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giovedì 12 aprile 2012

Un Censimento Dell'Oceano: Paul Snelgrove

Nella video-presentazione "Un censimento dell'Oceano" tenuta durante il TED Global 2011, l'oceanografo Paul Snelgrove presenta i risultati di un progetto decennale Census of Marine Life, la più grande collaborazione mai realizzata nel campo della biologia marina, avviata nel 2000, e del suo scopo principale: redigere un censimento della vita sottomarina.
Snelgrove mostra le incredibili fotografie di alcune delle scoperte sorprendenti venute a galla con il Censimento della Vita Marina.

Di seguito la vide-presentazione con sottotitoli in lingua in italiana.

domenica 8 aprile 2012

Dryades Project: La Biodiversita' In Rete

Il progetto Dryades per la biodiversità in rete, iniziato alla fine degli anni ’90, raggruppa tutte le iniziative ed i progetti coordinati dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste nel campo della Biodiversity Informatics.

Essendo in tema, vi segnalo il Dossier sulla Biodiverità di Scuola e Didattica, cui ho partecipato con alcuni percorsi didattici per la scuola secondaria di 1° grado:

Biodiversità, un patrimonio da salvaguardare.

sabato 18 giugno 2011

GOING NORTH

going northGOING NORTH è il trailer in versione italiana, che ha segnalato recentemente Editoriale Scienza tramite newsletter.

Ma di cosa tratta GOING NORTHE' un film sul global worming realizzato dal regista  Eugenio Manghi che "dal 1985 si dedica al giornalismo e alla fotografia di carattere naturalistico e antropologico, lavorando, oltre che con le più prestigiose testate del settore, anche con istituzioni quali il Fondo per l'Ambiente Italiano e il Ministero del Turismo Canadese.

lunedì 30 maggio 2011

I Fiori Del Bosco: Materiali Didattici Per L'Educazione Ambientale

immagine di fiori"I Fiori del bosco" sono dei ricchi materiali didattici per l'Educazione Ambientale, realizzati in un laboratorio specifico   condotto dalla prof.ssa Anita Marietta presso la scuola secondaria di I grado "F. Francia" di Zola Predosa (Bologna).

I materiali vengono qui diffusi per i docenti che volessero condurre con i propri allievi attività di indagine sulle piante fiorite di un bosco nell'ambito di un laboratorio di educazione ambientale.


Le immagini delle piante fiorite e le relative schede descrittive possono essere utilizzate per il riconoscimento di specie vegetali spesso presenti nei prati o nei boschi, mentre gli altri materiali (carte da gioco, puzzle,...) forniscono spunti per attività anche di tipo ludico. 

venerdì 22 aprile 2011

Earth Day 2011| Un Miliardo Di Azioni Verdi

earth day 2011Un miliardo di azioni verdi è l'obiettivo dell'Earth Day 2011.

Vi segnalo l'articolo pubblicato sul mio blog Web 2.0 and something else che fa un po' il punto della situazione.

sabato 12 febbraio 2011

RELAZIONE TRA EQUILIBRIO DEGLI ECOSISTEMI E BIODIVERSITA'

Gli ecosistemi naturali in equilibrio denotano una ricca biodiversità.

Osservate, per esempio, un fiume che scorre nella pianura; questo ospita al suo interno e lungo le sue sponde un gran numero di specie vegetali e animali: pertanto possiede un’alta biodiversità.

Il fondo del corso d’acqua è articolato e offre habitat a una ricca varietà di popolazioni. Per esempio, vi sono habitat per anfipodi e per larve di insetti, quali tricotteri, efemerotteri, odonati e chironomidi, che trovano riparo tra i sassi, nella ghiaia, nel limo.
Sul fondo si radicano diverse specie di piante, che aprono le foglie nell’acqua o sulla superficie, come i ranuncoli acquatici e i potamogeton: forniscono così un’ottima postazione di caccia per i pesci predatori, come il luccio.

sabato 29 gennaio 2011

Scoperto Uno Splendido Esemplare Di Ranitomeya Amazonica

La Ranitomeya  è una delle 1.200 nuove specie di piante e vertebrati scoperti nella foresta pluviale Amazzonica tra il 1999 e il 2009. Un rapporto del WWF afferma che viene scoperta una nuova specie ogni tre giorni.

Le specie venute alla luce nel decennio 1999-2009 comprendono 637 piante, 257 pesci, 216 anfibi, 55 rettili, 16 uccelli e 39 mammiferi.

venerdì 21 gennaio 2011

BioD-Days 2010: Disponibili Gli Atti Del Convegno


http://convegni.unicatt.it/meetings_2522.html



In un post specifico, pubblicato in novembre su Scientificando, avevo illustrato nei dettagli i BioD-Days 2010, il bellissimo evento organizzato presso la Facoltà di Agraria dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Piacenza.

Il convegno, svoltosi nei giorni 24-25-26 novembre 2010, ha voluto ricordare i 200 anni dalla nascita di Charles Darwin e i 150 anni della prima edizione de "L’origine delle specie".

venerdì 7 gennaio 2011

Eredità Socioeconomica Della Globalizzazione E Debito Di Invasione



Status of invasive alien species data for countries reporting to the Convention on Biological Diversity




ResearchBlogging.orgChi segue Scientificando ha constatato che sovente tratto argomenti di biologia, il tag relativo infatti spicca in sidebar. Ma come non è laureata in fisica costei?
E allora?...Sicuro che lo sono!...Ma dopo aver conseguito la laurea in Fisica, mi sono iscritta al corso di laurea in Scienze Biologiche, che ho frequentato per tre anni…e abbandonato per sopraggiunti motivi di matrimonio e figliolanza!

Risulta ovvio, pertanto, perché le ricerche nazionali e internazionali nell’ambito della biologia, della genetica e delle neuroscienze mi attraggono così tanto.

Il mio interesse per la biologia mi ha portata ad approfondire il tema della biodiversità soprattutto sotto il profilo didattico. Il che mi ha coinvolta, insieme ad altri, nella stesura del Dossier sulla Biodiversità, redatto per incarico  della rivista Scuola e Didattica e a partecipare il 25 novembre scorso con i miei lavori ai "BioD-days 2010", indetti dalla facoltà di Agraria dell’Università Cattolica, sede di Piacenza.

E la biodiversità è sicuramente coinvolta in uno studio sulle invasioni biologiche che ha suscitato il mio interesse.

Parliamo, quindi,  di invasioni biologiche di specie aliene! Le specie aliene invasive sono quelle specie introdotte fortuitamente o deliberatamente in un'area di cui non sono native.
Esse rappresentano, per piante e animali autoctoni in Europa, una grave minaccia che deve essere affrontata  in modo serio e mirato se l'UE intende raggiungere l'obiettivo di arrestare il declino della biodiversità entro il 2020.

E’ risaputo da tempo, sulla base degli studi condotti, che la crescita socioeconomica e la globalizzazione del commercio rappresentano  degli importanti  “drivers”  di invasioni biologiche da parte di specie alloctone (animali, vegetali, funghi), con conseguenze  negative importanti  sull’equilibrio ecologico, sull'economia e non per ultimo sulla salute delle persone. Le specie alloctone (o aliene, esotiche, non native) entrano, infatti,  in competizione con le specie autoctone (native)  anche se solo a volte riescono a prendere il sopravvento, causando l’estinzione delle seconde.

In genere, una  nuova specie introdotta deve sopravvivere a bassa densità di popolazione prima di diventare invasiva in un nuovo habitat. In tale situazione,  può essere difficile la riproduzione e la sopravvivenza  in un nuovo ambiente. Pertanto,  affinché una specie alloctona si stabilizzi in un luogo, può rendersi necessario che essa debba essere introdotta più volte.

Le ripetute modalità di spostamento umano da un luogo all'altro, per mezzo di navi, auto, treni ecc.  consentono alle  specie di avere molteplici opportunità di insediamento, circostanza  nota  come  “high propagule pressure” (alta pressione del  propagulo).

Le specie alloctone dispongono di molti vettori,  tra cui numerosi  sono quelli biogeni,  ma la maggior parte delle specie considerate "invasive" sono associate all'attività umana.

Il  20 dicembre 2010 è stato pubblicato su PNAS un nuovo studio sulle invasioni biologiche dal titolo “Socioeconomic legacy yields an invasion debt”, condotto da un gruppo internazionale di 16 ricercatori, fra cui  Stefan Dullinger (Università di Vienna) e  Franz Essl (Environment Agency Austria) con la collaborazione di Fridolin Krausmann (Alpen-Adria-Universität Klagenfurt). Alla ricerca hanno partecipato anche due ricercatori italiani: Piero Genovesi dell’ISPRA e Francesca Gherardi (Dipartimento di Biologia evoluzionistca "Leo Pardi", Università di Firenze).

In estrema sintesi, lo studio, basato su dati dettagliati riguardanti specie esotiche appartenenti a dieci gruppi tassonomici (piante vascolari, briofite, funghi, uccelli, mammiferi, rettili, anfibi, pesci, insetti terrestri e invertebrati acquatici) di 28 paesi europei, ha messo in luce che le caratteristiche di ricchezza di specie esotiche introdotte da tempo sono connesse ai livelli storici di “drivers” socioeconomici più che a quelli contemporanei.

Come dire che  sono le specie alloctone di vecchia data a procurare maggiori danni e non quelle recenti e questo è avvenuto perchè in passato non è stata dedicata la dovuta attenzione al modo in cui sarebbe evoluta l'introduzione di specie provenienti da altri habitat.
 
Il fenomeno è stato denominato dai ricercatori “debito di invasione”.

Gli scienziati pensano, inoltre, che la ricaduta dell’elevato sviluppo socioeconomico  dei nostri tempi sulla portata delle invasioni biologiche non potrà essere compresa, nella sua complessità, prima di diversi decenni a venire.

Stantibus rebus, si rende necessario che i governi adottino delle strategie, nell’ambito del commercio internazionale, atte a limitare, se non a impedire, l'introduzione di nuove specie alloctone proprio per contenere i possibili danni.

Riporto dal pdf dello studio l’immagine riguardante il  trend  delle specie aliene introdotte e gli indicatori socioeconomici relativi al 20° secolo.


Come potete osservare nel grafico, a sinistra sono indicati, in percentuale, i dati relativi all’introduzione di specie aliene per i diversi taxa, rilevati nei paesi europei, e oggetto del progetto DAISIE, in tre diversi periodi:  prima del 1900, tra il 1900 e il 1950, e dopo il 1950. I valori numerici in parentesi rappresentano il numero totale di specie per ogni taxon di cui sono note le date di introduzione. Non sono state prese, invece, in considerazione le specie le cui date di registrazione  risultano assenti.

A destra del grafico, è indicato il trend medio per  i tre indicatori socio-economici, che sono stati analizzati dai ricercatori: il PIL pro capite (in standardized 1990 International Geary-Khamis Dollars), la densità di popolazione, e la quota delle esportazioni sul PIL, in tre tempi diversi (1900, 1950, 2000) per i 28 paesi  considerati in questo studio.

In tutti i 10 gruppi tassonomici, i modelli  con indicatori socio-economici, analizzati  a partire dal 1900, hanno fornito una spiegazione, delle caratteristiche  di  ricchezza delle attuali specie aliene presenti in Europa, nettamente migliore rispetto agli indicatori analizzati a partire dal 2000.

La tabella seguente, che indica la ricchezza di specie aliene nei 10 taxa dei 28 Paesi europei,  come  spiegato dagli indicatori socioeconomici storici e da quelli attuali, conferma con chiarezza il trend rilevato.



Come avevamo anticipato sopra, queste  sono le conclusioni dei ricercatori:

 "In conclusion, our data demonstrate that socioeconomic legacies  on alien-species richness are important across a broad array of taxonomic groups and might extend back at least one century.
This inertia implies that the consequences of the current socioeconomic activity on the extent of biological invasions will not be completely realized until several decades into the future.
"

Ciò significa che il retaggio socioeconomico sulla ricchezza di specie aliene influisce significativamente  in una vasta  gamma  di  gruppi tassonomici e potrebbe risalire indietro addirittura di almeno un secolo.

Un fattore di  inerzia per cui le ricadute, delle attività socioeconomiche in corso, sul comportamento delle invasioni biologiche di specie alloctone non si manifesteranno, e , di conseguenza, non potranno  essere comprese prima di parecchi decenni.

Alla luce di tali fatti,  risulta chiaro che le strategie, poste già in essere sia a livello europeo che a livello mondiale per far fronte e limitare le invasioni biologiche, dovrebbero essere intensificate in modo mirato. Infatti, le iniziative attuali sono insufficienti e, se non si correrà presto ai ripari, i liberi scambi commerciali, non regolamentati  a sufficienza per quanto riguarda il pericolo di nuove introduzioni, causeranno un debito di invasione difficilmente colmabile.

Tale pericolo è sottolineato da Stefan Dullinger, secondo ricercatore nell’ambito dello studio che stiamo considerando, il quale afferma  drasticamente:

This inertia is worrying as it implies that current, increased levels of socio-economic activity will probably lead to continuously rising levels of invasion during the upcoming decades, even if new introductions could be successfully reduced.”

Insomma la situazione non è delle più incoraggianti, dato che, pur introducendo misure adeguate, i problemi derivanti dalle invasioni biologiche non saranno semplici da risolvere a medio termine perché, pur riuscendo a limitare nuove introduzioni indesiderate, l’impatto  delle specie aliene sulla biodiversità e sull’economia potrebbe essere più rilevante di quanto attualmente si preveda.

Non c’è proprio da stare allegri, mi sembra. E allora c’è una soluzione a tutto ciò? Difficile a dirsi. Sicuramente i governi europei non dovrebbero abbassare la guardia e, oltre a preoccuparsi di fronteggiare le inevitabili future introduzioni di specie aliene, dovrebbero escogitare misure adatte a controllare quelle già presenti in Europa e anche le specie non ancora  invasive nel vecchio continente, ma che si  sa per certo lo siano in altri Paesi.


Quello che abbiamo analizzato è uno studio indubbiamente interessante, il quale è pervenuto a importanti risultati e indica le direttrici lungo cui muoversi. Ma e c'è un ma, avranno i governi la volontà di agire nella maniera giusta?

Personalmente, lo confesso, non sono particolarmente fiduciosa che ciò possa avvenire, augurandomi fortemente di sbagliare.

Una cosa è certa le invasioni biologiche hanno già segnato un debito rilevante che rappresenta una minaccia molto grave per l'equilibrio della biodiversità, già emergenza globale, e sta procurando danni ingenti all'economia.


Vi siete soffermati sulla mappa, in apertura di post, che illustra visivamente i dati relativi alla distribuzione delle invasioni biologiche di specie aliene nel mondo? Poche sono le aree in cui la situazione non è ancora allarmante.

Si evince con chiarezza che in Europa c'è lo stato di allerta, per non parlare dell'Italia, che è finita sotto inchiesta da parte dell'Unione Europea per non avere preso le dovute misure atte a far fronte all'invasione dello scoiattolo grigio americano (Sciurus carolinensis), che sta mettendo in serio pericolo di estinzione le specie autoctone.
Lo Sciurus carolinensis è stato incluso nelle 100 specie più dannose su scala mondiale.

Compreso da dove deriva il mio scetticismo
? Ciò nonostante, voglio sperare che si riescano ad operare delle assunzioni di responsabilità da parte di chi può e dovrebbe!

Per ulteriori approfondimenti, consultare i link:

EU biodiversity action plan


More on IAS at European Community Clearing House Mechanism



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Essl, F., Dullinger, S., Rabitsch, W., Hulme, P., Hulber, K., Jarosik, V., Kleinbauer, I., Krausmann, F., Kuhn, I., Nentwig, W., Vila, M., Genovesi, P., Gherardi, F., Desprez-Loustau, M., Roques, A., & Pysek, P. (2010). Socioeconomic legacy yields an invasion debt Proceedings of the National Academy of Sciences, 108 (1), 203-207 DOI: 10.1073/pnas.1011728108




mercoledì 29 dicembre 2010

FOUR YEARS. GO.| QUATTRO ANNI PER CAMBIARE IL CORSO DELLA STORIA...

Ringrazio Marco Cameriero per avermi segnalato questo bellissimo video, che sponsorizza "A Campaign to Change the Course of History", campagna lanciata  da un gruppo di organizzazioni in continua espansione.

mercoledì 15 dicembre 2010

Esploriamo Le Relazioni Tra Biodiversità E Genetica

Come promesso nel post Biodiversità: Ipotesi Di Percorsi Didattico-Apprenditivi, rendo disponibile in formato pdf l'unità di apprendimento Esploriamo le relazioni tra Biodiversità e Genetica, che potete scaricare da Google Docs.

mercoledì 8 dicembre 2010

Biodiversità: Un Patrimonio Da Salvaguardare [Dossier Scaricabile]

La settimana scorsa nel post  Biodiversità: Ipotesi di Percosi didattico-apprenditiv  i   accennavo al Dossier  di Scuola e Didattica sulla biodiversità, al quale ho contribuito per la parte didattica insieme a Virgilio Dionisi, Alessandro Voltolina e Patrizia Monetti.

Riporto il passaggio del citato post, al quale mi riferisco:

Il "Dossier" è stato realizzato dalla collaborazione di: Paolo Ajmone Marsan, Riccardo Negrini, Licia Colli, Annarita Ruberto, Virgilio Dionisi, Alessandro Voltolina, Patrizia Monetti.


Il dossier, imperdibile risorsa didattica ed educativa, è da oggi disponibile sul sito della rivista Scuola e Didattica.

In accordo con il Direttore Prof. Pierpaolo Triani, ne riporto di seguito la presentazione:

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