lunedì 3 maggio 2010

One Laptop per Child (OLPC): Computer Ai Bambini Palestinesi



Cari ragazzi (e cari lettori),

ricordate il progetto no profit One Laptop per Child (OLPC)? Ne abbiamo parlato diverse volte a scuola.

Il progetto OLPC è stato fondato da Nicholas Negroponte con un nucleo di veterani del Media Lab, e ha presto coinvolto persone di talento e costanza eccezionali, provenienti dall'ambiente accademico, dalle belle arti e dalla comunità open source. Ogni individuo che partecipa porta con sé un insieme di capacità uniche, e una profonda passione per il progetto.

Le origini del progetto risalgono a più di quattro decadi fa, agli albori dell'era informatica, quando la maggior parte dei computer aveva dimensioni di piccoli dinosauri. Quasi nessuno sognava che un giorno queste macchine fossero adatte ai bambini. Ciò nonostante pensatori come Seymour Papert non erano d'accordo con questa previsione, e col tempo le loro idee cominciarono un lungo cammino, da teoria radicale fino a diventare realtà. Anche grazie a loro, il personal computer è ora a disposizione dei bambini come uno strumento educativo dalle potenzialità immense. [Consultate la cronologia]

Troverete altre informazioni riguardo al progetto One Laptop per Child su Wikipedia.

Approfondite alla voce XO - 1.

Visitate il sito ufficiale OLPC in lingua inglese.


Veniamo adesso alla notizia, diffusa il 29 aprile dalla sezione NEWS della BBC.

Migliaia di computer portatili prodotti dall’organizzazione  One Laptop per Child sono stati distribuiti dallo staff dell'Agenzia UNRWA (l’Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi) ai bambini delle scuole della Striscia di Gaza con la finalità di migliorare la loro educazione.

Secondo  le informazioni provenienti dall'Agenzia UNRWA, le condizioni di vita nella Striscia di Gaza si sono deteriorate drammaticamente negli ultimi tre anni, in seguito al controllo
della Striscia di Gaza, assunto con la forza, nel giugno 2007, dal gruppo integralista Hamas, e al blocco imposto alle frontiere da Israele ed Egitto. Blocco che consente soltanto l’ingresso degli aiuti umanitari.



Il personale dell’UNRWA ha distribuito un primo stock di 2.100 laptop a Rafah, nel sud della Striscia, con l’obiettivo  di distribuire 500.000 computer ai bambini di Gaza entro i prossimi due anni.

Auguriamoci che l'obiettivo possa essere perseguito!

Per finire, aggiungo questo video dotato di sottotitoli in italiano, preso dal TED.


 






4 commenti:

  1. utente anonimo3 maggio 2010 12:47

    Rosaria: il fatto che sono stati messi a disposizione dei bambini dei pc,
    come strumento educativo,  ci dimostra la  potenza della rete.
    Eppure, ci sono tante persone, che credono che la rete
     ingabbia la mente.
    Se posso dire la mia esperienza personale...
    credo, invece, che  se  è usato bene allarga la mente
    e come avere il mondo intero sotto gli occhi
    e anche l'universo, attraverso i video.
    La nostra realtà di oggi è accompagnata
    da questa grande invenzione a noi il compito
    di farne buon uso.
    Leggere questo tuo post mi ha trasferito fiducia,
    pensando sopratutto ai bambini che accenni nel post.

     Ciao cara Annarita e buona settimana.
    Ti abbraccio



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  2. Cara Rosaria, ti ringrazio della tua testimonianza che condivido in toto.

    Un bacione!

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  3. utente anonimo5 maggio 2010 15:43

    hanno avuto proprio una bella idea per i questi bimbi il computer è un ottimo strumento educativo.



    asia bolognesi 1b

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  4. Proprio così, Asia.

    A domani.
    La tua prof!

    RispondiElimina

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