martedì 7 settembre 2010

Madonna Della Seggiola - Entropia E Arte

Cari lettori,

pubblico "Madonna della seggiola- Entropia e Arte, l'ennesimo, originale, saggio di Gaetano Barbella.

La motivazione del lavoro in questione è contenuta in un commento di Gaetano al post "Bellezza e Verità nella Fisica: Murray Gell-Mann". Commento ripreso e ampliato dal nostro amico.



Vi invito a prenderne visione prima di affrontare la lettura del saggio succitato, disponibile nel widget di Issuu.

Cliccare al centro del widget per la fruizione in modalità fullscreen.



13 commenti:

  1. Mi sono completamente...persa! E non solo nella bellezza dell'Arte!
    Gaetano è eccezionale, non mi stancherò mai di ripeterlo!
    La sua perizia, il suo riuscire a muoversi , anche nell'impenetrabile, la sua capacità di lettura di ciò che lui stesso definisce il "senso delle cose" sono semplicemente...ineffabili! Difatti...non ho parole!
    Grazie infinite, Gaetano e anche a te Annarita!
    Un abbraccione ad entrambi,
    maria I.

    RispondiElimina

  2. Un saggio veramente magistrale! Una lettura dell'opera d'arte...a dir poco originale, che sicuramente avrebbe intrigato e lusingato lo stesso Raffaello.
    Complimenti al bravissimo autore che ancora una volta non si smentisce!
    Grazie!
    Un caro saluto,
    Adele

    RispondiElimina
  3. Le uniche parole che mi sorgono spontanee sono:"bellissimo, superbo, originale!"

    Grazie, formidabile Gaetano.

    Un salutone.
    Arte.

    RispondiElimina
  4. Caro Gaetano,
    l'arte della penna e meravigliosa
    come un quadro di Raffaello
    E tu sei un vero artista della penna.
    Raffaello disegnava su tela 
    e tu con la stessa maestria e bravura
     indaghi e disegni   con la penna
     i pensieri  i  percorsi umani.
    Lasciando  a chi legge i tuoi scritti  
    la stessa  emozione che si prova
    guardando un quadro del Raffaello.
    Grazie
    Un  bacio da Caserta.
    Rosaria.



    RispondiElimina

  5. Vi ringrazio, care amiche, per aver lasciato il vostro apprezzamento al formidabile articolo di Gaetano.

    Un abbraccio cumulativo.
    annarita

    RispondiElimina
  6. Cara Annarita, come al solito sei amabile nel permettermi di far leggere agli amici che qui sono di casa, ma anche a nuovi arrivati che non restano delusi venendo qui da te.
    Te ne sono grato.
    Un abbraccio,
    Gaetano

    RispondiElimina
  7. Care amiche vi ringrazio per l'ammirazione che mostrate per il mio scritto, questo mi appaga tanto e mi sprona a comporne altri.
    La motivazione di questo saggio che si collega nel mio commento al post “Bellezza e verità nella Fisica: Murray Gell-Mann”, come ha detto Annarita in anteprima, forse vi sarà parsa slegata in sé non avendovi ravvisato il giusto nesso.
    Cercherò di rimediarvi partendo dal punto cruciale che riguarda il rapporto della scienza, e in particolare della matematica, con il mondo dell'arte, anch'essa rivolta all'esplorazione della verità ma attraverso un sentire e vedere “sotterraneo”. Anche se i matematici più di altri credono di poter fare all'amore con l'arte e lo dichiarano apertamente.
    Sembrano uguali le cose della matematica e dell'arte, come vuole far credere il premio Nobel della fisica R. Feynmann nel dire “che l'origine delle idee è sconosciuta”, ma è d'accordo nel riconoscere
    che è “immaginazione”, “creatività”, quasi a rassomigliare alle analoghe idee degli artisti e poeti.
    Tuttavia – egli ci tiene a chiarire – occorre che queste idee “siano in accordo in ogni dettaglio con quanto già si conosce, ma sia diverso; e siano inoltre ben definite, e non una vaga affermazione”. Di qui la linea di demarcazione fra il matematico e con lui il fisico con l'artista e il poeta.
    Comunque sembra che la fonte sconosciuta delle idee sia comune a tutti tant'è che si dimostra conciliante sul tema "Logica, Arte e Matematica", Piergiorgio Odifreddi, informatico (docente di Logica a Torino e presso la Cornell University di New York).
    Egli disse fra l'altro queste cose, in una conferenza tenuta a Milano nel giugno 2006:
    «... Le connessioni tra matematica e cultura sono consistenti ed interessano tutte le più diverse manifestazioni dell'umanesimo (filosofia, letteratura, musica, pittura, l'architettura, la scultura, ecc). La matematica – scrive il logico matematico Piergiorgio Odifreddi in Il Computer di Dio – ha dimostrato che l'essere ed il divenire, ossia quelle che credevamo inconciliabili caratteristiche di scienza e umanesimo, sono soltanto due visioni, complementari e non contraddittorie, di una stessa realta'. Il che e' più che sufficiente, crediamo, a giustificare il ruolo di ponte di collegamento fra due culture che noi riteniamo la matematica possa svolgere nel mondo moderno».
    E qui raccolgo l'abbrivio di Gell-Mann, di Feynmann e di Odifreddi, per presentare “Madonna della seggiola – Entropia e Arte” che s'impernia sul modo di intravedere un imprevisto stato entropico nell'arte.  Nulla però che possa inficiare il pregio artistico, anzi ne costituisce il superamento per contemplarne la vera bellezza – meglio –, la vera armonia che permette di sfogliare l'allegorica cipolla dei discorsi di Gell-Mann e scoprirne la parentela con la sua idea sulla “semplicita”, appunto.
    Giusto dire, per Madonna della seggiola, che il suo autore, Raffaello la pone su una meravigliosa “seggiola”, un trono regale, poiché il tema di quest'opera non è tanto la Madonna col Bambino, ma la Seggiola che vuole essere il nostro corpo. Visione di uno sbirro e non tanto di un critico d'arte.

    Un saluto cumulativo,
    Gaetano

    RispondiElimina

  8. Caro Gaetano, sono io ad essere grata a te per i tuoi straordinari contributi.

    Un abbraccio.

    RispondiElimina

  9. Caro Gaetano, se ben comprendo lo spirito di questo tuo lavoro, esso s'inscrive nella ricerca, che tu conduci, della fusione tra cultura umanistica e cultura scientifica, principalmente dal punto di vista della generazione delle idee (alla cui base sta ogni tipo di lavoro intellettuale) e lo fai utilizzando di volta in volta testimoni d'eccezione.
    Tu dici, a un certo punto, citando Raffaello, che l'artista deve riprodurre la realtà così come dovrebbe essere, e non come è, con ciò intendendo che l'uomo d'arte deve produrre un di più, rispetto alla natura stessa. Ma, per quale motivo?
    Da sempre penso all'artista o all'uomo di cultura e studi (dico uomo nel senso di umanità, comprendendo donne e uomini) come a qualcuno che cerca nella supercompensazione una risposta parziale a una sua domanda. Il discorso ci porterebbe lontano per cui brevemente delineo l'idea sottostante quest'ultima affermazione: svincolarsi dal linguaggio motorio e corporeo libera dai limiti d'azione di quel linguaggio ma pone altri problemi. I confini non si annullanno ma si allargano. Non conoscendone la reale estensione, al pari di un bimbo che tenta i primi passi, l'uomo che ha questo fuoco dentro sè, interroga. Ma cosa interroga?
    La Natura. Egli non è soddisfatto unicamente di trovare, molto spesso per via empirica, le soluzioni: no, egli, a un certo punto, desidera anche comprendere come si sia arrivati a quella soluzione e perchè.
    E così, sovente accade all'artista o al letterato, nell'inseguire le risposte alle sue ansie, ai suoi dubbi, di avere qualche intuizione, di vedere qualcosa, confusamente.
    Nel preparare la sua opera, nel dipingerla o scolpirla, nell'averla chiara in mente o nell'agire d'istinto, cosa fa sempre l'artista? Egli cerca di creare qualcosa che abbia la stessa intensità sensoriale della realtà. Egli cerca di far si che la sua opera, messa di fronte o calata nel reale, nel raffronto non sbiadisca, come una copia mal riuscita. Ma la realtà è insuperabile, in questo. Non ci sarebbe competizione, se nell'atto stesso di realizzarla, l'autore non imponesse un'altra possente qualità: la forza emotiva.
    Che sia per mezzo di una super-naturalità, di accentuazioni, di implicazioni concettuali, di esagerazioni, di allegorie, analogie, insomma, di qualunque mezzo si serva l'artista, egli deve compensare la presenza scenica della realtà, così nettamente superiore.
    Non esiste, a tutt'oggi, una teoria unificata e comunemente accettata dell'arte, del suo significato e del suo ruolo, ma discrete approssimazioni.
    In questo senso io avvaloro il tuo tentativo di scovare l'intento dell'artista di controbilanciare l'insufficienza della rappresentazione sulla realtà. E allora, il colonnato, il ritto della sedia, il cervello in sezione, cos'altro sono, se non questo tentativo, di pareggiare la forza del reale attraverso una supercompensazione della sua rappresentazione, affinchè come detto non sbiadisca?
    Nello stesso tempo in cui ti lodo per questo e gli altri lavori, riconoscendoti una dote di scovatore, di chi è "tarato" per scoprire certe analogie nascoste, ti metto sull'avviso: questo modo di procedere non è esente da fallacie. Anzi, le insidie delle false relazioni sono dietro l'angolo. Occorre una grande perizia per sapersene districare, ma in questo, non hai bisogno di grandi consigli, considerata la tua affinità per il regolo e i numeri, che non sbagliano (quasi) mai.

    RispondiElimina
  10. Grazie, ho letto con grande interesso La Sua ricerca, usero citazioni nei seminari con i miei studenti, prof. Nina Hristova, Sofia

    RispondiElimina
  11. Gent.ma professoressa Nina Hristova, Sofia,
    mi lusinga il suo interesse per la mia ricerca sulla "Madonna della seggiola". Le sono assai grato e mi metto a Sua disposizione per qualsiasi altra nozione su argomenti dell'arte, in particolare quella di Raffaello, limitatamente alla mia esperienza mostrata con il lavoro che Lei ha tanto apprezzato.

    Mi permetto di segnalarle un altro mio lavoro, ancora su un opera di Raffaello, "Scuola di Atene", dal titolo Ipazia d'Alessandria - La sapienza della scuola di Atene. È stato segnalato dalla prof Annarita Ruberto su questo blog in occasione della V edizione del Carnevale della Fisica, il 30 marzo u.s., vedasi http://www.tutto-scienze.org/2010/03/carnevale-della-fisica-5.html/>

    Le faccio i miei migliori auguri per un proficuo impegno di docente.
    Cordiali saluti,
    Gaetano Barbella

    RispondiElimina
  12. utente anonimo21 aprile 2011 19:10

    Salve, ho letto con interesse i suoi lavori su "Entropia e arte" riguardanti Raffaello, ma potrebbero esserci altri artisti connessi a questo argomento?
    Grazie mille,
    Alessandro

    RispondiElimina
  13. utente anonimo22 aprile 2011 09:48

    @ Alessandro, salve

    Grazie per l'interesse al mio scritto e questa è la mia risposta:
    Se per argomento, cui si riferisce la sua domanda, è un supposto stato entropico in altri artisti, ebbene, non credo che tutte le espressioni d'arte in genere vi sfuggono. Qui risiederebbe il distacco dalla realtà della concezione che l'artista crea come una sua peculiare immaginaria visione speculare. Lo specchio, questo ha di magico e geniale, di non essere perfettamente piano, come se fosse proprio questo lo scopo dell'artista e non tanto l'opera. Di qui il trasporto, magari, a visioni, una di seguito all'altra, così come sono stato portato a fare. Non è detto che io abbia ragione nell'averle immaginate e, dunque, costituire una critica da accettare, al pari di quella di un accademico dell'arte. E allora è, se non questo, la dimostrazione di cosa che cogita la mente al cospetto di un'opera d'arte, specie se di un Raffaello.
    Ecco che il mio pensiero si imparenta in qualche modo all'arte e qui si nutre e si evolve ed è come "un sistema di matrioske, o di scatole cinesi. In altre parole un interessante sistema di ricorsività - ricorsione come amano dire gli informatici. La ricorsività si viene a creare ogni qualvolta un oggetto contiene una copia di sé stesso, o fa in qualche modo riferimento a sé stesso. Qualcosa di molto simile all'autorefenzialità."
    Ma sto rieferendomi ad una personale opera d'arte che si genera in chi si dispone a guardare - mettiamo - Madonna della Seggiola di Raffaello e vale per qualsiasi altra opera d'arte.
    Il ricorso alla concezioni delle matrioske e ciò che vi segue le ho tratte da un pregevole e interessante lavoro di un intraprendente giovane ingegnere informatico, Paolo Alessandrini. È un doppio articolo intitolato "La Matematica Ummagumma" che ho letto con molto interesse su Matem@ticamente dell'amica, la prof. Annarita Ruberto che qui ci ospita [<a href="http://www.splinder.com/myblog/comment/list/23262216#cid-64457971">http://www.splinder.com/myblog/comment/list/23262216#cid-64457971</a>.

    Gaetano

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...