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martedì 7 dicembre 2010

A Short History Of Nearly Everything

E' possibile "leggere" l'intera storia dell'universo come una storia di complessità via via emergenti da sistemi semplici sotto l'influenza di semplici regole. Le leggi della fisica legano i costituenti fondamentali della materia, elettroni e quark, in strutture stabili chiamate atomi. Gli atomi stessi sono soggetti ad una nuova serie di regole...che li combinanano in nuove molecole, secondo le leggi della chimica.

martedì 5 ottobre 2010

Census Of Marine Life - Primo Censimento Della Vita Marina



Carissimi,

dopo 10 anni di lavoro si è concluso il Census of Marine Life, la più grande collaborazione mai realizzata nel campo della biologia marina, avviata nel 2000. La ricerca, in parte finanziata dall'Unione Europea, ha portato alla scoperta di almeno 1.200 nuove specie e alla pubblicazione di oltre 2.600 articoli.

venerdì 16 luglio 2010

Ebook Scaricabile Su Cellule, Tessuti, Organi E Sistemi


Cari colleghi
,

il 27 maggio 2010, pubblicavo l'articolo
"Progetto Borse di Ricerca" per insegnanti, in cui anticipavo che avrei reso disponibili i vasti materiali del percorso didattico- sperimentale svolto con una classe terza media, distribuendoli in quattro comodi ebook, liberamente scaricabili.

domenica 9 maggio 2010

La Storia Della Vita Sulla Terra


Cari ragazzi e cari lettori,

ecco a voi tre video tratti da Fantasia, il capolavoro di Walt Disney del 1940, per gustare l'evoluzione della vita in un trionfo di musica e colori.

martedì 27 aprile 2010

EARTH TOUCH: La Natura In Video E Filmati HD



http://www.earth-touch.com/


Cari ragazzi e cari lettori,

ho scovato in rete un sito straordinario. Si tratta di Earth-Touch, che realizza video documentari e filmati sulla fauna selvatica dei diversi ambienti naturali, con lo scopo di sensibilizzare nei confronti dei problemi della sostenibilità ambientale e di incoraggiare a preservare l'inestimabile patrimonio naturalistico del nostro bellissimo pianeta.

sabato 24 aprile 2010

Top 40 Nature Photographs



Cari ragazzi e cari lettori,

il 22 aprile si è celebrato in tutto il mondo l'Earth Day 2010. Per l'occasione la celebre casa d'aste Christie's di New York ha indetto la prima "green auction"

venerdì 16 aprile 2010

ARIA E VENTO: I FALCHI PELLEGRINI SONO TORNATI!


Cari ragazzi e cari lettori,

forse qualcuno di voi si ricorderà di Aria e Vento, una coppia di falchi pellegrini che nei cinque anni passati avevano nidificato sull'edificio della Facoltà di Economia dell'Università "La Sapienza" di Roma.

martedì 6 aprile 2010

BRAINFORUM 2010 - THE BRAIN REVOLUTION


Cari ragazzi e cari lettori,

vi segnalo "BrainForum 2010 - The Brain Revolution", un importantissimo evento scientifico di risonanza mondiale. Un ampio panel dei più prestigiosi neuroscienziati e ricercatori saranno presenti a BrainForum a Roma, il 23 aprile 2010, per presentare i loro entusiasmanti risultati al pubblico e per onorare il 101 ° compleanno del Premio Nobel Rita Levi Montalcini.

lunedì 5 aprile 2010

EVOLUTION

Cari ragazzi e cari lettori,

vi propongo "EVOLUTION", una risorsa da brivido che ho appena scoperto! Si tratta di un'eccezionale timeline in flash realizzata da John Kyrk, artista e biologo statunitense, che ha conseguito la laurea in biologia all'Università di Harvard e vive in California.

domenica 28 marzo 2010

SPRING ALIVE


http://www.springalive.net/



 




Cari ragazzi e cari lettori.

segnalo il  progetto Spring Alive, quest'anno alla terza edizione, che permette di seguire l’arrivo e il progredire della primavera in Europa attraverso la migrazione degli uccelli.

mercoledì 3 marzo 2010

I Pulcini Preferiscono Gli Oggetti Che Si Muovono Di Moto Auto- indotto

Cari ragazzi e cari lettori,  riporto una notizia interessante per noi che dobbiamo affrontare lo studio dell'Etologia, e molto importante per il campo più vasto delle neuroscienze.

Ho letto sul sito dell'Università di Trento il seguente comunicato del 15 febbraio 2010.

venerdì 26 febbraio 2010

Walking With Dinosaurs

Cari ragazzi e cari lettori, il 13 settembre scorso pubblicavo un post su Walking with Monsters (distribuito anche come Before the Dinosaurs: Walking With Monsters oppure   Walking with Monsters: Life before Dinosaurs), la terza parte di un film documentario della BBC in tre episodi (risalente al 2005) sulla vita nel Paleozoico, che riporta alla luce artropodi, pesci, anfibi, e rettili estinti.

Venendo ad oggi, vi informo che si terrà, dal 24 al 28 Febbraio 2010*, presso il Mediolanum Forum di Milano, lo spettacolo-evento Walking with Dinosaurs, la serie televisiva della BBC, che, dopo anni di progettazione, prende vita in uno straordinario evento nei palasport e nelle arene del globo.

sabato 20 febbraio 2010

Degenerazione Maculare Senile: Una Possibile Cura Con Le Staminali


Cari lettori, svolgendo una ricerca in rete sulla maculopatia degenerativa senile, sono venuta a conoscenza di una notizia confortante circa una sua possibile cura. Ma prima leggete che cos'è la maculopatia degenerativa senile.

La degenerazione maculare legata all'età è una patologia di cui soffrono  circa 25-30 milioni nel mondo e, di queste, 4-5 milioni si possono definire "legalmente ciechi". Con l'avanzare dell'età poi e, in particolare, con l'invecchiamento della cosiddetta "baby boom generation", ci si aspetta che questi numeri triplichino entro il 2025.

domenica 14 febbraio 2010

San Valentino: Regala ADOZIONE DIGITALE "I WWF YOU"

Cari ragazzi e cari lettori, ieri ho pubblicato un post divertente e "leggero, ma non tanto" Science Valentine.

C'è anche un modo utile e generoso per festeggiare questa ricorrenza, evitando di scadere nella retorica o, peggio ancora, di incappare nelle maglie del consumismo.

In che modo? Ce lo suggerisce il
WWF con una nobile iniziativa: ADOZIONE DIGITALE "I WWF YOU".

adozione_digitale_zoomPer dimostrare a colui/colei che ami tutto il tuo affetto, scegli di regalare l'adozione di una specie in pericolo di estinzione.

Il tuo dono sarà carico di significato: contribuirai a difendere chi non può farlo da solo e a rendere il mondo in cui viviamo un posto più sicuro e migliore.

Scegli
l'adozione digitale San Valentino: riceverai wallpaper, screensaver e firma digitale della specie che preferisci. In questo modo annullerai l'impatto sull'ambiente della tua adozione, e il destinatario del tuo regalo avrà sempre sul suo PC la specie che hai scelto di regalargli.

L'invio avverrà il giorno stesso, o nella data che vorrai:
anche il 14 febbraio.

Qui la pagina con l'elenco delle specie in pericolo di estinzione.

Puoi anche optare per un San Valentino ecologico.

E adesso il video del WWF.




domenica 13 settembre 2009

Walking with Monsters

Walking_with_Monsters_DVD_coverCari ragazzi e cari lettori, propongo per la sua valenza didattica e divulgativa, anche se sono passati 4 anni dalla sua uscita, Walking with Monsters (distribuito anche come Before the Dinosaurs: Walking With Monsters oppure  Walking with Monsters: Life before Dinosaurs) che è la terza parte di un film documentario della BBC in tre episodi (risalente al 2005) sulla vita nel Paleozoico, che riporta alla luce artropodi, pesci, anfibi, e rettili estinti.

La narrazione è di
Kenneth Branagh, e di Avery Brooks, nella versione americana. Ricorrendo a straordinari effetti visivi, il prequel di Walking with Dinosaurs mostra, per esempio, come un pesce predatore sia venuto sulla terra per cacciare.
La serie si basa sulle conoscenze di oltre
600 scienziati e mostra quasi 300 milioni di anni di storia del Paleozoico, dalla fine del Cambriano inferiore(530 milioni di anni fa) sino agli inizi del Triassico (248 milioni di anni fa). E' stata scritta e diretta da Tim Haines.

Come è già accaduto per altri speciali della BBC, il documentario è stato rinominato, in Nord America, con il titolo
Before the Dinosaurs: Walking With Monsters. Esso è stato mandato in onda con uno speciale di due ore sul Canadian and American Discovery Channel.

AL 
58° Primetime Emmy Awards del  2006, ha vinto il premio Emmy nella categoria Outstanding Animated Program.

Dei tre episodi, 
Walking with Monsters affronta la materia forse più delicata da proporre al pubblico, trattando delle prime forme di vita apparse sul nostro pianeta, creature sconosciute che non offrono l’impatto dei dinosauri né la familiarità dei mammiferi evolutisi dopo l’estinzione massiccia dei rettili circa 65 milioni di anni fa.

La
BBC propone con efficacia questo tema arduo in un documentario che  risulta accattivante sin dalle prime battute.
La narrazione parte, come indicato sopra, dalla fine del
Cambriano per risalire agli inizi del Triassico: inizialmente l’azione si svolge in ambiente acquatico per soffermarsi sulle prime, elementari forme di vita e mostrare l’evoluzione degli organismi primordiali in pesci arcaici, la presenza di meduse simili a quelle attuali, gli antenati di polpi e i temibili scorpioni giganti.

Approfondite la lettura su
Wikipedia Inglese

Questo l’indirizzo del
sito ufficiale

Il link a
Walking With Monsters gallery della sezione Science & Nature: Prehistoric Life della BBC,  dove sono disponibili delle splendide immagini utilizzabili come wallpaper, di cui fa parte quella proposta di seguito.

libellula
La playlist su YouTube di Walking with Monsters , composta da 18 interessanti filmati del
BBCWorldwide channel.

martedì 10 marzo 2009

Le Piante: Approfondimento E Ripasso Per La Verifica

Cari ragazzi di 1° B, la vogliamo fare bene la verifica sulle piante di venerdì prossimo, vero?


OK! Ho pensato di aiutarvi nel ripasso e approfondimento di quanto studiato, mediante alcune risorse che vi indico di seguito.


Alcuni post sul nostro blog.


Il mondo delle piante


Struttura delle piante: la radice e il fusto


La fotosintesi clorofilliana


Risorse in Rete


Plantae-Wikipedia


Il fiore (interattivo)


100 piante


Le piante


Le piante con fiori


Un test da effettuare online sulla vita delle piante


E adesso un gioco interattivo dalla home della BBC, dal titolo "Aiuta le piante a crescere bene" (bisogna aspettare un po' che si carichi l'attività)


 



 


Un video da youtube "Dal fiore al seme"


 


venerdì 23 maggio 2008

Dalla Fauna Di Burgess, Un Piccolo Cordato Superstite, NostroProgenitore: Pikaia

Cari ragazzi di 2°A e 2°B, il prossimo anno tratteremo sistematicamente l'Evoluzione delle specie viventi, tematica affascinante quanto complessa! Non potevo quindi lasciarmi sfuggire un ghiotto articolo del nostro amico Gaetano, che come sempre sa proporre argomenti interessanti e di ampio respiro.


Nell'articolo che segue si parla di Pikaia, un piccolo cordato sopravvissuto alla decimazione di Burgess...ma non pongo indugi e vi lascio all'avvincente lettura della storia di Pikaia.


Saranno, come sempre, graditi sia le vostre riflessioni e i vostri commenti che quelli di amici e lettori.


*****

earthbig

UNA TERRA AL NEGATIVO


Desertificazione, inondazioni? Sembra che la buona sorte a fronte di simili calamità in prospettiva, date quasi per scontate, sia in mano all'uomo che, però, la scienza giudica «gene egoista». Ma, se ciò fosse determinante e mostruosamente irreversibile, nulla che faccia tanto scalpore per la scienza, poiché qualcosa di analogo avvenne nel passato remoto. E se le variazioni ambientali che fecero strage di organismi, 500 milioni di anni fa, non avessero risparmiato la Pikaia, un essere minuto con abbozzo di colonna vertebrale, oggi non ci sarebbero i vertebrati.  Tanto meno l'uomo.
Chi il salvatore visto da vicino? Un insospettato piccolo invertebrato del Cambriano, lungo solo pochi centimetri, chiamato Opabinia, rinvenuto a Burgess in Canada, in uno dei più preziosi giacimenti fossiliferi del mondo.


Si tratta di una scoperta di tempo addietro di cui come tante altre, non suffragate da validi sostegni scientifici, resta solo una vaga ipotesi e null'altro. Tuttavia, càpita di tirarla fuori da una vecchia scrivania al momento giusto, magari in cocomitanza di fatti emergenti della nostra Terra in continuo subbuglio. E giudicando la cosa in modo traslato, si potrebbe immaginare che forse all'uomo d'oggi occorre una nuova “colonna vertebrale” che non ha e... chissà fra la gente si trova qualcuno vissuto similmente alla pikaia antica, ma nessuno se ne accorge. Anzi più di un uomo, una minima generazione di “uomini pikaia” in grado di sopravvivere ai presagiti cattivi eventi a danno del nostro pianeta.


Come la pikaia, questi uomini speciali, in realtà meno che uomini per dignità umana, potrebbero essere fra noi, ma come si fa ad apprezzarli per lo stato infimo in cui presumibilmente si trovano! Non mi riferisco agli uomini visti dall'esteriorità.
Non si diceva che anche Gesù “mangiava” e “beveva” come tutti gli altri del suo tempo, eppure fu capace di assumersi il peso dei “peccati” del mondo. E a causa di ciò il destino lo mandò a morte sulla croce.



Ecco un esempio di “pikaia” che sbalordisce, ma nessuno ci ha mai pensato, vero? Noi che non siamo capaci di lasciar da parte, per un solo istante, nemmeno un cellulare. Perché abbiamo assoluto bisogno di sentirci legati con il mondo esterno: ma esiste anche il mondo interiore cui dover dare ascolto ed è forse tardi, anzi troppo tardi, per riuscirci a farlo. Si tratta del mondo delle cause in cui il pianeta Terra deve aver già subito la catastrofe con desertificazioni e inondazioni, ma noi non ne abbiamo neanche la più pallida coscienza! Pensateci!


Gaetano




LA FAUNA DI BURGESS

pikaia

La Pikaia, il primo cordato noto del mondo, dagli argilloscisti di Burgess. Si notino i caratteri propri del nostro phylum: la notocorda o corda dorsale, la formazione mediana, evolutasi nella nostra colonna vertebrale, e le fasce di muscoli a zig zag.


Noi siamo impressionati dal tirannosauro, ci meravigliamo per le piume dell'Archaeopteryx, ci entusiasmiamo per ogni frammento di osso fossile umano trovato in Africa, ma nulla di tutto questo ci ha insegnato sulla natura dell'evoluzione quanto un piccolo invertebrato del Cambriano, lungo solo pochi centimetri, chiamato Opabinia, rinvenuto a Burgess in Canada, in uno dei più preziosi giacimenti fossiliferi del mondo. Gli argilloscisti di Burgess sono diventati i protagonisti di una vicenda scientifica destinata a scardinare i capisaldi classici dell'evoluzionismo. Attraverso i fossili di Burgess, infatti, emerge l'ipotesi dell'evoluzione come da una serie improbabile di eventi affiorano un mondo e una storia segreti che hanno del meraviglioso.


Attraverso loro si scopre così che la storia degli ultimi 500 milioni di anni ha presentato una restrizione di forme di vita, seguita da una proliferazione all'interno di pochi tipi stereotipi, non un'espansione generale della varietà con aumento della complessità, come implica la nostra iconografia precostituita, ma una impetuosa iniziale avanzata della varietà anatomica che raggiunse un massimo subito dopo la diversificazione iniziale degli animali pluricellulari.


La posteriore storia della vita procedette per eliminazione, non per espansione. L'interpretazione del “cono” (o albero) della diversità evolutiva viene quindi rovesciato nella forma “a cespuglio” della diversificazione e decimazione.


Ma il modello dell'eliminazione di Burgess suggerisce anche un'alternativa veramente rivoluzionaria che è preclusa dall'iconografia del cono. Supponiamo che i vincitori non siano prevalsi grazie a una superiorità nel senso usuale. Forse la macabra mietitrice dei piani anatomici è solo la Signora Fortuna mascherata. O forse le ragioni reali di sopravvivenza non sono conformi alle idee convenzionali secondo cui sopravvivrebbero gli organismi più complessi, migliori o in qualche modo indirizzati verso l'uomo. Forse la macabra mietitrice lavora durante brevi episodi di estinzione di massa, provocati da catastrofi ambientali imprevedibili (per esempio innescate dall'impatto di corpi extraterrestri).


Certi gruppi possono prevalere o estinguersi per ragioni che non hanno alcun rapporto con la base darwiniana del successo in epoche normali. Anche se i pesci migliorano gradualmente il loro adattamento fino a raggiungere culmini di grande perfezione in acqua, moriranno se lo stagno in cui vivono si prosciuga. Ma può accadere che quel vecchio fenomeno del Dipnoo, il sudicio e sgraziato pesce polmonato che era lo zimbello di tutti, riesca a sopravvivere, e non perché un'infiammazione su una pinna di suo nonno informò i suoi genitori dell'imminente arrivo di una cometa. Il Dipnoo e i suoi discendenti sopravvissero perché un carattere evolutosi molto tempo prima per un uso diverso gli permise fortuitamente di sopravvivere durante un mutamento improvviso e imprevedibile delle regole. E se noi siamo discendenti dei Dipnoo e il risultato di un migliaio dì altri casi similmente fortunati, come possiamo considerare la nostra intelligenza inevitabile, o anche solo probabile?


Se l'umanità è sorta solo ieri “su un ramoscello secondario di un albero rigoglioso”, la vita non può, in alcun senso genuino, esistere per noi o a causa nostra. Forse noi siamo solo un ripensamento, una sorta di accidente cosmico, una decorazione appesa all'albero di Natale dell'evoluzione. Non il coronamento, dunque, della presunta tendenza dell'evoluzione protesa verso una sempre maggiore complessità di cui l'uomo rappresenterebbe l'apice e il traguardo, come vorrebbe la concezione antropocentrica.
Le conoscenze aperteci dall'evoluzione e ancor più dallo studio dei fossili di Burgess, impongono il rifiuto della tradizione che designa il nostro tempo come l'epoca dei mammiferi: questa è l'epoca degli artropodi. Essi ci sovrastano di gran lunga in numero da ogni punto di vista: per specie, per individui, per prospettive di proseguire sul cammino dell'evoluzione. L'80% circa di tutte le specie di animali classificate sono artropodi, con una grande maggioranza di insetti.



In altri termini, noi siamo un'entità improbabile e fragile e il nostro successo fu dovuto a una serie di circostanze fortunate dopo inizi precari come piccola popolazione in Africa, e non è il risultato finale prevedibile di una tendenza globale. Noi siamo una cosa, un'entità della storia, e non un'incarnazione di princìpi generali.


Tra la fauna di Burgess, fu trovato un organismo nastriforme compresso lateralmente, lungo circa 5 centimetri al quale fu dato il nome di Pikaia che dopo attenti esami venne classificato come cordato, un membro del nostro phylum: in realtà il primo membro documentato nel novero dei nostri progenitori diretti. La Pikaia è l'anello mancante e l'ultimo anello nella nostra storia della contingenza: la connessione diretta fra la decimazione di Burgess e la finale evoluzione umana. Se la Pikaia non fosse sopravvissuta (e al tempo della fauna di Burgess i cordati avevano scarse prospettive di sviluppi futuri) noi non saremmo apparsi nella storia futura: tutti noi, dallo squalo al pettirosso all'orangutang.


Se vogliamo quindi porci la domanda di sempre: perché esistiamo? Una maggior parte della risposta, relativa a quegli aspetti del problema che la scienza in generale può trattare, dev'essere: perché la Pikaia sopravvisse alla decimazione di Burgess?
Oggi l'evoluzione non può più apparire come il regno della necessità e di un'ottimalità adattiva di tipo finalistico, ma come il risultato polimorfo e imprevedibile di percorsi contingenti, di adattamenti secondari e sub-ottimali, di bricolage imprevedibili. In una visione “epica” dell'evoluzione naturale (“le cose potevano andare diversamente”), contrapposta all'immagine “tragica”, provvidenzialistica o fatalistica (“le cose dovevano andare così”).



In particolare, tutto il comportamento della natura dimostra la dialettica dei processi della vita e si comincia a diffondere nell'ambito scientifico la concezione per cui: allo stesso modo in cui esistono meccanismi che governano la materia organica ed inorganica, ne esistono altri che governano l'evoluzione delle società umane, in cui l'uomo (come specie) attraverso la sua attività interagisce con l'ambiente e la propria storia, diventando (con consapevole intelligenza?) il regista del proprio futuro, per il quale ci piace immaginare uno sviluppo positivo, anche se nelle infinite varietà possibili rimane il più improbabile. Il progetto non è semplice perché presuppone, come compito del genere umano, oltre alla capacità intellettiva, la maturazione della collaborazione collettiva verso uno sviluppo egualitario in tutto il pianeta, del quale sentirsi parte e non sovrani.
Se questa ipotesi sarà realizzata, il genere umano compierà una nuova evoluzione sociale, in caso contrario prenderemo atto dell'opportunità offertaci da Pikaia, alla quale dovremo (umilmente) le nostre scuse.


Per avere maggiori informazioni sulla fauna di Burgess (qui sommariamente e approssimativamente esposte) consigliamo lo straordinario libro del biologo evoluzionista Stephen Jay Gould intitolato «LA VITA MERAVIGLIOSA» edito dalla Universale Economica Feltrinelli.[9]



[9] – Tratto dal web: «Polesine e...dintorni» 
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venerdì 29 febbraio 2008

Struttura Delle Piante: La Radice E Il Fusto

Salve a tutti.  Siamo Alessandro C., Luca C. e Marco G. di 1°A.


Con questo articolo, continuiamo nella descrizione del nostro percorso di apprendimento sulle piante. In particolare, cercheremo di scoprire com’è fatta una pianta.
I disegni sono stati realizzati da Miriam A.



PIANTA1


Come si può notare dal disegno, la pianta raffigurata ha una radice sotterranea e un germoglio aereo nel quale sono riconoscibili un fusto, delle foglioline e delle gemme. Alcune gemme, dette laterali, si trovano ai lati del fusto:da queste hanno origine i rami. All’apice del fusto, si trova invece la gemma apicale: da essa dipende l’allungamento della pianta.
Le due tipologie di gemme possono, in alternativa, produrre fiori. I punti sul fusto, da cui nascono le foglie e le gemme, sono detti nodi; le zone fra i nodi si chiamano internodi. La radice, il fusto e le foglie hanno, ciascuno, una loro struttura caratteristica, che analizzeremo di seguito.




Com’è fatta la radice?


radice


La radice è formata da diversi tessuti che svolgono specifiche funzioni. All’interno, vi è l’insieme dei vasi conduttori che trasportano le sostanze; più esternamente, c’è una specie di scorza a protezione del deposito. La radice è costituita da:


- apice radicale, che fa penetrare la radice nel terreno; esso è rivestito esternamente dalla cuffia, uno strato protettivo formato da cellule resistenti;
- la zona di accrescimento, formata da cellule che si moltiplicano continuamente, in modo da permettere la crescita della radice;
- la zona di allungamento, in cui le nuove cellule si allungano e spingono l’apice sempre più in profondità nel suolo;
- la zona di differenziamento, le cui cellule sono specializzate in alcune funzioni, come l’assorbimento dell’acqua dal terreno. In questa zona, le cellule superficiali presentano tante estensioni filiformi: i peli radicali, la cui funzione è quella di assorbire l’acqua.



Com’è fatto il fusto?


FUSTO


Il fusto può essere erbaceo, e allora è tenero e verde, o legnoso (tronco), e in tal caso ha una struttura assai complessa.


Il fusto erbaceo è composto, procedendo dall’esterno verso l’interno, da una sottile epidermide, da una corteccia e dalle cosiddette nervature. Queste ultime trasportano i liquidi.
Nel fusto legnoso, l’epidermide è sostituita da una corteccia di sughero mentre la parte interna, compatta e resistente, è adatta a sostenere la pianta. Questa massa è a sua volta composta da varie parti:


- il libro, costituito da un sistema di piccoli tubi che consente di trasportare le sostanze nutritive, prodotte dalle foglie durante la fotosintesi clorofilliana, a tutte le altre parti della pianta.


- Il legno, costituito da un altro sistema di piccoli tubi che consente di trasportare sino alle foglie l’acqua e i sali minerali assorbiti dalle radici.


- Il cambio consente la crescita del diametro del fusto; esso produce nuovi strati di legno e di libro. Se tagliamo un tronco trasversalmente, vedremo tanti anelli, ognuno dei quali rappresenta la parte di fusto prodotta in un anno.


- Il midollo è il “magazzino” della pianta: qui, infatti, vengono accumulate le sostanze di riserva.


E' tutto! A risentirci al prossimo post

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POST CORRELATI


- Il mondo delle piante


- La Classificazione Di Linneo




- Classificare i viventi: da Aristotele a Linneo (n. 3 di Scuola e Didattica, annata 2007/08)

domenica 9 dicembre 2007

La cellula: struttura e funzioni

Salve! Siamo Alessandro C. e Luca C., due alunni di 1° A. In questo post vi parliamo delle cellule, della loro struttura e delle loro funzioni. Il disegno delle cellule è stato eseguito dal nostro compagno Francesco B.


Dopo aver svolto varie attività e discussioni, siamo arrivati alla conclusione che tutti gli organismi sono composti da “unità fondamentali”  chiamate cellule, talmente piccole che, per poterle osservare, si usa uno strumento chiamato microscopio.


Le cellule animali e quelle vegetali sono molto differenti tra loro per forma, dimensione, struttura e funzione, ma in tutte si possono distinguere tre parti fondamentali:


- la membrana cellulare
- il citoplasma
- il nucleo.


La maggior parte delle cellule ha una dimensione compresa tra i 10 e 50 micrométri e solo i batteri hanno una lunghezza inferiore ai 10 micrométri.



LA MEMBRANA CELLULARE


La membrana cellulare è l’involucro che racchiude la cellula e controlla il movimento delle sostanze in entrata e in uscita tramite una sostanza chiamata RNA. Paragonando la cellula ad una fabbrica, la membrana cellulare ha la funzione di cancello che fa entrare le persone conosciute e lascia fuori gli intrusi.


Le cellule vegetali hanno in più la parete cellulare che dà loro forma e rigidità. E’ costituita per lo più di cellulosa (uno zucchero complesso) e il suo spessore è sottile nelle cellule giovani, spesso e robusto nelle cellule adulte.



IL CITOPLASMA


Il citoplasma costituisce la massa della cellula ed è formato da una sostanza gelatinosa come l’albume di un uovo, nel quale sono disciolti sali minerali, zuccheri, proteine  e sostanze organiche.
Se paragoniamo la cellula ad una fabbrica, il citoplasma rappresenta l’edificio nel quale si svolgono varie operazioni.
Nel citoplasma si trova la maggior parte degli elementi che formano la cellula.



IL RETICOLO ENDOPLASMATICO


Il reticolo endoplasmatico è costituito da una rete di canali che corre attraverso tutto il citoplasma, trasportando sostanze e collegando i vari organuli. Sempre nella metafora della fabbrica, è come un sistema di condutture che porta l’acqua e la luce ad essa.


Esistono due tipi di reticolo: rugoso, così detto per il gran numero di ribosomi che vi sono attaccati; liscio che non presenta ribosomi.



I RIBOSOMI


I ribosomi sono corpuscoli che si trovano liberi nel citoplasma oppure appoggiati alle membrane del reticolo endoplasmatico. Nella metafora della fabbrica, essi hanno la funzione delle macchine della catena di montaggio che producono sostanze complesse unendo i singoli pezzi. Hanno il compito importantissimo di costruire pezzo per pezzo le proteine, cioè le sostanze fondamentali che costituiscono la materia vivente, a partire dalle sostanze nutritive che penetrano nelle cellule.


L’ APPARATO DI GOLGI


L’apparato di Golgi è formato da un insieme di vescicolette e membrane appiattite a fisarmonica, chiamate cisterne di Golgi. Esso rappresenta il reparto di imballaggio della nostra fabbrica. All'interno delle vescicolette, sono accumulati ed elaborati dei prodotti in attesa di essere inviati da qualche parte dentro la cellula o all’esterno.


I MITOCONDRI


I mitocondri sono le centrali energetiche cellulari e hanno l’aspetto di fagioli circondati da un doppio velo: il velo esterno è liscio mentre quello interno è ripiegato per formare le creste mitocondriali, nelle quali viene prodotta l’energia mediante il processo della respirazione cellulare, durante la quale lo zucchero glucosio viene “bruciato” per produrre appunto una grande quantità di energia.



I VACUOLI E I CLOROPLASTI  DELLA CELLULA VEGETALE


I vacuoli sono sacchetti di vario tipo pieni di soluzioni acquose che si trovano solo nelle cellule vegetali e sono paragonabili ai depositi della fabbrica. Essi servono a sostenere le cellule vegetali. Le cellule vegetali delle foglie contengono, inoltre, speciali minuscoli organuli chiamati cloroplasti contenenti la clorofilla, grazie alla quale le piante svolgono il delicato e complesso processo della fotosintesi clorofilliana. Dalla clorofilla deriva il colore verde delle foglie.


IL NUCLEO


Il nucleo è una struttura tondeggiante provvista di membrana situata di solito al centro della cellula. Il nucleo è paragonabile alla direzione della fabbrica, nel quale il direttore tiene un archivio delle cose fatte e da fare. Nel nucleo, le informazioni sono contenute in piccoli bastoncini chiamati cromosomi. I cromosomi sono formati dalla molecola del DNA.


Le cellule possono essere eucariote, che hanno il nucleo riconoscibile, oppure procariote e cioè prive di nucleo differenziato.


cellula

venerdì 23 novembre 2007

Cellule, tessuti, organi e sistemi

Metto a disposizione dei colleghi di Scienze una unità di lavoro svolta in una classe terza, completa di obiettivi, contenuti, indicazioni metodologiche, verifiche e proposte operative concrete.


Riporto di seguito uno stralcio dell'introduzione, che troverete nel documento allegato al post:


"I contenuti proposti devono far parte del bagaglio formativo in uscita dalla scuola media perché avviano gli alunni ad un’osservazione più attenta della natura, avendo come punto di riferimento l'uomo e quindi se stessi. Si approfondiranno, pertanto, le strutture cellulari, si osserveranno tessuti animali e vegetali in modo che gli allievi acquisiscano conoscenze organiche indispensabili per poter affrontare, in seguito, argomenti complessi come l'evoluzione delle specie e la storia della vita sulla Terra.
Nella trattazione sono state utilizzate, in modo particolare,  le mappe concettuali, utilizzandole sia come strumento di sintesi/ripasso di contenuti già svolti, sia per introdurre argomenti nuovi, sia come strumento di verifica e di valutazione dell'apprendimento. Un'altra metodologia privilegiata sarà la ricerca guidata su varie fonti: cartacee e digitali."



Continuate a leggere dopo aver effettuato il download della risorsa, cliccando su questo link>>

https://docs.google.com/file/d/0B8BTUqjqVdQONWp1Zy1hRW94dk0/edit


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