sabato 8 maggio 2010

Can you hear me now? - SETI News


Cari ragazzi e lettori,

Sapete che cos'è il progetto SETI? Nooo? Ebbene ve ne parlo brevemente perché ci sono news dal fronte!

SETI, acronimo di Search for Extra-Terrestrial Intelligence (Ricerca di Intelligenza Extraterrestre), è un programma dedicato alla ricerca della vita intelligente extraterrestre, abbastanza evoluta da poter inviare segnali radio nel cosmo. Il programma si occupa anche di inviare segnali della nostra presenza ad eventuali altre civiltà in grado di captarli (SETI attivo).

Il SETI Institute, proposto nel 1960 da Frank Drake (tuttora uno dei suoi direttori), è nato ufficialmente nel 1984. È un'organizzazione scientifica privata, senza scopi di lucro. La sede centrale è a Mountain View, in California.

Legget su Wikipedia per approfondire. E anche qui.

Esiste anche  SETI@home (“SETI at home"),  un progetto di calcolo distribuito volontario che usa computer  connessi ad internet ospitato dalla Space Sciences Laboratory all'Università della California, Berkeley, negli Stati Uniti.  Questa è una delle molte attività intraprese nel progetto SETI. Il software  SETI@home è stato rilasciato al pubblico il 17 maggio 1999. Il 22 giugno 2004  è stato rilasciato SETI@home II, basato sulla Berkeley Open Infrastructure for Network Computing (BOINC).


Il web site italiano del progetto SETI@home.



Fatta la doverosa introduzione, veniamo alle novità 24 aprile 2010, pubblicate su ScienceNews.


Come avete compreso,  il SETI, fino ad oggi, ha basato la sua attività soprattutto sull’immissione di segnali radio nello spazio cosmico, e questo perché nel 1960, quando il progetto fu varato, la tecnologia in uso era rappresentata dalle onde radio sfruttate per i televisori.

Ai nostri giorni, però  la  tecnologia basata sui segnali radio sta andando progressivamente in disuso perché la miriade di segnali provenienti dal digitale delle TV e dalle migliaia di canali diversi, mediante cui trasmettono sia i Radar militari che i cellulari, stanno generando un rumore indistinguibile agli orecchi degli eventuali E.T, rendendo il pianeta Terra meno udibile da parte degli eventuali extraterrestri.



Ipotizzando che questi un passo avanti nella tecnologia, i responsabili del SETI hanno
cominciato a mettere  in discussione l'impiego delle onde radio come mezzo per comunicare  con altre forme di vita intelligenti. I ricercatori stanno, pertanto, focalizzando la propria attenzione su apparecchiature basate su mezzi alternativi per comunicare la nostra presenza agli E.T:  le onde elettromagnetiche e i segnali luminosi laser.
C'è, però, chi si oppone all'utilizzo di nuovi mezzi, mettendone in discussione la concreta efficacia.



Ad esempio,  Paul Davies, fisico della Arizona State University (USA), afferma che non è credibile la possibilità di contattare gli extraterrestri, al di là di alcune dozzine di anni luce. Suggerisce pertanto di spostare l’attenzione su quelli che invece potrebbero essere segnali di avvenuta presenza aliena sia sulla Terra che nel cosmo, quali: anomalie di tipo  biochimico  o geologico rilevate sulla Terra o comete e stelle che evidenzino spettri luminosi alterati

ScienceNews  ha pubblicato, il 24 aprile scorso, l'articolo  "Can you hear me now?" in cui è possibile reperire i dettagli dei progetti su cui sta puntando il SETI attualmente.


 

5 commenti:

  1. utente anonimo8 maggio 2010 20:00

    Il giorno  che un primo messaggio arriverà dallo spazio
    ci vorrei proprio essere.
    Ma chi sa come e quanto succederà.
    Ciao cara Annarita.


    RispondiElimina
  2. Ecco, le onde elettromagnetiche! E' da un po' che mi sto interessando a questo argomento, leggendo qua e là, e mi son fatta una certa idea sulle onde elettromagnetiche...

    pensavo agli studi di Ighina, tu cosa ne pensi di questo discusso scienziato?
    Leggo sempre con molto interesse il tuo blog.
    ciao Annarita, un bacio
    Janas

    RispondiElimina

  3. Chi lo sa, Rosaria?

    Bacioni:)

    RispondiElimina

  4. Elisa, ricambio il caro saluto.

    A presto!

    RispondiElimina

  5. Janas, Ighina non è ritenuto uno scienziato ma uno pseudoscienziato. La comunità scientifica non riconosce i suoi studi. Ci sono molti lati oscuri e non convincenti dei suoi lavori. Non mi sono interessata a fondo di questo personaggio, ma lo scetticismo c'è.

    Ti ringrazio di trovare interessante ciò che posto.

    Bacione ricambiato.
    A presto!

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...