martedì 19 ottobre 2010

Una Nuova...Caduta Dei Gravi


Carissimi,

il titolo del post non deve farvi pensare ad una nuova teoria della caduta dei gravi!!! Si tratta, invece, di un eccellente contributo della nostra amica Maria Intagliata, che sugggerisce un approccio didattico all'argomento, sostenibile e a misura di apprendenti.

Segue l'introduzione. Il resto lo potete leggere nel widget di Issuu.




*****



È ormai risaputo, e lo dicono anche indagini internazionali come l’Ocse-Pisa, che l’insegnamento scientifico, e non solo, in Italia lascia a desiderare, con inevitabili ricadute negative sullo sviluppo culturale  ed economico del nostro Paese.
La Fisica, insieme alla Matematica, che sempre più assume i connotati della “bestia nera”, è una delle discipline in cui si avverte maggiormente tale crisi e gli ostacoli che gli studenti incontrano nell’affrontarne lo studio sono dovuti a svariati motivi.

È facile individuarli! Basti pensare alla reazione di enorme delusione di un quindicenne, non appena si rende conto che a lui la Fisica non dice proprio nulla. Con tutti i suoi videogiochi, MP3, iPad, telefonini e PC dell’ultimissima generazione, i suoi film di fantascienza, facebook e chi più ne ha più ne metta, egli si ritrova a parlare di vettori, di grafici, di statica, di cinematica e di definizioni del tutto insignificanti. Eppure quanta fisica c’è in quei suoi preziosi oggetti!  Perché essa non è imprigionata nelle pagine dei libri di testo, ma pulsa di vita nel mondo che ci circonda. È, però, molto importante studiare la Fisica a scuola, poiché è qui che avviene l’approccio con la realtà, denudata da ogni fantasiosa attrattiva e studiata per quello che essa è scientificamente. E anche in questa sua nuova veste il mondo reale può essere molto attraente, soprattutto se la curiosità di conoscerlo si accompagna allo studio e alla determinazione.

Il giovane studente, per vincere i conflitti fra conoscenza comune e conoscenza scientifica, ha bisogno di ridurre lo svantaggio dovuto a libri, approcci ed ambienti di apprendimento sbagliati o inadatti, a carenze nella comprensione di fenomeni e nell’uso di strumenti matematici. Ma, soprattutto, necessita di nuovi modelli di insegnamento, essendo oramai poco efficaci quelli tradizionali, non più al passo coi tempi.

È inevitabile che i docenti di Fisica devono essere preparati a far fronte a tali bisogni. A tal fine sono costretti a rivedere, non tanto i contenuti della loro disciplina, quanto le metodologie didattiche, eventualmente da ridefinire e su cui riflettere, attraverso un lavoro personale, ma soprattutto di interazione con docenti della stessa disciplina e di discipline affini, nonché  con gli stessi alunni.

Chiaramente, molto dipende dalla professionalità dell’insegnante, legata alle conoscenze disciplinari, pedagogiche e comunicative e supportata da metodo, tecniche, strumenti e materiali. Ma, nonostante la buona volontà e la disposizione di molti docenti al cambiamento, l’impresa non è per niente facile.

E’ chiaro che in questo lavoro, lungi dall’essere ex cathedra, le riflessioni e i suggerimenti sono rivolti soprattutto ai giovani docenti ai primi approcci all’insegnamento  e a quel “manipolo” di professori, irriducibili, ancora fortemente ancorati a metodi didattici, validissimi, ma…nel passato!
Come bisogna fare Fisica oggi? [Continuate a leggere nel widget. Clic per ingrandire]



23 commenti:

  1. utente anonimo20 ottobre 2010 00:06

    "Come fare Fisica oggi?"...Credo che tu, Maria, l'abbia spiegato chiaramente, indicando l'approccio ideale ad una disciplina così importante ed affascinante come la fisica. Bel lavoro! Complimenti!
    Grazie ad Annarita per la pubblicazione!
    Saluti,
    Enzo

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  2. Vedo il nome: Maria Intagliata
    Dico: < qui la cosa dovrebbe essere interessante, la signora di solito riesce a coinvolgere ed affascinare; scrive in maniera chiara e comprensibile anche per un studente poco avvezzo come me >
    Cliccho sul widget e vedo un lavoro enorme, varie pagine.
    Un po' scoraggiato sfoglio velocemente ed arrivo in fondo.
    Cosa trovo ?
    Una poesia.
    Che ci fa una poesia in una "relazione" di Fisica ?

    Ho quindi deciso di leggere il "malloppone".
    Prima pagina, mi fermo.
    No questa volta me la stampo e me la godo con calma.
    Credo che ancora una volta "la signora " sia riuscita a trovare un linguaggio nuovo ed accattivante pur trattando "la bestia nera", insieme alla Matematica, di noi studenti.

    La coppia Annarita - Maria I colpisce ancora.
    Il giudizio finale alla fine della lettura.
    Un salutone ad entrambe
    Marco



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  3. utente anonimo20 ottobre 2010 00:53

    Spero di non deluderti, carissimo Marco, con questo"malloppone"! A dire il vero sono un po' preoccupata! ...Un campione come te mette in soggezione!
    Grazie!
    Grazie a te, carissima Annarita, della pubblicazione!
    Un abbraccione a te e a Marco!
    Serena notte!
    maria I.

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  4. « La Fisica, insieme alla Matematica, che sempre più assume i connotati della “bestia nera”, è una delle discipline in cui si avverte maggiormente tale crisi e gli ostacoli che gli studenti incontrano nell’affrontarne lo studio sono dovuti a svariati motivi ».

    Adesso non ridere, cara prof. Maria Intagliata, ma la causa di questo ostacolo è lì a casa tua, in Sicilia a ridosso con la Calabria, giusto nello stretto di Messina.
    La leggenda colpevolizza una certa fata Morgana, con un cocchio tirato da sette cavalli che, gettando nell'acqua tre sassi, riesce a fuorviare il navigante che, ingannato dall'illusione prodotta dal movimento di immagini inesistenti in quel punto visivo, crede di approdare a Messina o a Reggio, ma in realtà naufraga nelle di lei braccia. Invece sappiamo benissimo che la causa dlell'illusione è un fenomeno ottico, detto appunto di "fata morgana", dovuto alla rifrazione dei vari strati di aria del posto.
    Non la nera Morgana bensì la signora Fisica, ti pare? Una vera bestia per chi si approccia a lei... come gli studenti.

    Ma hai posto riparo addolcendo la pillola amara con lo zucchero della poesia a Galileo. L'avevi fatta al tuo preferito Archimede attrarverso pi greco, ora è toccato a Galileo.

    Scherzi a parte mi è piaciuto il tuo "poemetto" nel quale si nota il tuo grande amore per la Scienza. Fra spiegazioni, formule e illustrazioni del tuo ideale laboratorio c'è tutto il tuo fare e agire didattico che cerchi di mettere a disposizione dei tuoi allievi, come una mamma che porge il suo seno al lattante. É bello ammirarti in questa sorta di danza... "a sette veli della Sulammita" siracusana.

    Veramente un peccato per la Fisica, quella sfasatura fra terzo e quarto anno di Matematica e Fisica per l'approccio con la trigonometria. Ma forse è anche un bene in modo che l'insegnante vi sopperisca col suo ingegno.
    Occorre che lei sia una fata Morgana che attira a sé l'attenzione dei suoi scolari e così la Fisica in lei se ne giova e trasmigra nei giovani inesperti naviganti che così imparano la lezione anche senza l'angolo di rotta (della trigonometria).

    Cari abbracci e non senza i complimenti,
    Gaetano

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  5. utente anonimo20 ottobre 2010 13:49

    Grazie per queste utilissime indicazioni didattiche su come fare fisica in classe...al passo coi tempi!
    Complimenti vivissimi!
    Saluti,
    Livia

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  6. utente anonimo20 ottobre 2010 13:55

    Sono pienamente d'accordo con l'autrice di questo bellissimo articolo! Però , purtroppo, non sempre le strutture scolastiche sono pronte ed idonee a sostenere le validissime attività laboratoriali necessarie per un insegnamento della fisica moderno e di qualità.
    Grazie della divulgazione e complimenti a Maria!
    Un saluto, Ennio

    RispondiElimina
  7. Cara Maria,
    ho letto le tue parole del post
    e come sempre ti leggo con piacere  
    Sai rendere ogni argomento
    seppur difficile, molto chiaro 
     So che questo dono appartiene
    ai grandi.

    Complimenti per i versi
     dedicati a Galileo.
    Un caro saluto 


    Cara Annarita, non mi stancherò
    mai di dirti grazie! Da quando ti conosco 
     il  mio quotidiano si è arricchito 
    con te e con le persone splendide 
    che ti accompagnano
    in questo tuo cammino
    e attraverso te arrivano anche a me 

    Un bacione 
    ciao 




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  8. Mi vengono in mente due cose leggendo questo tuo bellissimo articolo Maria:
    il lancio del peso e quel giochino arcade che adesso non mi viene il nome ma che è quello dei mattoncini.
    Nel lancio del peso, che praticai da ragazzo, l'allenatore si sgolava nel suggerirci di lanciare il peso in alto (certo non lungo la verticale sulla testa!)
    per poterlo lanciare più lontano (datosi che si tendeva a lanciarlo in traiettoria piuttosto orizzontale).
    Nel giochino arcade, dipendentemente da come con il tuo cursore  colpisci la pallina questa prenderà una direzione specifica, sinchè non si raggiunge, con la pratica, una certa maestria nel prevedere (senza calcoli) la direzione che prenderà la pallina in seguito a come incide sul cursore e anche a indirizzarla dove si vuole.
    Questo per dire che il laboratorio o le esecuzioni al computer sono passaggi fondamentali e inderogabili per imparare divertendosi, perchè altrimenti non si impara,e questo credo che possiamo osservarlo anche in noi stessi.
    Una esposizione chiara, articolata e interessante Maria.
    Ma a volte mi chiedo: perchè mai un insegnante dovrebbe voler insegnare così bene, anche al di là di quello che il Ministero chiede?
    Che c'avete voi insegnanti siffatte?
    Paopasc

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  9. utente anonimo20 ottobre 2010 17:23

    Una bella lezione di didattica della fisica! Complimenti! Grazie Annarita per questo interessantissimo post!
    Un caro saluto,
    Adele

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  10. utente anonimo20 ottobre 2010 17:46


    Che bel lavoro! Certo la buona didattica può veramente cambiare le sorti di una disciplina!
    Grazie e complimenti...
    Carla

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  11. utente anonimo20 ottobre 2010 18:08

    Mi piace questo approccio costruttivista, sostenuto dall'autrice di questa "unità" di lavoro, poichè permette agli studenti di arrivare gradualmente a formulare ipotesi e poi a sistematizzare con l'aiuto dell'insegnante.
    Anche per me l'approccio tradizionale di insegnare solo le leggi matematiche che regolano i fenomeni si rivela quasi sempre fallimentare...
    Eccellente lavoro e complimenti per la poesia: un autentico ritratto del grande Galileo!
    Grazie mille a chi ha postato l'articolo! ..E complimenti per il blog!

    Saluti,
    andrea

    RispondiElimina
  12. utente anonimo20 ottobre 2010 20:41

    Complimenti, regina del pi greco...e non solo!
    Un salutone,
    Daniela

    RispondiElimina
  13. utente anonimo20 ottobre 2010 23:22

    Proooofff.!...Ma è stupendo quest' articolo!...Ma lei passa così...dalla

    matematica alla fisica e alla poesia con un semplice schiocco di dita!?

    Ma come fa????..

    Complimenti!..Non ho parole..

    salutissimi
    giuseppe

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  14. utente anonimo21 ottobre 2010 08:38

    E' importante, secondo me, arrivare alla modellizzazione matematica dei fenomeni fisici, come questo della caduta dei gravi, attraverso un percorso in cui gli allievi interagiscono direttamente, mediante l'attività di laboratorio.

    Bisogna infatti superare l'approccio tradizionale alla fisica, considerato il suo indiscutibile, odierno, insuccesso.

    Credo che questo articolo, molto ben fatto, voglia dare proprio questo suggerimento metodologico.

    Complimenti a chi l'ha scritto e a chi l'ha pubblicato. Grazie.
    Distinti saluti, Lina 



     

    RispondiElimina
  15. utente anonimo21 ottobre 2010 11:38

    Complimenti, cara prof.! Bel programma il suo, ...ma in una scuola che

    può definirsi tale, con laboratori e docenti messi in condizioni di attuare

    metodi moderni!

    E come la mettiamo con scuole dove manca di tutto..., perfino la carta

    igienica?!!!

    Saluti,
    Federico

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  16. utente anonimo21 ottobre 2010 16:54

    Nei miei ricordi scolastici c'è un apprendimento della fisica fatto di formule imparate a memoria, utili per la risoluzione di esercizi e problemi molto simili a quelli svolti dal professore in classe . Non ero assolutamente in grado di associare un fenomeno fisico, in una situazione nuova, alla legge matematica che lo descriveva. Pertanto condivido pienamente le indicazioni metodologiche di quest'articolo.
    Complimenti e grazie! 
    Ciao,
    Anna

    RispondiElimina

  17. Ringrazio di cuore i vecchi e nuovi amici per l'apprezzamento dimostrato nei confronti del contributo di Maria.

    Cara Maria, ancora un ringraziamento particolare a te.

    Un caro saluto a tutti.
    annarita


    RispondiElimina
  18. utente anonimo21 ottobre 2010 22:06

    Sono io che ringrazio te, carissima Annarita, e i gentili amici per i loro commenti davvero lusinghieri e graditi  e la loro presenza in questo blog prestigioso ed ospitale.
    Grazie di cuore a tutti!
    Un grande abbraccio,
    maria I.

    RispondiElimina
  19. utente anonimo23 ottobre 2010 18:11

    mi chiamo cristian giannone suo ex alunno.. complimenti per l'articolo.. ma continuo a non capire cosa scrive.. saluti XD

    RispondiElimina

  20. Come promesso, cara Maria, ho finalmente letto il "malloppone".
    Che dire !!! Dove insegni ? Vengo subito.
    Sono perfettamente daccordo con te per quanto riguarda la prima parte:
    mai più formule senza senso, prima osservazione e sperimentazione, gioco e curiosità, solo quando siamo (noi studenti) davvero pronti, allora si può procedere con la "formalizzazione", con la formula, la legge fisica e verifica matematica. Coincidenza vuole che una nostra amica comune, senza fare nomi, Annarita, mi ha fatto qualche domanda sulla Fisica nella scuola, ed il mio pensiero, o meglio, desiderio, si avvicina molto all'approccio che tu proponi.

    La seconda parte su "Una Nuova ... caduta dei gravi" è chiaramente indirizzata ai tuoi colleghi ma ho comunque proseguito la lettura e anche li' l'approccio che consigli mi sembra "divertente" almeno per noi studenti e per quel poco che ne possa capire io, quando mi diverto imparo anche più volentieri ed in fratta, quindi sottoscrivo pienamente anche l'approccio sull'esempio specifico. Il consiglio sull'utilizzo maggiore delle nuove tecnologie credo sia la chiave per "acchiappare" noi studenti.

    Ultimissima, ma non per questo meno importante la poesia in onore dell'amico Galileo; bellissima.

    Grandissssssssssima
    Marco

    Ps:
    Ho parlato di "malloppone", ma non bisogna spaventarsi, scorre talmente bene che si legge in poco tempo e soprattutto, dopo, rimane qualcosa....

    RispondiElimina
  21. utente anonimo24 ottobre 2010 21:43

    Sei tu grandissssssssimo, adorabile Campione! E' inutile dire che sei l'alunno che ogni docente vorrebbe in classe, come stimolo a far meglio e di più, ad alimentare la propria motivazione, flebile fiammella che nella scuola di oggi si fa fatica a mantenere accesa. Grazie dei tuoi apprezzamenti, che, fatti da un talento quale tu sei, per me hanno un valore enorme e mi auguro di meritarli. Sono felice e lusingata di questo tuo bellissimo commento!  Anche se, credo,  ci sentiremo ancora, voglio dirti quanta gioia mi ha dato conoscere te, figlio eccezionale....di un papà straordinario! Complimenti, carissimo Marco!
    Un abbraccione e...a presto!
    maria I. 

    RispondiElimina
  22. utente anonimo27 ottobre 2010 00:06

    Complimenti, Maria! Mi rifaccio vivo...
    Un bell'esempio di moderna didattica!
    Saluti,
    davide

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  23. utente anonimo31 ottobre 2010 19:59

    Ciao Maria, il tuo articolo mi è piaciuto molto  e fa davvero una gran bella figura, un "pezzo da 90", tra tutti i meritevoli contributi di questo carnevale della Fisica! Bravissima, come sempre!
    A presto,
    adriana

    RispondiElimina

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