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lunedì 21 marzo 2011

ALTERNATIVE ENERGY REVOLUTION

Da xkcd.com, blog di un fisico vignettista, la rivoluzione dell'eolico in una intelligente infografica, ricca di sottile humour.

Cliccare qui per  ingrandire l'immagine.

sabato 26 giugno 2010

Ebook Scaricabile Sulle Trasformazioni Della Materia


Cari colleghi,

il 27 maggio 2010, pubblicavo l'articolo
"Progetto Borse di Ricerca" per insegnanti, in cui anticipavo che avrei reso disponibili i vasti materiali del percorso didattico- sperimentale svolto con una classe terza media, distribuendoli in quattro comodi ebook, liberamente scaricabili.

L'ebook qui pubblicato è il primo dei quattro suddetti e si riferisce ad un modulo didattico sulle trasformazioni fisiche e chimiche della materia, all'interno della macrosezione "La materia, i materiali e le loro proprietà".

lunedì 1 febbraio 2010

Entanglement E Transizioni Di Fase: Una Ricerca

Cari lettori, vi presento un articolo impegnativo in cui l'amico Peppe Liberti, fisico e ricercatore di valore, ci presenta in chiave divulgativa la sintesi di alcuni lavori di ricerca che trattano di entanglement e transizioni di fase.

Questi i link dei lavori di Peppe, pubblicati su arXsiv,
un enorme archivio per pubblicazioni scientifiche nel campo della fisica, matematica, informatica e biologia accessibile via Internet:

martedì 19 gennaio 2010

Le Trasformazioni Chimiche [Unità Di Apprendimento Classe 2°]

Cari colleghi, rendo disponibile una mia  unità di apprendimento, ipotizzata per una classe 2° secondaria di 1° grado.

Tramite le attività laboratoriali previste, si vuol far comprendere ai ragazzi che
si ha una reazione chimica quando due o più sostanze reagiscono tra  loro per formarne altre di natura diversa. Da ciò scaturisce che, in natura, nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma.

mercoledì 9 luglio 2008

Inquinamento Luminoso: Parliamone…

Cari ragazzi, amici e lettori,

avete mai sentito parlare di inquinamento luminoso? Certamente è meno considerato rispetto ad altri tipi di inquinamento, dei quali si ritrovano notizie e aggiornamenti su tutti i giornali, ma anche l’eccessiva dispersione di luce sta creando numerosi disagi all’uomo e gravi disturbi alla flora e alla fauna.

Riporto di seguito un interessante articolo di Piero Bianucci, tratto da Specchio, n.468, La Stampa 21/05/2005, che reputo valga la pena leggere con attenzione.


***

AMATE LE STELLE? SPEGNETE LE LAMPADINE


Giusto preoccuparsi del panda. Ma chi si preoccupa delle stelle? Per fortuna, grazie a alcove*, i nostri nipoti potranno ancora conoscere questi simpatici peluche viventi, così poco sensibili ai piaceri della procreazione e così schizzinosi nella scelta del cibo. Ma forse non sapranno più che cosa significa vedere una stella. Colpa dell’inquinamento luminoso. La dispersione di luce verso il cielo raddoppia ogni dieci anni. Con questo ritmo, nel 2030 anche le stelle di prima grandezza svaniranno in una caligine lattiginosa che somiglierà a un eterno crepuscolo, alle “notti bianche di San Pietroburgo descritte da Dostoevskij, ma senza il loro fascino. Notti che in ogni stagione ci appariranno come un albeggiare inquietante e malato.
sirioUltima a scomparire, verso il 2050, sarà Sirio, la stella più luminosa del cielo, quattro volte più brillante degli astri di prima grandezza. Persa l’ultima stella, a occhio nudo potremo ancora avvistare, e soltanto quando sono alla loro massima luminosità, i pianeti, Venere, Marte, Giove e Saturno.



Già oggi la perdita è grave. L’astro più famoso, la Stella Polare, da Milano, Torino, Roma, ma anche da molte città più piccole, è praticamente quasi invisibile. E c’è di peggio.
stella polare













La nostra metropoli stellare è la Via Lattea. Sono trecento miliardi di stelle, in gran parte simili al Sole. Da anni, ormai, scorgere la Via Lattea dai centri abitati, grandi e piccoli, è impossibile. La nostra città cosmica è diventata una città invisibile. Oltre metà della popolazione italiana non può più ammirare la Via Lattea, neppure nelle notti più limpide.
via latteaNel 2030, per scorgerla bisognerà andare in oceano aperto, in Antartide, su qualche cima dell’Himalaya o delle Ande. Non è solo una questione estetica. Per potere studiare l’Universo, gli astronomi da decenni hanno dovuto emigrare su montagne e isole remote (in Arizona, in Cile, a La Palma nelle Canarie, o a Mauna Kea nell’arcipelago delle Hawaii).

Gli effetti delle luci parassite non sono circoscritti all’osservazione del cielo, con i conseguenti danni scientifici ed economici (i tre miliardi di dollari spesi per il telescopio spaziale Hubble sarebbero stati sufficienti per costruire 100 grandi osservatori a terra, e si calcola che negli Stati Uniti l’energia dispersa verso l’alto costituisca uno spreco di un miliardo di dollari all’anno). Sono dimostrati danni a flora e fauna che vedono modificati i loro bioritmi naturali, danni ambientali derivanti dalla produzione di energia superflua, danni psicologici alla popolazione, disturbi alla fruizione del patrimonio artistico dovuti a una illuminazione che non interpreta i giochi di luci e di ombre previsti da architetti e scultori.
Blair E. Whiterington ha messo in evidenza i disturbi indotti dall’illuminazione notturna sul ciclo riproduttivo sulle tartarughe di mare Caretta caretta, che vengono a deporre sulle spiagge le loro uova. Hausmann ha documentato le stragi prodotte dalle luci artificiali tra le farfalle notturne e ha dimostrato il disorientamento che queste luci causano agli uccelli migratori. Ha fatto notizia il curioso caso di un falco pellegrino che si appollaiava sui tralicci illuminati di una raffineria di petrolio nei pressi di Cagliari per attaccare gli uccelli migratori notturni che venivano deviati dalla loro rotta.
Insonnia e disturbi del comportamento
si manifestano negli abitanti di quartieri in cui l’illuminazione pubblica rischiara anche l’interno delle abitazioni. Frequenti sono gli incidenti stradali dovuti ad abbagliamento: punti-luce non schermati o con vetro rifrangente, illuminazione di stadi e laser di discoteche che favoriscono questi incidenti.

*Alcova: luogo predisposto dall’uomo per facilitare l’accoppiamento e la riproduzione degli animali.


***
Vi propongo, per concludere, un gioco da svolgere con carta e penna.


Gioco

Riordinando i gruppi di lettere, disposti in ordine sparso, troverete i nomi di tutti gli animali nominati nell’articolo.

disegno_inquinamento Vi lascio con l'indicazione dei post correlati.


***
POST CORRELATI
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giovedì 29 novembre 2007

Le trasformazioni della materia

L'unità di lavoro "Le trasformazioni della materia"  è stata svolta con una mia classe terza.


Nel documento allegato al post, si possono reperire i contenuti trattati, che sono:


Le trasformazioni della materia. Il concetto di trasformazione. Differenza fra le trasformazioni fisiche e le trasformazioni chimiche. Esempi di trasformazioni di tipo fisico. Esempi di trasformazioni di tipo chimico.


Ne riporto un estratto:


" I segmenti disciplinari individuati si configurano, all'interno dei comportamenti della materia e dei materiali, come concetti cardine che si intendono far acquisire ai ragazzi operativamente, partendo dal noto e dal frequentato per giungere alla loro comprensione e alla successiva concettualizzazione, attraverso verifiche sperimentali, modelli, classificazioni, problematizzazione delle situazioni, attività di progettazione, ragionamenti -tipo, discussioni in gruppo ristretto e allargato.
I contenuti, in esame, si ritengono particolarmente significativi  in quanto conducono gli alunni a comprendere i confini tra l'area dei fenomeni fisici e quella dei fenomeni chimici e per tale ragione si è convinti che siano irrinunciabili nel loro bagaglio formativo, in uscita dalla scuola media.


Continuare a leggere dopo aver effettuato il download del documento!

Trasformazioni_della_materia - Twango
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