Vi invito a leggere il seguito con attenzione e a fornire, mediante un commento, le vostre preziose e gradite considerazioni.
Buona lettura!
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SPAZIO TEMPORALE DELLA MENTE
Colgo su diversi giornali online la notizia che "L'OCCHIO DELLA MENTE MODIFICA LA REALTÀ" (2008-07-04 14:35).
Riporto, a caso, da Ansa.it (2008-07-04 14:35) l'articolo inerente.
Qui finisce l'articolo e questa che segue è una mia idea, scaturita dal tentativo di trovare un appiglio scientifico capace di spiegare il fenomeno descritto.
Il fenomeno ottico accertato dalla scienza, in base al quale l'occhio della mente modifica la realtà, mi porta a fare un parallelo con un fenomeno astronomico di recente accertamento. Chissà che la spiegazione non provenga proprio da questo fenomeno astronomico.
Si tratta delle cosiddette lenti gravitazionali che, per effetto della teoria della
Rinfrescando pertanto la memoria, la teoria di Einstein afferma che una grande massa deforma lo spazio- tempo circostante incurvandolo; questo effetto produce di conseguenza una curvatura di tutte le linee di forza e di tutte le geodetiche.
Un fascio luminoso (che per definizione segue le geodetiche dello spazio- tempo), quindi, passando in prossimità di una grande massa, non procederà in linea retta, come il senso comune vuole, ma seguirà la curvatura dello spazio- tempo, esattamente come un treno segue i binari.
Tanto maggiore è la massa dell'oggetto, che deforma lo spazio-tempo, tanto maggiore risulterà la deformazione, quindi tanto maggiormente i raggi luminosi verranno incurvati.
Quando una massa è molto grande, crea una profonda buca di potenziale nello spazio-tempo, altrimenti piatto; tale buca di potenziale, per un fascio luminoso incidente, produce un risultato analogo a quello di una lente biconcava.
In questo caso, a seconda della geometria (e della simmetria della lente), che si viene a creare tra i fasci luminosi (l'angolo di incidenza e l'angolo di convergenza della lente), si possono manifestare differenti situazioni dell'oggetto astronomico, posto dietro l'argomentata buca di potenziale e normalmente non visibile.
Concludendo brevemente, per riallacciare i due fenomeni suddetti, potrebbe essere che l'immagine mentale in alcuni soggetti si determini in modo talmente abnorme da far assumere alla visione della realtà una massa considerevole. Questa, per effetto della teoria della relatività di Einstein – supponiamo –, fungerebbe appunto da lente gravitazionale per rimarcare la precedente visione immaginativa. Insomma, sembrerebbe che la relatività di Einstein funzioni anche nel mondo delle attività mentali, come per unire il macrocosmo al microcosmo.
Naturalmente, considerate questa concezione come una divagazione mentale da fantascienza, offrendo però l'imbeccata a quegli scienziati che se ne potrebbero innamorare per poi tentare di darvi sostegno, in qualche modo. Non si può mai sapere! E’ anche vero, infatti, che la Scienza si è evoluta nel tempo, seguendo proprio questi fantastici itinerari alla Jules Verne!
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