e stimolare le menti in modo diverso dalla solita coralità.

    Ho diviso l’articolo in due parti per la sua lunghezza.

    Un abbraccio

    Aldo

    PRIMA PARTE.


    "La teoria di Darwin è indiscutibile?

    Una rosa rimane una rosa.

    Cosa si vuole indicare con il termine «evoluzione»? Può indicare un semplice cambiamento avvenuto nel corso del tempo oppure tutti i cambiamenti avvenuti nell’intero universo ?

    Quasi nessuno contesta il fatto che nel corso del tempo siano avvenute delle mutazioni a livello biologico attraverso il meccanismo dell’eredità, secondo il quale ognuno di noi è un po’ diverso dai propri genitori e dai propri nonni, ma non è questo di cui si occupa la teoria dell’evoluzione.

    L’evoluzionismo si spinge molto oltre, nel tentativo di spiegare come i microrganismi siano diventati quello che sono oggi - pesci, volatili, mammiferi come le tigri, gli orsi e gli esseri umani - mutandosi gradualmente nel tempo da una forma di vita all’altra.

    L’evoluzione darwiniana, quella che viene insegnata a scuola, basa la sua teoria su tre punti chiave:

    1°) tutti gli esseri viventi discendono da un antenato comune; 2°) i meccanismi principali che generano i cambiamenti da cui nascono nuove specie sono la mutazione e la selezione naturale, detta anche “sopravvivenza del più adatto”; 3°) questi processi avvengono in modo del tutto naturale.


    Anelli mancanti ancora mancanti


    Una volta chiariti i punti chiave, possiamo passare ad una grande incoerenza insita nella teoria dell’evoluzione: la poca accuratezza della documentazione fossile.

    Generalmente gli evoluzionisti affermano che i ritrovamenti fossili costituiscono una prova inconfutabile dell’evoluzione darwiniana. Per esempio, un articolo pubblicato dal Centro Nazionale per l’Educazione Scientifica cita: «Il fatto che il processo evolutivo abbia avuto luogo è testimoniato ampiamente dalla documentazione fossile, grazie alla quale si è potuto capire come gli animali e le piante abbiano mutato le proprie caratteristiche nel corso di centinaia di milioni di anni, e da organismi semplici siano diventati sempre più complessi» (Gary Bennett, A Review of Of Pandas and People as a Textbook Supplement, nov. 2000, edizione online).

    Ma quanto solide sono le basi su cui si fonda la prova dei fossili? Se tutti gli esseri viventi discendono da antenati comuni, si dovrebbero trovare milioni di passaggi intermedi all’interno della documentazione fossile.

    Lo ammise perfino Charles Darwin nel suo libro (Origine delle Specie, 1958, pag. 289).
    Eppure di queste forme intermedie non c’è traccia. Darwin si chiese: «Perchè dunque non è ripieno ogni strato ed ogni formazione geologica di queste forme intermedie? La geologia certamente non ci ha rivelato ancora questa catena organica perfettamente graduale; e questa è forse la più facile ed insieme la più grave obiezione che possa farsi alla mia teoria» (pag. 287). Egli pensava che alla fine questi «innumerevoli legami intermedi» a sostegno della sua teoria sarebbero venuti a galla.”

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  3. SECONDA PARTE

    “ Ma non è andata così.

    Il paleontologo David Raup ha descritto così le scoperte fatte prima del 1979: «Ebbene, sono passati quasi 120 anni da quando Darwin elaborò la sua teoria, e da allora la conoscenza in merito ai fossili è stata ampiamente approfondita. Al momento sono state ritrovate un quarto di milione di specie fossili, ma la situazione non è cambiata poi molto.

    La prova dell’evoluzione è ancora decisamente traballante e, ironicamente, abbiamo addirittura meno esempi di transizioni evoluzionistiche adesso di quanti ne avessimo ai tempi di Darwin...»

    «Il problema di Darwin non ha quindi trovato soluzione negli ultimi 120 anni, e la documentazione fossile di cui disponiamo al momento mostra dei cambiamenti che difficilmente possono essere ricondotti alla selezione naturale» (Field Museum of Natural History Bulletin, 1979, pag. 25). E anche oggi, i ritrovamenti fossili non dicono nulla di nuovo.

    In sostanza, la documentazione fossile ha smentito la teoria darwiniana: gli infiniti anelli mancanti tra le principali specie sono ancora mancanti.


    L’esplosione cambriana.


    Secondo il geofisico Stephen Meyer, i ritrovamenti fossili ci dicono che a un certo punto della preistoria si assiste a quella che viene definita «l’esplosione cambriana», ovvero la comparsa improvvisa di una sconcertante quantità di diverse forme di vita complesse, che non trova riscontro nel modello evoluzionistico promosso da Darwin.

    Il dottor Meyer afferma: «L’immensa varietà dei ritrovamenti fossili dell’esplosione cambriana non può assolutamente essere spiegata dalla teoria di Darwin... »



    Si può dubitare della teoria di Darwin ?


    Perché no? Intanto perché trattasi pur sempre di una teoria e poi, fondamentalmente per via delle implicazioni delle informazioni contenute nel DNA. Cos’è che potrebbe farci dubitare?

    Il fattore che gioca un ruolo decisivo in questa scelta è la complessità e la quantità delle informazioni contenute nella molecola del DNA. Questo è un altro argomento che gli evoluzionisti non affrontano con efficacia, ma continuano ad affermare che tutte le intricate informazioni contenute nel DNA sono semplicemente il risultato delle forze evolutive che agiscono sulla cellula.

    In merito alla possibilità che le recenti scoperte collegate all’origine della vita suggeriscano qualcosa di diverso dalla teoria evoluzionista o meno, si può pensare che principalmente per via degli studi sul DNA, il codice genetico abbia mostrato in modo inequivocabile, attraverso l’incredibile complessità dei meccanismi necessari per produrre la vita, che deve esserci per forza qualcosa di più di alcune forze evolutive naturali dietro alle dinamiche che fanno funzionare in perfetta armonia elementi così diversi e complessi.

    E’ la straordinaria complessità di questi elementi, l’assoluta perfezione dei meccanismi che li regolano, l’incontro di queste due parti al momento giusto che lascia perplessi.

    Tutto questo non può che far ipotizzare qualcosa di molto diverso di una riduttiva teoria evoluzionista, la quale contrasta con altre tre dimensioni caratteristiche:

    La prima è rappresentata dal fatto che la natura obbedisce a delle leggi ben precise.

    La seconda è la dimensione della vita, di esseri dotati di intelligenza e motivati da ragioni che esulano dalla materia.

    La terza è l’essenza stessa della natura."





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    Risposte
    1. @Aldo: Pubblico volentieri il tuo commento, anche se non ho compreso chi sia l’autore dell’articolo che riporti. C’è un nome ed il link ad una fonte dell’articolo?

      Il contenuto dell’articolo che proponi non mi convince molto perché se si trovano delle grandi incoerenze ad una teoria, che comunque è accettata dalla comunità scientifica, si devono portare a sostegno delle argomentazioni scientificamente forti.

      Qui l’unica cosa che si propone contro è la prova dei fossili, dimenticando che il ritrovamento di un fossile è un evento probabilistico e che ne sono state ritrovate di specie fossili ¼ di milione. Quale sarebbe la previsione della totalità?
      Io non sono né una biologa evoluzionista né una paleontologa, ma qualcosa ho letto per conto mio e ho capito che i fossili più abbondanti e che datano una roccia sono i fossili guida ovvero i fossili che soddisfano a precisi requisiti:

      • una ampia distribuzione geografica,
      • una relativa ampia abbondanza di popolazioni e quindi facilmente rinvenibili nelle rocce sedimentate nel periodo della loro esistenza
      • hanno avuto un'evoluzione rapida e quindi una durata temporale molto limitata, permettendo di raggiungere un'elevata precisione nella datazione.

      I fossili citati nell’articolo, che dovrebbero corrispondere “a milioni di passaggi intermedi all’interno della documentazione fossile”, sono poi così facili da rinvenire?

      E se c’è stata una esplosione cambriana, c’è pure stata una grande estinzione alla fine del Permiano, quando scomparve circa il 90% delle specie. La storia della vita sulla Terra ha anche avuto altri sconvolgimenti di tipo geologico, in certe fasi dell’evoluzione planetaria, che hanno determinato grandi estinzioni.
      In definitiva, la prova dei fossili non mi convince affatto.

      Non dimentichiamo, inoltre, che la Teoria darwiniana è supportata dalla genetica mendeliana ed entrambe sono state unificate nella sintesi moderna dell’evoluzione, dal 1930 al 1950.
      Insomma a me, personalmente, servono argomentazioni più convincenti per mettere profondamente in discussione le teorie dell’Evoluzione.

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    2. Io non devo convincerti Annarita.

      Il nome dell’autore e la fonte dell’articolo non hanno importanza, l’importante è lo stimolo alla discutibilità di una teoria non provata in forma assoluta e che le scoperte sul DNA mettono un’ulteriore criticità che si può cogliere dentro l’articolo.

      Io desidero solo invitare il lettore a una visione critica verso le cose ma soprattutto verso una teoria che, se pur accettata dal 99% della comunità scientifica ciò non toglie che non la possa vedere sempre come: una teoria e nulla più e, giammai, come oro colato. Quindi anche criticabile… Einstein diceva: “ almeno mezzora al giorno pensate diversamente dagli altri!”

      Le grandi rivoluzioni scientifiche si sono compiute cominciando a criticare quello che la stragrande maggioranza della comunità scientifica credeva già di aver indiscutibilmente accettato!

      Purtroppo o per fortuna, alcuni arrivarono pure a ribaltare una teoria che la comunità credeva ormai consolidata …questo è lo spirito rivoluzionario che intendevo: mai accettare per vero quello che lascia anche soltanto l’1% del dubbio o che può sfiorare il minimo dubbio a uno studente qualsiasi!

      Anche la logica matematica dei primi del novecento credeva di aver trovato definitivamente le basi o i suoi i fondamenti indiscutibili su cui poter dimostrare tutto il resto…poi, un bel giorno, sfiorò il dubbio ad un certo Kurt Gödel…e di esempi ,se ne possono fare molti altri ancora.




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    3. @Aldo: diciamo che volevo proprio farti scrivere questo ultimo commento...ed evidentemente ci sono riuscita. Sai il mestiere aiuta;).
      L'articolo in due parti poteva invece fuorviare il lettore.

      È evidente che sono d'accordo con le tue considerazioni.
      Tutto il mio modo di fare e di essere in rete dovrebbe indicarlo. Non c'è nulla e nessuno che possa convincermi di qualcosa di cui non mi sia convinta da sola. Non mi conosci ancora molto, nonostante la lunga frequentazione virtuale.:)

      Ho apprezzato molto il tuo commento.

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    4. Annarita io avevo già messo in calce all'articolo il mio scopo e ho dovuto dividerlo in due parti poiché come tu sai la tua piattaforma non accetta commenti superiori ad un certo numero di caratteri, quindi se credi e sei d'accordo e hai apprezzato le mie considerazioni potresti tu unire le due parti e fare un aggiornamento al post...tieni coraggio? ;-)

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    5. Passo per una donna coraggiosa;). Lo farò, ma dammi tempo perché ne sono sempre a corto!

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    6. Tengo ad affermarti Annarita che, nemmeno io, come te, non sono un paleontologo specialista né un naturalista o altro, ma come tu ben sai sono un pensatore intuitivo.

      Tengo invece a ripetere che l’articolo non è mio e ho ripreso solo ciò che per me conta veramente senza sforare in questioni che esulano dal mio unico scopo: quello di incitare i tuoi lettori ad avere uno spirito critico o ipercritico, sempre. Mai accontentarsi di stare seduti e accettare per oro colato ciò che è prodotto pur sempre da mente umana, quindi capace di emozioni e di errori.

      L’insegnamento, io credo, deve essere il momento (unico nella vita di chi lo riceve) in cui lo studente non deve perdere l’occasione di sviluppare una fantasia costruttiva ipercritica, per garantire attivamente sia il suo, sia il futuro della scienza. Pertanto, io penso, che l’insegnamento debba essere sempre presentato come materia di menti umane. Non amo pensare a generazioni sedute e assopite sulle sponde dei fiumi.

      Essere critico, non significa che bisogna demolire per forza una teoria, anzi, il tentativo potrebbe anche portare al contrario!

      So che il coraggio non ti manca, ma sono consapevole che dubitare della teoria di Darwin attira tanta antipatia...troppa direi! Per questo amichevolmente ti dico: pensaci bene. ;-)

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    7. Aldo,ho compreso benissimo lo spirito e l'obiettivo con cui hai proposto l'articolo nei commenti.

      L'insegnamento deve mirare, come ben dici, a favorire la formazione di menti critiche ed autonome, e credimi è quel che tento di fare all'interno dell'aula. Un post non può essere confrontato con l'azione didattica quotidiana nemmeno lontanamente, ma può sicuramente costituire un'appendice di tale azione oppure la possibilità di fornire ulteriori input.

      Ci rifletterò su (se inserire o meno l'articolo dei commenti) anche perché ho bisogno di calma in questo periodo.

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  4. @Annarita &@Aldo
    Conoscendovi entrambi (se pur solo virtualmente) ho aspettato a commentare perché qualcosa mi diceva che ne avrei letto delle belle, e così è stato.

    Il post in sé aveva già un suo valore divulgativo /didattico, ma la chiacchierata con relative vostre riflessioni gli ha dato ulteriore luce ed interesse. Il bello del Web 2.0

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  5. Dalla prima pubblicazione della teoria di Darwin “l’origine delle specie mediante selezione naturale”, avvenuta nel 1859, vi sono state moltissime celebrazioni per onorare la memoria di quest’uomo che ha rivoluzionato il pensiero scientifico e accademico di quasi il mondo intero.

    Le idee basate sull’evoluzionismo darwiniano influenzano ancora oggi la maggior parte delle teorie scientifiche e filosofiche insegnate nelle scuole e nelle università e diffuse dalla stampa. Oggi puoi criticare in mille modi Einstein e la sua teoria ma guai a chi critica e tocca Darwin ! Ti attiri l’ira degli incalliti evoluzionisti che di questa teoria ne hanno fatta quasi una questione intoccabile. Questo, personalmente, non mi sta bene e mi fa dubitare molto.

    Ma chi era esattamente Charles Darwin? Per quali motivi la sua teoria dell’evoluzione ha avuto un tale impatto? E cosa più importante, questa teoria è davvero valida? Questi sono gli aspetti su cui bisogna indagare. Chi è dotato d’intelligenza deve poter intuire che è pur sempre una teoria, peraltro con evidenti lacune ammesse per primo dallo stesso Darwin.

    E’ stato scritto molto su Charles Darwin, e in particolare due libri, hanno esaminato in modo esauriente tutti gli aspetti della sua vita: il primo è “Vita di Charles Darwin”, di Adrian Desmond e James Moore, mentre la seconda opera è composta da due volumi intitolati “Charles Darwin: Voyaging” (1995) e “Charles Darwin: The Power of Place” (2002) di Janet Brown, professoressa all’Università di Harvard. Inoltre, c’è anche un’autobiografia scritta da Darwin stesso e degli scritti del figlio Francis.

    Dall’altra parte della barricata ci sono invece ( se conosci bene l’inglese Marco) opere che criticano Darwin e la sua teoria. Per fare un paio di esempi, una è “Evolution: A Theory in Crisis” [ovvero «Una teoria in crisi» 1995], scritta da Michael Denton, medico e biochimico, e un’altra è “Darwin on Trial” ovvero “Processo a Darwin» (1991) di Phillip Johnson, professore all’Università della California.

    Sono tutte informazioni bibliografiche tratte dello stesso autore e del quale conosco la sua fedeltà nella documentazione trattata a supporto del suo articolo e da me ripreso ma solo ed esclusivamente per stimolare nuovi studiosi, studenti come sei tu Marco o ricercatori, ad assumere un giusto atteggiamento critico verso la stragrande coralità dei comunitari…non bisogna stare seduti a guardare sulle sponde del fiume Marco, per accontentarsi di come nuotano gli altri! Bisogna tuffarsi dentro il fiume ma senza nuotare con la corrente, meglio se in controcorrente, giusto il tempo di analizzarne bene i fondali.

    Personalmente, se io fossi oggi uno studente con uno spirito ipercritico, proprio per staccarmi da questo bieco proselitismo accademico, mi collocherei dall’altra parte della barricata, giusto il tempo di analizzare i punti deboli di questa teoria che intuitivamente, mi da la netta sensazione di essere alquanto illusoria nelle sue fondamenta di base.


    Aldo


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  6. alessia muccinelli 1b14 febbraio 2014 18:53

    buonasera prof ! davvero molto interessante !è il post che mi è piaciuto di più di tutti dopo lo shoah! ma la cosa che mi piace di più di tutti è di leggere i commenti perchè sono molto interessanti ... come quello di ALDO e in altri post quelli di MARCO di cui mi ha parlato ! mi diverte vedere quello che hanno da dire ! e sono sempre cose intelligenti ! buona serata e aspetto un altro post!

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    1. Alessia, non mi meraviglio che la tua percepibile genuinità abbia collegato involontariamente (ma non proprio così casualmente) questi due Post che hanno colpito la tua sensibilità: La teoria di Darwin e la Shoah.

      Darwin cercò solo di dare un suo contributo al mondo della conoscenza scientifica. La sua teoria dell’evoluzione delle specie voleva rappresentare solo un tentativo di spiegare l’origine della vita sulla terra. Fu un’idea rivoluzionaria che ebbe un fortissimo impatto non solo in ambito scientifico. Tuttavia, lo scossone che Darwin diede al mondo scientifico ha generato, durante la seconda guerra mondiale, anche una serie di danni collaterali a causa di chi utilizzò, solo pretestuosamente, questa teoria evolutiva mediante selezione naturale, adattandola perversamente ai propri “principi” in nome della “sopravvivenza del più forte o del più adatto” per giustificare delle ideologie folli e deviate.

      Complimenti per aver colto, pur involontariamente, l’essenza.

      Aldo

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    2. Buon pomeriggio, Alessia. Scusami se ti rispondo solo adesso, ma ieri è stata una giornata molto faticosa a scuola per via della consegna delle schede di valutazione.

      I commenti di Aldo e di Marco sono sempre molto interessanti, sono d'accordo con te. Sei ancora in prima media, avremo quindi modo di affrontare in classe tematiche toste ed importanti come quelle delle Teorie dell'Evoluzione..

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  7. Alessandra De Marco 1b
    ciao prof.
    Ho letto il post e devo dire che sono sempre interessanti e non vedo l'ora di leggere un altro post

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    Risposte
    1. Alessandra, non dovrai aspettare molto;).

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