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lunedì 22 febbraio 2016

Onde Gravitazionali Per Tutti, In Un Video A Fumetti


In attesa di completare l'articolo (o per meglio dire il mega articolo, che sto preparando) relativo alla rilevazione delle onde gravitazionali grazie ad Advanced LIGO, avvenuta il 14 settembre 2015 ed annunciata l'11 febbraio 2016, propongo un video a fumetti, firmato PHD Comics, in cui i fisici Umberto Cannella e Daniel Whiteson spiegano in modo chiaro e succinto che cosa sono le onde gravitazionali e perché sono importanti per la nostra comprensione dell'universo.
Più precisamente, il filmato è stato prodotto da Umberto Cannella, narrato da Daniel Whiteson ed animato da Jorge Cham. Tutti e tre gli autori hanno collaborato alla scrittura del testo.
Il video è fornito di sottotitoli in lingua italiana.

martedì 20 ottobre 2015

CHEOPS for Kids: Invia il Tuo Disegno nello Spazio

Ricevo dall’ASI (Agenzia Spaziale Italiana), tramite posta elettronica, un messaggio che mi informa riguardo ad una campagna finalizzata alla raccolta di disegni da inviare nello spazio, a bordo del telescopio spaziale CHEOPS.

L’iniziativa mi sembra interessante perché coinvolge i ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 14 anni, e mira a sensibilizzare questa fascia di età verso i temi dell’Astronomia. Pertanto, ho deciso di accogliere la richiesta di pubblicizzarla tramite Scientificando.

Riporto di seguito il contenuto della e-mail.

giovedì 10 settembre 2015

I Successi di Spitzer in 12 Anni di Attività nello Spazio

Le dodici immagini del calendario digitale
I successi del telescopio spaziale Spitzer, in 12 anni di attività nello spazio, sono celebrati dalla NASA con un nuovo calendario digitale.

Avrei dovuto pubblicare questo post il 25 agosto scorso, giorno della ricorrenza, ma, per varie ragioni, sono riuscita a completarlo soltanto adesso.

Spitzer, che fu lanciato nello spazio, il 25 agosto 2003, da Cape Canaveral in Florida, svolge il suo compito ancora alla grande, continuando ad utilizzare la sua visione a raggi infrarossi ultrasensibili per raccogliere dati su asteroidi, comete, pianeti extrasolari e alcune delle galassie note più distanti. Di recente, Spitzer è stato fondamentale nella scoperta di HD219134b, l'esopianeta roccioso più vicino a noi, distante 21 anni luce.

venerdì 18 aprile 2014

Kepler-186F, Identificato Il Primo Pianeta Extrasolare Simile Alla Terra Nella Zona Abitabile

Interpretazione artistica di Kepler-186F e della sua stella. Crediti: NASA Ames / SETI Institute / JPL-Caltech

C'è festa alla NASA! Il loro telescopio spaziale Kepler, il "cacciatore di pianeti", ha identificato Kepler-186F, il primo pianeta extrasolare simile alla Terra per grandezza, nella zona abitabile della sua stella Kepler-186.

Per coloro che non ne fossero a conoscenza (voi sicuramente, ragazzi di 3B) per zona abitabile, in Astronomia, si intende la regione intorno ad una stella ove è teoricamente possibile per un pianeta ospitare vita extraterrestre, grazie alle particolari condizioni di temperatura che permettono di mantenere acqua liquida sulla sua superficie. Ovviamente il concetto si basa sulle condizioni favorevoli per la vita, che noi conosciamo sul nostro pianeta. Sapete, infatti, che sulla Terra l'acqua allo stato liquido è essenziale per qualsiasi forma di vita conosciuta.

lunedì 7 aprile 2014

Square Kilometre Array: Esplorare L'Universo Con Il Più Grande Radiotelescopio Del Mondo

Il cielo visto ad una radio frequenza di 408 MHz.Crediti: G. Haslam/MPIfR

Square Kilometre Array(SKA) sarà, quando completato, il più grande radiotelescopio del mondo con cui esplorare l'universo

Nel 20° secolo, abbiamo scoperto il nostro posto nell'universo, che i nostri telescopi hanno rivelato essere in espansione con miliardi di galassie, ciascuna piena di stelle di tutte le dimensioni e temperature, buchi neri, stelle di neutroni, pianeti e nubi di gas. 

Nel 21° secolo, stiamo cercando di capire la completa evoluzione del nostro universo osservabile e le sue componenti. Per rispondere a queste domande fondamentali, è necessaria una nuova generazione di strutture astronomiche con un nuovo e rivoluzionario radiotelescopio, lo Square Kilometre Array (SKA), che gioca un ruolo cruciale in tale ricerca.
SKA sarà costruito in Australia e in Sud Africa e comprenderà migliaia di recettori di onde radio interconnessi. I recenti e innovativi sviluppi tecnologici, sia di computing che dispositivi a radiofrequenza, ne renderanno possibile la costruzione entro il 2024.

martedì 25 marzo 2014

GLIMPSE360: Una Panoramica A 360° Della Via Lattea In Una Mappa Interattiva

Bolle di gas e siti di formazione stellare in una regione
della costellazione del Sagittario

Vediamo di capire che cosa sono GLIMPSE360 e la panoramica a 360° della Via Lattea in una mappa interattiva. Vi assicuro che non rimarrete delusi, se avrete la pazienza di leggere.

Si tratta di una vista, nell'infrarosso, del disco o piano galattico della nostra Via Lattea, assemblata con oltre 2 milioni di istantanee, scattate nel corso degli ultimi 10 anni dal telescopio spaziale Spitzer della NASA. 

I dati sono stati acquisiti all'interno di un grandioso progetto di indagine, denominato Galactic Legacy Mid-Plane Survey Extraordinaire, o GLIMPSE360. Spitzer ha impiegato un totale di 172 giorni per acquisire le singole immagini, che, per la prima volta, sono state assemblate in un'unica e ampia panoramica. L'immagine copre circa il 3% del nostro cielo, ma, poiché si concentra su una fascia che comprende il piano della nostra galassia, mostra più della metà delle stelle della Via Lattea.

sabato 14 dicembre 2013

Scoperte Per La Prima Volta Molecole Di Argon Nella Nebulosa Del Granchio

Crediti dell’immagine: ESA / Herschel / PACS / MESS Key Programme Supernova
 Remnant squadra, NASA, ESA e Allison Loll / Jeff Hester (Arizona State University)

La splendida immagine, che vi propongo, mostra una vista composita della Nebulosa del Granchio (Crab Nebula in lingua inglese), uno dei resti più iconici di supernova nella nostra Via Lattea, regalataci dal Herschel Space Observatory e dal Telescopio Spaziale Hubble.

Herschel è una missione dell'Agenzia spaziale europea (ESA) con importanti contributi della NASA, e Hubble è una missione NASA con importanti contributi dell'ESA.
Herschel è stato lanciato il 14 maggio 2009 ed ha completato le  osservazioni scientifiche il 29 aprile 2013.

sabato 18 maggio 2013

Sonda Kepler In Safe Mode: Quali Prospettive Per La Missione?

 Image credit: NASA/ composite created by Wendy Stenzel

Un comunicato del  Kepler  Team, in data 15.05.2013, ha annunciato un problema alla sonda Kepler, che ancora una volta è entrata in safe mode ovvero in modalità provvisoria, come risulta dal controllo di gestione avvenuto il 14 maggio scorso. Quali prospettive per la missione?

Kepler dispone di quattro ruote di reazione per l'orientamento del telescopio e tre di queste sono necessarie per il puntamento fine. L'anno scorso  la ruota di reazione 2  è andata in avaria e questa volta sembra sia toccata la stessa sorte alla ruota di reazione numero 4.

Martedì scorso  il team di Keplero ha trovato il veicolo spaziale in Thruster-Controlled Safe Mode, una modalità di sicurezza controllata dai propulsori che fa ruotare i pannelli solari della sonda verso il Sole, se il telescopio ha problemi con l'orientamento.

lunedì 25 marzo 2013

KM3NeT: Telescopio Sottomarino Per Neutrini Cosmici


Fonte
KM3NeT è un telescopio sottomarino per neutrini cosmici di altissima energia, che mira a identificare le sorgenti astrofisiche dei raggi cosmici e dell’antimateria. 

In generale, permetterà di studiare i fenomeni “esplosivi” dell’universo. Sarà costituito da decine di migliaia di sensori ottici (fotomoltiplicatori), “occhi” elettronici che formeranno un’antenna sottomarina in grado di identificare la scia luminosa prodotta in mare dalle rare interazioni dei neutrini di origine astrofisica con l’acqua.

È un progetto che coinvolge l’INFN, numerose Università Italiane e Istituti di ricerca di dieci Paesi Europei, riuniti nel Consorzio KM3NeT: Cipro, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Olanda, Regno Unito, Romania, Spagna.

All'impresa partecipano nove gruppi dell'INFN (Bari, Bologna, Catania, Genova, LNF, LNS, Napoli, Pisa, Roma) in collaborazione e in sinergia con Istituti di ricerca geofisica, oceanografica di biologia marina (INGV, CNR, CIBRA, NURC).

La collaborazione europea KM3NET è stata supportata negli anni 2006-2012 anche da programmi di finanziamento europei.

giovedì 14 giugno 2012

E- ELT, Il Piu' Grande Telescopio Ottico-Infrarosso Al Mondo

L'ESO sta per costruire l'E-ELT (European Extremely Large Telescope), il più grande telescopio ottico-infrarosso al mondo. Durante la riunione, tenutasi l'11 giugno scorso a Garching (Germania),  il Consiglio dell'ESO ha approvato il programma dell'E-ELT, in attesa della conferma dei quattro cosiddetti voti "ad referendum". 


L'E-ELT, che sarà operativo a partire dall'inizio del prossimo decennio, avrà uno specchio segmentato da 39,3 metri di diametro e sarà situato sul Cerro Armazones nel nord del Cile, vicino all'Osservatorio del Paranal dell'ESO.

mercoledì 28 aprile 2010

Nuove Immagini Di Planck Sulla Complessità Della Genesi Stellare


Cari ragazzi di 3° B e cari lettori,

le nuove immagini di Planck mostrano l'affascinante complessitá dei processi che danno origine alle stelle. Stiamo trattando a scuola proprio questi argomenti e allora approfondite le vostre conoscenze grazie all'occhio di Planck.

Le immagini seguenti si riferiscono
ad una  zona della Via Lattea, la Nebulosa di Orione, dove hanno origine le stelle. Ricordate? Ne ha parlato a scuola Enrico, affermando che la nebulosa  dista 1500 anni luce e si vede  a occhio nudo.

sabato 24 aprile 2010

HUBBLE SPACE TELESCOPE 1990- 2010



Cari ragazzi e cari lettori,

oggi HUBBLE festeggia il suo ventennale. Google ha dedicato all'evento un logotipo specifico.




Ma chi è Hubble?

sabato 10 aprile 2010

PIXELS – OTTIMO CORTOMETRAGGIO DI PATRICK JEAN


Cari ragazzi,

è stata una settimana pesante, vero? Vi ho tartassati un po’, ne convengo. Allora ho pensato di farvi rilassare un attimo, proponendovi Pixels, un eccellente cortometraggio realizzato dal regista Patrick Jean per la OneMoreProduction.

Non una risorsa scientifica, né una notizia divulgativa attinente all’ambito scientifico...però c’è un’ottima tecnologia, per cui alla fine un minimo di attinenza c’è!

venerdì 19 febbraio 2010

ALMA - Atacama Large Millimeter Array

Atacama_Large_Millimeter_Array_logoCari ragazzi e cari lettori, parliamo di ALMA -  Atacama Large Millimiter/submillimeter Array. ALMA  è un progetto internazionale di astronomia, che consiste di un interferometro astronomico formato da un array di radiotelescopi, che si trova a Chajnantor sulle Ande cilene, nelle vicinanze di San Pedro de Atacama, a 5000 metri sopra il livello del mare, nel Cile settentrionale.

Il telescopio, 
composto da oltre 60 antenne di alta precisione, è stato ideato per rivoluzionare l'astronomia moderna, fornendo una visione sulla formazione delle stelle nell'universo primordiale ed esplorando le prime stelle e le prime galassie. Darà, inoltre, immagini dirette sulla formazione dei pianeti.
Con un costo superiore al miliardo di dollari, è il  più ambizioso telescopio attualmente in costruzione.

ALMA è il risultato di una potente combinazione di idee, avendo  le sue radici in tre progetti astronomici: il Millimeter Array (MMA) degli Stati Uniti, il Large Array del Sud (LSA) d'Europa, e il Large Millimeter Array (LMA) del Giappone.

Il passo avanti decisivo si è verificato nel 1997, quando l'ESO (European Southern Observatory) e NRAO

La matrice risultante dalla fusione, combinata alla sensibilità di LSA con la copertura delle frequenze e il sito superiore del MMA. ESO NRAO e hanno lavorato insieme in tecnica, della scienza, e gruppi di gestione di definire e organizzare un progetto congiunto tra i due osservatori con la partecipazione del Canada e la Spagna (che non appartengono a ESO a quel tempo).

Seguono informazioni più dettagliate sulle caratteristiche di ALMA.

lunedì 28 luglio 2008

Lenti gravitazionali E Occhio Della Mente: Una possibile Relazione?

Cari ragazzi e cari lettori, il titolo costituisce, in definitiva, il quesito implicito nel seguente post del carissimo amico Gaetano, che prende come spunto un articolo  reperito su Ansa.it.
Vi invito a leggere il seguito con attenzione e a fornire, mediante un commento, le vostre preziose e gradite considerazioni.



Buona lettura!


***




SPAZIO TEMPORALE DELLA MENTE

Colgo su diversi giornali online la notizia che "L'OCCHIO DELLA MENTE MODIFICA LA REALTÀ" (2008-07-04 14:35).
Riporto, a caso, da  Ansa.it  (2008-07-04 14:35) l'articolo inerente.



0000006323ROMA - L'occhio della mente distorce quello che si vede. Infatti l'immaginazione è in grado di cambiare la realtà che abbiamo di fronte ai nostri occhi. È quanto dimostrato in uno studio pubblicato sulla rivista Current Biology da Joel Pearson dell'Università di Vanderbilt a Nashville. Quando immaginiamo qualcosa l'effetto dell'immaginazione si ripercuote su ciò che vediamo nel mondo esterno, le nostre percezioni sono molto influenzate dall'immaginazione al punto da modificare la realtà intorno a noi. Gli esperti se ne sono accorti chiedendo a un gruppo di volontari di immaginare delle linee orizzontali e verticali. Poi gli esperti hanno mostrato loro un video delle griglie fatte di linee colorate e chiesto ai volontari di dire cosa vedevano. Con gran sorpresa l'immaginazione ha confuso gli individui che tendevano a vedere in video ciò che avevano immaginato, cioè semplici linee. L'esperimento è stato ripetuto più volte con diverse immagini e il risultato è stato sempre lo stesso: l'immaginazione influenza la percezione della realtà ed ha un effetto memoria sul cervello per cui quest'influenza perdura per un certo periodo anche dopo che abbiamo smesso di lavorare di immaginazione. "Abbiamo scoperto che l'immaginazione crea una traccia che rimane in memoria e che può influenzare percezioni future - ha detto Pearson - questo è il primo studio a dimostrare che immaginare qualcosa modifica la realtà che vediamo sia mentre siamo presi dall'immaginare sia dopo". "L'effetto dell'immaginazione sulla percezione della realtà - ha concluso Pearson - è presente in tutti gli individui ma in alcuni potrebbe essere più spiccato e da questo studio potremmo arrivare a un metodo per misurare il potere immaginativo della mente e come questo possa influenzare la realtà di ciascuno".


Qui finisce l'articolo e questa che segue è una mia idea, scaturita dal tentativo di trovare un appiglio scientifico capace di spiegare il fenomeno descritto.


Il fenomeno ottico accertato dalla scienza, in base al quale l'occhio della mente modifica la realtà, mi porta a fare un parallelo con un fenomeno astronomico di recente accertamento. Chissà che la spiegazione non provenga proprio da questo fenomeno astronomico.


Si tratta delle cosiddette lenti gravitazionali che, per effetto della teoria della incurvamento_luce_schemarelatività di Einstein, rivelano la deformazione dello spazio temporale. Questo si traduce in una deflessione della luce in prossimità di una grande massa. Ma è una cosa nota in Scientificando, poiché il post "Telescopi naturali nello spazio sidereo" è stato un argomento molto apprezzato da ragazzi e adulti, che lo hanno letto e commentato con interesse.


Rinfrescando pertanto la memoria, la teoria di Einstein afferma che una grande massa deforma lo spazio- tempo circostante incurvandolo; questo effetto produce di conseguenza una curvatura di tutte le linee di forza e di tutte le geodetiche.


Un fascio luminoso (che per definizione segue le geodetiche dello spazio- tempo), quindi, passando in prossimità di una grande massa, non procederà in linea retta, come il senso comune vuole, ma seguirà la curvatura dello spazio- tempo, esattamente come un treno segue i binari.
Tanto maggiore è la massa dell'oggetto, che deforma lo spazio-tempo, tanto maggiore risulterà la deformazione, quindi tanto maggiormente i raggi luminosi verranno incurvati.
Quando una massa è molto grande,  crea una profonda buca di potenziale nello spazio-tempo, altrimenti piatto; tale buca di potenziale, per un fascio luminoso incidente, produce un risultato analogo a quello di una lente biconcava.
In questo caso, a seconda della geometria (e della simmetria della lente), che si viene a creare tra i fasci luminosi (l'angolo di incidenza e l'angolo di convergenza della lente), si possono manifestare differenti situazioni dell'oggetto astronomico, posto dietro l'argomentata buca di potenziale e normalmente non visibile.



Concludendo brevemente, per riallacciare i due fenomeni suddetti, potrebbe essere che l'immagine mentale in alcuni soggetti si determini in modo talmente abnorme da far assumere alla visione della realtà una massa considerevole. Questa, per effetto della teoria della relatività di Einstein – supponiamo –, fungerebbe appunto da lente gravitazionale per rimarcare la precedente visione immaginativa. Insomma, sembrerebbe che la relatività di Einstein funzioni anche nel mondo delle attività mentali, come per unire il macrocosmo al microcosmo.


Naturalmente, considerate questa concezione come una divagazione mentale da fantascienza, offrendo però l'imbeccata a quegli scienziati che se ne potrebbero innamorare per poi tentare di darvi sostegno, in qualche modo. Non si può mai sapere! E’ anche vero, infatti, che la Scienza si è evoluta nel tempo, seguendo proprio questi fantastici itinerari alla Jules Verne!


***


Per i "POST CORRELATI", consulare il tag "astronomia"



mercoledì 17 ottobre 2007

[CONTRIBUTI]Telescopi naturali nello spazio sidereo

Pubblico con piacere un interessante articolo che l'amico Gaetano Barbella,studioso eclettico ed originale, ha voluto gentilmente concedere a questo blog. Leggetelo con attenzione please!


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TELESCOPI NATURALI NELLO SPAZIO SIDEREO: LE LENTI GRAVITAZIONALI


di  Gaetano Barbella


incurvamento_luce_schema


L'effetto di lente gravitazionale si genera quando la luce
di un oggetto distante entra in interazione con un forte
campo gravitazionale posto tra l'osservatore e l'oggetto
stesso. Il risultato è un'immagine sdoppiata e schiacciata


Colgo dal post di Scientificando dell'8 ottobre 2007, «Astronomix: alla scoperta del cielo!» questa frase: «...Parlando di stelle, secondo voi… che cosa si cela dietro di esse? Chissà quanti segreti e quanti misteri ci sarebbero da svelare!!! Purtroppo neanche con gli strumenti  tecnologicamente più avanzati riusciremmo a scoprire tutta la verità dell’universo...».
Eppure si trascura che è lo stesso universo a provvedere a tanto nello spazio sidereo, ed oplà, lo strumento che si cerca – ritenendo impossibile una simile cosa – invece è qua, è là, è lì, alzando gli occhi con i telescopi terrestri! Non ci si crede?
Ma come è possibile una cosa come questa?
Dimenticate la provvidenza di Dio, direbbero di volata i mistici, approfittando dell'occasione. E direbbero ancora che quello che non è possibile agli uomini, lo è invece a Dio attraverso il suo creato interstellare.
Ma non vi voglio far stare sulle spine per una cosa assolutamente naturale, nota attraverso il web ed i media della carta stampata.
Si tratta di “lenti gravitazionali” – così sono state chiamate dagli astrofisici – il cui effetto si genera quando la luce di un oggetto distante entra in interazione con un forte campo gravitazionale posto tra l'osservatore e l'oggetto stesso. Il risultato è un'immagine sdoppiata e schiacciata. Questo in sintesi e la figura sopra chiarisce ogni cosa.
A tal proposito – per approfondire l'argomento – riporto di seguito un articolo del Giornale di Brescia del 17.02.2004 dal titolo «Scoperta la galassia più distante». Ma sul web, come anzidetto, si possono sapere moltissime cose sulle "lenti gravitazionali".
Ma ecco l'articolo annunciato:


2°_immagine


WASHINGTON - Una squadra di astrofisici ha rivelato di avere individuato una piccola galassia che è l'oggetto conosciuto più lontano dalla Terra: dista circa 13 miliardi di anni luce dal nostro pianeta, il che vuol dire che la luce che ci perviene è stata emessa quando l'universo era nato da poco, cioè da circa 750 Milioni di anni, secondo quanto racconta l'astronomo Richard Ellis del California Institute of Technology.
La squadra di astrofisici ha scoperto la lontana galassia grazie a due potenti telescopi, uno nello spazio, lo Hubble, e l'altro alle Hawaii, il Keck. Gli astrofisici auspicano che l'ennesima dimostrazione dell'utilità di Hubble contribuisca a indurre la Nasa a rivedere la condanna a morte del telescopio spaziale recentemente decretata.


abell2218_hst


Immagine Abell 2218 della costellazione del Draco osservata il 17
febbraio 2004


L'osservazione della galassia, piccola e lontanissima, è stata resa possibile da un effetto naturale di amplificazione della luce provocato da un ammasso di galassie chiamato Abell 2218 (vedasi la figura sopra), che devia e moltiplica l'intensità della luce emessa dalla galassia lontanissima.
I risultati della ricerca dell'équipe internazionale sono stati resi pubblici durante l'annuale riunione dell'American Association, per il progresso della scienza, che si sta svolgendo a Seattle.
«A un certo punto le galassie si sono accese, ma non sappiamo né quando né come. Se questa ricerca sarà confermata, la galassia potrebbe essere l'oggetto più lontano e antico finora noto», ha commentato il direttore dei progetti nazionali dell'Istituto Itallano di Astrofisica (Inaf), Giampaolo Vettolam.
Quella che sembra essere la galassia più lontana finora nota si trova a 13 miliardi di anni luce dalla Terra e la sua formazione risale a 750 milioni di anni dopo il Big Bang, quando l'universo aveva appena il 5% della sua età. Secondo gli studiosi si tratterebbe di una delle prime luci che si sono accese nell'universo al termine di un lungo periodo di buio.
Riuscire a vederla è stato possibile sfruttando come una lente gravitazionale la costellazione di galassie chiamata Abell 2218, secondo un fenomeno previsto dalla teoria della relatività di Einstein.
Vale a dire che quando un oggetto così grande viene attraversato dalla luce di oggetti distanti, la amplifica di almeno 50 volte e la rende più brillante, ottenendo un effetto quale quello di una lente di ingrandimento.
Se poi gli oggetti sono molto lontani, la lente gravitazionale li sdoppia in due immagini identiche, come ha descritto il coordinatore della ricerca, Jean-Paul Kneib: «Mentre eravamo in cerca di galassie lontane rese visibili dalla Abell 2218, abbiamo visto un paio di immagini molto simili le cui caratteristiche indicano un oggetto molto lontano». Era un chiaro segno che Abell 2218 stava riflettendo la luce emessa da un oggetto che si trovava molto lontano, alle sue spalle. 


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Ringraziamo Gaetano per il bel contributo e lo aspettiamo ancora su questo blog!
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