mercoledì 1 agosto 2012

The Pale Blue Dot: Il Pallido Punto Blu Che E' La Nostra Casa

La Terra (il punto blu a circa metà della banda marrone
 a destra)  vista da 6 miliardi di chilometri appare come
un piccolo puntino nel buio dello spazio profondo
The Pale Blue Dot è una fotografia della Terra, scattata nel 1990 dalla sonda spaziale Voyager 1 da una distanza record, che mette in evidenza il nostro pianeta contro la vastità dello spazio.


Nel 1990, la sonda scattò diverse fotografie ai pianeti del sistema solare, quando si trovava ad oltre 6 miliardi di chilometri dalla Terra. La più celebre è appunto la Pale Blue Dot (pallido punto blu) che mostra la Terra alla dimensione di meno di un pixel. 


Voyager 1 porta con sé un disco registrato di rame e placcato d'oro (il cosiddetto Voyager Golden Record) che contiene immagini e suoni della Terra, assieme a qualche istruzione su come suonarlo, nel caso qualcuno lo trovasse. I contenuti della registrazione furono selezionati da un comitato presieduto da Carl Sagan, tra le altre cose, uno dei fondatori del Progetto SETI per la ricerca delle intelligenze extraterrestri.

La celebre foto è stata scattata dal Voyager 1 proprio su richiesta di Carl Sagan: infatti, l'idea di girare la fotocamera della sonda e scattare una foto della Terra dai confini del sistema solare è stata sua. Il noto astronomo e divulgatore scientifico successivamente, nel 1994, utilizzò il nome della fotografia anche per il suo libro "Pale Blue Dot: A Vision of the Human Future in Space".


Qui potete trovare altre informazioni sulla foto, votata nel 2001, in un articolo sul sito www.space.com, da Ray Villard del Space Telescope Science Institute e Jurrie Van der Woude del Jet Propulsion Laboratory come una delle dieci migliori immagini scientifiche dello spazio di tutti i tempi.


Nel libro su citato, Sagan espone i suoi pensieri sul significato profondo della fotografia:
«Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L'insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni "superstar", ogni "comandante supremo", ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì, su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole. La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica.Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un puntino. Pensate alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto fervente il loro odio. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l'illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell'Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c'è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.
La Terra è l'unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c'è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora.
Che vi piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l'astronomia è un'esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c'è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l'uno dell'altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l'unica casa che abbiamo mai conosciuto.»
Di seguito il video "Great Minds: Carl Sagan - Pale Blue Dot" su cui potete leggere i sottotitoli in italiano mentre la voce di Carl Sagan recita le riflessioni prima indicate.


Propongo una seconda versione molto suggestiva per la scelta delle scene: "We Are here". La voce narrante è sempre quella di Carl Sagan e sono presenti i sottotitoli in lingua italiana.

2 commenti:

  1. Cara Annarita, è vero la nostra terra è un piccolo granellino di sabbia nel grande universo..noi uomini non possiamo afferrare questo concetto ma non per ignoranza ma solo perchè la grandezza di questo granellino di sabbia che ruota nel grande universo, vivendoci sopra a noi ci sembra enorme... la mia mente non riesce a percepire l'immensità del cosmo...l'infinito non ha una misura.

    Annarita, questo granellino di sabbia se non ci fosse forse l'universo non sarebbe lo stesso?
    Nel cosmo ogni pianeta, stella qualunque cosa ha il suo posto perchè ognuno ha una sua funzione e tutti sono importanti l'uno a l'altro? Credo.

    Un bacio ciao e grazie.

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  2. Grazie per le significative riflessioni, Rosaria.

    Un abbraccio.

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