sabato 15 febbraio 2014

HeLa, Le Cellule "Immortali" Di Henrietta Lacks

Henrietta Lacks- Fonte: Wikipedia
Esistono delle cellule "immortali"? Non datemi della folle perché la risposta è affermativa. Si tratta delle cellule HeLa dalle iniziali di Henrietta Lacks, la sua ignara donatrice.

Il suo nome era Henrietta Lacks, ma gli scienziati la conoscono come HeLa.
Era una anonima coltivatrice nera di tabacco le cui cellule, prese a sua insaputa nel 1951, sono diventate uno degli strumenti più importanti nella medicina, di vitale importanza per lo sviluppo del vaccino contro la poliomielite, la clonazione, la mappatura del gene, la fecondazione in vitro, e altro ancora.
Le cellule di Henrietta sono state acquistate e vendute a miliardi, ma lei rimane praticamente una sconosciuta, e la sua famiglia non può permettersi l'assicurazione sanitaria!

Ma andiamo per gradi e cerchiamo di ricostruire la storia delle cellule HeLa.


Henrietta Lacks nacque Loretta Pleasant il primo agosto del 1920 a Roanoke, Virginia, da Eliza e Johnny Pleasant. La sua famiglia non ha informazioni certe su come e perché ella cambiò il proprio nome in Henrietta.

Eliza, sua madre, morì dando alla luce il decimo figlio, nel 1924. Dopo la morte della moglie, il padre di Henrietta, non sentendosi in grado di gestire i figli, li portò a Clover, in Virginia , per affidarli ai parenti. Henrietta all'età di 4 anni finì insieme al nonno, Tommy Lacks, in una capanna di tronchi a due piani, che era stato il quartiere degli schiavi del bisnonno bianco. Condivise una stanza con un primo cugino di 9 anni, David "Day" Lacks (1915-2002).

Nel 1935, all'età di 14 anni, Henrietta dette alla luce il primo figlio, Lawrence, e, nel 1939, la figlia Elsie. Il 10 Aprile 1941 sposò "Day" Lacks, padre dei bambini.

Alla fine del 1941, il loro cugino Fred Garret convinse la coppia a lasciare la fattoria di tabacco e a trasferirsi nel Maryland, dove il marito di Henrietta trovò lavoro in una acciaieria.  Qui i due coniugi acquistarono una casa con i soldi dati loro da Garret quando andò via all'estero. 

La coppia ebbe altri tre figli: David "Sonny" Jr. (nato nel 1947), Deborah (1949-2009) e Joseph (1950). L'ultimo figlio nacque al Johns Hopkins Hospital nel novembre del 1950, solo quattro mesi e mezzo prima che ad Henrietta fosse diagnosticato un cancro alla cervice. 
Dopo aver dato alla luce il suo quinto figlio Joseph, Henrietta cominciò a sanguinare copiosamente ed in modo anormale. Risultata negativa al test della sifilide, il suo medico la indirizzò al Johns Hopkins, l'unico ospedale nelle vicinanze a trattare pazienti di razza nera. Era il 29 gennaio 1951.

Howard Jones, il suo nuovo medico, esaminato il nodulo al collo dell'utero di Henrietta, tagliò una piccola parte del tumore e lo inviò al laboratorio di patologia. Poco dopo, alla donna fu diagnosticato il carcinoma della cervice.

Henrietta fu sottoposta ad un ciclo di cure e, durante i trattamenti del tumore mediante radiazioni, le furono rimossi a sua insaputa due campioni di cervice: una parte sana ed una cancerosa. Le cellule dell'utero furono consegnate al dottor George Otto Gey, diventando successivamente le cellule HeLa (linea cellulare immortalizzata), comunemente utilizzate nella ricerca biomedica.

Tornata all'Hopkins, l'8 agosto, per una sessione di trattamento, rimase in ospedale fino al giorno della sua morte. Anche se ricevette adeguato trattamento clinico e trasfusioni di sangue, morì di avvelenamento uremico il 4 Ottobre 1951, all'età di trentun anni. Una successiva parziale autopsia dimostrò che il cancro aveva metastasi in tutto il corpo. 

Ebbe così inizio la storia delle cellule HeLa.

Le cellule del tumore di Henrietta furono consegnate, come detto prima, al ricercatore George Gey, il quale "scoprì che le cellule [di Henrietta ] si comportavano in un modo mai visto prima: esse potevano essere tenute in vita e riprodursi". Le comuni cellule umane, coltivate in vitro da altre cellule, potevano invece sopravvivere solo per pochi giorni. Gli scienziati sino ad allora avevano speso più tempo per cercare di mantenere in vita le cellule piuttosto che fare ricerca vera e propria su di esse. Ma ecco che alcune cellule, prelevate dal campione tumorale di Henrietta, si comportavano in modo diverso dalle altre.

George Gey fu in grado di isolare una cellula specifica, moltiplicarla, e dare inizio ad una linea cellulare autoriproducentesi. Gey chiamò HeLa il campione, dalle lettere iniziali del nome e del cognome di Henrietta Lacks. La ricerca scientifica aveva finalmente a disposizione le prime cellule umane coltivate in laboratorio "immortali" (non muoiono dopo poche divisioni cellulari), che potevano essere utilizzate per lo svolgimento di molti esperimenti. Ciò ha rappresentato un inestimabile vantaggio per la ricerca biomedica.

Come affermato dal giornalista Michael Rogers, la crescita delle HeLa, grazie ad un ricercatore, fu di aiuto nella risposta alle esigenze dei 10.000 che marciarono per una cura della poliomielite, poco prima della morte di Henrietta. Nel 1954, il ceppo delle cellule HeLa fu utilizzato da Jonas Salk per sviluppare un vaccino contro la poliomielite. Per testare il nuovo vaccino di Salk, le cellule furono rapidamente messe in produzione di massa nella prima fabbrica al mondo di produzione di cellule umane.

Nel 1955, le HeLa furono le prime cellule umane ad essere clonate con successo. La loro richiesta crebbe rapidamente. Da quando furono messe in produzione di massa, le cellule di Henrietta sono state utilizzate dagli scienziati di tutto il mondo per "la ricerca sul cancro, l'AIDS, gli effetti di radiazioni e di sostanze tossiche, la mappatura del gene, innumerevoli altre attività scientifiche".
Sono state impiegate anche per testare la sensibilità umana al nastro adesivo, alla colla, ai cosmetici, e a molti altri prodotti. Gli scienziati hanno fatto crescere circa 20 tonnellate di cellule, ed esistono quasi 11.000 brevetti che coinvolgono le cellule HeLa. 


Nei primi anni del 1970, i familiari di Henrietta Lacks inizarono a ricevere telefonate da ricercatori, che volevano prelevare campioni del loro sangue per studiarne la genetica(colore degli occhi, colore dei capelli e connessioni genetiche). La famiglia ne richiese il motivo, venendo così a conoscenza della rimozione delle cellule di Henrietta.

Ma come era potuta accadere una cosa del genere? Né Henrietta né la sua famiglia avevano autorizzato la rimozione delle cellule. A quel tempo, il permesso non era né necessario né abitualmente richiesto dai medici, che potevano liberamente utilizzarle per scopi clinici. Le cellule furono successivamente commercializzate. Nel 1980, furono pubblicate cartelle sanitarie di famiglia senza il consenso della famiglia. Nel marzo 2013, i ricercatori tedeschi pubblicarono il codice del DNA, o genoma, di un ceppo di cellule HeLa, senza il permesso della famiglia di Henrietta. 

Tale questione e la situazione di Henrietta furono presentate alla Corte Suprema della California. Il 9 luglio 1990, il tribunale stabilì che i tessuti e le cellule di scarto di una persona non sono di sua proprietà e possono essere commercializzate.

Nell'agosto 2013, un accordo tra la famiglia e il National Institutes of Health annunciò di riconoscere alla prima un certo controllo sull'accesso al codice del DNA delle cellule, insieme a una promessa di riconoscimento in articoli scientifici. Inoltre, due membri della famiglia entrarono a far parte di un comitato di sei membri che regolano tuttora l'accesso al codice.


Ma perché le cellule di Henrietta si comportano in modo così diverso dalle altre?

È stato provato che le  HeLa posseggono 82 cromosomi e, oltre al normale corredo umano, presentano quattro copie del cromosoma 12 e tre copie dei cromosomi 6, 8, e 17.
Tale differenza nel corredo cromosomico è dovuta ad una mutazione orizzontale indotta dal Papillomavirus, responsabile della quasi totalità dei carcinomi della cervice uterina.  Più precisamente si tratta di una mutazione della telomerasi, che previene l'accorciamento del telomero durante la replicazione, comportamento che, nelle altre cellule, ne provoca la morte dopo un certo numero di divisioni cellulari, mentre le HeLa possono dividersi molte più volte. 

Immagine DIC, DNA colorato con
 Hoechst 33258
Fonte Wikipedia En
Le Hela sono storicamente la prima linea di cellule tumorali immortalizzate.
Oggi sono coltivate nei laboratori di tutto il mondo per fini scientifici e, sebbene siano trattate come cellule tumorali, esse posseggono delle caratteristiche uniche, che le differenziano dalle altre cellule di questo tipo: sono, infatti, molto più resistenti delle altre cellule tumorali e in grado di sopravvivere in condizioni che altre cellule non possono tollerare, come, ad esempio, vivere per un periodo relativamente lungo anche in assenza di terreno di coltura

A buona ragione, Henrietta Lacks può essere considerata la donna più importante della medicina nell'ultimo secolo.

Link consigliati per approfondire:

http://www.wired.com/magazine/2010/01/st_henrietta/

http://www.lacksfamily.net/index.php

http://www.nytimes.com/2010/02/03/books/03book.html?em&_r=0

http://www.smithsonianmag.com/science-nature/henrietta-lacks-immortal-cells-6421299/

18 commenti:

  1. Che dire Annarita, di questa storia straziante e benefattrice ad insaputa: questa è la dimostrazione di quanti pochi scrupoli si fanno quando devono applicare l' esproprio bioetico o biopolitico per pubblica utilità.

    Posso solo paragonare questa cara donna e dedicargli la parabola evangelica del granello di senape
    , il più piccolo e forse il più insignificante dei semi,
    : il quale, dopo essere stato prelevato e sepolto dall'uomo
    ,crebbe, e divenne un albero così grande che persino tutti gli uccelli del cielo trovarono riparo tra i suoi rami.

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    1. Aldo, purtroppo non posso che concordare con te. L'unica cosa positiva di questa storia straziante è l'enorme beneficio che le cellule HeLa hanno dato e continuano a dare all'avanzamento della ricerca medica. Un grazie immenso ad Henrietta Lacks.

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    2. Annarita, perché mi dici: " purtroppo non posso che concordare conte."...Lapsus froidiano? :-)

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    3. Nessun lapsus, Aldo. Forse non mi sono espressa correttamente. Il "purtroppo" si riferisce al contenuto del concordare. Ovvero avrei voluto non concordare, il che avrebbe significato l'assenza del problema, che invece c'è.
      Spero di essermi spiegata questa volta.

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  2. De marco alessandra 1b
    Ciao prof Ho letto il post e devo dire che non sapevo che potessero esistere cellule immortali devo dire anche che questo post è stato bellissimo fa leggere.buona giornata a lunedì

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    1. Alessandra, non esistono ordinarie cellule che siano immortali. Il termine specifico è "immortalizzate", come ho precisato nel post. Ovvero sono cellule che sono rese immortalizzate o a causa di una mutazione indotta, come nel caso delle HeLa, dal Papilloma virus,oppure con procedimenti appositi.

      A lunedì.

      La tua prof.

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  3. Cara Annarita,per me è stupendo!
    Come se la stessa natura avesse deciso di aiutare la scienza e l'umanità, donandoci, attraverso Hanrietta Lacks,le sue cellule immortali.

    Se fossi una parente di Hanrietta, non pretenderei nulla, perche, solo la natura anche la più maligna..certe volte sapendola interpretare..ci da una mano.


    Grazie sempre di queste bei post che ci regali.

    Buona domenica con bacio .
    Ciao!

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    1. Io, invece, penso che i parenti di Henrietta meriterebbero qualcosa dato che non possono permettersi nemmeno una assicurazione sanitaria. Negli Stati Uniti è necessaria se si vuole usufruire delle prestazioni sanitarie.

      Buona domenica ed un abbraccio.

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  4. Riccardo Raccagni 1°B16 febbraio 2014 15:41

    Buon pomeriggio prof!
    Questo post è veramente interessante e bello!
    Non credevo che esistessero cellule così strane!
    A domani!

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    1. Ed invece esistono, Riccardo. Non sono normali cellule, ovviamente, ma soggette a mutazioni particolari oppure "lavorate" specificamente.
      Buon pomeriggio a te.

      A domani!

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  5. Non conoscevo assolutamente la storia di Henrietta mentre avevo sentito parlare delle cellule _HeLa_.
    Sono anche io dell'idea che i parenti meriterebbero anche più di qualcosa, così come meriterebbe una maggiore considerazione e visibilità il nome della donatrice ignara.
    Un gran bel post, sia per le informazioni condivise, sia per il taglio umano che hai impostato.

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    Risposte
    1. Ricordo di aver letto che è stata istituita una fondazione a favore dei parenti di Henrietta. Non ne sono sicura, ma cercherò di recuperare l'informazione.
      Grazie dell'apprezzamento, Marco. Questa è una storia che arriva dritta al cuore ed apre degli interrogativi su un certo modo di procedere della Scienza, a volte.

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  6. alessia muccinelli 1b16 febbraio 2014 19:28

    buonasera prof!
    molto bello ! addirittura quando stavo commentando è arrivata mia mamma e si è messa a leggere tutta la storia , anche s una parte gliela avevo gia raccontata io! la cosa che mi stupisce di piu di questo post è che una ragazza cosi giovane abbia avuto per prima delle cellule del genere ! bhe diciamo che è stata sfortunata... dopo che lei a scuola ci ha detto che le cellule si moltiplicavano cosi in fretta da essere di piu del normale ho pensato che è meglio farsi il vaccino del "papilloma virus" !
    buona serata e a domani!

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  7. federico dalprato 1b16 febbraio 2014 19:55

    buon giorno prof.ho letto il post sulle hela e devo dire che è molto interessante.non credevo che esistessero cellule di questo genere.a domani buona notte prof

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  8. Ciao prof!
    Secondo me da una parte il post è bello perchè parla di cellule di cui io non ne sapevo l'esistenza, da una parte anche la storia di Henrietta Lacks è triste.
    Comunque credo che sia bello aver scoperto che ci sono anche cellule immortalizzate.
    A domani prof, e buon pomeriggio!

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  9. Ciao prof!
    Questo post è molto interessante.
    E' bello che sia stata proprio una donna ad aver avuto le cellule immortalizzate.
    Comunque sono d'accordo con quello che ha detto Marwa cioè che la storia di Henrietta Lacks è molto triste perché muore a soli trentun'anni per un tumore e che neanch'io sapevo dell'esistenza di queste cellule.
    Grazie ai suoi post impariamo cose che non pensiamo neanche che esistano perché non ci abbiamo mai fatto caso ma che solo lei ci fa notare.
    Buona serata e grazie ancora per i suoi post sempre istruttivi e interessanti.
    A domani!

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  10. Buona sera prof mi sono letto tutto il post e queste cellule sono davvero stupefacenti .
    Sono daccordo con quello che hanno detto Martina e Marwa .
    A domani
    domani

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  11. Laura Martelli 1b19 febbraio 2014 20:36

    Cara prof le cellule di HeLa sono davvero interessanti
    però i dottori non sono stati molto educati a prelevare le cellule a
    Hanrietta comunque le cellule sono servite a nuovi studi.
    Buona serata prof. A domani

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